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Omicidio stradale: ultime sentenze

15 Settembre 2022
Omicidio stradale: ultime sentenze

Guida in stato di ebbrezza; revoca della patente; mancato uso delle cinture di sicurezza; animali sulla strada; concorso colposo di terzi.

Se un incidente stradale è provocato da un animale fuggito dal recinto e provoca la morte del conducente, è responsabile il proprietario che ne aveva l’obbligo di custodia? In quali casi ricorre l’omicidio colposo? Quali sono le sanzioni previste per l’omicidio stradale? Il mancato uso delle cinture di sicurezza della vittima può escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente e l’evento? La guida in stato di ebbrezza è un’aggravante nel caso di omicidio stradale. Per conoscere le ultime sentenze sull’argomento e trovare le risposte alle precedenti domande continua a leggere questo articolo.

Indice

Giudizio di prevedibilità

Nell’ambito del reato di omicidio stradale, in tema di delitti colposi, nel giudizio di prevedibilità deve essere considerata anche la sola possibilità per il soggetto di rappresentarsi una categoria di danni, sia pure indistinta, potenzialmente derivante dalla sua condotta, tale che avrebbe dovuto convincerlo ad adottare più sicure regole di prevenzione.

Tribunale Torino, 08/06/2022, n.879

Revoca della patente di guida

La revoca della patente di guida non può essere “automatica” indistintamente in ognuna delle plurime ipotesi previste sia dall’art. 589-bis (omicidio stradale) sia dall’art. 590-bis cod. pen. (lesioni personali stradali), ma si giustifica solo nelle ben circoscritte ipotesi più gravi sanzionate con la pena rispettivamente più elevata come fattispecie aggravate dal secondo e dal terzo comma di entrambe tali disposizioni (guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti).

Tribunale Campobasso, 24/05/2022, n.244

Reato di omicidio stradale aggravato dalla fuga

Il reato di omicidio stradale aggravato dalla fuga può concorrere con quello di omessa prestazione di assistenza stradale di cui all’articolo 189, comma 7, del codice della strada, in quanto trattasi di fattispecie distinte e soltanto la mera condotta di fuga dopo un incidente stradale è assorbita nella fattispecie complessa di cui al combinato disposto degli articoli 589-bis e 589-ter del Cp. Peraltro, per la concorrente configurabilità del reato di omissione di assistenza, il bisogno dell’investito deve essere effettivo, onde il reato non è configurabile nel caso di assenza di lesioni o di morte, o allorchè altri abbia già provveduto e l’ulteriore intervento dell’obbligato non risulti più necessario nè utile o efficace.

Con la precisazione, comunque, che tali circostanze non devono essere valutate ex post , ma ex ante, sulla base di quanto percepito dall’investitore prima dell’allontanamento: il reato previsto dall’articolo 189, comma 7, citato, infatti, è punibile anche a titolo di dolo eventuale e tale atteggiamento psicologico è ravvisabile in capo all’agente che, in caso di sinistro comunque ricollegabile al suo comportamento ed avente connotazioni tali da evidenziare, in termini di immediatezza, la probabilità, o anche solo la possibilità, che dall’incidente sia derivato danno alle persone e che queste necessitino di soccorso, non ottemperi all’obbligo di prestare assistenza ai feriti (nella specie, sulla base di tali argomenti, è stata rigettata la doglianza che lamentava l’errata applicazione dell’articolo 189, comma 7, del codice della strada, sul rilievo che il pedone investito era deceduto sul colpo, onde, si sosteneva, non ci sarebbero stati i presupposti per fondare l’obbligo di assistenza: risultava dimostrato, infatti, che il conducente, all’atto dell’allontanamento, non poteva escludere la necessità di dovere prestare assistenza).

Cassazione penale sez. IV, 04/05/2022, n.18748

Ritiro della patente

In tema di omicidio stradale, il giudice che, in assenza delle circostanze aggravanti della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, applichi la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida, in luogo di quella, più favorevole, della sospensione, deve dare conto, in modo puntuale, delle ragioni che lo hanno indotto a scegliere il trattamento più sfavorevole sulla base dei parametri di cui all’art. 218, comma 2, cod. strada.

Cassazione penale sez. IV, 23/03/2022, n.13747

Casi non aggravati della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti

In tema di omicidio stradale, nei casi non aggravati della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti di cui all’articolo 589, commi 2 e 3, del codice penale, qualora il giudice applichi, in sede di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida, in luogo di quella, più favorevole, della sospensione, deve dar conto puntualmente delle ragioni della scelta operata, avuto riguardo agli specifici parametri di cui all’articolo 218, comma 2, del codice della strada, facendo riferimento all’entità del danno, alla gravità della violazione e alla tutela della collettività, in relazione al pericolo che il perdurare della circolazione possa arrecare, in termini prognostici, alla sicurezza della stessa.

Così la quarta sezione penale della Cassazione, con la sentenza n. 13747/2022, depositata l’11 aprile scorso, con cui la Suprema corte, pur rigettando il ricorso degli imputati, ha ribadito l’obbligo di esaustiva motivazione cui è tenuto il giudice di merito laddove si determini, discrezionalmente, per l’irrogazione della sanzione accessoria massima prevista dal codice della strada, ferma la possibilità di compire – ha puntualizzato – una valutazione complessiva senza la necessità di un’analitica esposizione dei criteri adottati per addivenirvi in concreto. Omicidio stradale non aggravato: l’applicazione della revoca della patente di guida va sempre motivata.

Cassazione penale sez. IV, 23/03/2022, n.13747

Omicidio stradale: accertamento della colpa

Ai fini dell’accertamento della colpa del reato di omicidio colposo conseguente allo scontro tra più veicoli non può trovare applicazione la presunzione di concorso di colpa a carico di ciascuno dei conducenti posta dall’art. 2054, comma 2, c c., atteso che la stessa comporta una distribuzione degli oneri probatori incompatibile con i principi dettati in materia di prova per il giudizio penale.

Cassazione penale sez. IV, 17/12/2021, n.46836

Responsabilità del conducente: quando è esclusa?

In tema di omicidio colposo, per escludere la responsabilità del conducente per l’investimento del pedone è necessario che la condotta di quest’ultimo si ponga come causa eccezionale ed atipica, imprevista e imprevedibile, dell’evento, che sia stata da sola sufficiente a produrlo.

(In applicazione del principio la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza di condanna per il reato di omicidio stradale del conducente di un furgone, chiuso nella parte posteriore e privo di dispositivi idonei a monitorare il percorso in retromarcia, per l’investimento di un pedone avvenuto durante tale manovra, che avrebbe dovuto essere eseguita con particolare attenzione, avvalendosi anche dell’ausilio di terzo, non essendo imprevedibile la presenza di un pedone sul percorso stradale da compiere in retromarcia).

Cassazione penale sez. IV, 30/09/2021, n.37622

Quando è illegittimo l’arresto in flagranza?

È illegittimo l’arresto in flagranza operato dalla polizia giudiziaria che pervenga all’individuazione del responsabile del reato in seguito allo svolgimento di attività di indagine consistita nell’assunzione di informazioni e di elementi fattuali diversi da quelli indicati dall’art. 382, cod. proc. pen. e alle conseguenti valutazioni, poiché, in tale ipotesi, non sussiste la condizione di “quasi flagranza”, la quale presuppone la immediata ed autonoma percezione, da parte di chi proceda all’arresto, delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato.

(Nella specie, relativa ad un arresto per il reato di omicidio stradale, operato il giorno successivo al fatto, gli operanti – tramite il numero di targa, loro riferito da una persona che aveva assistito all’incidente, e le informazioni acquisite dalla formale intestataria dell’autovettura – avevano individuato e raggiunto presso la sua abitazione il conducente del veicolo, il quale aveva confessato il reato e condotto gli agenti nel luogo in cui aveva nascosto il mezzo, sul quale erano presenti tracce riconducibili al sinistro).

Cassazione penale sez. IV, 22/09/2021, n.36169

Omicidio stradale di un pedone: responsabilità di entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro

Sussiste la responsabilità per omicidio stradale, ex art. 589 bis c.p., dei conducenti dei due veicoli che, a causa della loro condotta colposa, impattavano e conseguentemente uno dei veicoli investiva la vittima che decedeva sul colpo.

La condotta colposa nel caso di specie è costituita dal mancato rispetto delle norme del codice della strada in ordine allo svincolo di un veicolo, per il quale il conducente tentata di svoltare invadendo la corsia di marcia opposta anticipando l’ arrivo dell’ altra vettura, per poi fermarsi solo quando era ormai evidente che non sarebbe riuscito a compiere la manovra e dal superamento del limite di velocità dell’ altro conducente, ne consegue che risultano responsabili per il decesso della vittima entrambi i conducenti.

Tribunale Ferrara, 13/09/2021, n.802

Omicidio stradale non aggravato dalla guida sotto influenza di alcool o stupefacenti

Se il reato di omicidio stradale non è aggravato dalla guida in stato di ebbrezza o sotto influenza di stupefacenti, deve ritenersi legittima la sola sospensione della patente. Se il giudice dispone la revoca, allora lo stesso è tenuto a motivarla ampiamente. A ribadire l’assunto è la Cassazione tornando sull’applicazione dell’articolo 222, comma 2, quarto periodo, del CdS, il cui rigore era stato temperato dalla sentenza della Corte costituzionale 88/2019 che ha consentito al giudice di disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa allorché non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti previste dai rispettivi commi secondo e terzo degli articoli sull’omicidio stradale e delle lesioni personali stradali gravi o gravissime.

Cassazione penale sez. IV, 02/07/2021, n.27476

Guida in stato di alterazione psico-fisica determinato dall’assunzione di droghe

In tema di omicidio colposo, per la configurabilità della circostanza aggravante prevista dall’articolo 589, comma 3, n. 2, del Cp (si veda peraltro, ora, il reato di omicidio stradale di cui all’articolo 589-bis, comma 2, del Cp), non è sufficiente che il guidatore abbia assunto sostanze stupefacenti prima di porsi alla guida ma è necessario che egli intraprenda detta condotta in stato di alterazione psico-fisica determinato dalla assunzione di droghe.

Pertanto, ai fini del giudizio di responsabilità, è necessario provare non solo la precedente assunzione di sostanze stupefacenti ma che l’agente abbia guidato in stato d’alterazione causato da tale assunzione: tanto che non può essere desunto dai soli elementi sintomatici, ma richiede sia un accertamento tecnico-biologico, sia che altre circostanze provino la situazione di alterazione psico-fisica (da queste premesse, è stata annullata con rinvio la sentenza di condanna, laddove l’aggravante era stata ravvisata esclusivamente in base all’accertata positività desunta dalle analisi, senza verificarne l’incidenza sulla condotta di guida.

Cassazione penale sez. IV, 24/06/2021, n.40543

Omicidio stradale commesso con patente scaduta

In tema di omicidio stradale, la circostanza aggravante prevista dall’art. 589-bis, comma sesto, cod. pen., non è integrata dall’essere il fatto commesso da persona con patente scaduta, non potendosi assimilare tale condizione a quella della patente sospesa o revocata di cui alla citata norma, stante il divieto di analogia in “malam partem”.

Cassazione penale sez. IV, 18/06/2021, n.25767

Omicidio stradale: presupposti

In tema di omicidio stradale, la circostanza attenuante ad effetto speciale di cui all’art. 589- bis, comma 7, c.p., che fa riferimento all’ipotesi in cui l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione od omissione del colpevole, ricorre nel caso in cui sia stata accertata qualunque concorrente causa esterna, anche non costituita da condotta umana, al di fuori delle ipotesi di caso fortuito o forza maggiore.

(Fattispecie relativa all’investimento di un pedone da parte del conducente di un’autovettura, in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza che non aveva riconosciuto l’attenuante omettendo di valutare l’incidenza, sulla visibilità dello stato dei luoghi, della forte precipitazione in corso al momento del fatto).

Cassazione penale sez. IV, 27/05/2021, n.24910

Condanna per omicidio stradale non aggravato: il giudice dell’esecuzione può sospendere la patente?

In caso di condanna irrevocabile per il delitto di omicidio stradale o di lesioni personali stradali gravi o gravissime, non aggravato dallo stato di ebbrezza alcoolica o dall’uso di sostanze stupefacenti, pronunciata prima della sentenza della Corte costituzionale n. 68 del 2021 – che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 30, comma 4, l. 11 marzo 1953, n. 87 in quanto interpretato nel senso della sua inapplicabilità alla sanzione della revoca della patente di guida disposta con sentenza irrevocabile ai sensi dell’art. 222, comma 2, cod. strada – il giudice dell’esecuzione può sostituire detta sanzione con quella della sospensione della patente di guida, stante la sua natura sostanzialmente punitiva.

Cassazione penale sez. I, 11/05/2021, n.35457

Sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida

Alla luce delle sentenze n. 88 del 2019 e n. 68 del 2021 della Corte Costituzionale, deve essere annullato con rinvio il provvedimento con il quale il giudice dell’esecuzione, in sede di richiesta ex art. 673 c.p.p., ritiene di non poter disporre la pena accessoria della sospensione della patente di guida, in sostituzione a quella della sua revoca, ai sensi dell’art. 222, comma 2, C.d.S., in caso di condanna o patteggiamento della pena per i reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime, allorché non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti di cui all’art. 589-bis, comma 2, c.p., e art. 590-bis, comma 2, c.p.

Cassazione penale sez. I, 11/05/2021, n.35457

Investimento pedone accanto a vettura ferma per precedente sinistro

In tema di circolazione stradale, il principio dell’affidamento trova un temperamento nell’opposto principio secondo il quale l’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui, purché rientri nel limite della prevedibilità. (In applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto immune da vizi l’affermazione della responsabilità per omicidio stradale del conducente di un’autovettura che, in autostrada, aveva investito un pedone che si trovava accanto alla propria autovettura, ferma per un precedente sinistro, dovendosi ritenere prevedibile l’eventualità di un incidente tale da comportare l’ostruzione totale o parziale della strada).

Cassazione penale sez. IV, 06/05/2021, n.24414

Omicidio stradale: configurabilità dell’attenuante

In tema di omicidio stradale, ai fini della configurabilità dell’attenuante di cui all’art. 589-bis, comma 7, c.p., che prevede una diminuzione di pena (“fino alla metà”) nel caso in cui l’evento “non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole” (e analogamente prevede il comma 7 dell’art. 590 c.p. in tema di lesioni personali stradali gravi o gravissime), possono assumere rilievo non solo le condotte riconducibili a terzi, ma anche tutte le condotte della vittima che abbiano avuta una interferenza nella verificazione dell’incidente, a prescindere dall’elemento psicologico che le abbia sorrette, potendovi rientrare anche le ipotesi del caso fortuito o della forza maggiore, in cui neppure potrebbe parlarsi di condotta cosciente e volontaria. Devono peraltro escludersi le condotte della vittima che siano risultate completamente estranee al decorso causale dell’evento.

Cassazione penale sez. IV, 10/03/2021, n.24820

Fuga attuata nell’immediatezza del sinistro stradale

La fuga attuata nell’immediatezza del sinistro stradale, senza porsi alcun problema sulle condizioni della vittima, per poi tornare sul luogo dell’accaduto mediante un espediente, esclude la possibilità che l’imputato sia fuggito in preda ad un attacco di panico dovuto all’accaduto, piuttosto evidenzia una lucida intenzione di sottrarsi alle proprie responsabilità per l’omicidio stradale occorso.

Corte appello Napoli sez. II, 09/03/2021, n.1241

Omicidio stradale: in assenza dell’aggravante il giudice può scegliere il trattamento più favorevole?

In tema di omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime, il giudice che, in assenza delle circostanze aggravanti della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, applichi la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, in luogo di quella, meno favorevole, della revoca, non è tenuto a dare conto, in modo puntuale, delle ragioni che lo hanno indotto a scegliere il trattamento più favorevole sulla base dei parametri di cui all’art. 218, comma 2, cod. strada, essendo sufficiente anche il richiamo alle “circostanze del fatto” e/o alla “gravità della condotta”.

Cassazione penale sez. IV, 09/03/2021, n.11479

Violazione del divieto di gareggiare in velocità e conseguente morte di una o più persone

In tema di circolazione stradale, in caso di violazione del divieto di gareggiare in velocità a cui consegua la morte di una o più persone, è configurabile il solo delitto di cui all’articolo 9-ter, comma 2, del codice della strada, e non anche il reato di omicidio stradale di cui all’articolo 589-bis del Cp, difettandone gli elementi costitutivi, atteso che, in tal caso, la morte non è determinata da una condotta colposa bensì dolosa, alla quale si accompagna la sola prevedibilità dell’evento. Peraltro, nel caso in cui, invece, nel contesto della gara, la morte sia dipesa da violazioni cautelari diverse dal gareggiare e sia presente anche la colpa, il reo potrà rispondere solo dell’omicidio colposo ex articolo 589-bis del Cp, oltre che del reato di cui al comma 1 dell’articolo 9-ter, mentre, qualora la morte sia derivata tanto dal gareggiare che da altre violazioni cautelari e ciascuna sia assistita dal correlativo elemento soggettivo, avrà luogo il concorso materiale dei reati.

Cassazione penale sez. V, 18/02/2021, n.22768

Omicidio stradale: accertamento del concorso di colpa della vittima

In tema di omicidio stradale, la circostanza attenuante ad effetto speciale di cui all’art. 589-bis, comma 7, c.p., che fa riferimento all’ipotesi in cui l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione od omissione del colpevole, è configurabile nel caso in cui sia accertato il concorso di colpa, anche minimo, della vittima.

(In applicazione del principio la Corte ha annullato con rinvio la sentenza che aveva escluso la circostanza attenuante in questione, in riferimento all’omicidio colposo di un ciclista che viaggiando in prossimità del centro, e non del margine destro, della carreggiata, era stato investito da un’autovettura che, procedendo nello stesso senso di marcia, stava rientrando da un sorpasso effettuato in un tratto di strada curvilineo).

Cassazione penale sez. IV, 19/01/2021, n.20091

Fuga del conducente a seguito di omicidio stradale

Solo il reato di cui all’art. 189 ,comma 6 Cds è assorbito dalla fattispecie aggravata  di fuga del conducente a seguito di omicidio stradale di cui all’art. 589 ter c.p. mentre concorrono i reati previsti dall’art. 189 comma 7 C.d.s  e le fattispecie di cui all’art. 589 bis e ter c.p., poiché solo la fuga è assorbita dalla fattispecie prevista dal codice penale e non anche l’omessa assistenza stradale.

(Nel caso di specie, si trattava di un conducente di un furgone che era fuggito dopo l’investimento di un pedone senza prestargli assistenza ed essendo il pedone visibile da parte dell’imputato e considerando che lo stesso aveva avuto contezza di aver urtato il guardrail, e che dopo 40 minuti il mezzo privo di copertura assicurativa veniva assicurato, le fattispecie  erano state integrate in concorso risultando assorbita solo la circostanza della fuga nel reato di cui all’art. 589 ter c.p.)

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 12/10/2020, n.186

Omicidio stradale colposo e lesioni personali colpose

Le fattispecie tipizzate negli artt. 589-bis e 590-bis c.p. (omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi e gravissime), introdotte dalla L. 23 marzo 2016, n. 41, art. l, costituiscono ipotesi autonome e non aggravate dei reati di omicidio colposo e lesioni colpose. In relazione a quest’ultima fattispecie, ricorre altresì il paradigma delle lesioni gravi, ove guarite dopo i quaranta giorni e pertanto, per essa, non è necessaria la condizione di procedibilità della querela.

Corte appello Ancona, 09/10/2020, n.1007

Stato di ebbrezza: il presupposto di applicazione dell’aggravante

In tema di omicidio stradale, il testo dell’art. 589-bis, comma 2, c.p. non riconduce la fattispecie aggravata all’ipotesi in cui lo stato di ebbrezza sia la causa del sinistro mortale, ma indica nello stato di ebbrezza il presupposto di applicazione dell’aggravante. Il legislatore, infatti, stabilisce l’aggravamento per l’ipotesi in cui il conducente, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica, cagioni, per la violazione delle norme sulla circolazione stradale, la morte di una persona.

Del resto, che la guida in stato di ebbrezza costituisca di per sé il presupposto applicativo dell’aggravante, ancorché non incidente sulla causazione del sinistro, si desume anche dalla scelta legislativa di introdurre con la fattispecie autonoma dell’omicidio stradale un reato complesso in cui la contravvenzione di cui all’art. 186 c. strad. perde la propria autonomia.

Cassazione penale sez. IV, 21/11/2019, n.4882

Revoca della patente di guida

Secondo la previsione dell’art. 222 C.d.S., la sanzione amministrativa accessoria che, conseguente al reato di cui all’art. 589-bis cod. pen. viene disposta dal giudice, è la revoca della patente di guida. Tale sanzione non conosce modulazione temporale, diversamente dalla inibizione al conseguimento di (nuova) patente di guida, che ha durata differente a seconda che si tratti di omicidio stradale di cui rispettivamente all’art. 589-bis c.p., comma 1, ai commi 2, 3 e 4, o al comma 5 ed è disposta per il caso specifico con provvedimento del prefetto.

Cassazione penale sez. IV, 28/11/2018, n.5071

Attenuante del concorso colposo di terzi: quando sussiste?

In tema di omicidio stradale, la circostanza attenuante ad effetto speciale di cui all’art. 589-bis, comma settimo, cod. pen., che fa riferimento all’ipotesi in cui l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione od omissione del colpevole, ricorre nel caso in cui sia stato accertato un comportamento colposo, anche di minima rilevanza, della vittima o di terzi, o qualunque concorrente causa esterna, anche non costituita da condotta umana, al di fuori delle ipotesi di caso fortuito o forza maggiore.

(Fattispecie in cui la S.C. ha annullato con rinvio la sentenza impugnata che non aveva riconosciuto l’attenuante in relazione ad un incidente stradale al quale aveva concorso anche l’attraversamento della carreggiata da parte di animali selvatici).

Cassazione penale sez. IV, 07/11/2018, n.54576

Omicidio stradale: la revoca della patente di guida

La revoca della patente di guida ricorre in ipotesi di “omicidio stradale” e ‘”lesioni persona stradali gravi o gravissime”, mentre la sospensione opera per gli altri casi, pure previsti dal codice della strada, in cui si verificano danni alla persona.

Cassazione penale sez. IV, 06/11/2018, n.1493

Reati di omicidio e lesioni stradali

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in relazione agli artt. 3 e 27 Cost., dell’art. 590-bis cod. pen., nella parte in cui prevede il divieto di bilanciamento tra circostanze di segno opposto per i reati di omicidio e lesioni stradali, in quanto gli effetti sanzionatori che ne derivano non violano i principi di ragionevolezza e proporzionalità, in considerazione della particolare pericolosità delle condotte integranti le circostanze aggravanti in relazione alle quali il divieto è previsto.

Cassazione penale sez. IV, 18/10/2018, n.49919

Omicidio stradale: la guida in stato di ebbrezza è un’aggravante

La condotta di guida in stato di ebbrezza alcolica costituisce circostanza aggravante dei delitti di omicidio stradale e di lesioni stradali gravi o gravissime, dovendosi conseguentemente escludere, in applicazione della disciplina del reato complesso, che gli stessi possano concorrere con la contravvenzione di cui all’art. 186 cod. strada.

Cassazione penale sez. IV, 10/10/2018, n.50325

Omicidio colposo e guida in stato d’ebbrezza

In tema di omicidio colposo, in relazione alla formulazione dell’art. 589 cod. pen. come risultante dal d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv. in legge 24 luglio 2008, n. 125 – anteriore all’introduzione, ex art. 1, comma 1 e 2, legge 23 marzo 2016, n. 41, delle nuove fattispecie autonome dell’omicidio stradale e delle lesioni personali stradali gravi e gravissime – è configurabile il concorso materiale tra l’omicidio colposo qualificato dalla circostanza aggravante della violazione di norme sulla circolazione stradale, quando detta violazione dia di per sé luogo ad un illecito contravvenzionale, e le contravvenzioni di guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.

Cassazione penale sez. IV, 20/06/2018, n.32221

Pedone disattento: la responsabilità del conducente è attenuata?

In tema di omicidio stradale, le modalità disattente del pedone nell’attraversamento stradale non sono concausa dell’evento né attenuano la responsabilità penale del conducente ma possono essere considerate nella graduazione della responsabilità.

(Nel caso di specie, si trattava di un conducente in stato di ebbrezza alcoolica e in stato di alterazione psicofisica  da assunzione di sostanze stupefacenti il quale andava a velocità superiore a quella consentita dal codice della strada in quel tratto di strada e non si rendeva conto dell’attraversamento del pedone che investiva).

Tribunale Napoli Nord sez. I, 08/06/2018, n.934

Incidente mortale o con feriti e guida sotto effetto di alcol o droga

In seguito all’introduzione della legge sull’omicidio stradale, pena la violazione del principio del “ne bis in idem”, non si può più aderire all’interpretazione secondo la quale si ha concorso di reati e non reato complesso in caso di omicidio colposo qualificato dall’aggravante della violazione delle norme sulla circolazione stradale, se questa violazione fa già scattare un illecito contravvenzionale.

Questa lettura è fornita dalla Cassazione che spiega come la legge 41/2016 abbia introdotto un reato complesso, che quindi ne assorbe altri, cioè quelli relativi alle aggravanti, ovvero la guida in stato di ebbrezza (articolo 186 del Cds) e guida sotto effetto di droghe (articolo 187 del Cds), che quindi non vanno contestati separatamente al conducente. In sostanza, colui che causa un incidente mortale o con feriti mentre guida sotto effetto di alcol o droga ora risponde solo di omicidio stradale, sia pure nella misura aggravata prevista proprio nei casi di abuso di alcolici o alterazione da stupefacenti.

Cassazione penale sez. IV, 29/05/2018, n.26857

Sentenza di patteggiamento in caso di omicidio colposo

In caso di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, con la sentenza di patteggiamento il giudice deve comunque applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida prevista dall’art. 222 cod. strada, in quanto il divieto di cui all’art. 445, c. proc. pen., di carattere eccezionale, è limitato alle sole pene accessorie ed alle misure di sicurezza diverse dalla confisca obbligatoria.

Cassazione penale sez. IV, 23/05/2018, n.29179

Mancato uso della cintura di sicurezza da parte della vittima

In tema di omicidio colposo conseguente a sinistro stradale, il mancato uso, da parte della vittima, della cintura di sicurezza non vale di per sé a escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente di un’autovettura – che, violando ogni regola di prudenza e la specifica norma del rispetto dei limiti di velocità, abbia reso inevitabile l’impatto con altra autovettura sulla quale viaggiava la vittima – e l’evento, non potendo considerarsi abnorme né del tutto imprevedibile il mancato uso delle cinture di sicurezza.

(Nella specie, è stato dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato, sul rilievo che risultava accertata la “causalità della colpa“, intesa come introduzione, da parte del soggetto agente, del fattore di rischio poi concretizzatosi con l’evento, essendosi ricondotto l’incidente alla velocità eccessiva tenuta dall’imputato che gli aveva impedito di controllare il veicolo e di evitare l’impatto con quello guidato dalla vittima; mentre, in questa prospettiva, al comportamento colposo di quest’ultima – per il mancato allaccio delle cinture di sicurezza – non poteva attribuirsi carattere eccezionale e imprevedibile, in ossequio al principio secondo il quale l’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui purché questo rientri nel limite della prevedibilità).

Cassazione penale sez. IV, 26/04/2018, n.24379

Omicidio stradale: quale legge va applicata?

Saranno le Sezioni unite a decidere se, in caso di omicidio stradale, vada applicata la pena in vigore al momento della condotta o dell’evento, ovvero la legge in vigore il giorno dell’incidente o quella della morte del pedone avvenuta successivamente. A rimettere la questione è la quarta sezione che si è trovata alle prese con l’investimento di un pedone, avvenuto prima dell’introduzione delle norme sull’omicidio stradale (legge 41/2016, articolo 589-bis), diventate però operative al momento della morte dell’uomo.

Il supremo consesso dei giudici di legittimità dovrà dunque decidere se “a fronte di una condotta interamente posta in essere sotto il vigore della legge penale più favorevole di un evento intervenuto nella vigenza di una legge penale più sfavorevole, debba trovare applicazione il trattamento sanzionatorio vigente al momento della condotta, ovvero quello vigente al momento dell’evento”.

Cassazione penale sez. IV, 05/04/2018, n.21286


note

Autore immagine: omicidio stradale di Gwoeii


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