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Bonifico errato: spetta la restituzione dei soldi?

22 Marzo 2019
Bonifico errato: spetta la restituzione dei soldi?

Iban sbagliato in un bonifico: la banca è tenuta a restituire i soldi o non ha alcuna responsabilità? Che fare per farsi restituire la somma bonificata a un estraneo?

Immagina – ed è capitato spesso – di dover fare un bonifico allo sportello e di compilare il modulo prestampato messo a disposizione dalla banca. Sarà la luce fioca all’interno della filiale o il fatto che, dietro di te, c’è una copiosa fila che aspetta, fatto sta che sbagli uno dei numeri dell’Iban del beneficiario. Succede anche quando si fa un bonifico online: nel momento in cui bisogna riportare sull’apposito campo del sito internet i 27 caratteri alfanumerici si può facilmente cadere in errore, specie se si fanno le cose di fretta e non si ha la pazienza di verificare due o tre volte il codice digitato sulla tastiera. Ebbene, in tutti questi casi ti sarai probabilmente già chiesto se, in caso di bonifico errato, spetta la restituzione dei soldi. In buona sostanza, qualora la somma dovesse arrivare a una persona diversa dall’effettivo destinatario – perché il caso vuole che i due Iban siano identici se non per quella cifra o numero che tu hai sbagliato – come farai a ottenere lo storno dell’accredito e recuperare il tuo denaro?

La questione è stata affrontata da una interessante sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea depositata ieri [1]. La pronuncia illustra quali sono i diritti del correntista nei confronti del proprio istituto di credito che, pur verificando la discordanza tra il nome del beneficiario del bonifico e l’Iban, non abbia avvisato il proprio cliente dell’errore e abbia così consentito che un terzo estraneo si appropriasse dei suoi soldi. Con tutta l’incertezza della restituzione. 

Prima di spiegare qual è la posizione della Corte europea, vogliamo però ricordare cosa succede in caso di Iban sbagliato. Procediamo con ordine.

Iban sbagliato in un bonifico: cosa succede?

Avevamo già affrontato l’argomento in due approfondimenti presenti su queste stesse pagine:

Bonifico: che succede se Iban e beneficiario non coincidono

Bonifico bancario sbagliato: cosa fare

In quella sede abbiamo spiegato che due sono le possibili ipotesi che si possono venire a creare:

  • Iban sbagliato e non corrispondente a nessun altro conto corrente: in questo caso non ci sarà alcun trasferimento del denaro su un altro conto proprio perché l’Iban indicato non è esistente. È un po’ come digitare un numero di telefono sbagliato, che non appartiene ad alcun utente: non ci sarà nessuno a rispondere dall’altro lato della cornetta. Dunque, non dobbiamo preoccuparci: i soldi restano sul nostro conto. In realtà, se ci troviamo allo sportello, dovrebbe essere già lo stesso impiegato ad avvisarci dell’errore non potendo completare l’operazione dal terminale. Lo stesso dicasi se stiamo facendo un bonifico online dal pc: anche in questo caso il sistema ci impedirà di proseguire nell’operazione;
  • Iban sbagliato ma corrispondente a un soggetto diverso dall’effettivo destinatario: in questa ipotesi, a differenza di quella precedente, si ha un Iban formalmente esistente, ma discordante rispetto al beneficiario indicato. È come sbagliare numero di telefono e digitare quello di un altro abbonato: questi ci risponderà e solo allora ci accorgeremo di aver digitato male sulla tastiera. Poiché la banca, nell’eseguire il trasferimento di denaro, tiene conto unicamente dell’Iban indicato e non del nome del beneficiario la somma verrà accreditata a un soggetto differente rispetto a quello che si sperava essere. Di qui due domande: entro quanto tempo si può revocare il bonifico sbagliato? A chi bisogna chiedere la restituzione dei soldi? La banca è responsabile per non aver verificato che non c’era corrispondenza tra il nome del beneficiario del bonifico e l’Iban fornito dall’ordinante? Cerchiamo di rispondere qui di seguito a queste importanti domande.

Entro quanto tempo revocare il bonifico sbagliato

Ogni banca offre un termine massimo entro cui revocare il bonifico sbagliato. Leggi Come annullare un bonifico bancario. Di solito questo termine è di due ore; alcuni istituti consentono di agire entro la fine della giornata lavorativa. Ma ciò presuppone il fatto di accorgersi subito dell’errore commesso, il che non succede quasi mai e solo dopo un confronto con il beneficiario – che lamenta di non aver mai ricevuto il denaro – ci si rende conto di aver sbagliato Iban.

A chi chiedere la restituzione dei soldi?

Una volta preso atto che i soldi sono stati accreditati a un soggetto differente rispetto al beneficiario, non spetta alla banca stornarli e restituirli all’ordinante. Piuttosto deve essere quest’ultimo a contattare il terzo per farsi ridare quanto gli è dovuto. Se questi non dovesse adempiere si potrà citarlo in causa con una azione di arricchimento ingiustificato. Chiaramente a nessuno piace spendere soldi in un processo lungo e costoso. Quindi, prima di imbracciare il fucile dell’azione giudiziaria, si potrà tentare con una raccomandata di diffida, anche a firma di un avvocato. Dopo la diffida, si potrà aggiungere alle azioni a propria difesa anche una querela per appropriazione indebita, che è un reato che prevede la reclusione fino a 3 anni (oltre a una multa).

La banca è responsabile se non avverte il cliente dell’Iban sbagliato?

Vediamo ora che azione ha il correntista nei confronti della propria banca che, pur potendo accertare l’incongruenza tra il nome del beneficiario del bonifico e l’Iban fornito, non abbia fatto nulla per avvisarlo. Qui interviene la sentenza della Corte di Giustizia europea secondo cui non esiste alcun obbligo dell’intermediario finanziario (banca o Poste) di verificare la corrispondenza dell’Iban col nome del beneficiario. 

L’istituto di credito è esente da qualsiasi responsabilità se effettua il trasferimento del denaro sul conto corrispondente all’Iban indicato dall’ordinante; non è invece tenuto a procedere ad alcun tipo di controllo ulteriore. È questa l’interpretazione letterale della direttiva comunitaria in materia di servizi bancari e finanziari: i prestatori di servizi di pagamento – del pagatore o del beneficiario – non hanno l’obbligo di verificare se l’Iban fornito dall’utente corrisponda effettivamente al beneficiario.  

Guarda il video


note

[1] C. Giust. Ue causa n. C-245/2018.


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19 Commenti

  1. Buongiorno. Voglio fare un regalo col bonifico ad un mio parente, come posso fare? Temo un accertamento del Fisco. C’è un modo per stare tranquillo?

    1. Buongiorno a te. Grazie alla home banking, cioè al programma online che permette a ciascun correntista di effettuare anche da casa le operazioni contabili sul proprio conto corrente, fare bonifici è diventato un gioco da ragazzi. In modo semplice e veloce, senza neppure il problema di doversi recare presso la banca di riferimento, il denaro può passare da una persona ad un’altra. Nulla di più comodo, dunque, anche per le donazioni o i prestiti ad amici e familiari. Qualunque sia la motivazione, il bonifico è a portata di mano per fare istantaneamente regali per Natale o per un anniversario o per un compleanno oppure, ancora, per un prestito di denaro. In questa realtà, all’evidenza del tutto lecita, si insinua un problema: cosa accade se il Fisco ha (o crede di avere) motivi per dubitare che quei bonifici nascondino causali illegittime come il pagamento di stipendi in nero o un modo per nascondere del denaro non dichiarato? Bene, in verità basta usare pochissime precauzioni, tra le quali l’essere i più chiari possibili nell’indicare le motivazioni di quel movimento di denaro, precisando qual è la causale del bonifico soprattutto se è un regalo.

    1. La causale di un bonifico è il motivo per cui una persona trasferisce dei soldi dal proprio conto corrente a quello di un’altra persona. E’ obbligatorio indicare questa motivazione perché il Fisco vuole sapere a quale titolo è stato trasferito quel denaro: se si tratta di un regalo, di un prestito, del pagamento di una prestazione lavorativa, del pagamento di qualcosa che hai acquistato. Di conseguenza, ogni volta che si compila un bonifico, compreso il caso in cui si tratti di un regalo di matrimonio, si deve scrivere la causale. In questo modo si possono evitare dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate: bisogna ricordare, infatti, che i passaggi di denaro da un conto all’altro sono sotto la lente d’ingrandimento del Fisco e che, pertanto, sbagliare la causale può crearti qualche problema. Meglio, dunque, stare attenti a non lasciare vuoto il campo della causale del bonifico e di pensare bene a che cosa scriverci. Se si utilizza un conto corrente on line, il bonifico generalmente non viene accettato dal sito internet della banca se è privo di causale. Il bonifico per viaggio di nozze, o comunque come regalo di matrimonio può essere usato quando la donazione da fare è di modesto valore. Il «modesto valore» si valuta in base alle possibilità economiche di ciascuno, è un parametro relativo, da vagliare caso per caso. Se, invece, la cifra è molto superiore, le cose cambiano. Pensa, ad esempio, a chi vuole fare come regalo di matrimonio al proprio figlio l’intero viaggio di nozze. In questo caso le cose si complicano: ci si deve recare da un notaio per formalizzare la donazione con un atto pubblico alla presenza di due testimoni. Fatto questo necessario passaggio preliminare, sarà possibile fare il bonifico desiderato. La causale dovrà allora indicare gli estremi dell’atto di donazione.

    1. Istintivamente si pensa che l’unica differenza tra entrambi, cioè tra il bonifico online o allo sportello, sia solo quella della comodità. Il primo, infatti, consente di effettuare il pagamento senza muoversi da casa, utilizzando gli strumenti telematici messi a disposizione dalla banca o dalla Posta (a seconda di dove si ha il conto corrente). Il bonifico allo sportello, invece, come lo stesso nome indica, presuppone la presenza fisica di chi deve effettuarlo. Ma sei sicura che sia l’unica differenza? Per scoprirlo, leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/265164_bonifico-online-o-allo-sportello-quale-conviene

    1. La Legge di Stabilità pone una soglia di 3.000 euro per i pagamenti in denaro contante (era stata superato così il tetto dei 1.000 euro). Ma è altrettanto vero che il dipendente della banca o della Posta non può rifiutarsi di effettuare la transazione anche se dovessi fare un bonifico in contanti di 6.000 euro, per fare un esempio. Questo perché l’operazione lascia una traccia del pagamento, che è esattamente quello che chiede la legge. Pertanto, se il tuo dubbio si basa sul fatto che nel momento in cui consegni i soldi all’impiegato della banca o della Posta per effettuare il bonifico stai movimentando del denaro contante, sappi che non hai una cifra limite ma puoi trasferirne una anche superiore ai 3.000 euro. Per saperne di più, leggi il nostro articolo Bonifico: si può fare in contanti? https://www.laleggepertutti.it/255054_bonifico-si-puo-fare-in-contanti

  2. Si possono far versare somme di denaro mediante un bonifico su un conto corrente di un’altra persona?

    1. È lecito far arrivare un bonifico sul conto corrente di un’altra persona, ma solo nel momento in cui la somma viene poi dichiarata al fisco da chi l’ha concretamente incassata. Si applica l’articolo 1180 del Codice Civile sull’adempimento del terzo, che recita: “L’obbligazione può essere adempiuta da un terzo, anche contro la volontà del creditore, se questi non ha interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione. Tuttavia il creditore può rifiutare l’adempimento offertogli dal terzo, se il debitore gli ha manifestato la sua opposizione”. In un contesto del genere il servizio bancario del bonifico risulta fare solo da tramite: si frutta un cosiddetto conto d’appoggio per esigenze di praticità. Occhio però, se l’intenzione – come scritto in precedenza – è evadere il fisco, beh, in questo caso ricadiamo nell’illecito, non per l’utilizzo del conto corrente di un’altra persona, ma perché si è nascosto il reddito percepito. Principio riaffermato anche da una recente Sentenza della Corte di Cassazione (1) che ha ribadito come non sia sufficiente, per la sussistenza di un reato di evasione fiscale che l’Agenzia delle Entrate rilevi sul conto corrente del contribuente dei versamenti ingiustificati. Tutto ciò può al massimo può comportare un accertamento fiscale ma non automaticamente l’instaurazione di un processo penale. In altre parole, il versamento fatto su un conto intestato a un’altra persona può configurare un’ipotesi di pagamento in nero, ma per l’accertamento del reato di evasione fiscale sono necessarie ulteriori indagini.

  3. Buongiorno. Potete spiegarmi come si fa un bonifico bancario? Lo chiedo così sono sicura di non sbagliare ed evitare un bonifico errato.

    1. Se non hai mai fatto un bonifico bancario prima d’ora e non sai ancora bene come muoverti nell’intricato mondo delle banche, puoi stare tranquilla. Fare un bonifico bancario, infatti, è un’operazione davvero molto semplice, effettuabile non solo presso tutti gli sportelli della tua banca di riferimento ma anche comodamente da casa attraverso la funzionalità dell’home banking. Diventato uno strumento indispensabile nella vita di tutti i giorni, il bonifico bancario ti consente di trasferire soldi da un conto all’altro, generalmente intestato a un’altra persona. Niente, però, vieta di fare un bonifico bancario tra due conti differenti appartenenti alla medesima persona. In questo caso, infatti, il bonifico assume il termine di giroconto. Ti consigliamo di leggere la nostra guida per sapere come fare un bonifico bancario https://www.laleggepertutti.it/242032_come-si-fa-un-bonifico-bancario

  4. Se il bonifico è stato accreditato su un cc errato, come faccio a scoprirne nome e cognome per farmi restituire i soldi ?
    Esempio:
    Bonficio di 1.000 Euro su Mario Rossi –
    IBAN IT17Q14761245
    Il bonifico va a finere sul conto di
    XY (NON MARIO ROSSI)
    IBAN IT17Q14761245
    OK. Errore mio, ma come faccio a soprire il nome del nuovo beneficiario (Privacy banca…)

    1. Ti suggeriamo la lettura dei seguenti articoli:
      -Che succede se non restituisco i soldi di un bonifico non dovuto? https://www.laleggepertutti.it/305236_che-succede-se-non-restituisco-i-soldi-di-un-bonifico-non-dovuto
      -Bonifico, che succede se Iban e beneficiario non coincidono? https://www.laleggepertutti.it/167714_bonifico-che-succede-se-iban-e-beneficiario-non-coincidono
      -Bonifico bancario sbagliato: cosa fare https://www.laleggepertutti.it/144332_bonifico-bancario-sbagliato-cosa-fare

      1. Ho letto gli articoli, ma non mi aiutano.
        Nel mio caso il bonifico errato è stato accredito sul conto di tizio, con l iban e caio – cioè non coincidono – ma oggi nessuna banca lo controlla piu.
        Dunque se il nuovo benficiario non si accorge e la banca non mi da i dati, come faccio a scoprire a chi sono andati a finire i soldi? A chi scrivo il sollecito per la ristituzione ?
        Grazie

        1. Puoi trovare altre informazioni in questi articoli:
          -Iban: come risalire alla banca. Il metodo di calcolo per conoscere il nome della banca tramite il codice ABI contenuto nell’Iban del beneficiario del bonifico. https://www.laleggepertutti.it/279067_iban-come-risalire-alla-banca
          -Bonifico sbagliato: torna indietro? https://www.laleggepertutti.it/259621_bonifico-sbagliato-torna-indietro

          Per sottoporre il tuo caso specifico all’attenzione dei professionisti del nostro network, puoi richiedere una consulenza legale cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

  5. Molta teoria, eh sì, hai sbagliato il bonifico e, si sostiene che hai poi diritto a richiedere la restituzione dell’importo al beneficiario e lo puoi anche citare in giudizio. Ma chi ti generalizza il titolare del conto associato all’Iban? come lo potrai citare se le banche, la tua e quella del beneficiario, restano inerti e silenti?

  6. Salve ho erratamente fatto un bonifico per la cittadinanza di mio figlio a nome mio invece del suo. Attualmente ho fatto una richiesta di rimborso al ministero dell’interno, tuttavia non è stato possibile avere una risposta che mi garantisse la restituzione dei soldi. Come potrei agire?

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