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Invalidità temporanea e lavoro: ultime sentenze

21 Aprile 2019


Invalidità temporanea e lavoro: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 21 Aprile 2019



Infortunio sul lavoro e danno biologico da inabilità temporanea; incidente stradale; interesse ad agire del lavoratore; nesso di causalità tra infortunio e prestazione di lavoro; indennizzo Inail.

Indennizzo Inail: non copre il danno biologico da inabilità temporanea

In tema di responsabilità del datore di lavoro per il danno da inadempimento l’indennizzo erogato dall’Inail ai sensi dell’art. 13 del d.lg. n. 38 del 2000 non copre il danno biologico da inabilità temporanea, atteso che sulla base di tale norma, in combinato disposto con l’art. 66, comma 1, n. 2, del d.P.R. n. 1124 del 1965, il danno biologico risarcibile è solo quello relativo all’inabilità permanente.

Cassazione civile sez. lav., 13/03/2019, n.7171

Danno da perdita della capacità di guadagno

L’art. 4 del d.l. n. 857 del 1976,come modificato dalla legge di conversione n. 39 del 1977, nel disporre che in caso di danno alle persone (nella specie, da sinistro stradale), quando agli effetti del risarcimento si debba considerare l’incidenza dell’inabilità temporanea o dell’invalidità permanente su un reddito di lavoro comunque qualificabile, tale reddito si determina, per il lavoro dipendente, sulla base del reddito da lavoro maggiorato dei redditi esenti e delle detrazioni di legge e, per il lavoro autonomo, sulla base del reddito netto risultante più elevato tra quelli dichiarati dal danneggiato ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche degli ultimi tre anni, attribuisce rilievo, alla stregua della sua testuale formulazione, al reddito da lavoro netto dichiarato dal lavoratore autonomo ai fini dell’applicazione della sopraindicata imposta ed ha riguardo, quindi, non al reddito che residua dopo l’applicazione dell’imposta stessa ma alla base imponibile di cui all’art. 3 del d.P.R. n. 597 del 1973, e cioè all’importo che il contribuente è tenuto a dichiarare ai fini dell’imposta sopraindicata, dovendo inoltre intendersi per reddito dichiarato dal danneggiato quello risultante dalla differenza fra il totale dei compensi conseguiti (al lordo delle ritenute d’acconto) ed il totale dei costi inerenti all’esercizio professionale – analiticamente specificati o, se consentito dalla legge, forfettariamente conteggiati – senza possibilità di ulteriore decurtazione dell’importo risultante da tale differenza, per effetto del conteggio delle ritenute d’imposta sofferte dal professionista.

Cassazione civile sez. III, 15/05/2018, n.11759

Incidente stradale e lesioni da invalidità temporanea

In caso di sinistro stradale, deve essere riconosciuto al coniuge del soggetto che ha riportato lesioni da invalidità temporanea, il risarcimento del danno subito per aver dovuto lasciare il lavoro al fine di accudire il coniuge momentaneamente inabile; il risarcimento di tale danno, inoltre, deve essere quantificato tenendo conto di un orario lavorativo medio di otto ore al giorno, il tempo restante rientrando nella normale dedizione alla vita privata, e di un’attività di assistenza non professionalmente qualificata.

Tribunale Milano, 24/04/2018, n.4721

Infortunio sul lavoro e inabilità temporanea assoluta

In tema di assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro, qualora si aggravino, determinando una inabilità temporanea assoluta, gli esiti di un infortunio o di una malattia professionale, per i quali viene già corrisposta una rendita per inabilità permanente parziale, non sussiste il diritto ad una indennità giornaliera, non potendo tali prestazioni cumularsi, mentre eventuali ricadute nella malattia o riacutizzazioni degli esiti dell’infortunio, che determinino l’impossibilità temporanea di attendere al lavoro, possono essere prese in considerazione ove aggravino stabilmente la condizione del lavoratore, in sede di revisione della rendita di inabilità, ex art. 83 del d.P.R. n. 1124 del 1965, restando pur sempre salva la tutela del lavoratore predisposta in via generale dall’art. 2110 c.c. a mezzo delle prestazioni per malattia a carico dell’Inps.

Cassazione civile sez. lav., 22/11/2017, n.27809

Indennità giornaliera Inail per inabilità temporanea: è esclusa per gli statali

Nel sistema assicurativo delineato dall’art. 127, comma 2, del d.P.R. n. 1124 del 1965 e dall’art. 2 del d.m. del 10 ottobre 1985 del ministero del Lavoro, l’erogazione dell’indennità giornaliera per inabilità temporanea da parte dell’Inail è esclusa per i dipendenti statali, i quali percepiscono per intero la normale retribuzione dal datore di lavoro durante il periodo di astensione dal lavoro dovuto ad infortunio; detta indennità, infatti, è una prestazione economica, a carattere assistenziale, diretta ad assicurare al lavoratore i mezzi di sostentamento, finché dura l’inabilità che impedisce totalmente e di fatto all’infortunato di rendere le sue prestazioni lavorative.

Cassazione civile sez. lav., 14/09/2017, n.21325

Lavoratori dell’industria e dell’agricoltura: da quando decorre la rendita per inabilità?

In tema di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, l’indennità per inabilità temporanea assoluta ha lo scopo di ricomporre l’equilibrio economico infranto dall’infortunio e dalla conseguente assenza dal lavoro, ossia la funzione di integrare la capacità di guadagno del lavoratore venuta meno a causa della temporanea perdita dell’attitudine al lavoro, sicché essa è corrisposta oltre quella eventualmente spettante per inabilità permanente, cessando nello stesso momento in cui viene meno l’inabilità temporanea e, qualora dall’infortunio siano residuati postumi di inabilità permanente, dal giorno della guarigione clinica, dal quale incomincia a decorrere, ove sussistano le condizioni di legge, l’indennità per inabilità permanente.

Tale principio – avente fondamento nel disposto degli artt. 74, comma 2, e 215, comma 1, del d.P.R. n. 1124 del 1965, che, per quanto riguarda, rispettivamente, i lavoratori dell’industria e quelli dell’agricoltura, fissa la decorrenza della rendita per inabilità dal giorno successivo a quello della cessazione dell’inabilità temporanea assoluta – risponde ad evidenti criteri logici, perché assicurare, in ogni caso, fin dal momento del verificarsi dell’infortunio, la rendita per inabilità permanente finisce col tradursi in un’ingiustificata duplicità di prestazioni.

Cassazione civile sez. VI, 06/07/2017, n.16722

Nesso di causalità tra infortunio e prestazione di lavoro

Non sussiste l’interesse ad agire in capo al lavoratore che chieda di accertare il nesso di causalità tra infortunio e prestazione di lavoro, finalizzato al riconoscimento del diritto all’indennità giornaliera per inabilità temporanea a carico dell’Inail, la cui spettanza gli è preclusa in quanto percettore, per lo stesso periodo, dell’indennità di malattia a carico dell’Inps.

Cassazione civile sez. lav., 11/05/2017, n.11565

Limitazione della capacità lavorativa per infortunio: quando si definisce duratura?

La Direttiva 2000/78/Ce (parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro) deve essere interpretata nel senso che: il fatto che l’interessato si trovi, a causa di un infortunio sul lavoro, in una situazione di invalidità temporanea, ai sensi del diritto nazionale, di durata incerta, non implica, di per sé, che la limitazione della capacità di tale persona possa essere qualificata come “duratura” ai sensi della definizione di “handicap” contemplata da tale direttiva, letta alla luce della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (approvata dall’Ue con la Decisione 2010/48/Ce).

Tra gli indizi che consentono di considerare che una siffatta limitazione è “duratura” figura in particolare la circostanza che, all’epoca del fatto asseritamente discriminatorio, la menomazione dell’interessato non presenti una prospettiva ben delimitata di superamento nel breve periodo od il fatto che tale menomazione possa protrarsi in modo rilevante prima della guarigione di tale persona e nel contesto dell’esame di tale carattere «duraturo», il giudice del rinvio deve basarsi sugli elementi obiettivi complessivi di cui dispone, in particolare sui documenti e sui certificati concernenti lo stato di tale persona, redatti sulla base di conoscenze, di dati medici e scientifici attuali.

Corte giustizia UE sez. III, 01/12/2016, n.395

Donna in sovrappeso inciampa riportando lesioni al ginocchio

In virtù del principio dell’equivalenza delle condizioni, deve riconoscersi efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito, anche se indirettamente e in maniera remota, alla produzione dell’evento (cassata, nella specie, la decisione della Corte d’appello che non aveva correttamente applicato tale principio laddove aveva escluso la riconducibilità dell’invalidità temporanea all’infortunio occorso ad una donna, riconosciuto come infortunio in itinere, non considerando l’evento come concausa della patologia.

Una donna, in sovrappeso, nello scendere dalla macchina era inciampata riportando lesioni al ginocchio; secondo i giudici del merito, però, tali lesioni erano ascrivibili al precedente stato di salute della donna).

Cassazione civile sez. lav., 11/06/2015, n.12121

Copertura assicurativa Inail

I danni accertati (danno biologico da invalidità permanente e danno biologico da invalidità temporanea) non sono oggetto di copertura assicurativa presso l’Inail. L’art. 13 D.Lgs. 23 febbraio 2000 n. 38, infatti, ha ricondotto al sistema di assicurazione sociale contro gli infortuni sul lavoro (inizialmente limitato limitata al danno da diminuzione della capacità lavorativa generica) anche il danno biologico, limitatamente, tuttavia, al danno da invalidità permanente di grado pari o superiore al 6%. Restano invece esclusi dalla copertura Inail i danni di natura permanente di entità inferiore al 6% e i danni da invalidità temporanea.

In relazione a tali danni non opera, correlativamente, la regola dell’esonero del datore di lavoro da responsabilità civile, sancita dall’art. 10 D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124, inscindibilmente connesso all’ambito di applicazione dell’assicurazione obbligatoria e non è configurabile al di fuori dei limiti di quest’ultima. Ne consegue che il datore di lavoro convenuto è civilmente responsabile e tenuto all’integrale risarcimento degli stessi.

Tribunale Milano sez. lav., 21/08/2014, n.1577

Sinistro stradale e invalidità temporanea lavorativa del dipendente

Il responsabile di un sinistro stradale in danno di lavoratore dipendente, da cui sia derivata l’invalidità temporanea lavorativa di quest’ultimo, è tenuto a risarcire il datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative del dipendente. Pertanto, il datore di lavoro può esercitare l’azione risarcitoria direttamente nei confronti della compagnia di assicurazione Rca del responsabile del sinistro.

Giudice di pace Palermo sez. VIII, 16/12/2014

Danno da mancata percezione del reddito

In tema di imposte sui redditi, l’art. 6, comma secondo, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, nella parte in cui dispone che le indennità conseguite “a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli…perduti” esplica effetto, nel concorso delle condizioni previste dall’art. 36 del d.P.R. 4 febbraio 1988, n. 42, anche rispetto ai periodi di imposta anteriori all’entrata in vigore del citato d.P.R. n. 917, per cui le somme percepite, anche in via transattiva, dal contribuente a titolo di risarcimento costituiscono reddito imponibile nei soli limiti in cui siano destinate a reintegrare il danno subito dalla mancata percezione di redditi, non essendo sufficiente allegare il carattere risarcitorio dell’erogazione e costituendo risarcimento anche il ristoro di emolumenti non percepiti, tassabili ai sensi dell’art. 6, comma secondo, del D.P.R. n. 917 del 1986.

Ne consegue che non rientra nelle citate previsioni di esenzione nemmeno l’indennità per inabilità temporanea al lavoro, essendo evidente la sua corresponsione proprio per reintegrare il danno da mancata percezione del reddito.

Cassazione civile sez. VI, 26/03/2013, n.7631

note

Autore immagine: invalidità temporanea e lavoro di digitalreflections


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