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Gioco d’azzardo, piattaforma Aams e autoesclusione del giocatore

20 Aprile 2019
Gioco d’azzardo, piattaforma Aams e autoesclusione del giocatore

So che esiste una normativa Aams sul gioco d’azzardo, che sancisce che una volta che un giocatore si auto blocca a tempo indefinito su una piattaforma non può essere sbloccato prima di 6 mesi per nessun motivo e contestualmente viene bloccato in tutte le piattaforme di gioco online aderenti al circuito AAMS. Se questa premessa è corretta, qualora una qualunque piattaforma di gioco AAMS per loro errore sbloccasse l’utente prima di 6 mesi e questi perdesse delle somme, ci sarebbero gli estremi per una causa legale per la restituzione? 

Deve essere innanzitutto precisato che, come ha ricordato anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nella circolare prot. R.U. 44223/2018 del 12 marzo 2018, esistono due tipi differenti di autoesclusione azionabili dai giocatori.

Da un lato c’è la autoesclusione “verticale” che produce i suoi effetti limitatamente al singolo concessionario di giochi sulla cui piattaforma essa è stata azionata e che non produce, invece, nessun effetto nei confronti di tutti gli altri concessionari.

E c’è, poi, l’autoesclusione “trasversale” che invece produce i propri effetti nei confronti di tutti i concessionari di giochi a distanza autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Pertanto, se nel caso specifico il giocatore avesse azionato sulla piattaforma di un singolo concessionario soltanto l’autoesclusione “verticale” sarebbe perfettamente normale che gli sia stato poi consentito giocare su tutte le altre piattaforme di gioco gestite dagli altri concessionari dei giochi a distanza.

Se, invece, il giocatore avesse azionato l’autoesclusione “trasversale” costituirebbe un errore di sistema consentire al giocatore autoesclusosi l’accesso ai giochi su qualsiasi piattaforma di qualsiasi concessionario.

Tuttavia, anche in quest’ultimo caso, agire in giudizio per ottenere un rimborso o un risarcimento per la perdita subita non avrebbe un esito sicuramente vincente.

Infatti, in base ai principi generali del nostro ordinamento (soprattutto con riferimento alle norme contenute negli articoli 2043, 2056 e 1227 del Codice civile relative al nesso di causalità tra fatto e danno ed al concorso del danneggiato nel verificarsi del danno), quando a provocare un danno (il

danno nel caso specifico sarebbe la perdita al gioco) concorrono una serie di cause diverse, il giudice dovrà valutare ai fini del rimborso (o del risarcimento a seconda di come lo si voglia chiamare) quale sia l’incidenza di ogni singola causa nella produzione del danno e se una sola di esse fosse considerata esclusivamente determinante sarà solo quella ad essere considerata la causa produttiva del danno.

Nel caso prospettato dal lettore, la perdita al gioco è stata causata non solo dall’errore del concessionario (nel solo caso, però, di autoesclusione trasversale), ma anche dalla libera decisione del giocatore di effettuare la giocata e anche dall’esito perdente della giocata dovuto alle diverse combinazioni del software di gioco.

Questo vuol dire che, nel caso specifico, è possibile che il giudice chiamato a decidere se condannare il concessionario a risarcire il giocatore (della perdita subita) stabilisca che la perdita al gioco sia stata esclusivamente ed in modo determinante causata solo dalla decisione del giocatore di effettuare la giocata (poi rivelatasi perdente), mentre l’errore di sistema che ha consentito al giocatore di giocare nonostante l’autoesclusione “trasversale” debba essere considerato soltanto una semplice occasione che ha agevolato la perdita al gioco, ma che non costituisca causa diretta della perdita delle somme giocate (questi principi sono stati espressi in termini generali anche dalla sentenza n. 8.096 del 6 aprile 2006 della Corte di Cassazione).

Se il giudice decidesse in questo modo, il concessionario verrebbe del tutto “assolto” da ogni responsabilità; in ogni caso, nella migliore delle ipotesi, il giudice potrebbe stabilire la percentuale di “responsabilità” tra le varie cause della perdita al gioco stabilendo in quale misura percentuale la

perdita al gioco è stata causata dall’errore del sistema, dalla decisione del giocatore di effettuare la giocata e da altre eventuali concause (in questa ipotesi, più positiva per il giocatore, resterebbe comunque a carico del giocatore quella parte di perdita che il giudice attribuisse in percentuale alla decisione del giocatore di effettuare la giocata).

Si ribadisce, comunque, che nel caso di autoesclusione “verticale” non ci sarebbe alcuna responsabilità del concessionario che avesse consentito di effettuare una giocata al giocatore autoesclusosi solo dalle piattaforme gestite da un diverso concessionario.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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