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Acquisto mobili: ritardo nella consegna e risarcimento danni

20 Aprile 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Aprile 2019



Ad agosto 2018 ho acquistato dei mobili e a novembre su richiesta del negoziante ho saldato l’ordine. A dicembre però mi sono stati consegnati solo una parte dei mobili. Già prima del saldo ci furono dei disservizi da parte dell’azienda. Dopo aver protestato invano davanti al personale del punto vendita, essendo trascorsi 90 giorni dal pagamento completo dell’ordine, ho inviato una raccomandata postale diffidando l’azienda di consegnarmi i mobili e lamentando anche i disagi causati. Posso intraprendere un’azione legale per ottenere il rimborso delle somme dei mobili ad oggi non consegnati (circa 1.200,00 euro) ed il risarcimento per i disagi causati? Ho comprato casa, mi dovevo trasferire i primi di dicembre ma senza cucina e mobili mi è stato impossibile. 

Alla luce del quesito posto dal lettore, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

L’inadempimento del debitore: risoluzione del contratto e il risarcimento

Quando si firma un contratto, come quello di acquisto dei mobili per la nuova abitazione, si sottoscrive l’impegno a pagare gli oggetti acquistati in cambio della consegna dei medesimi.

Appare, pertanto, chiaro che sono previste delle prestazioni corrispettive (quella dell’acquirente al versamento del prezzo, quella del venditore alla consegna dei mobili) cioè degli obblighi reciproci che, se disattesi, determinerebbero l’inevitabile responsabilità a carico del debitore inadempiente.

Ebbene, viene definito tale colui che, quale parte di un contratto, non esegue esattamente la prestazione dovuta in base al medesimo: potrebbe accadere, ad esempio, che la stessa non venga proprio eseguita oppure che venga prestata, ma in maniera parziale e/o imprecisa. Ebbene in queste,

come in altre ipotesi simili, si dice che il debitore è stato inadempiente e, per la legge italiana:

– può subire la risoluzione del contratto su iniziativa del creditore insoddisfatto [1];

– diventa responsabile del risarcimento del danno a favore del predetto creditore [2].

CASO CONCRETO

Appare evidente la responsabilità del venditore in esame per l’inadempimento al contratto di vendita dei mobili oggetto del presente quesito, per le seguenti ragioni:

– sono trascorsi oltre sette mesi dalla data di acquisto degli oggetti concordati, senza che tutti gli stessi siano stati puntualmente consegnati. Tale enorme lasso di tempo appare in contrasto con l’obbligo del debitore di eseguire la prestazione dovuta con la diligenza media del buon padre di famiglia, secondo correttezza e buona fede [3];

– sono ampiamente trascorsi i trenta giorni dalla conclusione del contratto (i cui obblighi di pagamento sono stati da lei interamente rispettati) che, secondo il cosiddetto codice del consumo [4], rappresentano il termine da rispettare nella consegna, in difetto di espressa indicazione della data in questione sul contratto (questa, infatti, non si evidenzia dal documento allegato al quesito);

– sono ampiamente trascorsi anche i novanta giorni previsti dall’art.7 delle condizioni generali di vendita applicabili al contratto in questione e rispetto alla data di consegna che, a questo punto, in difetto di una precisa indicazione contrattuale, apparirebbe conseguenziale far ricondurre alla data in cui il lettore ha ricevuto comunicazione del presunto recapito dei mobili ed a seguito della quale ha provveduto al saldo degli stessi (cioè fine novembre 2018).

Per questi motivi, la paventata volontà del lettore di risolvere il contratto e di chiedere al venditore in esame il risarcimento del danno appare legittima e corretta.

A questo proposito, si noti che oltre alla restituzione delle somme indebitamente versate (€ 1200,00 circa), corrispondenti al prezzo dei mobili mai consegnati, il lettore ha diritto di ottenere anche il risarcimento del danno.

A questo riguardo, poiché lo stesso non può essere considerato e quantificato in automatico (tecnicamente si dice che il danno non può essere in re ipsa), sarebbe opportuno che il lettore raccolga le prove del medesimo. Ad esempio, la ricevuta del canone di locazione che ha dovuto versare per l’abitazione ulteriormente occupata (non essendo stato possibile il trasferimento nella nuova appena acquistata, per le dette ragioni) oppure qualsivoglia altra spesa documentabile e conseguenza dell’inadempimento subito, saranno gli elementi fondamentali su cui basare ed ottenere il richiesto risarcimento del danno e seguito della risoluzione contrattuale pretesa.

Più difficile, invece, sarebbe ottenere il risarcimento del mero disagio subito poiché, per quanto accaduto, l’eventuale danno esistenziale verificatosi potrebbe essere valutato dall’organo giudicante come non di particolare rilevanza.

Si consiglia, infine, al lettore di rivolgersi ad un legale di fiducia affinché possa condurlo negli adempimenti giusti e necessari al suo scopo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Art. 1453 cod. civ.

[2] Art. 1218 cod. civ.

[3] Artt. 1176 – 1375 cod. civ.

[4] Art. 61 Dlvo 206/2005


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