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Cartelle esattoriali e notifica: ultime sentenze

21 Aprile 2019


Cartelle esattoriali e notifica: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 21 Aprile 2019



Notifica della cartella esattoriale; estratto di ruolo; opposizione alla cartella di pagamento; deposito del plico affisso presso la casa comunale; nullità della notifica.

Estratto del ruolo: a cosa serve?

Se la finalità dell’estratto di ruolo è quella di consentire al contribuente di apprestare le sue difese e al giudice ove adito di verificare la fond atezza della pretesa creditoria, l’estratto del ruolo non può certo assolvere all’onere probatorio della regolarità della notifica della cartella esattoriale, recando semplicemente la data dell’asserito perfezionamento della suddetta notifica ed implicando l’accertamento dell’esistenza di una regolare notifica una valutazione in diritto non certo rimettibile al depositario del ruolo. In conclusione, in difetto della produzione della documentazione comprovante le concrete modalità di notifica delle cartelle, non può ritenersi provata la regolarità e quindi l’effettività delle relative notifiche.

Tribunale Roma sez. lav., 26/02/2019, n.1870

Notifica della cartella esattoriale

In tema di notificazione a mezzo del servizio postale della cartella esattoriale emessa per la riscossione di imposte o sanzioni amministrative, la notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso si ha per avvenuta alla data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal ricevente o dal consegnatario, senza necessità di redigere un’apposita relata di notifica, rispondendo tale soluzione al disposto di cui all’art. 26 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, che prescrive l’onere per l’esattore di conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione di notifica o l’avviso di ricevimento, in ragione della forma di notificazione prescelta.

Tribunale Catania sez. I, 23/02/2019, n.832

Impugnazione dell’estratto di ruolo

L’estratto di ruolo, che è atto interno all’amministrazione, non può essere oggetto di autonoma impugnazione, ma deve essere impugnato unitamente all’atto impositivo, notificato di regola con la cartella esattoriale, in difetto non sussistendo un interesse concreto e attuale, ex art. 100 c.p.c., ad instaurare una lite tributaria, la quale non ammette azioni di accertamento negativo del tributo.

Tribunale Mantova sez. lav., 22/02/2019, n.36

Opposizione a cartella di pagamento: quando è inammissibile?

Svolgendo l’opposizione avverso cartella esattoriale, ove si deduca l’invalidità della notifica degli atti presupposti, tale deduzione ha la funzione di recuperare i mezzi di tutela pregiudicati dalla mancata conoscenza, sicché l’omessa o irrituale notifica funge esclusivamente da argomentazione preliminare rispetto a censure relative all’atto presupposto, che vanno necessariamente svolte.

Di conseguenza, qualora nel ricorso introduttivo non siano espresse contestazioni nel merito dei verbali di accertamento, ma esclusivamente sull’irregolarità delle notifiche, con ciò consentendo il momento recuperatorio, ma precludendo la sua utilità ai fini dell’accertamento di eventuali carenze della pretesa creditoria sottesa alla cartella opposta, l’impugnativa va necessariamente respinta.

Corte appello Roma sez. lav., 01/02/2019, n.12

Termine per proporre opposizione alla cartella di pagamento

In materia di violazioni del Codice della strada, l’opposizione, proposta dopo il 6 ottobre 2011 (data di entrata in vigore del d.lg. n. 150 del 2011), con cui si deduca l’illegittimità della cartella esattoriale per sanzione amministrativa a ragione dell’omessa notifica del verbale di contestazione della violazione, è soggetta al termine di trenta giorni stabilito dall’art. 7 comma terzo del detto decreto legislativo – tuttavia per i giudizi già pendenti alla predetta data del 6 ottobre 2011 (quale il presente giudizio instaurato con ricorso depositato il 7 giugno 2010 in opposizione a cartella di pagamento notificata il 2 maggio 2010) valeva il termine di sessanta giorni previsto dall’art. 204 bis C.d.S..

Cassazione civile sez. II, 31/01/2019, n.2968

Notifica della cartella esattoriale a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento

La notificazione delle cartelle esattoriali non è inesistente in relazione alla sua esecuzione a mezzo del servizio postale, atteso che, non essendo prevista alcuna forma specifica, può essere effettuata con qualunque mezzo, non escluso il servizio postale.

Al riguardo il D.P.R. n. 602 del 1973, art.26, prevede che la notificazione delle cartelle esattoriali possa realizzarsi con varie modalità e così, tra l’altro, anche senza ricorrere alla collaborazione di terzi (messi comunali, agenti della polizia municipale…) ma direttamente ad opera del Concessionario “mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento. Trattasi, in quest’ultimo caso, della ordinaria raccomandata postale.

Tribunale Bari sez. lav., 29/01/2019, n.402

Cartella esattoriale: è un atto esecutivo?

La cartella esattoriale non è un atto esecutivo ma preannuncia l’esercizio dell’azione esecutiva ed è, pertanto, assimilabile al precetto, sicché è inapplicabile l’art. 2304 c.c. che disciplina il “beneficium excussionis” relativamente alla sola fase esecutiva.

Cassazione civile sez. trib., 24/01/2019, n.1996

Cartella esattoriale per infrazione stradale

Qualora i verbali dai quali scaturiscono le sanzioni oggetto della riscossione esattoriale sono stati notificati da tempo, e senza che sia stata proposta tempestiva opposizione da parte dell’associazione proprietaria dei veicoli noleggiati, non è più possibile contestare la cartella sulla base di eccezioni che andavano fatte valere con la stessa opposizione.

È inoltre ininfluente la circostanza che l’associazione abbia comunicato, a seguito della notifica dei verbali, i nominativi dei locatari autori delle violazioni, poiché era comunque necessario proporre ricorso amministrativo al Prefetto ovvero ricorso al Giudice di Pace.

Cassazione civile sez. VI, 17/01/2019, n.1238

Deposito del plico affisso presso la casa comunale: la notifica è nulla?

In tema di notificazione della cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali, l’omissione di uno degli adempimenti previsti dall’art. 140 c.p.c. (nella specie l’affissione dell’avvenuto deposito del plico presso la casa comunale anziché alla porta dell’abitazione) comporta la nullità della notifica, sanabile per raggiungimento dello scopo, ai sensi dell’art. 156 c.p.c., se il destinatario abbia comunque ricevuto regolarmente la raccomandata di conferma del deposito del piego presso l’ufficio postale.

Cassazione civile sez. lav., 09/01/2019, n.265

Cartella esattoriale e produzione dell’avviso di ricevimento

In tema di notifica della cartella esattoriale ex art. 26, comma 1, seconda parte, del d.P.R. n. 602 del 1973, la prova del perfezionamento del procedimento di notificazione e della relativa data è assolta mediante la produzione dell’avviso di ricevimento, non essendo necessario che l’agente della riscossione produca la copia della cartella di pagamento, la quale, una volta pervenuta all’indirizzo del destinatario, deve, anche in omaggio al principio di cd. vicinanza della prova, ritenersi ritualmente consegnata, stante la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c., superabile solo se il contribuente dimostri di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di prenderne cognizione.

Cassazione civile sez. trib., 28/12/2018, n.33563

Accertamento tributario: da quando decorre?

In sede di gara pubblica, ai fini del possesso dei requisiti previsti dall’art. 80, d.lg. n. 50 del 2016, la definitività dell’accertamento tributario decorre non dalla notifica della cartella esattoriale – in sé, semplice atto con cui l’agente della riscossione chiede il pagamento di una somma di denaro per conto di un ente creditore, dopo aver informato il debitore che il detto ente ha provveduto all’iscrizione a ruolo di quanto indicato in un precedente avviso di accertamento – bensì dalla comunicazione di quest’ultimo; la cartella di pagamento (che infatti non è atto del titolare della pretesa tributaria, ma del soggetto incaricato della riscossione) costituisce solo uno strumento in cui viene enunciata una pregressa richiesta di natura sostanziale, cioè non possiede alcuna autonomia che consenta di impugnarla prescindendo dagli atti in cui l’obbligazione è stata enunciata, laddove è l’avviso di accertamento l’atto mediante il quale l’ente impositore notifica formalmente la pretesa tributaria al contribuente, a seguito di un’attività di controllo sostanziale (1).

Consiglio di Stato sez. V, 14/12/2018, n.7058

Destinatario della cartella esattoriale: opposizione della cartella

Nel giudizio di opposizione a cartella esattoriale, la cui struttura processuale è assimilabile al giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la legittimazione attiva spetta esclusivamente al destinatario della cartella e non ad altri, restando irrilevanti le posizioni di eventuali terzi, ancorché responsabili in solido con l’ingiunto sul piano del diritto sostanziale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva escluso la legittimazione del cessionario d’azienda a proporre opposizione avverso la cartella esattoriale notificata al cedente e avente per oggetto suoi debiti contributivi).

Cassazione civile sez. lav., 15/11/2018, n.29424

Notifica della cartella esattoriale a mezzo del servizio postale

É validamente eseguita ai sensi dell’art. 26 del D.P.R.  n. 602/73 la notifica della cartella esattoriale mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in caso di notifica al portiere, la stessa si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento da quest’ultimo sottoscritto, prevedendo lo stesso art. 26 il rinvio al d.P.R. n. 600/1973, art. 60, unicamente per quanto non regolato nello stesso articolo. Ne discende che non è adempimento necessario, per il perfezionamento del procedimento notificatorio, l’invio della raccomandata integrativa al destinatario, invece richiesto dall’art. 139 c.p.c. e dal suddetto articolo 60.

Cassazione civile sez. VI, 12/11/2018, n.28872

Esecuzione forzata

L’esecuzione forzata intrapresa sulla base di ordinanza ingiunzione per la riscossione di sanzioni amministrative, benché si svolga secondo le norme previste per l’esazione delle imposte dirette (in ragione del rinvio ad esse contenuto nell’art. 27, comma 1, della l. n. 689 del 1981), non è soggetta alla decadenza stabilita, dall’art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973, per l’iscrizione a ruolo dei crediti tributari ma soltanto alla prescrizione quinquennale dettata dall’art. 28 della citata l. n. 689 del 1981, posto che soltanto per la riscossione delle entrate erariali tributarie sussiste l’esigenza, che giustifica il regime di decadenza, della fissazione di un termine ultimo entro cui il contribuente deve venire a conoscenza delle pretese del fisco.

(In applicazione del principio, la S.C. ha escluso l’operatività della decadenza in relazione alla notifica di una cartella esattoriale per la riscossione di una sanzione amministrativa comminata per la violazione di norme previdenziali).

Cassazione civile sez. III, 08/11/2018, n.28529

Impugnabilità della cartella esattoriale

Nel caso in cui le cartelle esattoriali siano state regolarmente notificate, il debitore – che non le abbia impugnate nel termine decadenziale – non può più impugnarle per far valere la prescrizione del credito verificatasi prima della notificazione della cartella. Se, però il debitore affermi che la prescrizione quinquennale si sia perfezionata successivamente alla notifica, allora questi può agire ex art. 615 c.p.c. per contestare il diritto del creditore ad agire in executivis a fronte dell’intervenuta prescrizione del credito portato nel titolo esecutivo (fatto estintivo successivo al formarsi del titolo esecutivo).

Corte appello Milano sez. lav., 05/11/2018, n.1632

note

Autore immagine: notifica cartella esattoriale di Coompia77


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