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Prescrizione malattia professionale: ultime sentenze

17 Aprile 2019
Prescrizione malattia professionale: ultime sentenze

Manifestazione della malattia professionale e decorrenza del termine di prescrizione; infortunio sul lavoro; esistenza dello stato morboso; rendita Inail; indennizzo della malattia professionale.

Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali

In tema di assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, il termine triennale di cui all’art. 112 del d.P.R. n.1124 del 1965 si applica anche alla domanda di revisione della rendita Inail già concessa, atteso che essa rappresenta la prosecuzione della iniziale richiesta di riconoscimento della rendita per malattia professionale con una certa percentuale e che, inoltre, si fonda sulla medesima “ratio” che giustifica la previsione di un termine breve di prescrizione, la quale risiede nella necessità di un accertamento precoce delle circostanze di fatto necessarie per l’insorgenza del diritto o della sua misura.

Cassazione civile sez. lav., 23/10/2018, n.26817

Manifestarsi della malattia professionale

La manifestazione della malattia professionale, rilevante quale “dies a quo” per la decorrenza del termine triennale di prescrizione di cui all’art. 112 del D.P.R. n. 1124 del 1965, può ritenersi verificata quando sussiste la oggettiva possibilità che l’esistenza della malattia, ed i suoi caratteri di professionalità ed indennizzabilità, siano conoscibili in base alle conoscenze scientifiche del momento, senza che rilevi il grado di conoscenze e di cultura del soggetto interessato.

Tribunale Velletri sez. lav., 13/09/2018, n.1164

Prestazioni assicurative per infortunio sul lavoro e malattia professionale

In tema di prescrizione dell’azione diretta a conseguire le prestazioni assicurative per infortunio sul lavoro e malattia professionale, il decorso del termine triennale previsto dall’art. 112 del d.P.R. n. 1124 del 1965, come modificato dalla parziale declaratoria di illegittimità costituzionale (Corte cost. sentenza 23 maggio 1986, n. 129), è interrotto dalla proposizione del ricorso giurisdizionale, con effetto dalla data del suo deposito r non dalla sua notifica; in caso di estinzione del processo, tuttavia, poiché l’effetto interruttivo è istantaneo, il termine riprende a decorrere, ai sensi dell’art. 2945, comma 3, c.c., dalla data dell’atto interruttivo.

Cassazione civile sez. lav., 04/05/2018, n.10767

Indennizzo per malattia professionale e termine di prescrizione

In tema di lavoro subordinato ed indennizzo malattia professionale, ai fini del decorso del termine di prescrizione previsto dall’art. 112 D.P.R. n. 1124 del 1965 la legge valorizza l’esonero del lavoratore dallo svolgimento delle mansioni a rischio.

Corte appello Catanzaro sez. lav., 15/02/2018, n.2401

Malattia professionale e decorrenza del termine triennale di prescrizione

A seguito della sentenza della Corte Cost. del 25 febbraio 1988, n. 206, la manifestazione della malattia professionale, rilevante quale “dies a quo” per la decorrenza del termine triennale di prescrizione di cui all’art. 112 del d.P.R. n. 1124 del 1965, può ritenersi verificata quando la consapevolezza circa l’esistenza della malattia, la sua origine professionale e il suo grado invalidante siano desumibili da eventi obiettivi esterni alla persona dell’assicurato, che debbono costituire oggetto di specifico accertamento da parte del giudice di merito, senza poter identificare la conoscenza dell’origine professionale e del grado di indennizzabilità con l’esistenza della stessa.

Cassazione civile sez. lav., 06/02/2018, n.2842

Violazione di norme della prevenzione degli infortuni sul lavoro

Il reato di lesioni personali colpose derivanti dalla violazione di norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro che determinano una malattia professionale è un reato di evento e di danno che non punisce la mera esposizione al pericolo del lavoratore, ma l’effettiva lesione della salute e della integrità fisica dello stesso sul luogo di lavoro.

Con riferimento al momento consumativo del reato, si deve far riferimento al momento dell’insorgenza della malattia prodotta dalle lesioni e non, invece, al momento in cui sarebbe venuto meno il comportamento del responsabile. Pertanto, ai fini della prescrizione del reato, il dies commisi delicti deve essere retrodatato al momento in cui risulti la malattia, anche se non stabilizzata.

Tribunale Firenze sez. II, 16/03/2015, n.113

Decorrenza del termine di prescrizione

La manifestazione della malattia professionale, rilevante quale “dies a quo” per la decorrenza del termine prescrizionale di cui all’art. 112 d.P.R. n. 1124/1965, può ritenersi verificata quando la consapevolezza circa l’esistenza della malattia, la sua origine professionale e il suo grado invalidante siano desumibili da eventi oggettivi ed esterni alla persona dell’assicurato, che costituiscano fatto noto, ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c. (rigettata, nella specie, la domanda di un lavoratore, tecnico di radiologia presso un ospedale, volta al riconoscimento della natura professionale della malattia contratta. Secondo i giudici, il diritto si era estinto per prescrizione, essendo decorsi più di tre anni e 150 giorni tra l’intervento chirurgico e la presentazione della domanda di malattia professionale all’Inail).

Cassazione civile sez. lav., 04/02/2015, n.2022

Diritto alla rendita Inail: prescrizione

Il termine triennale di prescrizione del diritto alla rendita Inail, previsto dall’art. 112 t.u. 30 giugno 1965 n. 1124, nel caso di malattia professionale, decorre dal momento in cui l’esistenza della malattia, la sua origine professionale e il suo grado invalidante siano desumibili da eventi oggettivi ed esterni alla persona dell’assicurato.

Cassazione civile sez. lav., 06/08/2014, n.17700

Prescrizione dell’azione per ottenere la rendita da inabilità permanente

Il termine di prescrizione dell’azione diretta a conseguire la rendita da inabilità permanente per malattia professionale decorre dal momento in cui uno o più fatti concorrenti forniscano certezza dell’esistenza dello stato morboso o della sua conoscibilità da parte dell’assicurato, in relazione anche alla sua eziologia professionale e al raggiungimento della misura minima indennizzabile.

(Nella specie, relativa a domanda di riconoscimento di rendita da ipoacusia, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto che sin dal 1987, epoca in cui il datore di lavoro aveva escluso il lavoratore da esposizioni a rumore equivalenti o superiori a 80 dBA, l’interessato doveva essere consapevole dell’esistenza della malattia, della sua eziologia e della dipendenza del deficit uditivo dalla causa lavorativa, non assumendo rilievo che, successivamente, l’azienda non avesse riconosciuto l’origine professionale del danno).

Cassazione civile sez. lav., 28/06/2011, n.14281

Prescrizione decennale: decorre dal momento della manifestazione del danno

L’art. 2087 c.c. disciplina una forma di responsabilità di natura contrattuale, per inadempimento degli obblighi di salvaguardia che gravano sul datore di lavoro in forza del contratto di lavoro stipulato con i propri dipendenti ed è, pertanto, soggetto a prescrizione decennale che inizia a decorrere dal momento della manifestazione del danno: pertanto, in caso di malattia del lavoratore (nel caso di specie, una patologia tumorale scaturente dal fumo passivo respirato sul luogo di lavoro) conseguente alla violazione da parte del datore di lavoro dell’art. 2087 c.c., il termine decennale decorre dal momento in cui la malattia si sia manifestata con certezza, abbia raggiunto la misura di invalidità indennizzabile e ne sia conoscibile la eziologia professionale.

Tribunale Messina sez. lav., 02/02/2011, n.283

note

Autore immagine: malattia professionale di wavebreakmedia


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