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Posso far vendere all’asta la cosa che il compratore non mi paga?

20 Aprile 2019 | Autore:
Posso far vendere all’asta la cosa che il compratore non mi paga?

Come ottenere attraverso un’asta il prezzo di una cosa venduta anche se l’acquirente non mi ha pagato

Nella vita di una persona vendere ed acquistare sono fra le azioni che ricorrono con maggiore frequenza. Ogni giorno, infatti, acquistiamo delle merci nei supermercati (oggi diventati iper) e ogni giorno, quindi, stipuliamo e concludiamo (spessissimo senza nemmeno farci tanto caso) vari contratti di vendita. Ma con una frequenza minore, siamo anche protagonisti di diversi atti di vendita lungo il corso della nostra esistenza. Per quanto riguarda in particolare la vendita di beni mobili, tutti noi, nel corso degli anni, saremo prima o poi coinvolti nella vendita di un’autovettura ad un terzo (la nostra vecchia auto), oppure nella vendita di una bicicletta che non utilizziamo più, di uno smart phone (tra gli innumerevoli di cui ci doteremo con il passare degli anni), di un elettrodomestico che magari ci è stato chiesto da un vicino di casa o da parenti. Ebbene, non si può escludere che uno dei compratori di questi beni mobili non ci versi il prezzo concordato. Nonostante il compratore ne sia diventato già proprietario (ricordiamo infatti che la vendita si perfeziona con il semplice consenso tra le parti per cui la proprietà si trasferisce già al momento in cui le parti raggiungono l’accordo, indipendentemente dalla consegna del bene e dal pagamento del prezzo), può accadere che il prezzo non venga versato. In questi casi si cerca ovviamente un rimedio a questa incresciosa situazione e, tra le tante domande che ci si pone per risolvere il problema, c’è anche quella per la quale il venditore si chiede: posso far vendere all’asta la cosa che il compratore non mi paga? Questo articolo cercherà di dare appunto una esauriente risposta a questo interrogativo.

Se l’acquirente non paga posso vendere all’asta il bene venduto?

Se, dunque, ho raggiunto un accordo per la vendita della mia bicicletta (o di qualunque altro bene mobile) con una persona di cui avevo la massima fiducia e, dopo avergliela pure consegnata, non ottengo il prezzo concordato, come devo comportarmi?

Se il tuo interesse è quello di essere pagato e non tanto quello di rientrare in possesso del bene venduto, quali rimedi la legge ti fornisce per riuscire ad ottenere il prezzo per l’avvenuto trasferimento della proprietà del bene?

La legge [1] in casi di questo tipo prevede anche la cosiddetta esecuzione coattiva per inadempimento del compratore.

Occorre dire, in verità, che si tratta di un rimedio poco conosciuto ed anche poco praticato, ma che in taluni casi potrebbe anche rappresentare una valida alternativa rispetto, ad esempio, all’azione legale, dai tempi piuttosto lunghi, per ottenere una sentenza che condanni il compratore a pagare.

Ebbene, la legge stabilisce che se il compratore non paga il prezzo della cosa mobile venduta, il venditore può far vendere, all’asta, senza ritardo la cosa per conto ed a spese di lui.

Questa vendita, per conto ed a spese del venditore, è quindi una vendita all’asta che il venditore può far azionare senza ritardo nel caso in cui il compratore non gli abbia pagato il prezzo convenuto e che ha lo scopo evidente di far ottenere al venditore il ricavato di questa vendita all’asta per soddisfarsi della cessione della cosa.

Il venditore può senza ritardo far vendere la cosa per conto ed a spese del compratore

Come funziona l’asta del bene che il compratore non ha pagato?

Quali sono, quindi, le regole per il funzionamento di questa procedura che consente al venditore che non è stato pagato di ottenere, a cura e spese del compratore, la vendita all’asta della cosa mobile?

Ecco, di seguito, le regole fondamentali di questa procedura:

  • innanzitutto questa vendita all’asta può essere avviata solo se la cosa sia già di proprietà del compratore (nei casi cioè in cui si sia raggiunto il consenso tra le parti per il trasferimento della proprietà del bene);
  • la procedura deve essere avviata senza ritardo, cioè non appena si delinei l’inadempimento del compratore all’obbligo di pagare il prezzo [2];
  • la vendita viene fatta all’incanto, cioè con una pubblica gara tra gli offerenti, che è gestita da agenti di cambio (nel caso di vendita di valori pubblici o titoli di credito) o da mediatori in merci iscritti alle camere di commercio (nel caso di vendita di merci e derrate) o dall’ufficiale giudiziario addetti al tribunale del luogo in cui si procede alla vendita;
  • dell’incanto deve essere data notizia secondo le forme della pubblicità commerciale adeguata alla natura ed al valore delle cose poste in vendita;
  • il venditore dovrà dare tempestiva notizia al compratore del luogo, giorno e ora in cui la vendita all’incanto avrà luogo;
  • il verbale dell’avvenuto incanto andrà depositato nella cancelleria del tribunale del luogo in cui si è proceduto alla vendita;
  • se la cosa da vendere ha un prezzo corrente stabilito per atto della pubblica autorità, oppure risultante da listini di borsa o da mercuriali (si pensi ad esempio ai prezzi delle derrate alimentari, o dei metalli preziosi), allora la vendita potrà svolgersi senza incanto al prezzo corrente direttamente a chi vorrà acquistarla, a cura sempre degli stessi operatori (agenti di cambio, mediatori in merci o ufficiale giudiziario): in questi casi la vendita sarà documentata da certificato o fattura o fissato bollato in doppio esemplare (uno per chi ha acquistato e l’altro per chi ha eseguito l’incarico di vendita);
  • il venditore del bene avrà diritto alla differenza tra il prezzo convenuto ed il ricavo netto della vendita (dedotte cioè le spese per remunerare l’incaricato alla vendita).

La vendita all’asta viene condotta da agenti di cambio, mediatori in merci o dall’ufficiale giudiziario

note

[1] Art. 1515 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 437/1973.


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