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Cassa integrazione: cos’è e come funziona

26 Marzo 2019 | Autore:
Cassa integrazione: cos’è e come funziona

Guida al trattamento Inps per i lavoratori coinvolti in crisi o ristrutturazioni aziendali. Quanto si prende, chi ne ha diritto e la procedura da seguire.

In tempi di crisi, spesso le aziende ricorrono ad una soluzione intermedia tra il drastico taglio del personale ed il proseguimento dell’attività al 100%. Questa soluzione si chiama cassa integrazione guadagni. Si tratta di un intervento che l’Inps concede solo in determinati casi e solo ad aziende che operano in alcuni settori. Significa che non tutte possono accedere a quest’agevolazione. Ma che cos’è esattamente la cassa integrazione e come funziona?

Volendo utilizzare una metafora, possiamo dire che la cassa integrazione è una sorta di salvagente che l’Inps lancia ad un’azienda in serie difficoltà economiche per evitare che la barca affondi portandosi a picco tutti i marinai. Di solito viene vista come l’anticamera del licenziamento e non di rado, purtroppo, è così: quando si avvia la procedura di cassa integrazione, i lavoratori capiscono che la strada imboccata è quella che può portare a cercarsi un’altra occupazione. Altre volte, invece, si tratta di un palliativo, cioè di una soluzione temporanea che può aiutare l’azienda a risollevarsi ed a tornare competitiva dopo aver superato un momentaccio.

Esistono diverse tipologie di cassa integrazione, anche se normalmente si parla di due categorie: la cassa integrazione ordinaria e quella straordinaria. Più avanti vedremo che cos’è e come funziona ciascuno di questi interventi.

Ci vogliono, ovviamente, dei requisiti per potervi accedere, che dipendono da diversi fattori: dal settore in cui opera l’azienda all’anzianità di servizio dei dipendenti, al motivo stesso per il quale viene richiesto l’intervento dell’Inps. Ecco, allora, che cos’è la cassa integrazione e come funziona.

Cassa integrazione: che cos’è?

Partiamo dalla definizione. La cassa integrazione guadagni (nota anche come Cig) è un istituto che consiste in una prestazione economica a carico dell’Inps (o dell’Inpgi, nel caso dei giornalisti) a favore dei dipendenti che lavorano ad orario ridotto o che sono stati sospesi dall’obbligo di svolgere la loro prestazione.

Lo scopo della cassa integrazione è quello di aiutare le aziende che attraversano un momento di difficoltà: è l’Inps a farsi carico economicamente dei lavoratori che per un periodo di tempo non possono esercitare la loro attività, attraverso:

  • un’integrazione salariale ordinaria per riduzione o sospensione dell’attività produttiva dovute a situazioni temporanee non imputabili al datore di lavoro o ai dipendenti;
  • un’integrazione straordinaria a causa di una crisi economica del settore o del territorio in cui si opera oppure per ristrutturazioni o riconversioni aziendali.

Nel primo caso si parla di cassa integrazione ordinaria (Cigo) e nel secondo i cassa integrazione straordinaria (Cigs).

La prestazione può essere erogata:

  • a zero ore se c’è un’astensione totale dal lavoro;
  • a sospensione parziale se c’è una riduzione dell’orario di lavoro.

L’istituto della cassa integrazione è riservato ad alcuni settori produttivi ed interviene solo di fronte a certi requisiti. Nei comparti per i quali non è prevista, intervengono i rispettivi fondi di solidarietà.

Cassa integrazione ordinaria: quando è prevista?

La cassa integrazione guadagni ordinaria, o Cigo, può essere richiesta dall’azienda in un momento di crisi temporanea. In pratica, i lavoratori (tutti o una parte) vengono sospesi dall’attività del tutto o per un certo numero di ore. Una volta superata la crisi, il personale riprende normalmente il lavoro.

A chi viene applicata?

La cassa integrazione ordinaria può essere richiesta per determinati comparti.

Viene erogata per le industrie dei settori:

  • manifatturiero;
  • trasporti;
  • estrattivo;
  • di installazione di impianti;
  • di produzione e distribuzione di energia, acqua e gas;
  • edilizia e affini;
  • escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo;
  • frangitura delle olive per conto terzi;
  • boschivo, forestale e del tabacco;
  • di enti pubblici (tranne quando il capitale è interamente di proprietà pubblica).

Nel comparto artigiano, la Cigo è riservata a:

  • edilizia ed affini;
  • escavazione e lavorazione di materiali lapidei, escluso chi svolge attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione diverse dall’attività di escavazione;
  • produttori di calcestruzzo preconfezionato;
  • addetti al noleggio e alla distribuzione di film e di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica;
  • addetti ad impianti elettrici e telefonici;
  • addetti all’armamento ferroviario.

Infine, per quanto riguarda le cooperative, hanno diritto alla cassa integrazione ordinaria quelle:

  • che producono attività simili a quelle degli operai delle imprese industriali, ad eccezione delle cooperative di trasporto e di facchinaggio;
  • agricole, zootecniche e loro consorzi che svolgono attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri, purché si tratti di dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

A chi non viene applicata?

Ci sono delle aziende a cui non può essere applicata la cassa integrazione ordinaria; si tratta di quelle:

  • artigiane;
  • del terziario;
  • del credito, delle assicurazioni e dei servizi tributari;
  • della pesca;
  • armatoriali di navigazione o ausiliarie dell’armamento, tranviarie e di navigazione interna;
  • che esercitano in impianti di trasporto a fune o in autoservizi pubblici di linea;
  • dello spettacolo;
  • gruppi e compagnie portuali.

Quali lavoratori hanno diritto?

La cassa integrazione guadagni ordinaria è rivolta ai lavoratori con contratto subordinato. Ne sono interessati anche i dipendenti con contratto di apprendistato.

Sono, invece, esclusi da questo trattamento i dirigenti ed i lavoratori a domicilio.

Quanto conta l’anzianità?

Elemento non trascurabile per essere inseriti in un programma di cassa integrazione ordinaria è quello dell’anzianità di servizio. In pratica, nel momento in cui viene presentata la domanda i dipendenti devono avere almeno 90 giorni di effettivo lavoro (anche non consecutivi) presso l’unità aziendale che chiede il trattamento.

Vengono conteggiati anche:

  • il sabato, se l’orario di lavoro è di 5 giorni a settimana;
  • il riposo settimanale (la domenica o qualsiasi altro giorno concordato);
  • ferie, festività, eventuale congedo per maternità o paternità ed assenze per infortunio.

L’anzianità, però, non viene richiesta quando alla base della richiesta di cassa integrazione ci siano dei motivi dovuti ad eventi oggettivamente non evitabili (se, ad esempio, una calamità naturale ha distrutto una parte dell’azienda ed i lavoratori non possono svolgere la loro attività).

Per quale motivo può essere richiesta?

Come accennato, la cassa integrazione guadagni ordinaria può essere richiesta per un evento transitorio di cui né l’azienda né i lavoratori sono responsabili, oppure per una situazione di temporaneo stallo del mercato.

Le cause che integrano la cassa integrazione possono essere:

  • la mancanza di lavoro o di commesse;
  • la crisi di mercato nel settore a cui appartiene l’azienda;
  • una periodica contrazione dell’attività lavorativa dovuta al prodotto;
  • la fine di un lavoro o di un cantiere che lascia i dipendenti inattivi;
  • la mancanza di materie prime o di componenti per la realizzazione del prodotto;
  • un evento meteorologico imprevedibile (ad esempio un’alluvione);
  • un evento naturale imprevedibile (ad esempio un terremoto, un incendio non doloso o una mancanza di energia elettrica);
  • lo sciopero di un reparto o di un’altra azienda collegata a quella che richiede la Cigo;
  • un guasto ai macchinari non prevedibile;
  • un periodo di manutenzione straordinaria che non rientra in quello dei normali controlli;
  • un evento improvviso che rende impraticabili i locali per ordine dell’autorità (ad esempio un crollo).

Non vengono considerati motivi integrabili, in quanto imputabili al datore di lavoro o al committente:

  • la chiusura per ferie;
  • la sosta stagionale;
  • la mancanza di fondi del titolare o del committente;
  • l’infortunio o la morte del titolare;
  • la preparazione del campionario.

Quanto dura la cassa integrazione ordinaria?

Ovviamente, il trattamento di cassa integrazione ordinaria non dura a vita. Viene corrisposto ai lavoratori per un massimo di 13 settimane continuative. Ma può essere prorogato ogni trimestre fino ad un massimo di 52 settimane, cioè praticamente per un anno.

Come si calcola questo periodo? Innanzitutto, bisogna dire che viene considerata ogni singola giornata di sospensione dal lavoro. Quando si arriva ad un totale di 5 giornate in caso di settimana corta o di 6 giornate, la settimana di cassa integrazione di ritiene usufruita. Significa che se un’azienda decide di mettere in Cigo i dipendenti, ad esempio, per 3 giorni la settimana, dovrà tenere conto solo di quelle giornate per fare il calcolo delle settimane di cassa integrazione (in questo caso ce ne vorrebbero due settimane di calendario per farne una di Cigo).

Entro i limiti di durata, è possibile avere delle ore di integrazione salariale fino ad 1/3 delle ore ordinarie lavorabili in un biennio mobile.

La procedura per accedere alla Cigo

L’azienda che ha i requisiti per chiedere la cassa integrazione ordinaria per i suoi dipendenti (tutti o una parte) deve darne comunicazione alle rappresentanze sindacali spiegando:

  • le cause della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro;
  • la durata prevista;
  • il numero di lavoratori coinvolti.

Dovrà anche, se richiesto, fare un esame della situazione sulla tutela degli interessi dei dipendenti.

Questa procedura ha dei tempi ben definiti. Deve concludersi:

  • entro 25 giorni se l’azienda ha più di 50 dipendenti;
  • entro 10 giorni se l’azienda ha meno di 50 dipendenti.

L’azienda deve inviare la domanda per via telematica all’Inps indicando:

  • il motivo della richiesta;
  • la durata prevista;
  • i nominativi dei lavoratori coinvolti;
  • il numero dei dipendenti che sono stati mediamente occupati nel semestre precedente, specificando eventuali differenze di orario contrattuale tra di loro;
  • il numero delle ore di cassa integrazione richieste.

Bisognerà associale la domanda al ticket Uniemens obbligatorio ed allegare (pena l’inammissibilità della richiesta) una copia della comunicazione inviata alle organizzazioni sindacali.

La domanda va inviata entro 15 giorni dall’inizio della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro. Se la scadenza coincide con un giorno festivo, slitta al giorno lavorativo successivo. Quando il motivo è un evento non prevedibile (un terremoto, un’alluvione, un incendio non doloso, ecc.), il termine da considerare è la fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento.

Se la domanda non viene inviata o arriva in ritardo e da ciò deriva un danno economico per i lavoratori, l’azienda è tenuta a corrispondere loro una somma che equivalga all’integrazione salariale non percepita.

Quanto si prende?

I lavoratori per i quali è stato chiesto il trattamento di cassa integrazione ordinaria prendono l’80% della retribuzione globale che avrebbero dovuto percepire per le ore non lavorate. Per il calcolo si tiene conto di ogni settimana. Se la riduzione dell’orario viene ripartita su periodi predeterminati di più settimane, spetta un’integrazione (nei limiti appena citati) sulla base della durata media settimanale dell’orario nel periodo considerato.

Il trattamento non viene riconosciuto per le festività e per le assenze non retribuite.

I lavoratori a cottimo e quelli retribuiti in tutto o in parte con premi di produzione o con altre integrazioni hanno diritto ad un trattamento sulla base del guadagno medio orario percepito.

Gli importi massimi attualmente erogati sono:

  • 993,21 euro se la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo della cassa integrazione, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima) è inferiore a 2.148,74 euro;
  • 1.193,75 euro se la retribuzione è superiore a quella cifra.

È previsto un aumento dal 1° gennaio di ogni anno in base alla variazione annuale dell’incide Istat dei prezzi al consumo.

Gli importi massimi sopra riportati sono aumentati del 20% per i lavoratori del settore edile e lapideo per intemperie stagionali (neve, gelo, vento, ecc.). Pertanto, sono:

  • 1.191,85 euro se la retribuzione mensile di riferimento è inferiore a 2.148,74 euro;
  • 1.432,50 euro se inferiore a quella cifra.

Cassa integrazione straordinaria: quando è prevista?

Diversamente da quella ordinaria, la cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) viene richiesta dalle aziende che devono gestire l’eccedenza di personale sospendendo per un periodo di tempo alcuni lavoratori dall’attività.

Se, al termine del trattamento, il datore di lavoro non riesce a ricollocare i lavoratori, è possibile avviare la procedura di riduzione del personale.

A chi viene applicata?

Il trattamento di cassa integrazione straordinaria è vincolato non solo al settore di appartenenza ma anche al fatto di avere avuto nel semestre precedente la data della richiesta un certo numero di dipendenti.

Possono accedere all’integrazione salariale le aziende che hanno avuto mediamente nel semestre precedente più di 15 dipendenti ed operano nei settori:

  • industriale;
  • artigiano;
  • appalto di servizi di mensa e ristorazione e di servizi di pulizia;
  • servizio ferroviario;
  • trasformazione e manipolazione di prodotti agricoli;
  • vigilanza.

Possono richiedere il trattamento le aziende che nell’ultimo semestre hanno avuto mediamente più di 50 dipendenti e che operano nei settori di:

  • commercio;
  • cooperative e loro consorzi che commercializzano prodotti agricoli;
  • agenzie di viaggi e turismo.

Infine, non hanno vincoli riguardanti il numero di dipendenti ma possono accedere alla Cigs le aziende dei settori:

  • trasporto aereo e gestione aeroportuale;
  • case editrici e agenzie di stampa a diffusione nazionale;
  • partiti e movimenti politici.

Quali lavoratori hanno diritto?

Possono ricevere il trattamento di cassa integrazione straordinaria i lavoratori dipendenti, inclusi quelli assunti con contratto di apprendistato ed esclusi i dirigenti ed i lavoratori a domicilio.

Per avere diritto al trattamento è necessario avere al momento della richiesta da parte dell’azienda un’anzianità di servizio di almeno 90 giorni.

Per quale motivo può essere richiesta?

La cassa integrazione straordinaria può essere richiesta in caso di sospensione o riduzione del lavoro per uno di questi motivi:

  • riorganizzazione aziendale;
  • crisi dell’azienda. In questo caso, e fino al 31 dicembre 2020, vengono accettate le domande delle aziende che hanno cessato o che cessino l’attività produttiva previo accordo firmato in sede governativa;
  • contratti di solidarietà difensivi.

Non è possibile chiedere il trattamento di cassa integrazione straordinaria per le unità produttive già interessate negli stessi periodi e per cause analoghe dalla cassa integrazione ordinaria. Il cumulo è concesso solo se i trattamenti interessano lavoratori diversi.

Cigs per riorganizzazione aziendale

Per avere accesso alla cassa integrazione straordinaria in caso di riorganizzazione aziendale, è necessario che:

  • le sospensioni dal lavoro siano ricollegabili, nell’entità e nei tempi, alla riorganizzazione aziendale;
  • il valore medio annuo degli investimenti sia superiore a quello relativo al biennio precedente;
  • si preveda di recuperare almeno il 70% del personale;
  • vengano indicate le modalità di copertura finanziaria degli investimenti previsti.

Le ore di sospensione autorizzate non devono superare l’80% di quelle lavorabili.

La durata massima è di 24 mesi in un quinquennio per ogni unità produttiva.

L’azienda deve comunicare ai rappresentanti sindacali l’intenzione di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria, precisando la durata, i motivi ed il numero di lavoratori coinvolti. Se richiesto, dovrà anche fornire un esame congiunto della situazione aziendale, del programma che intende attuare e dei criteri con cui sono stati scelti i lavoratori interessati dal trattamento.

Entro i 7 giorni successivi alla procedura di consultazione sindacale, il datore di lavoro deve presentare la domanda all’Inps, al ministero del Lavoro e all’Ispettorato del lavoro, indicando anche i nominativi dei lavoratori coinvolti.

Cigs per crisi aziendale

Se il motivo che porta alla cassa integrazione straordinaria è una crisi aziendale, il datore di lavoro deve presentare un programma che preveda un piano di risanamento. La procedura è la stessa che abbiamo appena visto per la riorganizzazione aziendale.

La durata massima per ogni unità produttiva è di 12 mesi. L’eventuale proroga può essere concessa solo se è trascorso un periodo di 2/3 rispetto a quello del precedente trattamento.

Un ulteriore trattamento può essere concesso se l’azienda cessa l’attività e ci sono delle concrete possibilità di una cessione dell’azienda a breve termine con il conseguente riassorbimento del personale.

Cigs per contratto di solidarietà difensivo

In questo caso, la cassa integrazione straordinaria compensa in parte il reddito mancante derivato da un contratto di solidarietà difensivo (Cds) con riduzione dell’orario di lavoro per evitare degli esuberi.

La riduzione media delle ore non può superare il 60% di quelle giornaliere, settimanali o mensili dei lavoratori interessati ma può arrivare al 70% per ciascun dipendente durante l’intero periodo di solidarietà.

La durata del Cds non può essere superiore ai 24 mesi in un quinquennio mobile.

Per ottenere la cassa integrazione straordinaria, occorre:

  • stipulare il contratto di solidarietà con le rappresentanze sindacali;
  • presentare la domanda entro 7 giorni all’Inps, al ministero del Lavoro e all’Ispettorato del lavoro;
  • specificare i nominativi dei lavoratori coinvolti.

Quanto si prende?

Attualmente, la cassa integrazione straordinaria è, in termini economici, pari all’80% della retribuzione globale che il dipendente avrebbe dovuto prendere per le ore non lavorate. Il calcolo viene effettuato sulla base dell’orario di ciascuna settimana ed esclude, come nel caso della Cigo, festività ed assenze non retribuite.

L’importo massimo è quello riportato precedentemente per la cassa integrazione ordinaria, quindi:

  • 993,21 euro se la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo della cassa integrazione, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima) è inferiore a 2.148,74 euro;
  • 1.193,75 euro se la retribuzione è superiore a quella cifra.

Anche in questo caso è previsto un aumento dal 1° gennaio di ogni anno in base alla variazione annuale dell’incide Istat dei prezzi al consumo.

Gli importi massimi sopra riportati sono aumentati del 20% per i lavoratori del settore edile e lapideo per intemperie stagionali (neve, gelo, vento, ecc.).

Pertanto, sono:

  • 1.191,85 euro se la retribuzione mensile di riferimento è inferiore a 2.148,74 euro;
  • 1.432,50 euro se inferiore a quella cifra.


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