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Congedo parentale e accudimento del figlio

20 Aprile 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Aprile 2019



Sono un dipendente a tempo pieno presso un ufficio tecnico di un ente locale; mia moglie ha una gelateria (è socia accomandataria mentre il sottoscritto è socio accomandante). A cosa vado incontro se durante un congedo parentale non retribuito di 6 mesi aiutassi a titolo gratuito mia moglie nella gelateria, ad esempio al mattino quando la figlia è a scuola, alla domenica mattina ed altri tre pomeriggi, in modo da alternarmi e consentire alla mamma di stare con la figlia?

Il congedo parentale è strettamente collegato all’accudimento del figlio.

Pertanto, le giornate oggetto di congedo devono essere dedicate, seppur in via prevalente (e non esclusiva) all’attenzione di quest’ultimo.

Nel caso specifico, se da un lato l’attività lavorativa presso la gelateria è necessitata dal fatto che la madre deve stare con la figlia, dall’altro il tempo del lettore risulta trascorso non nell’interesse diretto della figlia, ma della società presso cui entrambi hanno interessi economici.

Ciò significa che un eventuale controllo dell’ispettorato del lavoro potrebbe comportare una sanzione disciplinare in capo al lettore da parte del datore di lavoro.

Sul punto è intervenuta la Cassazione lo scorso anno, specificando che può verificarsi un abuso del diritto al congedo parentale, allorché il diritto venga esercitato non per la cura diretta del bambino, bensì per attendere ad altra attività di lavoro, ancorché incidente positivamente sulla organizzazione economica e sociale della famiglia (Cassazione civile, sez. lav. 11/01/2018 n. 509).

In questo caso, quindi, si configurerebbe un abuso per sviamento dalla funzione propria del diritto, idoneo ad essere valutato dal giudice ai fini della sussistenza di una giusta causa di licenziamento.

Dunque, per quanto non sia rigida la concezione di rapporto tra figlio e padre durante il congedo parentale, non è ammessa una cura indiretta del bambino, ossia per interposta persona (la madre), mediante il solo contributo ad una migliore organizzazione della vita familiare.

Si consiglia, pertanto, al lettore di prestare molta attenzione in questo frangente, al fine di evitare spiacevoli sanzioni disciplinari da parte del suo datore di lavoro che, se volesse, potrebbe licenziarlo per giusta causa.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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