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Sbandare con la macchina per strada e incidente: ultime sentenze

15 Aprile 2019
Sbandare con la macchina per strada e incidente: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: incidente stradale e perdita di controllo del veicolo; fenomeno del randagismo e sinistro; manovre per evitare l’incidente; invasione della corsia; ridotta visibilità notturna; sorpasso; sonno patologico del conducente. 

Fenomeno del randagismo e incidente stradale

Non basta che un evento sia prevedibile, per imputarne il verificarsi a titolo di colpa a chi ha un obbligo di controllo, occorrendo anche che esso sia evitabile, in considerazione delle circostanze soggettive e oggettive del caso concreto. È onere, pertanto, di colui che agisca facendo valere la responsabilità omissiva altrui quello di dimostrare o almeno di allegare la ricorrenza di una colpa non solo specifica – violazione del precetto – ma anche generica, in quanto postulante la indagine circa le modalità della condotta attraverso i criteri di prevedibilità ed evitabilità.

(Nella specie, in tema di danni causati da animali randagi, si è precisato che per affermare la responsabilità del Comune, ente preposto al controllo e alla gestione del fenomeno del randagismo, è necessario dare la prova della esigibilità di uno specifico comportamento attivo idoneo, ove opportunamente adottato, a evitare l’evento. Ad esempio il danneggiato avrebbe dovuto provare che era stata segnalata al Comune la presenza abituale di animali randagi nel luogo dell’incidente – impatto di un’auto con un cane randagio – lontano dalla vie cittadine, ma rientrante nel territorio di competenza dell’ente preposto, ovvero che vi fossero state nella zona richieste di intervento dei servizi di cattura e ricovero, demandati alla Azienda sanitaria locale e al Comune, rimaste inevase).

Cassazione civile sez. III, 11/12/2018, n.31957

Manovre idonee a scongiurare l’incidente

In tema di guida in stato di ebbrezza, ai fini della configurabilità dell’aggravante di aver provocato un incidente stradale, prevista dall’art. 186, comma 2-bis, c. strada, non è richiesto l’accertamento del nesso eziologico tra l’incidente e la condotta dell’agente, ma il solo collegamento materiale tra il verificarsi del sinistro e lo stato di alterazione dell’agente, alla cui condizione di impoverita capacità di approntare manovre idonee a scongiurare l’incidente sia direttamente ricollegabile la situazione di pericolo. (Fattispecie in cui il conducente di un’auto in stato di ebbrezza alcoolica aveva tamponato violentemente un veicolo antagonista che si era arrestato sulla corsia di sorpasso dell’autostrada).

Cassazione penale sez. IV, 24/10/2017, n.54991

Incidente causato dall’invasione della corsia

Gli articoli 142 e 143 del codice della strada sono norme di carattere cautelare che hanno per finalità quella di garantire un’andatura corretta e regolare nella propria corsia di marcia per la tutela del veicolo procedente e degli altri che percorrono la strada. Non sono, però, norme intese a evitare il rischio dell’improvvisa occupazione della corsia da parte di un veicolo procedente in senso opposto.

Pertanto, va esclusa la corresponsabilità per omicidio colposo in capo a colui che ha violato tali regole cautelari. Per essere ritenuti responsabili di un incidente, infatti, non basta violare una regola cautelare imposta dal codice della strada, ma occorre che la violazione riguardi una norma che aveva lo scopo di impedire proprio quel tipo di sinistro. Ad affermarlo è la Cassazione che, ribadendo i principi dell’affidamento e della causalità della colpa, ha così assolto un automobilista coinvolto dieci anni fa in uno scontro costato la vita a una guidatrice che, durante un sorpasso in curva, aveva urtato la fiancata di quella dell’imputato, schiantandosi poi contro un altro mezzo.

Cassazione penale sez. IV, 04/10/2017, n.50024

Decesso del coniuge

Le direttive 72/166/Cee, 84/5/Cee e 90/232/Cee (ssm) devono essere interpretate nel senso che esse non ostano a una normativa nazionale che esclude il diritto del conducente di un autoveicolo, responsabile a titolo di colpa di un incidente stradale che ha comportato il decesso del coniuge, passeggero di tale veicolo, di essere risarcito del danno patrimoniale che ha subito a causa di tale decesso.

Corte giustizia UE sez. VI, 07/09/2017, n.506

Incidente stradale e contratto di assicurazione

Non può gravare sui terzi, vittime di incidenti stradali, la nullità di un contratto di assicurazione stipulato da altri contraenti. In particolare, nel caso in cui la nullità del contratto di assicurazione della responsabilità civile dipenda da false dichiarazioni iniziali del contraente dell’assicurazione in merito all’identità del proprietario e del conducente abituale del veicolo considerato, o dalla circostanza che la persona per conto o in nome della quale tale contratto di assicurazione è stato stipulato non aveva interesse economico alla conclusione del contratto stesso.

La normativa comunitaria impedisce all’assicuratore della responsabilità civile auto di avvalersi di disposizioni legali o di clausole contrattuali per negare ai terzi il risarcimento dovuto a un incidente provocato dal veicolo assicurato. Di conseguenza, anche se il contratto è stato concluso sulla base di omissioni o di false dichiarazioni da parte del contraente dell’assicurazione, la compagnia non può sottrarsi agli obblighi fissati nel contratto nei confronti di terzi vittime.

Corte giustizia UE sez. VI, 20/07/2017, n.287

Terzo trasportato: può agire nei confronti dell’assicuratore del vettore

Il terzo trasportato può giovarsi dell’azione diretta prevista dall’art. 141 cod. ass. nei confronti dell’assicuratore del vettore anche nel caso che nel sinistro sia coinvolto un veicolo non identificato o non assicurato, poiché tale azione non è condizionata all’accertamento della responsabilità dell’incidente, e quindi alla stessa identificazione del veicolo antagonista, né al fatto che quest’ultimo sia assicurato per la r.c. auto.

Cassazione civile sez. III, 05/07/2017, n.16477

Risarcimento del danno e onere della prova del terzo trasportato

In ossequio al disposto dell’art. 2697 c.c., spetta comunque al terzo trasportato, che agisca in giudizio ai sensi dell’art. 141 cod. ass., per il risarcimento del danno, non solo provare quest’ultimo, ma anche fornire la prova dell’effettivo accadimento del sinistro e del nesso di causalità tra l’incidente ed i danni da risarcire.

Cassazione civile sez. III, 13/10/2016, n.20654

Ridotta visibilità notturna e perdita di controllo del veicolo

Il custode è esonerato da responsabilità sulla cosa quando la situazione di pericolo è suscettibile di essere prevista e superata, da parte del danneggiato, attraverso l’adozione di cautele idonee ad interrompere il nesso causale tra la cosa e il danno.

(Nella specie il danneggiato ha perso il controllo della propria auto a causa di una curva pericolosa e per la presenza di brecciolino sulla carreggiata, ma ad interrompere il nesso causale concorrono la circostanza che lo stesso vi era transitato diverse volte, la strada era di montagna quindi soggetta alla presenza di brecciolino fatto cadere dai sentieri turistici, l’auto era un fuoristrada idoneo ad affrontare terreni accidentati e non asfaltati, per cui il danneggiato avrebbe soltanto dovuto adeguare la propria condotta di guida allo stato della strada ed alla ridotta visibilità notturna limitando la velocità di marcia in modo da evitare la perdita di controllo del mezzo).

Tribunale Teramo, 03/03/2015, n.350

Incidente mortale e sorpasso su un ponticello

L’art. 2051 c.c., che stabilisce il principio della responsabilità per le cose in custodia, non dispensa il danneggiato dall’onere di provare il nesso causale tra queste ultime e il danno, ossia di dimostrare che l’evento si è prodotto come conseguenza normale della particolare condizione, potenzialmente lesiva, posseduta dalla cosa (nella specie, relativa ad un sinistro mortale in cui il guidatore, dopo aver superato un ponticello, incrociava altro veicolo e si spostava sulla destra, perdendo il controllo dell’auto e cadendo con l’auto nel fiume sottostante, la Corte ha condiviso la decisione dei giudici del merito, secondo cui non risultava provato il nesso esistente tra le condizioni della strada e l’incidente subito, essendo il sinistro ascrivibile alla perdita di controllo del veicolo da parte della vittima non imputabile alle condizioni della strada).

Cassazione civile sez. VI, 02/12/2013, n.27035

Foratura di uno pneumatico e deviazione del veicolo

Il rapido e non colpevole afflosciamento di uno pneumatico determinato da una improvvisa foratura da chiodo integra gli estremi del caso fortuito, di cui all’art. 45 c.p., nel caso si verifichi un incidente con lesioni a persone per la repentina ed irresistibile deviazione del veicolo; infatti, a differenza del passato, quando le strade erano frequentate da non pochi veicoli a trazione animale e non erano tutte completamente asfaltate, attualmente è assai infrequente il caso della foratura da chiodo di un pneumatico e pertanto tale ipotesi, seppure solo astrattamente prevedibile, può ritenersi in concreto non più prevedibile e certamente non evitabile al pari dell’improvviso colpo di vento che faccia sbandare l’auto, dell’improvviso malore del conducente e del colpo di sonno patologico.

Cassazione penale sez. IV, 19/05/1983

note

Autore immagine: incidente stradale di Photographee.eu


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