L’esperto | Articoli

Omicidio stradale: ultime sentenze

15 Maggio 2021
Omicidio stradale: ultime sentenze

Omicidio stradale e lesioni stradali gravi o gravissime; guida in stato di ebbrezza; revoca della patente; mancato uso delle cinture di sicurezza; animali sulla strada; omicidio colposo; concorso colposo di terzi.

Se un incidente stradale è provocato da un animale fuggito dal recinto e provoca la morte del conducente, è responsabile il proprietario che ne aveva l’obbligo di custodia? In quali casi ricorre l’omicidio colposo? Quali sono le sanzioni previste per l’omicidio stradale? Il mancato uso delle cinture di sicurezza della vittima può escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente e l’evento? La guida in stato di ebbrezza è un’aggravante nel caso di omicidio stradale. Per conoscere le ultime sentenze sull’argomento e trovare le risposte alle precedenti domande continua a leggere questo articolo.

Fuga del conducente a seguito di omicidio stradale

Solo il reato di cui all’art. 189 ,comma 6 Cds è assorbito dalla fattispecie aggravata  di fuga del conducente a seguito di omicidio stradale di cui all’art. 589 ter c.p. mentre concorrono i reati previsti dall’art. 189 comma 7 C.d.s  e le fattispecie di cui all’art. 589 bis e ter c.p., poiché solo la fuga è assorbita dalla fattispecie prevista dal codice penale e non anche l’omessa assistenza stradale.

(Nel caso di specie, si trattava di un conducente di un furgone che era fuggito dopo l’investimento di un pedone senza prestargli assistenza ed essendo il pedone visibile da parte dell’imputato e considerando che lo stesso aveva avuto contezza di aver urtato il guardrail, e che dopo 40 minuti il mezzo privo di copertura assicurativa veniva assicurato, le fattispecie  erano state integrate in concorso risultando assorbita solo la circostanza della fuga nel reato di cui all’art. 589 ter c.p.)

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 12/10/2020, n.186

Omicidio stradale colposo e lesioni personali colpose

Le fattispecie tipizzate negli artt. 589-bis e 590-bis c.p. (omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi e gravissime), introdotte dalla L. 23 marzo 2016, n. 41, art. l, costituiscono ipotesi autonome e non aggravate dei reati di omicidio colposo e lesioni colpose. In relazione a quest’ultima fattispecie, ricorre altresì il paradigma delle lesioni gravi, ove guarite dopo i quaranta giorni e pertanto, per essa, non è necessaria la condizione di procedibilità della querela.

Corte appello Ancona, 09/10/2020, n.1007

Stato di ebbrezza: il presupposto di applicazione dell’aggravante

In tema di omicidio stradale, il testo dell’art. 589-bis, comma 2, c.p. non riconduce la fattispecie aggravata all’ipotesi in cui lo stato di ebbrezza sia la causa del sinistro mortale, ma indica nello stato di ebbrezza il presupposto di applicazione dell’aggravante. Il legislatore, infatti, stabilisce l’aggravamento per l’ipotesi in cui il conducente, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica, cagioni, per la violazione delle norme sulla circolazione stradale, la morte di una persona.

Del resto, che la guida in stato di ebbrezza costituisca di per sé il presupposto applicativo dell’aggravante, ancorché non incidente sulla causazione del sinistro, si desume anche dalla scelta legislativa di introdurre con la fattispecie autonoma dell’omicidio stradale un reato complesso in cui la contravvenzione di cui all’art. 186 c. strad. perde la propria autonomia.

Cassazione penale sez. IV, 21/11/2019, n.4882

Revoca della patente di guida

Secondo la previsione dell’art. 222 C.d.S., la sanzione amministrativa accessoria che, conseguente al reato di cui all’art. 589-bis cod. pen. viene disposta dal giudice, è la revoca della patente di guida. Tale sanzione non conosce modulazione temporale, diversamente dalla inibizione al conseguimento di (nuova) patente di guida, che ha durata differente a seconda che si tratti di omicidio stradale di cui rispettivamente all’art. 589-bis c.p., comma 1, ai commi 2, 3 e 4, o al comma 5 ed è disposta per il caso specifico con provvedimento del prefetto.

Cassazione penale sez. IV, 28/11/2018, n.5071

Attenuante del concorso colposo di terzi: quando sussiste?

In tema di omicidio stradale, la circostanza attenuante ad effetto speciale di cui all’art. 589-bis, comma settimo, cod. pen., che fa riferimento all’ipotesi in cui l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione od omissione del colpevole, ricorre nel caso in cui sia stato accertato un comportamento colposo, anche di minima rilevanza, della vittima o di terzi, o qualunque concorrente causa esterna, anche non costituita da condotta umana, al di fuori delle ipotesi di caso fortuito o forza maggiore.

(Fattispecie in cui la S.C. ha annullato con rinvio la sentenza impugnata che non aveva riconosciuto l’attenuante in relazione ad un incidente stradale al quale aveva concorso anche l’attraversamento della carreggiata da parte di animali selvatici).

Cassazione penale sez. IV, 07/11/2018, n.54576

Omicidio stradale: la revoca della patente di guida

La revoca della patente di guida ricorre in ipotesi di “omicidio stradale” e ‘”lesioni persona stradali gravi o gravissime”, mentre la sospensione opera per gli altri casi, pure previsti dal codice della strada, in cui si verificano danni alla persona.

Cassazione penale sez. IV, 06/11/2018, n.1493

Reati di omicidio e lesioni stradali

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in relazione agli artt. 3 e 27 Cost., dell’art. 590-bis cod. pen., nella parte in cui prevede il divieto di bilanciamento tra circostanze di segno opposto per i reati di omicidio e lesioni stradali, in quanto gli effetti sanzionatori che ne derivano non violano i principi di ragionevolezza e proporzionalità, in considerazione della particolare pericolosità delle condotte integranti le circostanze aggravanti in relazione alle quali il divieto è previsto.

Cassazione penale sez. IV, 18/10/2018, n.49919

Omicidio stradale: la guida in stato di ebbrezza è un’aggravante

La condotta di guida in stato di ebbrezza alcolica costituisce circostanza aggravante dei delitti di omicidio stradale e di lesioni stradali gravi o gravissime, dovendosi conseguentemente escludere, in applicazione della disciplina del reato complesso, che gli stessi possano concorrere con la contravvenzione di cui all’art. 186 cod. strada.

Cassazione penale sez. IV, 10/10/2018, n.50325

Omicidio colposo e guida in stato d’ebbrezza

In tema di omicidio colposo, in relazione alla formulazione dell’art. 589 cod. pen. come risultante dal d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv. in legge 24 luglio 2008, n. 125 – anteriore all’introduzione, ex art. 1, comma 1 e 2, legge 23 marzo 2016, n. 41, delle nuove fattispecie autonome dell’omicidio stradale e delle lesioni personali stradali gravi e gravissime – è configurabile il concorso materiale tra l’omicidio colposo qualificato dalla circostanza aggravante della violazione di norme sulla circolazione stradale, quando detta violazione dia di per sé luogo ad un illecito contravvenzionale, e le contravvenzioni di guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.

Cassazione penale sez. IV, 20/06/2018, n.32221

Pedone disattento: la responsabilità del conducente è attenuata?

In tema di omicidio stradale, le modalità disattente del pedone nell’attraversamento stradale non sono concausa dell’evento né attenuano la responsabilità penale del conducente ma possono essere considerate nella graduazione della responsabilità.

(Nel caso di specie, si trattava di un conducente in stato di ebbrezza alcoolica e in stato di alterazione psicofisica  da assunzione di sostanze stupefacenti il quale andava a velocità superiore a quella consentita dal codice della strada in quel tratto di strada e non si rendeva conto dell’attraversamento del pedone che investiva).

Tribunale Napoli Nord sez. I, 08/06/2018, n.934

Incidente mortale o con feriti e guida sotto effetto di alcol o droga

In seguito all’introduzione della legge sull’omicidio stradale, pena la violazione del principio del “ne bis in idem”, non si può più aderire all’interpretazione secondo la quale si ha concorso di reati e non reato complesso in caso di omicidio colposo qualificato dall’aggravante della violazione delle norme sulla circolazione stradale, se questa violazione fa già scattare un illecito contravvenzionale.

Questa lettura è fornita dalla Cassazione che spiega come la legge 41/2016 abbia introdotto un reato complesso, che quindi ne assorbe altri, cioè quelli relativi alle aggravanti, ovvero la guida in stato di ebbrezza (articolo 186 del Cds) e guida sotto effetto di droghe (articolo 187 del Cds), che quindi non vanno contestati separatamente al conducente. In sostanza, colui che causa un incidente mortale o con feriti mentre guida sotto effetto di alcol o droga ora risponde solo di omicidio stradale, sia pure nella misura aggravata prevista proprio nei casi di abuso di alcolici o alterazione da stupefacenti.

Cassazione penale sez. IV, 29/05/2018, n.26857

Sentenza di patteggiamento in caso di omicidio colposo

In caso di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, con la sentenza di patteggiamento il giudice deve comunque applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida prevista dall’art. 222 cod. strada, in quanto il divieto di cui all’art. 445, c. proc. pen., di carattere eccezionale, è limitato alle sole pene accessorie ed alle misure di sicurezza diverse dalla confisca obbligatoria.

Cassazione penale sez. IV, 23/05/2018, n.29179

Mancato uso della cintura di sicurezza da parte della vittima

In tema di omicidio colposo conseguente a sinistro stradale, il mancato uso, da parte della vittima, della cintura di sicurezza non vale di per sé a escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente di un’autovettura – che, violando ogni regola di prudenza e la specifica norma del rispetto dei limiti di velocità, abbia reso inevitabile l’impatto con altra autovettura sulla quale viaggiava la vittima – e l’evento, non potendo considerarsi abnorme né del tutto imprevedibile il mancato uso delle cinture di sicurezza.

(Nella specie, è stato dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato, sul rilievo che risultava accertata la “causalità della colpa“, intesa come introduzione, da parte del soggetto agente, del fattore di rischio poi concretizzatosi con l’evento, essendosi ricondotto l’incidente alla velocità eccessiva tenuta dall’imputato che gli aveva impedito di controllare il veicolo e di evitare l’impatto con quello guidato dalla vittima; mentre, in questa prospettiva, al comportamento colposo di quest’ultima – per il mancato allaccio delle cinture di sicurezza – non poteva attribuirsi carattere eccezionale e imprevedibile, in ossequio al principio secondo il quale l’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui purché questo rientri nel limite della prevedibilità).

Cassazione penale sez. IV, 26/04/2018, n.24379

Omicidio stradale: quale legge va applicata?

Saranno le Sezioni unite a decidere se, in caso di omicidio stradale, vada applicata la pena in vigore al momento della condotta o dell’evento, ovvero la legge in vigore il giorno dell’incidente o quella della morte del pedone avvenuta successivamente. A rimettere la questione è la quarta sezione che si è trovata alle prese con l’investimento di un pedone, avvenuto prima dell’introduzione delle norme sull’omicidio stradale (legge 41/2016, articolo 589-bis), diventate però operative al momento della morte dell’uomo.

Il supremo consesso dei giudici di legittimità dovrà dunque decidere se “a fronte di una condotta interamente posta in essere sotto il vigore della legge penale più favorevole di un evento intervenuto nella vigenza di una legge penale più sfavorevole, debba trovare applicazione il trattamento sanzionatorio vigente al momento della condotta, ovvero quello vigente al momento dell’evento”.

Cassazione penale sez. IV, 05/04/2018, n.21286


note

Autore immagine: omicidio stradale di Gwoeii


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube