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Lavorare da casa, scopri come fare

21 Marzo 2019 | Autore:
Lavorare da casa, scopri come fare

Come dipendente o come autonomo, quali attività si possono svolgere senza andare in azienda ed a quali condizioni. Le guide per guadagnare dal tuo salotto.

Addio alla vita da pendolare. Addio alle levatacce, alle code in tangenziale, alle mezze ore consumate per fare un chilometro in auto, ai treni che non arrivano mai ma che sono puntualissimi se in ritardo sei tu anche di un solo minuto. Addio alle spese folle di benzina, alle ricerche nevrotiche di un posto in cui lasciare l’auto, al cibo della mensa o al panino del bar sotto l’ufficio. Puoi dire addio a tutto questo e a chissà quant’altro ancora se hai l’opportunità di lavorare da casa. Ed è una possibilità meno remota di quello che potresti pensare: da qualche anno sempre più aziende optano per questa soluzione, almeno con una parte dell’organico, per ridurre delle spese «fisiche» nelle sedi di lavoro. Come fare? Non c’è bisogno di granché: una connessione ad Internet, un computer e poco più.

Si chiama smart working che, tradotto al «cristiano» sta per lavoro fuori sede ma anche per lavoro intelligente, volendo affidarci alla traduzione letterale. Talmente intelligente che ti permette di rendere lo stesso ma senza vincoli di orario o di spazio. Puoi farlo dove vuoi e quando vuoi: l’importante è che tu quel lavoro lo faccia. Se la tua attività ti consente di passare la giornata a pescare e di lavorare da casa di notte, fai pure.

Ai lavoratori o alle aziende che si sono chiesti «come fare per lavorare da casa?» lo Stato ha risposto con una legge che disciplina questa modalità di lavoro agile [1]. La tecnologia, invece, ha teso una mano non solo ai dipendenti che vogliono svolgere i loro compito dalla loro abitazione ma a chi non trova un’occupazione e si domanda come fare per guadagnare dal suo salotto. In altre parole: lavorare da casa vale sia per chi lo deve fare per un’azienda sia per chi vuole farlo per sé stesso. Vediamo come affrontare le diverse alternative.

Lavorare da casa: cos’è lo smart working?

È una vera rivoluzione, più grande di quanto si possa immaginare: lo smart working (lavoro intelligente, lavoro agile o come ti venga da chiamarlo) ha cambiato e continuerà a cambiare il rapporto tra un’azienda ed il suo dipendente. Il perché è subito spiegato.

Oggi chi lavora in una determinata sede viene pagato non solo per quello che fa ma per le ore che lavora: si arriva, si timbra, si lavora, si timbra dopo 8 ore (se si timbra prima o si arriva in ritardo ci sono delle sanzioni) e si torna a casa. Il giorno dopo, si ricomincia da capo.

Con lo smart working non è più così. Il dipendente può lavorare da casa ed essere pagato per quello che deve fare, per ciò che serve all’azienda. Che lui lo faccia in 2 ore o in 10, all’azienda non importa più di tanto: basta che svolga bene il suo compito e che consegni il suo lavoro entro i tempi richiesti.

Resta, dunque, il vincolo del lavoro subordinato ma «saltano» quelli dello spazio e (fino ad un certo punto) del tempo.

Lavorare da casa: come fare lo smart working?

La possibilità di lavorare da casa attraverso lo smart working non si traduce nel fare ciò che uno vuole e quando ne ha voglia. Esiste, comunque, un contratto tra dipendente e azienda che, anche se prevede delle caratteristiche particolari rispetto a quello del classico lavoro nella sede aziendale, resta comunque un contratto da rispettare.

Che cosa dirà questo accordo? Fisserà il numero di giornate in cui il dipendente potrà svolgere la sua attività da casa, con che cosa potrà lavorare e quali misure di sicurezza sono previste per lui anche se lavora fuori dai locali dall’azienda. Va detto, comunque, che il lavoratore può chiedere questa opzione ma non può pretendere di ottenerla: ci vuole, insomma, che l’accordo sia accettato da entrambe le parti.

Lavorare da casa: quali vantaggi?

Come dicevamo all’inizio, i vantaggi di lavorare da casa grazie allo smart working riguardano sia il dipendente sia l’azienda.

Da un punto di vista organizzativo, il lavoratore si sente più libero di gestire il proprio tempo e, per questo, anche più motivato. Ha la possibilità di svolgere la sua attività nel suo contesto e di iniziare quando vuole, pur con l’obbligo di portare a termine il lavoro entro una certa scadenza stabilita con l’azienda.

Se pensiamo al vantaggio economico del dipendente, lavorare da casa comporta un risparmio consistente: niente spese in benzina o in abbonamenti ai mezzi pubblici, niente pranzi fuori di casa quando non sono previsti i buoni pasto, niente abiti eleganti per andare in ufficio (mai pensato che potresti lavorare in tuta da ginnastica se non, addirittura, in pigiama?). Dal canto suo, l’azienda risparmia sui costi vivi di tenere aperto un ufficio: corrente, riscaldamento, affitto, ecc.

C’è anche un vantaggio, diciamo così, sociale: più persone che lavorano da casa significa meno persone sulle strade, quindi meno auto e meno inquinamento, mobilità più veloce per chi non può fare a meno di recarsi in ufficio o in fabbrica, per il trasporto delle merci, ecc.

Lavorare da casa: quali sono i contratti previsti?

Lo smart working non è l’unico modo per lavorare da casa come dipendente. Esistono diverse tipologie che presuppongono altrettanti contratti di lavoro, e cioè:

  • il già citato lavoro agile, che consente di operare in toto o in parte dall’esterno dell’azienda, senza vincoli di orario e con eventuale utilizzo di strumenti tecnologici messi a disposizione dal datore;
  • il lavoro a domicilio, che permette di operare da casa per uno o per più datori di lavoro;
  • il telelavoro, che dà la possibilità di operare attraverso strumenti informatici e sistemi di telecomunicazione (pc e connessione a Internet, insomma) e che è aperto anche a collaboratori o freelances.

Lavorare da casa: chi paga il computer e la connessione ad Internet?

Se la scelta di lavorare da casa viene presa con l’obiettivo di risparmiare, come fare a contenere i costi? E chi paga il computer, la connessione ad Internet ed eventuali altre attrezzature necessarie per svolgere l’attività fuori dai locali aziendali?

Dipende dalla tipologia di lavoro. Vediamo.

Lavoro agile o smart working

Se dipendente e azienda hanno stipulato un contratto di lavoro agile, o di smart working che dir si voglia, la legge stabilisce che il compito dell’azienda si limita a garantire la sicurezza ed il buon funzionamento dell’attrezzatura tecnologica assegnata al lavoratore per la sua attività. Significa che il dipendente ha diritto a ricevere gli strumenti necessari per poter lavorare, ma nulla è detto nella normativa riguardo l’obbligo del datore di pagare la connessione ad Internet.

Uno può pensare: se la legge garantisce lo stesso trattamento per tutti i dipendenti, perché chi lavora in ufficio non si deve pagare Internet per lavorare mentre chi lavora a casa deve sostenere questo costo? Non è una domanda banale. Ma la risposta, per nulla banale nemmeno quella, può essere: e perché chi lavora in ufficio deve sostenere delle spese di trasporto mentre chi lavora da casa consuma, a dir tanto, le suole delle ciabatte? Insomma, su questo la legge non dice nulla, per cui saranno le parti a dover trovare un accordo su chi paga la connessione al web e se è possibile, eventualmente, condividere questo costo.

Lavoro a domicilio

Il contratto di lavoro a domicilio prevede, normalmente, un rimborso delle spese anticipate dal lavoratore per l’acquisto del pc e del modem e per il pagamento delle bollette della connessione ad Internet. Questo non vuol dire che tale rimborso sia previsto dalla legge, che nulla dice in proposito. L’unico aspetto contenuto nella normativa riguarda la possibilità di stabilire che le attrezzature appartengano al dipendente o all’azienda. In altre parole: anche in questo caso, si deve trovare un accordo.

Telelavoro

Per chi opta per il contratto di telelavoro, ci sono, invece, delle disposizioni più precise che riguardano il datore di lavoro. Nello specifico:

  • risponde normalmente della fornitura, dell’installazione e della manutenzione delle attrezzature necessarie per lo svolgimento dell’attività del lavoratore, quindi anche del computer se il suo utilizzo è previsto per il lavoro in questione e il lavoratore non ne possiede uno o non voglia usare il suo pc;
  • compensa o copre i costi generati dal lavoro se questo è svolto con regolarità;
  • procura al lavoratore il supporto necessario;
  • si accolla i costi che derivano dallo smarrimento o dal danneggiamento degli strumenti di lavoro e dei dati utilizzati;
  • prende le misure necessarie alla protezione dei dati utilizzati dal lavoratore per scopi professionali;
  • informa il lavoratore su eventuali limiti di utilizzo delle attrezzature.

Alcuni contratti nazionali di categoria, come quelli del commercio e del terziario, prevedono che sia il datore di lavoro a pagare tutte le spese concernenti attrezzature, connessioni e quant’altro.

Lavorare da casa: come fare a fatturare?

Lavorare da casa è una scelta fattibile (a volte anche consigliabile) se non sei dipendente ma vuoi sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia per avviare un’attività. Come vedremo tra poco, le occasioni sono tante ma, ovviamente, vanno dichiarate al Fisco. Come fare?

Prima di tutto, dovrai aprire una partita Iva, a meno che tu svolga un’attività occasionale per la quale sia prevista una semplice ricevuta. In quest’ultimo caso, è necessario:

  • che tu non guadagni più di 5.000 euro all’anno;
  • che tu non faccia più di 30 collaborazioni nell’anno solare con la stessa azienda;
  • che tu non svolga una prestazione stabile e continuativa, cioè che non abbia una cadenza regolare.

Lavorare da casa: posso farlo quando sono in malattia?

Nulla vieta ad un dipendente di lavorare da casa mentre è in malattia. Purché lo faccia a certe condizioni, cioè:

  • che non lavori simulando la malattia (mandi un certificato medico ma, in realtà, quello che vuoi è lavorare comodamente dal salotto di casa tua);
  • che il lavoro non ritardi o pregiudichi la guarigione;
  • che il lavoro svolto non sia per un’azienda concorrente con quella da cui sei assente per malattia;
  • che tu non possa svolgere in azienda un altro lavoro compatibile con la tua malattia.

Lavorare da casa: cosa fare?

Se non sei un lavoratore dipendente, hai un pc e la possibilità di collegarti ad Internet e vuoi lavorare da casa, ci sono tante cose che puoi fare per guadagnare un po’ di soldi senza muoverti dalla tua abitazione.

Attività come la consulenza nel settore in cui ti senti più preparato, la scrittura per blog o per quotidiani online, la stesura o correzione di tesi di laurea, il trading online (ovvero la negoziazione telematica di titoli quotati in Borsa e di altri strumenti finanziari).

Ci sono anche dei lavori per i quali la tecnologia non è così indispensabile, come l’attività di parrucchiere, di baby-sitter, l’estetista, il fisioterapista, il wedding planner, ecc.

Se vuoi approfondire l’argomento e trovare l’idea che più ti piace per lavorare da casa, leggi la nostra guida ed altri nostri consigli utili.


note

[1] Legge n. 81/2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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