Eccesso di velocità: la multa è sanabile se priva del decreto prefettizio?

12 Aprile 2019 | Autore:
Eccesso di velocità: la multa è sanabile se priva del decreto prefettizio?

Cosa succede se la sanzione amministrativa ricevuta dal trasgressore non contiene gli estremi richiesti dalla legge?

Ricevere una multa per eccesso di velocità è sempre antipatico, soprattutto se il limite è stato oltrepassato di poco. La prima cosa che fai solitamente è quella di recarti dall’avvocato (meglio se è un amico) per capire se ci sono i margini per impugnare la sanzione. La giurisprudenza, negli anni, ha avuto modo di sentenziare su diverse questioni inerenti la validità della sanzione emessa per eccesso di velocità: dalla taratura del macchinario, alla corretta indicazione del veicolo fotografato, per passare alla verifica dell’esistenza o meno dei decreti amministrativi autorizzativi di tale controllo di polizia. Proprio con riguardo a tale ultimo aspetto, si è discusso se sia necessaria la presenza o meno degli estremi del decreto prefettizio all’interno del verbale di contestazione. Dopo aver analizzato i limiti di velocità e gli strumenti di controllo, vedremo cosa hanno stabilito da ultimo i giudici in merito all’eccesso di velocità: la multa è sanabile se priva del decreto prefettizio?

Le ragioni dell’imposizione del limite di velocità

Molte volte ci chiediamo perché il legislatore ci debba imporre di circolare ad una determinata velocità. Ebbene le ragioni sono due fondamentalmente:

  • se da un lato, la tua salute è tutelata costituzionalmente dalla nostra carta dei diritti,
  • dall’altro, la salute degli altri viaggiatori è, del pari, importante per la legge.

Il procedere ad una velocità elevata può, infatti, provocare danni irreparabili a te, ma anche agli altri; per non parlare delle auto coinvolte in un eventuale incidente e alle conseguenze economiche del loro danneggiamento. È per questo che, laddove non arriva la maturità e il buon senso di una persona, interviene il legislatore a limitare tali condotte, spesso folli.

Alle volte questi limiti vengono fissati dagli enti locali, quali i Comuni, con proprie ordinanze sindacali, finalizzate ad abbassare il limite altrimenti fissato dalla legge. Purtroppo, capita non di rado che tali ordinanze siano esclusivamente finalizzate a fare cassa, e non a concretamente tutelare l’interesse alla vita dei cittadini.

Quali sono i normali limiti di velocità su strada?

Non esiste solo un limite di velocità nel nostro territorio nazionale, ma questi variano a seconda del tipo di tratta stradale interessato [1]:

  • 130 km/h per le autostrade, riducibili a110 km/h in caso di precipitazioni atmosferiche,
  • 110 km/h per le strade extraurbane principali, riducibili a 90 km/h in caso di precipitazioni atmosferiche,
  • 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali,
  • 50 km/h per le strade nei centri abitati.

Il limite opera anche dal basso; infatti, è vietato al guidatore circolare ad una velocità troppo bassa, tale da intralciare il traffico e provocare, alla stessa stregua di chi corre, gravi incidenti con le altre autovetture. Immaginiamo il conducente di un veicolo che percorrendo l’autostrada ad una velocità consentita di 120 km/h incontri, magari in curva, una vettura in viaggio ad una velocità di 50 km/h: sarebbe davvero alta la possibilità di tamponamento, tra i veicoli.

Quali sono i rischi del superamento dei limiti?

Le conseguenze per chi supera i limiti di velocità sono sia economiche che amministrative [1]:

  • se il limite è superato di non oltre 10 km/h, dovrai pagare una somma da € 41 a € 169;
  • se il limite è superato di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h allora la sanzione aumenterà e varierà da € 169 a € 680;
  • se il limite è superato di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h, allora oltre al pagamento di una somma da € 532 a € 2.127 avrai pure sospesa la patente di guida da uno a tre mesi;
  • se, infine, il limite è superato  di oltre 60 km/h la sanzione amministrativa varierà da € 829 a € 3.316 e, in più, sarà prevista la sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi.

Strumenti di controllo della velocità

Le forze dell’ordine hanno in dotazione diversi strumenti di controllo, alcuni analogici e altri digitali. Con il termine autovelox si suole indicare l’accezione generica del sistema di rilevamento della velocità: esso è solitamente un dispositivo elettronico che, apposto al lato di una strada, consente all’accertatore di calcolare la velocità tenuta da un’autovettura.

Tuttavia, possiamo avere diversi tipi di autovelox:

  • quelli fissi, collocati dentro una colonna e preceduti da una segnaletica attestante l’avviso di rilevamento della velocità,
  • quelli mobili collocati all’occorrenza dalle forze dell’ordine in determinati tratti autostradali, sempre anticipati dalla segnaletica di avviso,
  • i tutor che servono a calcolare il tempo di percorrenza di un’autovettura in uno spazio tra due traguardi.
  • i misuratori radar che, attraeverso onde elettromagnetiche dirette contro l’auto indicano una frequenza differente a seconda della velocità,
  • lo scout speed (ultima tecnologia) che permette di rilevare le violazioni del codice della strada sia se la pattuglia è in movimento, sia se questa stazioni in un dato punto.

Tutti questi dispositivi, per evitare contestazioni legali, devono essere sottoposti a controlli periodici e al vaglio di diverse autorizzazioni amministrative.

A cosa serve il decreto prefettizio?

Mentre la polizia stradale può utilizzare i misuratori elettronici della velocità sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, per le strada extraurbane secondarie e urbane è necessario il cosiddetto decreto prefettizio che individui le ragioni – tra quelle indicate dal codice della strada – per cui in quei tratti stradali sia necessario installare apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità, senza obbligo di fermo immediato del veicolo. Infatti, in questi casi vige il principio della contestazione immediata ed eventuali eccezioni devono essere autorizzate da provvedimenti amministrativi.

Suddetto decreto ha la funzione di indicare una serie di elementi:

  • la tratta di chilometri in cui il dispositivo elettronico di controllo può essere posizionato,
  • il senso di marcia da prendere in considerazione per il rilevamento della velocità,
  • le motivazioni per cui il prefetto ha emanato quel provvedimento.

Tutti elementi che servono al cittadino, in caso di ricevimento del verbale, per comprendere meglio le ragioni per cui in quel tratto di strada era stato installato tale rilevatore di velocità. Grazie a questi elementi, il guidatore è infatti capace di risalire all’atto e verificare se la rilevazione automatica della velocità sia avvenuta in modo legittimo. Pertanto, in mancanza di tale decreto, la multa potrebbe essere annullata e il trasgressore potrebbe evitare di pagare per la violazione commessa.

Cosa succede se non vengono indicati gli estremi del decreto nella multa?

In quest’ultimo periodo la giurisprudenza [2] si è soffermata sui casi in cui il verbale di accertamento sia privo degli estremi del decreto prefettizio (non, quindi, privo dell’esistenza del decreto in sé).

Nel caso attenzionato oggi, il guidatore eccepiva la violazione del diritto di difesa in quanto nel verbale non risultava l’indicazione degli estremi del decreto del prefetto, con il quale si autorizzava la rilevazione della velocità con mezzi elettronici nel luogo ove era stato accertato l’eccesso di velocità. Il giudice di pace chiamato a decidere, riconoscendo le ragioni del guidatore, si è affiancato alla sentenza recente della Cassazione, secondo la quale la mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nella contestazione differita integra un vizio di motivazione della sanzione che pregiudica il diritto di difesa del trasgressore [3].

Inoltre, con la stessa pronuncia appena chiamata, si è pure chiarito un altro principio: l’eventuale mancata indicazione degli estremi all’interno del verbale non può essere successivamente sanata dall’allegazione del documento in giudizio, posto che la violazione del diritto di difesa si è oramai consolidata e consumata con la ricezione del documento viziato da tale mancanza. Pertanto, sarà impossibile per l’amministrazione che ha emesso il verbale di accertamento sfuggire alla dichiarazione di nullità dello stesso.


note

[1] Art.142 Codice della strada

[2] Giudice di Pace di Reggio Emilia n. 57/2019 del 23.01.2019

[3] Cass. civ. n.24214/2018 del 04.10.2018


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