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Polizze unit linked e sentenza Corte di Cassazione 6319/2019

24 Aprile 2019
Polizze unit linked e sentenza Corte di Cassazione 6319/2019

Ho bisogno di leggere integralmente la sentenza Corte di Cassazione n. 6319 del 5 marzo 2019, trattanti una polizza Unit Linked, e se possibile un breve commento.

La Cassazione continua a consolidare l’orientamento giurisprudenziale contrario al riconoscimento delle polizze unit-linked come polizze di assicurazione sulla vita, ove la componente rischio demografico non risulti effettivamente e sostanzialmente a carico della compagnia di assicurazione.

Nel caso della sentenza citata dal lettore, la Suprema Corte non si fa condizionare dal fatto che questa volta non si tratti di una questione fiscale – sottoposizione o meno a tassazione dei rendimenti delle attività finanziarie sottostanti la polizza u.l. – ma di una questione civilistica, infatti il ricorrente è un privato cittadino che è stato danneggiato da un avventato investimento eseguito da Credit Suisse, provocando una minusvalenza rilevantissima che inciderebbe solo negativamente sul saldo erariale.

Pertanto, con molta coerenza, la Corte interviene a cassare le sentenze emesse dalle corti territoriali – ordinaria e di appello – in quanto in detti giudizi le corti adite non hanno tenuto conto di un principio generale consolidato – che lei potrà leggere chiaramente perché evidenziato in grassetto nella penultima pagina della sentenza – che consiste nell’obbligo, in capo ad ogni collegio giudicante, di verificare se, nel contenuto del contratto stipulato, il rischio demografico – inteso come danno economico-finanziario determinato dall’evento “morte” – resti, sostanzialmente o meno, in capo all’assicuratore e non all’assicurato.

Nel caso della sentenza il rischio suddetto gravava sull’assicuratore solo nella misura dello 0,1% del valore contrattualizzato ed anche questo valore era stato posto a carico dell’assicurato attraverso un escamotage.

Le corti territoriali avevano ritenuto che la sola enunciazione nel contratto di quella voce – rischio demografico in capo all’assicuratore per lo 0,1% – fosse sufficiente a qualificare il contratto come polizza di assicurazione sulla vita unit-linked, invece la Corte interviene a rettificare il tiro e ricorda ai giudici aditi che il principio generale è quello di verificare la sostanza dei contratti e non solo il loro “nomen juris”.

Ad avviso dello scrivente, la Corte è stata coerente e ha dimostrato che l’analisi dettagliata del contenuto contrattuale delle polizze di questo tipo non è solo una questione fiscale o dettata da esigenze di bilancio, ma una necessità giuridica basata sulla applicazione dei principi generali del diritto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra



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2 Commenti

    1. Ti ringraziamo Giacomo. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica per essere sempre aggiornato sulle ultime news.

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