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Visita fiscale: ultime sentenze

15 Aprile 2019
Visita fiscale: ultime sentenze

Visita fiscale e fasce orarie di reperibilità; malattia del lavoratore; allontanamento dal domicilio e assenza alla visita di controllo; licenziamento per giusta causa; violenza sessuale del medico.

In occasione della visita fiscale di controllo Inps per l’accertamento della malattia del lavoratore, la ripetuta assenza dal proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilità integra la giusta causa di licenziamento, a meno che non sia fornita un’adeguata giustificazione dell’esigenza di assentarsi.

Lavoratore assente per malattia e dovere di cooperazione

Incombe sul lavoratore un dovere di cooperazione che impone di non allontanarsi dal proprio domicilio, durante il periodo di assenza per malattia, soprattutto in relazione all’attivazione della procedura della visita di controllo. L’istante, indipendentemente dalla motivazione che può aver determinato l’allontanamento dal domicilio, deve tempestivamente avvisare l’ufficio di appartenenza al fine di evitare che la disposta visita di controllo risulti vana a causa della sua assenza.

TAR Roma, (Lazio) sez. I, 28/02/2018, n.2210

Visita fiscale e nuovo domicilio del lavoratore

Il datore di lavoro ha l’onere di dimostrare i presupposti giustificativi delle sanzioni disciplinari, anche in termini di proporzionalità rispetto alla condotta del lavoratore (confermata l’illegittimità della sanzione disciplinare inflitta ad una dipendente a causa del mancato rinvenimento della stessa presso la sua abitazione in occasione della visita fiscale; non vi era, infatti, la certezza di tale omissione da parte della lavoratrice, circostanza che imponeva l’applicazione del principio del favor rei in quanto la donna era convinta di aver dato notizia al datore di lavoro del suo nuovo domicilio).

Cassazione civile sez. lav., 03/11/2017, n.26159

Modalità per lo svolgimento delle visite fiscali

In tema di schema di Decreto Ministeriale recante « Modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia, nonché l’individuazione delle fasce orarie di reperibilità, ai sensi dell’articolo 55-septies, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 », in relazione al disposto dell’art. 8 (« Mancata accettazione dell’esito della visita »), si osserva che tale disposizione prevede, al comma 3, che in caso di rifiuto da parte del lavoratore di firmare il verbale di visita, il medico debba informare l’Inps che « predispone apposito invito a visita ambulatoriale », senza tuttavia specificare che tale invito deve essere consegnato al lavoratore nel rispetto delle garanzie di riservatezza previste dal Codice della privacy.

Pertanto, si invita a valutare l’opportunità di integrare la disposizione di cui al predetto art. 8, esplicitando che la consegna al lavoratore dell’avviso di cui al comma 3 dell’art. 8 deve avvenire « nel rispetto della riservatezza ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 ».

Consiglio di Stato atti norm., 04/09/2017, n.1939

Lavoratore ripetutamente assente negli orari di visita fiscale Inps

La ripetuta assenza del lavoratore dal domicilio durante le fasce orarie di reperibilità in costanza di malattia, tale da non consentire la visita fiscale di controllo dell’Inps, integra una giusta causa di licenziamento qualora il lavoratore non abbia provveduto a fornire una adeguata dimostrazione della propria improcrastinabile esigenza di assentarsi per concomitanti e indifferibili esigenze.

Questo è quanto affermato dalla Cassazione che, in quest’ottica, ha ritenuto legittimo il licenziamento intimato sul piano disciplinare a un lavoratore che per quattro volte era risultato assente alla visita di controllo, senza che lo stesso avesse fornito una idonea giustificazione all’impossibilità di essere presente presso il domicilio eletto nelle fasce di reperibilità. Per la Corte, il licenziamento costituisce una misura proporzionata alla violazione dell’obbligo di reperibilità durante le fasce orarie prestabilite dal contratto collettivo, obbligo che prescinde dall’esistenza in sé dello stato di malattia costituendo un’obbligazione accessoria alla prestazione del rapporto di lavoro.

Cassazione civile sez. lav., 02/12/2016, n.24681

Visita fiscale richiesta dal datore di lavoro privato

In caso di richiesta di visite fiscali da parte di datori di lavoro pubblici, tra i compensi dovuti dalle Asl ai medici incaricati non rientra alcun corrispettivo per l’uso del mezzo proprio, atteso che presupposto dell’erogazione dell’indennità chilometrica di cui all’art. 14, lett. e), comma 2, all. M, del d.P.R. n. 484 del 1996, è che la visita fiscale sia eseguita su richiesta di un datore di lavoro tenuto al pagamento di un corrispettivo, con incidenza sullo stesso del relativo onere.

Cassazione civile sez. lav., 14/10/2016, n.20808

Licenziamento del dipendente che si assenta per malattia: quando è illegittimo?

È illegittimo, in quanto sproporzionato rispetto alla violazione, il licenziamento del dipendente comunale che si assenta per malattia senza inviare il certificato del medico del Ssn o di una struttura pubblica, nell’ipotesi in cui il lavoratore ha informato il datore di lavoro del suo stato e si è reso subito disponibile per una visita fiscale all’esito della quale è stata accertata la patologia.

Questo è quanto affermato dalla Cassazione che, contrariamente ai giudici di merito, ha ritenuto che con tale comportamento il dipendente non ha violato il rapporto di fiducia con l’ente locale. Sebbene l’inadempimento del lavoratore sia palese, in quanto i certificati medici fiscali non costituiscono valida giustificazione dell’assenza per malattia, per la Corte, i giudici di merito avrebbero dovuto valutare la proporzionalità della massima sanzione irrogata, ovvero valutare se l’evento in questione non consentisse neanche provvisoriamente la prosecuzione del rapporto.

Cassazione civile sez. lav., 26/09/2016, n.18858

Assenza ingiustificata alla visita di controllo

In tema di licenziamento, la valutazione della gravità del fatto non va operata in astratto, ma con riferimento agli aspetti concreti afferenti alla natura e alla qualità del singolo rapporto, alla posizione delle parti, al grado di affidabilità richiesto dalle singole mansioni, nonché alla portata soggettiva del fatto, ossia alle circostanze del suo verificarsi, ai motivi e all’intensità dell’elemento intenzionale e di quello colposo (nella specie, relativa al licenziamento del lavoratore per l’assenza ingiustificata alla visita di controllo effettuata presso il suo domicilio, il giudice del merito nel ritenere la sanzione espulsiva proporzionata alla entità dei fatti, non aveva sufficientemente dato conto del suo convincimento, non considerando che il ricorrente, dopo il primo accesso del medico fiscale, rimasto senza esito, si recò, per la visita di controllo, come da avviso immesso dallo stesso medico nella cassetta postale, presso l’ambulatorio indicato, dove venne riscontrata la sua inidoneità a riprendere servizio).

Cassazione civile sez. lav., 10/03/2016, n.4695

Verifica dello stato di morbosità del lavoratore

Nel rispetto della normativa sugli accertamenti sanitari da eseguirsi al fine di verificare lo stato di morbosità del lavoratore, la sovrapposizione tra la figura del dirigente e quella del medico fiscale non può invero essere consentita potendo ingenerare nel dipendente un legittimo sospetto di parzialità soprattutto laddove vi fossero precedenti ragione di disappunto del superiore; il dirigente medico sovraordinato al dipendente da sottoporre ad accertamento, presentando invece la richiesta di visita fiscale del dipendente all’ufficio di medicina legale competente.

Tribunale Pescara sez. lav., 20/01/2016, n.49

Temporanea sospensione dello stipendio al dipendente pubblico

Ai sensi dell’art. 5 comma 14, d.l. 12 settembre 1983, n. 463, convertito in l. 11 novembre 1983, n. 638, è legittima la temporanea sospensione dello stipendio comminata a pubblico dipendente in conseguenza della sua irreperibilità in occasione della visita fiscale effettata nell’orario di rito e della mancata produzione da parte dello stesso, nei tempi all’uopo previsti, della documentazione attestante la sussistenza di un impedimento giustificativo dell’assenza.

Consiglio di Stato sez. V, 17/07/2014, n.3820

Visita fiscale e violenza sessuale

Risponde del reato di cui all’art. 609 bis c.p. il medico che, in violazione dei doveri connessi alla sua funzione di medico incaricato di compiere la visita fiscale presso il domicilio della lavoratrice, approfittando della sorpresa della vittima e della fiducia riposta in ragione del ruolo, con violenza la costringeva a subire atti sessuali.

Cassazione penale sez. III, 27/06/2012, n.40143

note

Autore immagine: visita fiscale di Chinnapong


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