Diritto e Fisco | Articoli

Se un dipendente chiede aiuto economico al cliente del datore di lavoro

26 Aprile 2019
Se un dipendente chiede aiuto economico al cliente del datore di lavoro

Sono un dipendente (direttore commerciale e marketing) di una società che lavora a livello mondiale. Qualche anno fa ho chiesto un aiuto economico personale ad un nostro cliente (mio amico all’epoca), che per circa un anno e mezzo mi ha corrisposto una somma forfettaria mensile di Euro 2.000. Non sono stati intaccati gli interessi della suddetta società, né i prezzi sono stati minimamente modificati e gli sconti sono stati decisamente inferiori agli sconti massimi consentiti dall’azienda. L’azienda ha raggiunto maggiori utili e, per effetto di un mio impegno più pressante, anche maggiori fatturati. All’atto di una richiesta da parte del cliente che andava contro gli interessi della mia azienda, mi sono rifiutato di procedere in quel modo, chiedendo il fermo immediato di qualsiasi ulteriore aiuto economico. Per effetto del mio rifiuto, il cliente ha informato la mia proprietà di tutto ciò per iscritto. A quali conseguenze potrei andare incontro? Potrei essere soggetto ad una lettera disciplinare?

Per fugare ogni dubbio, sarebbe opportuno visionare il codice etico adottato dalla società, datrice di lavoro del lettore.

Ad ogni modo, ad avviso di chi scrive, la condotta del lettore non dovrebbe integrare un illecito disciplinare, posto che il rapporto instaurato con il cliente non era finalizzato a danneggiare la società, ma ad ottenere un sostegno economico personale, sotto forma di prestito (infruttifero, o fruttifero che sia).

Quello che potrebbero rimproverare al lettore è la violazione dell’obbligo di fedeltà comandato dall’art. 2105 del codice civile secondo cui il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.

In tal senso, potrebbero lamentare il pregiudizio recato all’azienda, con riguardo al fatto che quest’ultima potrebbe perdere un cliente importante per via della rottura iniziata con un suo dipendente.

Sul punto, occorrerebbe verificare se, e in che modo, il codice etico preveda un divieto assoluto di intrattenere rapporti con la clientela al di fuori dall’ambito aziendale.

Proprio nel caso specifico, i rapporti intrattenuti con il cliente esulano qualsiasi rapporto concorrenziale in danno della datrice di lavoro del lettore, limitandosi a disciplinare un rapporto di diritto privato e personale (aiuto economico).

L’unico modo che avrebbero per contestare al lettore tale contatto con il cliente, oltre ad un’eventuale (anche se difficile) previsione esplicita nel codice disciplinare adottato dalla società, è quella di provare che tale rapporto personale abbia danneggiato gli interessi economici dell’azienda; elemento, questo, che dalle premesse del lettore non potrebbe essere provato.

Con riguardo alle sanzioni disciplinari potenzialmente irrogabili, l’azienda deve valutare la gravità dei fatti addebitati al lavoratore, in relazione alla portata oggettiva e soggettiva dei medesimi, alle circostanze nelle quali sono stati commessi e all’intensità del profilo intenzionale (Cassazione civile, sez. lav., 22/03/2018, n. 7208).

A parere dello scrivente, più di un ammonimento o di una censura, non potrebbero comminare al lettore.

Il fatto che il lettore abbia agito senza alcuna intenzione di danneggiare l’azienda, ma solo per un sostentamento personale, pone la valutazione della condotta in suo favore.

Tra l’altro, il lettore potrebbe provare, tramite la messaggistica scambiata, i rapporti confidenziali instaurati con il cliente, tali da non considerarlo più come conoscente, ma come un vero e proprio amico.

Per cui, l’azienda – nel rapporto specifico – aveva assunto un ruolo marginale, residuato nell’interesse del cliente di effettuare i soliti ordinativi a favore dell’azienda.

A questo punto, si consiglia al lettore di attendere i movimenti aziendali e, in caso di contestazione, preparare con l’aiuto di un legale, una memoria difensiva finalizzata a chiarire l’accaduto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube