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Condominio: che fare se il vicino usa il nostro muro per poggiarvi il suo tetto

22 Marzo 2019
Condominio: che fare se il vicino usa il nostro muro per poggiarvi il suo tetto

Il tetto della mia casa è stato rifatto durante la mia assenza. Il mio vicino senza chiedermi il permesso ha cambiato il suo tetto poggiandolo sulla mia trave e sul mio muro. Come posso tutelarmi?

Se il muro sul quale il vicino del lettore ha appoggiato il suo tetto è di esclusiva proprietà del lettore (cioè se il muro è del lettore al 100%) e si trova sulla linea di confine si applica l’articolo 874 del Codice civile.

Questo articolo stabilisce che per qualsiasi utilizzazione del muro di confine che sia di proprietà soltanto di uno dei due proprietari confinanti, il proprietario che vuole appoggiare la sua costruzione sul muro altrui (in questo caso sul muro del lettore) deve chiedere la comunione forzosa del muro per tutta l’altezza di esso, o per parte dell’altezza del muro, pagando la metà del valore del muro (o la metà del valore della parte del muro che viene resa comune) e la metà del valore del suolo sul quale il muro è costruito ed eseguendo tutte le opere che servono per non danneggiare il vicino (cioè il lettore).

In parole più semplici:

il confinante del lettore per poter appoggiare il suo tetto sul muro che sia effettivamente tutto di esclusiva proprietà del lettore e che si trovi sul confine, doveva chiedere a quest’ultimo, prima di fare questo appoggio, la comunione forzosa del muro (per tutta l’altezza del muro o per una parte della sua altezza); il confinante del lettore cioè doveva chiedere a quest’ultimo di diventare proprietario di metà di tutto il muro (o di parte del muro) pagandogli la metà del valore di tutto il muro (oppure la metà del valore della parte del muro resa comune) e la metà del valore del suolo su cui il muro è costruito ed in più doveva eseguire tutte le opere necessarie per non danneggiare il lettore.

È importante sottolineare che il vicino che vuole appoggiare la sua costruzione sul muro di proprietà del proprietario confinante ha il diritto di ottenere la comunione forzosa del muro di confine e se il vicino a cui ha chiesto la comunione del muro non gliela concede spontaneamente, la può ottenere chiedendola al giudice.

Se, invece, il confinante del lettore ha appoggiato la sua costruzione (cioè il suo tetto) sul muro del lettore senza

chiedergli niente, cioè senza chiedergli, prima di effettuare i lavori, la comunione forzosa come stabilisce l’articolo 874 del Codice civile, allora il lettore può pretendere adesso la rimozione (la demolizione) dell’opera fatta dal suo vicino, cioè può chiedere che venga ripristinata la situazione come era prima dell’intervento del suo vicino.

Si ripete infine che:

– l’articolo 874 del Codice civile illustrato finora si applica a condizione che il muro sia di proprietà esclusiva soltanto di uno dei proprietari confinanti (cioè, nel caso specifico, che sia di proprietà soltanto del lettore) e che si trovi sul confine tra le due proprietà.

Si suggerisce al lettore inoltre di consultare attentamente il regolamento edilizio del Comune nel cui territorio si trova l’appartamento.

Infatti se il regolamento edilizio del Comune non consente nuove costruzioni in aderenza (cioè nuove costruzioni che vengano realizzate una aderente all’altra, cioè una attaccata all’altra), allora il vicino del lettore non può in nessun caso costruire appoggiando la propria nuova costruzione a quella del lettore, nemmeno chiedendo la comunione forzosa in base all’articolo 874 del Codice civile.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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2 Commenti

  1. Ma in caso di zona sismica di qualunque categoria (tutto il territorio dell’Italia è sismico) l’art. 874 del cod. civ. non è inoperativo?. Non deve essere assicurato tra i due edifici un giunto tecnico antisismico che consente la libera ed indipendente oscillazione degli immobili in caso di scosse sismiche?.

    1. Nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico e nelle zone sismiche i limiti ai poteri di costruire immobili, ampliare o ristrutturare i precedenti, anche senza modificare sagome e volumetrie, sono sicuramente superiori rispetto alle attività edilizie negli altri territorio. Così, ad esempio, con una sentenza la Corte di Appello di Napoli ha chiarito che ci vuole il permesso a costruire per ampliare un manufatto già preesistente, se l’area è considerata zona sismica. In questi casi, l’inottemperanza alla richiesta dell’autorizzazione amministrativa fa scattare il reato di abuso edilizio, reato che, dopo massimo cinque anni, si prescrive, mentre resta “a tempo indeterminato” l’ordine di demolizione (che non scade mai). La legge subordina al preventivo rilascio del permesso a costruire non solo gli interventi che comportano la trasformazione, in via permanente, del suolo inedificato così come ogni intervento di ristrutturazione edilizia che, generando un organismo parzialmente diverso da quello originario, con consistente aumento di volumi fuori terra e superfici utili, procuri una compromissione dei valori ambientali tutelati”. Per maggiori informazioni leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/130378_zona-sismica-cosa-si-puo-costruire-senza-autorizzazione

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