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Diritto di accesso nel procedimento disciplinare: ultime sentenze

17 Aprile 2019


Diritto di accesso nel procedimento disciplinare: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 17 Aprile 2019



Procedimento disciplinare e diritto di accesso agli atti; rapporto di lavoro; periti industriali e dipendenti pubblici; documentazione aziendale; contestazione disciplinare.

Nel procedimento disciplinare, avviato dal datore di lavoro a seguito delle ripetute inadempienze del lavoratore, non è previsto l’obbligo del datore di mettere a disposizione la documentazione aziendale su cui è incentrata la contestazione degli addebiti, a meno che non venga fatta un’esplicita richiesta dal dipendente. Cos’è il diritto di accesso agli atti? In quali casi può essere rigettata l’istanza di accesso agli atti? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Diritto di accesso ai documenti relativi al rapporto di lavoro dipendente

Il diritto d’accesso ex art. 7 del d.lgs. n. 196 del 2003, ai dati contenuti in documenti riguardanti un rapporto di lavoro dipendente, non deve intendersi, in senso restrittivo come mero diritto alla conoscenza di eventuali dati nuovi ed ulteriori rispetto a quelli già entrati nel patrimonio di conoscenza e nella disposizione dello stesso soggetto interessato al trattamento dei propri dati, atteso che la ratio della norma è quello di garantire la tutela della dignità e riservatezza dell’interessato nonché la verifica “ratione temporis” dell’ inserimento, della permanenza, o, della rimozione, di dati che lo riguardano, indipendentemente dalla circostanza che tali eventi fossero già stati portati alla sua conoscenza per altra via.

(Nell’affermare il principio, in riferimento al procedimento disciplinare adottato nei confronti di un funzionario di banca, la S.C. ha precisato che il diritto di accesso ai propri dati personali può essere finalizzato alla acquisizione di elementi probatori al di fuori del processo a fini difensivi, posto che il tenore letterale dell’art. 7 del d.lgs. n. 196 del 2003 non contiene alcuna limitazione in ordine alle concrete finalità per le quali il diritto di accesso possa essere esercitato).

Cassazione civile sez. I, 14/12/2018, n.32533

Pubblico impiego privatizzato e procedimento disciplinare

In tema di procedimento disciplinare nel pubblico impiego privatizzato, la valutazione in ordine alla specificità della contestazione deve essere compiuta verificando se la stessa offra le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare i fatti addebitati, prescindendo dai rigidi canoni che presiedono alla formulazione dell’accusa nel processo penale e valorizzando l’idoneità dell’atto a soddisfare il diritto di difesa dell’incolpato; a tal fine, il rinvio “per relationem” a fonti esterne è consentito solo qualora riguardi atti dei quali il dipendente incolpato abbia già conoscenza, restando irrilevante, per superare la genericità della contestazione, che il dipendente stesso abbia esercitato il diritto di accesso agli atti istruttori del procedimento, che gli è garantito dall’art. 55-bis, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001.

Cassazione civile sez. lav., 01/10/2018, n.23771

Procedimento disciplinare nei confronti dell’avvocato

Procedimento disciplinare nei confronti dell’avvocato, è legittima la richiesta di accesso agli atti da parte dell’autore dell’esposto ma la stessa deve essere presentata ai sensi della legge n. 241/1990 e non in base alla legge sull’accesso civico ai sensi del D. Lg. n. 33/2013.

Consiglio di Stato sez. III, 30/10/2017, n.5004

Contestazione disciplinare: il lavoratore può consultare la documentazione aziendale?

Nell’ambito del procedimento disciplinare avviato dal datore di lavoro a fronte di ritenute inadempienze ai doveri fondamentali del rapporto di lavoro, non è previsto l’obbligo da parte di quest’ultimo di mettere a disposizione del dipendente la documentazione aziendale sulla quale è fondata la contestazione degli addebiti. Esso è tenuto a farlo solo ove il lavoratore ne faccia specifica richiesta. Ad affermarlo è la Cassazione per la quale la richiesta del dipendente deve, altresì, essere qualificata, ovvero l’accesso alla documentazione deve risultare necessario per consentire al dipendente di rendere le proprie giustificazioni in modo adeguato.

Cassazione civile sez. lav., 06/10/2017, n.23408

Procedimento disciplinare a carico dei periti industriali e diritto di accesso agli atti

Il procedimento disciplinare a carico dei periti industriali, stante la sua specificità, è regolato dal r.d. n. 275 del 1929 e ad esso non si applicano le disposizioni della l. n. 241 del 1990, che disciplina la diversa materia del procedimento amministrativo e del diritto di accesso ai documenti amministrativi, con la conseguenza che le inosservanze di quest’ultima normativa non possono essere considerate cause di invalidità del procedimento disciplinare e della decisione adottata all’esito.

Cassazione civile sez. II, 26/09/2017, n.22372

Interesse all’accesso

La parte lesa da un comportamento disciplinarmente rilevante ha un interesse qualificato all’ostensione degli atti del relativo procedimento; rilevano, in proposito, esigenze di tutela, sia giudiziale che stragiudiziale, rinvenibili prima e indipendentemente dall’effettivo esercizio di un’azione giudiziale, rispetto alle quali può essere utile acquisire gli atti dell’istruttoria disciplinare. Nondimeno, il principio di cui all’art. 24 comma 7, l. n. 241 del 1990, secondo cui “deve comunque essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici”, impone al giudice di accertare se la conoscenza della documentazione amministrativa richiesta è potenzialmente utilizzabile ai fini di difesa, giudiziale o stragiudiziale, di interessi giuridicamente rilevanti.

Dunque, l’autonomia della domanda di accesso comporta che il giudice, chiamato a decidere su tale domanda, deve verificare solo i presupposti legittimanti la richiesta di accesso, e non anche la ricevibilità, l’ammissibilità o la rilevanza dei documenti richiesti rispetto al giudizio principale, sia esso pendente o meno, purché, in chiave di attualità e pertinenza dell’interesse alla pretesa ostensiva, questi ultimi abbiano una qualche incidenza sulla misura disciplinare.

In questa ottica, la conoscenza degli atti è anche funzionale ad una riduzione del contenzioso, in quanto, a seguito della visione dei documenti, la ricorrente potrebbe convincersi della correttezza dell’operato dell’Amministrazione e rinunciare all’azione giurisdizionale, peraltro già proposta nelle sedi ordinarie.

TAR Napoli, (Campania) sez. VI, 03/05/2017, n.2371

Procedimento disciplinare e accesso agli atti della PA

La qualità di autore di un esposto che abbia dato luogo a un procedimento disciplinare è circostanza idonea, unitamente ad altri elementi, a radicare nell’autore la titolarità di una situazione giuridicamente rilevante di accesso agli atti della PA.

TAR Genova, (Liguria) sez. II, 05/10/2016, n.976

Presentazione dell’esposto e qualità di parte nel procedimento disciplinare

In generale il denunciante, per effetto della presentazione dell’esposto, non assuma la qualità di parte nel procedimento disciplinare, onde la qualità di interessato ai fini dell’accesso non possa essere ricondotta alla mera presentazione dell’esposto; peraltro, la pendenza di una controversia civile fra le parti vale senza dubbio a integrare quell’ulteriore elemento diverso dalla mera presentazione dell’esposto richiesto dalla giurisprudenza per riconoscere al ricorrente la qualità di interessato all’accesso ai documenti del processo disciplinare potendo gli stessi essere necessari alla difesa in sede civile nella controversia citata nell’esposto.

TAR Genova, (Liguria) sez. II, 22/07/2016, n.837

Accesso agli atti del procedimento disciplinare

La qualità di autore di un esposto, che abbia dato luogo a un procedimento disciplinare è circostanza idonea, unitamente ad altri elementi, a radicare nell’autore la titolarità di una situazione giuridicamente rilevante che, ai sensi dell’art. 22, l. n. 241 del 1990, legittima all’accesso nei confronti degli atti del procedimento disciplinare che da quell’esposto ha tratto origine (2).

TAR Brescia, (Lombardia) sez. I, 13/10/2015, n.1299

Quando può essere rigettata l’stanza di accesso ad atti del procedimento disciplinare?

Un’istanza di accesso ad atti inerenti un procedimento disciplinare può essere rigettata solo se non motivata ovvero se priva di quegli elementi che, oltre le clausole di puro stile, aggiungendosi al mero status di esponente, dimostrino la qualità di soggetto abilitato a far valere determinati diritti riconosciuti dall’ordinamento, in termini di attualità, concretezza e differenziazione, escludendosi perciò l’interesse generico, meramente emulativo o dettato da pura curiosità; l’accesso è invero previsto non per un controllo indefinito sull’operato dell’Amministrazione, ma per la tutela di una posizione giuridica differenziata, significativa e ben qualificata rispetto allo specifico affare, e deve conseguire ad una valutazione concreta, da condurre caso per caso e con criteri di proporzionalità, degli interessi coinvolti.

TAR Lecce, (Puglia) sez. II, 10/07/2015, n.2367

Segnalazione disciplinare e accesso ai documenti detenuti dall’Amministrazione

La mera circostanza di aver presentato una segnalazione disciplinare non è sufficiente per poter accedere a documenti detenuti dall’Amministrazione e relativi alla sfera personale di persone fisiche terze, essendo a tal fine necessario che l’istanza di accesso sia supportata da un interesse giuridico diretto, concreto e attuale, la cui necessità di tutela sia reale ed effettiva e non semplicemente ipotizzata; tanto più nei casi in cui l’accesso sia esercitato in relazione agli atti di un procedimento amministrativo di cui il richiedente non è parte, ma terzo.

TAR Latina, (Lazio) sez. I, 04/08/2011, n.672

note

Autore immagine: accesso agli atti di kan_chana


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