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Disturbo della quiete pubblica: ultime sentenze

17 Aprile 2019


Disturbo della quiete pubblica: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 17 Aprile 2019



Reato di disturbo della quiete pubblica; superamento della normale tollerabilità; schiamazzi nelle ore notturne; emissioni sonore e responsabilità del gestore del locale.

Quando si configura il reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone? Come si può tutelare la pubblica tranquillità? Come si differenziano l’illecito amministrativo di immissioni acustiche intollerabili ed il reato di disturbo della quiete pubblica? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Come garantire la tranquillità e il riposo dei residenti?

A fronte di un’istanza di privati cittadini che richiedono all’amministrazione di esercitare i poteri di vigilanza e di sanzione attribuiti dalle norme in materia di orari per la diffusione di musica e di apertura e chiusura dei locali e di superamento dei limiti di tollerabilità acustica e di disturbo della quiete pubblica cagionati dall’esercizio di attività rumorose, non è sufficiente una mera diffida inviata dall’amministrazione al responsabile dell’attività rumorosa, dovendo invece essere ripresa e continuata, nei giorni di riapertura del locale, l’attività di vigilanza e controllo nonché di sanzione per l’eventuale violazione delle norme disciplinanti l’esercizio dell’attività.

TAR Latina, (Lazio) sez. I, 31/10/2018, n.545

Lesione della quiete pubblica: mestieri e attività

È previsto il reato di cui al primo comma dell’art. 659 c.p., qualora il mestiere o la attività siano svolti superando le normali modalità di esercizio, attraverso una condotta che possa ledere la quiete pubblica.

Tribunale Chieti, 28/05/2018, n.684

Emissioni sonore: pregiudizio per un numero indeterminato di persone

L’effettiva idoneità delle emissioni sonore ad arrecare pregiudizio ad un numero indeterminato di persone, costituisce accertamento di fatto rimesso all’apprezzamento del giudice di merito, il quale non è tenuto a basarsi esclusivamente sull’espletamento di specifiche indagini tecniche, ben potendo fondare il proprio convincimento su altri elementi probatori in grado di dimostrare la sussistenza di un fenomeno in grado di arrecare oggettivamente disturbo alla quiete pubblica (provocando disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone).

Tribunale Chieti, 16/05/2018, n.365

Locale: chi deve adottare le dovute cautele per evitare schiamazzi nelle ore notturne?

Risponde del reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone il gestore di un pubblico esercizio che non impedisca i continui schiamazzi provocati dagli avventori in sosta davanti al locale anche nelle ore notturne; la qualità di titolare della gestione dell’esercizio pubblico comporta l’assunzione dell’obbligo giuridico di controllare, con possibile ricorso ai vari mezzi offerti dall’ordinamento come l’attuazione dello ius excludendi e il ricorso all’autorità di pubblica sicurezza, che la frequenza del locale da parte degli utenti non sfoci in condotte contrastanti con le norme poste a tutela dell’ordine e della tranquillità pubblica.

Cassazione penale sez. III, 21/03/2018, n.19690

Disturbo alle persone: responsabilità del titolare del locale dato in gestione

In tema di disturbo delle occupazioni e della quiete pubblica, la responsabilità del titolare di una attività commerciale persiste anche se il locale viene dato in gestione.

Cassazione penale sez. III, 16/03/2018, n.30644

Come evitare che le emissioni sonore diano fastidio?

In tema di disturbo della quiete pubblica, è ininfluente il dato relativo alla proprietà del locale e degli impianti, poiché ricade sulla persona che li gestisce l’obbligo di adottare le necessarie cautele atte ad evitare che le emissioni sonore provochino fastidio.

Cassazione penale sez. III, 20/02/2018, n.17124

Disturbo della quiete pubblica: cos’è?

Il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone si caratterizza oggettivamente per tutelare l’ordine pubblico, in particolare nel senso di pubblica tranquillità e di quiete pubblica, postulando dunque l’idoneità della condotta, pur trattandosi di reato a pericolo presunto, a disturbare un numero indeterminato di persone.

Tribunale Napoli sez. I, 26/01/2018, n.13125

Differenza tra immissioni acustiche intollerabili e disturbo della quiete pubblica

Non è configurabile l’illecito amministrativo di cui all’art. 10 l. 26 ottobre 1995, n. 447, bensì il reato di cui all’art. 659, comma 1, c.p., qualora, con riferimento all’esercizio di attività o mestieri rumorosi, non si verifichi esclusivamente il mero superamento dei limiti di emissione del rumore fissati dalle disposizioni normative in materia, ma si ponga in essere, eccedendo dalle normali modalità di esercizio di tali attività, un condotta idonea a turbare la quiete pubblica.

(Nel caso di specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato avverso la sentenza con la quale il tribunale lo aveva condannato per il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, nonostante gli fosse stata rilasciata l’autorizzazione amministrativa a tenere aperto il proprio locale durante la notte ed a diffondere musica all’esterno del locale, sulla base del superamento delle normali modalità di esercizio del mestiere rumoroso, desunto da quanto riferito dai denuncianti in merito al disturbo loro arrecato dalla musica proveniente dall’impianto di diffusione sonora installato dall’imputato all’esterno del proprio locale).

Cassazione penale sez. III, 11/01/2018, n.18522

Disturbo del riposo delle persone: reato o illecito amministrativo?

Con riferimento ad attività o mestieri rumorosi, l’ambito di operatività dell’articolo 659 del Cp deve essere individuato nel senso che, qualora si verifichi esclusivamente il mero superamento dei valori limite di emissione di rumori fissati dalle leggi e dai decreti presidenziali in materia, si configura il solo illecito amministrativo di cui all’articolo 10, comma 2, della legge 26 ottobre 1995 n. 447 (legge quadro sull’inquinamento acustico); quando, invece, la condotta si sia concretata nella violazione di altre disposizioni di legge o prescrizioni dell’autorità che regolano l’esercizio dell’attività e del mestiere, si configura la contravvenzione sanzionata dall’articolo 659, comma 2, del Cp; mentre, nel caso in cui l’attività e il mestiere vengano svolti eccedendo dalle normali attività di esercizio, ponendo così in essere una condotta idonea a turbare la pubblica quiete, il fatto integra la contravvenzione prevista dall’articolo 659, comma 1, del Cp.

Cassazione penale sez. III, 06/04/2017, n.39454

Pizzeria non impedisce gli schiamazzi dei clienti

Va riconosciuta la punibilità ai sensi dell’art. 659, comma 1, c.p. del gestore di un pubblico esercizio che non si adoperi per impedire rumori e schiamazzi da parte dei propri clienti con disturbo per la quiete pubblica (fattispecie relativa alla responsabilità del gestore di una pizzeria che non aveva impedito gli schiamazzi dei clienti).

Cassazione penale sez. III, 28/03/2017, n.30189

Rumori: quando sono fonte di disturbo?

La rilevanza penale della condotta produttiva di rumori, censurati come fonte di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, richiede l’incidenza sulla tranquillità pubblica, in quanto l’interesse tutelato dal legislatore è la pubblica quiete, sicché i rumori devono avere una tale diffusività che l’evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se poi concretamente solo taluna se ne possa lamentare.

Cassazione penale sez. VI, 15/03/2017, n.18416

Rumori che superano la normale tollerabilità

In tema di reato di disturbo della quiete pubblica, con riferimento ai rapporti intercorrenti tra il reato previsto dal comma 1 e il reato previsto dal comma 2 dell’art. 659 c.p., il primo resta assorbito nel secondo solo se il disturbo venga arrecato nel normale esercizio di un mestiere rumorosi, mentre assume una valenza autonoma se l’esercizio del predetto mestiere ecceda le sue normali modalità o ne costituisca uso smodato: la condotta sanzionata dal secondo comma, in sostanza, è soltanto costituita dalla violazione delle disposizioni della legge o delle prescrizioni dell’autorità che disciplinano l’esercizio della professione o del mestiere, mentre l’emissione di rumori eccedenti la normale tollerabilità ed idonei a disturbare le occupazioni o il riposo delle persone rientra nella previsione del comma 1, indipendentemente dalla fonte sonora dalla quale i rumori provengono, quindi anche nel caso in cui l’abuso si concretizzi in un uso smodato dei mezzi tipici di esercizio della professione o del mestiere rumoroso.

Tribunale Como, 11/01/2017, n.22

note

Autore immagine: disturbo della quiete pubblica di FabrikaSimf


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