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Come avere un avvocato gratis col gratuito patrocinio

24 Marzo 2019 | Autore:
Come avere un avvocato gratis col gratuito patrocinio

Patrocinio a spese dello Stato: cos’è e come funziona? Qual è la procedura per avere assistenza legale gratuita? Quali documenti servono? A cosa si ha diritto?

La professione dell’avvocato è un po’ particolare in quanto, a differenza della maggior parte delle altre, essa è prevista (seppur implicitamente) direttamente in Costituzione: la nostra Carta fondamentale, infatti, dice che tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti. Per fare ciò, cioè per intraprendere un giudizio, occorre però essere assistiti da chi è abilitato per legge a stare davanti al giudice in nome e per conto del cittadino; questo ruolo può essere ricoperto solamente dall’avvocato regolarmente iscritto all’albo. Essendo un libero professionista e non un dipendente dello Stato, l’avvocato ha diritto al pagamento del proprio onorario. Facendo due più due, si comprende che chi vuole tutelare i propri diritti e andare in tribunale deve pagare un avvocato. Come può fare colui che non può permettersi un avvocato? Per lui non c’è giustizia? Solamente le persone più abbienti, cioè coloro che possono permettersi di corrispondere una lauta parcella al proprio difensore, possono avere giustizia? Per ovviare a questo problema, la legge consente di avere un avvocato gratis col gratuito patrocinio.

Sicuramente avrai sentito parlare del patrocinio a spese dello Stato: si tratta di quell’istituto che consente a chi possiede un reddito inferiore ai limiti di legge di poter ricevere l’assistenza di un avvocato senza sborsare neanche un centesimo. Così facendo, lo Stato attua appieno quel diritto alla difesa che è di tutti, non solo di chi può permettersi l’onorario di un avvocato. Se questo argomento ti interessa e vuoi saperne di più, penso sia il caso di proseguire nella lettura per scoprire come avere un avvocato gratis col gratuito patrocinio.

Patrocinio a spese dello Stato: cos’è?

Il patrocinio a spese dello Stato (meglio noto come gratuito patrocinio) attua il principio costituzionale secondo cui sono assicurati ai non abbienti i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione [1]. Poiché, infatti, come detto nell’introduzione, non si può stare personalmente davanti al giudice (salvi casi eccezionali) e occorre per forza l’assistenza di un legale, la legge assicura il patrocinio di un difensore anche a coloro che, se dovessero pagarlo di tasca propria, non potrebbero permetterselo.

Avvocato gratis: a chi spetta?

Secondo la legge [2], ricorrendone le condizioni si può accedere al patrocinio a spese dello Stato in ogni tipo di processo: penale, civile, amministrativo, contabile e tributario. Ma quali sono i requisiti per poter chiedere il gratuito patrocinio? A quali persone spetta?

Il nostro ordinamento giuridico concede il beneficio del gratuito patrocinio ai seguenti soggetti:

  • cittadini italiani;
  • stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare e gli apolidi;
  • enti o le associazioni che non perseguono fini di lucro e non esercitano attività economica.

A questi requisiti soggettivi si aggiungono quelli oggettivi: può essere ammesso al patrocinio gratuito solamente chi possegga un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.493,82 euro. I limiti di reddito vengono adeguati ogni due anni in relazione alla variazione dell’indice dei prezzi accertata dall’Istat.

Se il richiedente convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’interessato. In questa circostanza, però, il limite di reddito sopra indicato è aumentato di 1.032,91 euro per ogni familiare convivente.

Gratuito patrocinio: come chiederlo?

L’avvocato gratis spetta sempre qualora ricorrano le condizioni sopra elencate. Vediamo ora come accedere concretamente al gratuito patrocinio; di seguito troverai tutti i passi che dovrai fare per avere un avvocato gratis col patrocinio a spese dello Stato.

Avvocato gratis solo se iscritto nell’apposito albo

Innanzitutto, sappi che non tutti gli avvocati possono garantirti il patrocinio a spese dello Stato, ma solamente coloro che abbiano chiesto al proprio ordine di essere iscritti in un apposito albo. In pratica, se intendi rivolgerti ad un noto avvocato per chiedergli di assisterti gratis, sappi che potrebbe non poterlo fare perché non iscritto nell’albo dei difensori ammessi a patrocinare a spese dello Stato.

La documentazione necessaria per il gratuito patrocinio

Una volta verificato che l’avvocato che hai prescelto possa assisterti gratuitamente, devi provvedere a fornirgli tutta la documentazione idonea per ottenere il patrocinio a spese dello Stato: dovrai infatti dimostrare di essere nelle condizioni reddituali viste nei paragrafi precedenti. Dunque, sappi sin d’ora che l’avvocato ti chiederà di portargli alcuni documenti; nello specifico:

  • dichiarazione dei redditi dell’ultimo anno;
  • stato di famiglia;
  • copia del documento d’identità e del codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare.

Il reddito può anche essere autocertificato con dichiarazione sostitutiva, compilata e sottoscritta sotto la propria responsabilità penale.

Oltre a ciò, l’avvocato che dovrà assisterti col gratuito patrocinio ti farà firmare un’apposita istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato che verrà inoltrata dal difensore stesso. Ricorda che, firmando detta istanza, ti impegnerai a comunicare le eventuali variazioni di reddito (rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio o della eventuale revoca) entro trenta giorni dalla scadenza del termine di un anno, dalla data di presentazione della domanda o della comunicazione della precedente variazione.

La presentazione dell’istanza di gratuito patrocinio

Le modalità di presentazione dell’istanza di ammissione al gratuito patrocinio (corredata della documentazione attestante la situazione reddituale) mutano a seconda del procedimento di cui si tratta:

  • nel caso di processo civile, l’istanza di ammissione va presentata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del luogo in cui deve incardinarsi il processo. Allo stato, gran parte dei Consigli dell’Ordine accettano solamente l’invio telematico;
  • nell’ipotesi di processo penale, invece, l’istanza deve essere presentata all’ufficio del magistrato innanzi al quale pende il processo.

L’ammissione al patrocinio a spese dello Stato

Se l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato verrà valutata positivamente, l’avvocato che avrai scelto ti verrà assegnato gratuitamente, nel senso che, al termine dell’incarico, verrà pagato direttamente dallo Stato senza che tu debba sborsare alcunché. Nel caso in cui tu abbia provveduto personalmente a presentare l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato senza aver ancora nominato un difensore di fiducia, potrai sceglierne uno tra quelli inseriti nell’apposito albo (consultabile online).

Patrocinio a spese dello Stato: quali spese copre?

I benefici del patrocinio a spese dello Stato non riguardano soltanto la possibilità di essere assistiti da un avvocato gratuitamente, ma si estendono anche a tutti gli adempimenti connessi al procedimento: ed infatti, non dovrai pagare i costi di notifica degli atti giudiziari, né i diritti di cancelleria nel caso in cui tu chieda copia degli atti.

Come saprai, però, una vicenda giudiziaria molte volte si estende ben al di là delle aule di giustizia: oramai la legge impone quasi sempre di procedere con la mediazione o con la negoziazione assistita prima di andare in giudizio; inoltre, capita che occorra compiere delle operazioni peritali e, pertanto, si rende necessaria l’assistenza di un consulte tecnico di parte. Tutte queste spese sono coperte dal gratuito patrocinio?

Rimandandoti alla lettura di altro articolo del nostro portale per sapere in modo più approfondito cosa copre il gratuito patrocinio, ti basti sapere che, se sei stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato, hai diritto ad un consulente tecnico di parte gratuito (ma solo nei casi previsti dalla legge e per cause di oggettiva complessità) e ad assistenza legale gratuita nei casi di mediazione obbligatoria (è questo l’orientamento giurisprudenziale prevalente, anche se non univoco) e di negoziazione assistita obbligatoria. In queste ultime due ipotesi, le spese verranno liquidate al difensore dal tribunale territorialmente competente, sia che la conciliazione si sia conclusa negativamente, sia nel caso in cui sia stata esperita vittoriosamente.

Il gratuito patrocinio a prescindere dal reddito

Eccezionalmente, la legge prevede dei casi in cui puoi avere un avvocato gratis col gratuito patrocinio anche senza rispettare i limiti di reddito che abbiamo visto qualche paragrafo fa. Le vittime dei reati di maltrattamenti in famiglia, pratiche di mutilazione degli organi genitali, violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, atti sessuali con minorenni e atti persecutori (cosiddetto stalking), nonché di determinati reati commessi a danno di minori, sono sempre ammessi al gratuito patrocinio, anche se superino la soglia stabilita.

Inoltre, a seguito della riforma della legittima difesa del 2019, possono avere l’avvocato gratis tutti coloro nei cui confronti sia stata disposta l’archiviazione o il proscioglimento o il non luogo a procedere per fatti commessi in condizioni di legittima difesa. Questo per evitare il rischio che, a chi sia stata riconosciuta la legittima difesa, venga chiesto di pagare le spese processuali.

Quando non si può accedere al gratuito patrocinio?

Ai casi appena visti di estensione del gratuito patrocinio a prescindere dal reddito fanno da contraltare una serie di ipotesi in cui, nonostante il reddito sia inferiore ai limiti di legge, è preclusa la possibilità di avere l’avvocato gratis. In particolare, non possono accedere al gratuito patrocinio i soggetti che, pur essendo non abbienti, sono stati condannati con sentenza definitiva per i seguenti fatti:

  • reati di associazione di stampo mafioso,
  • associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri;
  • spaccio di sostanze stupefacenti;
  • associazione dedita al narcotraffico;
  • reati commessi avvalendosi degli strumenti intimidatori tipici delle associazioni mafiose oppure per favorire una di dette associazioni.

note

[1] Art. 24 Cost.

[2] Decreto del Presidente della Repubblica n. 115/2002.

Immagine: avvocato difende in tribunale di Everett Historical


2 Commenti

  1. QUANDO SI PARLA DI CIFRE IN SOLDI NON SI CAPISCE IL PERCHE’ NON VENGA MAI SPECIFICATO SE SONO AL NETTO O AL LORDO.
    SI POTREBBE ESSERE PIU’ CHIARI ?

  2. COME SI E’ ARRIVATI ALLA CIFRA DI 11.493,82 ?
    MA SE HO DEBITI (leggasi mutuo, cessione del 5°, prestito/i) CON LA BANCA SI POSSONO DETRARLI ?
    NELLA PRESENTAZIONE DEL 730 NON HO MAI CAPITO IL PERCHE’ NON SI POSSONO DICHIARARE I DEBITI CON LA O LE BANCHE MA SOLO GLI INTERESSI DEL MUTUO E QUESTO DI CERTO NON FAVORISCE LA LEGALITA’ .
    AVREI ANCHE MOLTO DA DIRE E SCRIVERE SU QUESTO ARGOMENTO CHE NON E’ MAI STATO TOCCATO E NON MI SEMBRA GIUSTO CHE SE SI HA UN REDDITO AL DI SOPRA DELLA CIFRA PER ACCEDERE AL GRATUITO PATROCINIO E SI HANNO DEBITI DON LA O LE BANCHE CHE DIMINUISCONO IL REDDITO, DI SICURO NON SI POTRA’ ACCEDERE AL GRATUITO PATROCINIO.
    POI CI SI CHIEDE IL PERCHE’ ESISTE L’EVASIONE FISCALE IN ITALIA.

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