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Revisore legale: chi è, cosa fa e come si diventa

12 Aprile 2019 | Autore: Paolo Remer
Revisore legale: chi è, cosa fa e come si diventa

La professione di revisore legale: i requisiti e l’iter per accedere, le competenze necessarie, le attività da svolgere.

Il revisore legale è un professionista esterno all’impresa, incaricato di controllare la regolare tenuta della contabilità e dei bilanci di aziende private e di enti pubblici. Revisore legale: chi è, cosa fa e come si diventa? È una figura qualificata: deve essere in possesso di una laurea in materie economiche e finanziarie o giuridiche, aver fatto un tirocinio triennale, superato un esame di abilitazione ed essere iscritto in un apposito Registro tenuto presso il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Al termine di ogni controllo il revisore legale redige una relazione in cui esprime il suo giudizio sulla correttezza o meno dei documenti contabili esaminati. Si tratta di un documento fondamentale: la qualità dei conti è analizzata e commentata in ogni aspetto. Avere i conti ed il bilancio revisionati da un revisore legale garantisce che essi non presentano errori significativi. Questo aiuta la società o l’ente a garantire trasparenza ai suoi soci ed azionisti e a promuovere la sua immagine sul mercato verso il pubblico dei consumatori e clienti. Per le società quotate o di grandi dimensioni e per le aziende pubbliche la revisione periodica è un obbligo di legge. La carriera del revisore legale si può sviluppare sia come libero professionista autonomo sia all’interno di una società di revisione, come lavoratore dipendente o partner. Le opportunità di guadagno sono interessanti, specialmente per i revisori più esperti e qualificati. Scopriamo quindi tutti gli aspetti della figura del revisore legale e vediamo in tutti i particolari chi è, cosa fa e come si diventa abilitati ad esercitare questa impegnativa professione.

Revisore legale: chi è?

La figura del revisore legale è una professione disciplinata dalla legge [1] ed è regolamentata da precisi requisiti e criteri per l’accesso e per la permanenza.

È quindi una professione riservata, non libera. Vista l’importanza delle funzioni, il suo esercizio è riservato solo a chi è espressamente abilitato.

Può fregiarsi del titolo di revisore legale solo chi è iscritto nell’apposito Registro; l’iscrizione si ottiene al termine di un percorso abilitante che parte dalla laurea, comprende un tirocinio triennale ed arriva al superamento di un impegnativo esame di Stato.

Il controllo legale dei conti e dei bilanci è un’attività complessa e che richiede qualificazione e competenza. Per questo sono richiesti severi requisiti di accesso: occorre garantire l’efficacia e la qualità dei controlli che i revisori svolgono e attestano ufficialmente nelle loro relazioni.

In passato questa figura si chiamava “revisore contabile”: il mutamento intervenuto, sotto la spinta della normativa europea [2], non è solo formale ma corrisponde a un effettivo ampliamento e potenziamento delle competenze.

Infatti il revisore non si limita a controllare minuziosamente la contabilità ma effettua una vera e propria analisi della qualità e coerenza dell’intera attività di gestione aziendale in tutti i suoi aspetti.

Revisore legale: cosa fa?

Il revisore legale ha il compito di effettuare determinati controlli sulla regolare tenuta della contabilità e dei bilanci e di formulare, all’esito, un giudizio di conformità o meno alla legge.

Stabilire se un bilancio è vero e corretto non è facile: occorre verificare non solo il rispetto delle norme per la sua redazione ma anche l’adeguamento a numerosi ed articolati principi contabili nazionali ed anche internazionali, in modo da stabilire se quel bilancio rispecchia fedelmente la realtà aziendale e descrive in modo esatto e completo il suo andamento oppure no.

L’attività di controllo che il revisore legale fa è molto penetrante e articolata: per controllare i conti aziendali e per esaminare un bilancio nella prospettiva di attestarne la conformità occorre esaminare attentamente una molteplicità di documenti contabili e legali ed anche valutare la tipologia e la dimensione dell’azienda o dell’ente, il suo assetto organizzativo ed il sistema in cui si innesta ed opera.

Il compito fondamentale del revisore legale è quello di verificare la correttezza del bilancio d’esercizio della società o dell’ente revisionato. Si tratta di un vero e proprio giudizio, che viene spiegato in un apposito documento, la relazione di revisione.

Essa sarà esaminata e valutata da tutti i soggetti interessati all’andamento dell’impresa: soci, azionisti, lavoratori dipendenti, fornitori, istituti di credito finanziatori, comunità territoriale in cui l’azienda o l’ente operano.

Un bilancio non si spiega da solo (tranne che, forse, per i professionisti del settore) ed avere una relazione di revisione consente di disporre di un’analisi effettuata da un professionista qualificato ed indipendente che possa garantire la fedeltà e rappresentatività dei conti aziendali oppure evidenziare le lacune e gli eventuali errori compiuti nella contabilizzazione delle operazioni di gestione.

Per svolgere in maniera efficace la sua delicata funzione, il revisore legale deve quindi essere innanzitutto indipendente, cioè non legato da alcun interesse personale verso la società o l’ente che costituisce l’oggetto della sua attività di analisi e revisione. Solo così il suo giudizio risulterà attendibile e fedele.

Revisore legale: come si diventa?

Il percorso necessario per diventare revisore legale è lungo e articolato. Parte dal possesso di una laurea e si svolge attraverso un lungo periodo di tirocinio, al termine del quale l’aspirante revisore dovrà sottoporsi ad un severo esame di Stato per ottenere l’idoneità ad esercitare la professione.

Requisito di base: la laurea

Per poter diventare revisore contabile occorre innanzitutto possedere un diploma di laurea, anche triennale, in discipline economiche e finanziarie o giuridiche.

Occorre almeno una laurea triennale in Scienze dell’Economia e della Gestione Aziendale o in Scienze Economiche, oppure una laurea Magistrale in Economia, Economia Aziendale, Scienze Economiche Aziendali, Finanza, Scienze della Politica, Scienze Economiche per l’Ambiente e la Cultura, Scienze delle Pubbliche Amministrazioni, Giurisprudenza, Scienze Statistiche, Attuariali e Finanziarie [3].

Vanno bene anche le lauree conseguite con il vecchio ordinamento [4] cioè quelle in Economia e Commercio, Statistica, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Scienze delle Pubbliche Amministrazioni ed equipollenti, oppure un altro diploma di laurea equiparato ad una di esse, anche se conseguito all’estero purché sia riconosciuto in Italia secondo le vigenti disposizioni [5].

Tirocinio

Il tirocinio è un periodo di addestramento presso un revisore legale già in esercizio che serve a far acquisire all’aspirante le capacità necessarie per poter esercitare la futura professione. Dura tre anni e deve essere svolto presso un revisore legale o una società di revisione legale.

Durante questo tempo il praticante collaborerà con il revisore legale nello svolgimento di tutte le attività effettuate dallo studio presso cui svolge il suo tirocinio: le conoscenze teoriche e di base acquisite all’università verranno fertilizzate attraverso questa esperienza di applicazione ai casi concreti.

Si tratta di un periodo di pratica effettivo e continuativo: basti pensare al fatto che il revisore o la società di revisione che accolgono il tirocinante devono essere attivi (iscritti nella sezione A del Registro) cioè avere incarichi in corso ed averne avuti nell’ultimo triennio, altrimenti il periodo non sarà riconosciuto valido. Inoltre ogni revisore può accogliere un numero massimo di tre tirocinanti.

Il tirocinante dovrà iscriversi in uno specifico Registro e per farlo dovrà dimostrare di essere in possesso di una delle lauree che abbiamo indicato al paragrafo precedente e di possedere determinati requisiti di onorabilità [6]:

  • non essere interdetto o sospeso dagli uffici direttivi di persone giuridiche ed imprese;
  • non essere stato sottoposto a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria [7];
    non essere stato condannato alla pena della reclusione maggiore di sei mesi per un reato in materia bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati, valori mobiliari e strumenti di pagamento, oppure per un reato societario [8];
  • non essere stato condannato alla pena della reclusione maggiore di un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro l’economia pubblica o in materia tributaria;
  • non essere stato condannato alla pena della reclusione maggiore di due anni per qualunque delitto non colposo.

Le condanne ostative all’onorabilità sono quelle pronunciate con sentenza irrevocabile (non quindi quelle non definitive) e fatti salvi gli effetti della riabilitazione.

Se sei in possesso della laurea triennale ma stai proseguendo gli studi per conseguire anche la laurea specialistica o magistrale, potrai iniziare comunque il periodo di tirocinio, in modo da svolgerlo contemporaneamente allo studio e risparmiare tempo; in cambio ovviamente di un maggior dispendio di energie per seguire sia i corsi universitari sia la pratica di revisore legale.

Una volta compilato questo modulo necessario per essere iscritto nel Registro e pagato un contributo di 50 euro, il tirocinio potrà iniziare.

Le modalità, i criteri ed i contenuti del tirocinio sono precisati in apposite linee guida disposte dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Al termine di ogni anno il tirocinante dovrà anche redigere una relazione illustrativa delle attività svolte nel periodo.

L’esame di idoneità per l’abilitazione

Al completamento del tirocinio, che sarà attestato dal revisore presso il quale si è svolta la pratica, si dovrà sostenere un esame di idoneità finalizzato all’abilitazione all’esercizio della professione di revisore legale.

Sono però esentati da questo esame coloro che sono già avvocati, dottori commercialisti o esperti contabili oppure che hanno frequentato con esito positivo un apposito esame equipollente presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione.

I requisiti di onorabilità che abbiamo indicato al paragrafo precedente devono permanere anche al momento del sostenimento di questo esame.

L’esame viene bandito con una frequenza di regola annuale ed è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4° Serie Speciale – Concorsi ed esami.

Comprende tre prove scritte ed un colloquio orale: le prove scritte consistono:

  • in un tema su materie economiche ed aziendali (contabilità generale, analitica e di gestione; disciplina del bilancio e principi contabili; analisi finanziaria; economia politica, aziendale e finanziaria; informatica, sistemi operativi, matematica e statistica);
  • in un tema relativo alle materie giuridiche (diritto civile e commerciale; diritto societario; diritto fallimentare; diritto tributario; diritto del lavoro e della previdenza sociale);
  • in una prova, consistente in un quesito a contenuto pratico, riguardante le materie tecnico-professionali e della revisione (gestione del rischio e controllo interno; principi di revisione nazionali e internazionali; disciplina della revisione legale; deontologia professionale e indipendenza; tecnica professionale della revisione).

Superando queste tre prove scritte si verrà ammessi alla prova orale. Si tratta di un colloquio, da sostenere con la commissione esaminatrice, che riguarderà tutte le materie oggetto delle prove scritte.

Non si tratta di un concorso e dunque non c’è un numero prefissato di posti: i candidati che risulteranno idonei saranno ammessi di diritto all’esercizio della professione di revisore legale.

Il nuovo professionista abilitato dovrà a questo punto iscriversi nell’apposito Registro dei revisori legali istituito presso il Mef e così potrà iniziare a svolgere l’attività, decidendo se farlo in forma autonoma oppure presso una società di revisione.

Anche durante il percorso professionale sono previsti degli obblighi di formazione continua [9]: la disciplina del settore, sia giuridica sia economica, è infatti in continua evoluzione e richiede un costante aggiornamento per poter esercitare la professione in modo qualitativamente adeguato.


Di Paolo Remer

note

[1] D. Lgs. n.39 del 27.01.2010.

[2] Direttiva n.43/2006/CE del 17 maggio 2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio.

[3] D.M. n. 270 del 22.10.2004.

[4]Corrispondenti a quelle indicate alle lettere a) e b) D.M. n. 509 del 3.11.1999 e successive modificazioni e integrazioni.

[5] Decreto Interministeriale del 5.05.2004, pubblicato nella G. U. n. 196 del 21.09.2004.

[6] Art. 3 co. 1 D.M. n.145 del 20.06.2012.

[7] L. n. 1423 del 27.12.1956 e L. n. 575 del 31.05.1965, salvi gli effetti della riabilitazione.

[8] Art. 2621 e ss. cod. civ.

[9] D. Lgs. n.135 del 17.07.2016.

Autore immagine: revisore legale di YP_Studio


1 Commento

  1. Mi chiedo se sia possibile anche la certificazione dello stato reddituale della persona e quindi se tale figura sia i. possibilità di svolgere tale compito.

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