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Usura bancaria: cos’è e come difendersi

14 Aprile 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Aprile 2019



Usura: cos’è e com’è punita? Quando un tasso è usurario? Quali sono le conseguenze dell’applicazione di tassi usurari? Perché conviene sporgere denuncia?

Il codice penale punisce tutte le condotte che, a causa della loro gravità, meritano di essere sanzionate con la pena detentiva; tra queste azioni rientra senz’altro l’usura. Penso tu sappia di cosa si tratta: l’usura consiste nell’applicazione di tassi d’interesse particolarmente elevati, quando a monte vi è stato il prestito di una somma di danaro. È l’attività dello strozzino: prestare soldi a chi ne ha bisogno e poi chiederne la restituzione con interessi esorbitanti. L’usura è una condotta penalmente rilevante, punita con diversi anni di reclusione; il delitto, poi, è ancor più grave se commesso da un istituto di credito. Con il presente articolo ti vorrei parlare proprio di questo aspetto, cioè dell’usura bancaria, di cos’è e di come difendersi. Quindi, se hai acceso un mutuo con la tua banca di fiducia e vuoi saperne di più su quest’argomento, ti suggerisco di prenderti cinque minuti di tempo libero per proseguire nella lettura: vedremo insieme, in modo semplice e chiaro, cos’è l’usura bancaria e come difendersi.

Cos’è l’usura?

L’usura è un reato punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da cinquemila a trentamila euro [1]. Come anticipato, la condotta colpevole consiste nell’applicare tassi di interesse illegali come corrispettivo di una prestazione in danaro o di altra utilità; ma non solo: la legge punisce alla stessa maniera anche colui che funge da mediatore tra la vittima e l’usuraio. In pratica, il nostro ordinamento considera al pari dello strozzino colui che si intromette, chiedendo un compenso ugualmente usurario.

L’usura è un reato molto, grave, che può essere commesso da chiunque (si dice, appunto, che è un reato comune); l’elemento soggettivo è il dolo, nel senso che può essere punito solamente colui che è consapevole di applicare un tasso usurario agli interessi che chiede, o comunque che è pienamente intenzionato a ricevere un corrispettivo sproporzionato.

Tasso usurario: qual è?

Il reato di usura ruota intorno al concetto di interesse usurario. Quando un corrispettivo in danaro può essere definito usurario? In altre parole, come si fa a sapere se l’interesse applicato ad un mutuo o ad un prestito è usurario e, quindi, illegale? È l’ordinamento a stabilirlo: nello specifico, il tasso di interesse è fissato da una legge [2] che affida al ministero del Tesoro il compito di rilevare trimestralmente il tasso effettivo globale medio degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati.

È poi la Banca d’Italia che pubblica trimestralmente una tabella con i vari tassi soglia divisi per categoria di operazioni: ci sono quindi tassi soglia di usura diversi per le aperture di credito, gli anticipi e sconti, mutui e leasing; ecc.

Nello specifico, la legge ha stabilito che è usurario l’interesse il cui tasso esorbita di oltre il 50% i tassi medi praticati dalle banche e dagli altri intermediari finanziari, così come rilevato ogni trimestre da un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ad esempio, se il tasso di interesse nel mercato finanziario, per una determinata categoria di operazioni, oscilla tra un minimo del 14% ed un massimo del 30%, così determinando il tasso medio nel 22%, un interesse superiore al 33% (22+ 11) è da qualificarsi usurario.

Cos’è l’usura in concreto?

Secondo la legge, non è usurario solamente l’interesse che supera il limite fissato dalla legge, ma lo è altresì quello che, anche se inferiore a tale soglia, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risulta comunque sproporzionato rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria. Si parla, in questo caso, di usura in concreto.

In pratica, per la legge può essere definito usuraio anche chi, pur applicando un tasso di interesse “normale”, chiede un corrispettivo sproporzionato rispetto a ciò che ha dato alla vittima, oppure sproporzionato a confronto delle sue condizioni economiche.

Pensa al classico strozzino che, approfittando delle difficoltà patrimoniali di una persona, gli conceda un prestito chiedendogli la restituzione a condizioni che sa che non potrebbe rispettare.

Usura bancaria: cos’è?

L’usura bancaria è una particolare forma di usura, punita ancora più severamente in quanto è posta in essere da un istituto specializzato, nei confronti del quale il comune cittadino mostra maggiore affidamento rispetto al prestito chiesto ad una persona fisica (un parente o conoscente, ad esempio).

Di conseguenza, commette il reato di usura la banca che applica, all’interno dei propri contratti, un tasso di interesse superiore a quello fissato dalla legge. In questa ipotesi, si tratta di un reato proprio, nel senso che può essere commesso solamente da un istituto di credito.

Bisogna precisare che, secondo il codice penale, per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito. È il cosiddetto principio della onnicomprensività dell’interesse, che mira ad evitare l’aggiramento della norma attraverso l’imputazione di somme, invece che a capitale ed interessi, a spese varie.

Come difendersi dall’usura bancaria?

Per difendersi dall’usura bancaria è possibile adottare alcune precauzioni. Innanzitutto, poiché il tasso legale è reso pubblico ogni tre mesi, prima di sottoscrivere un mutuo sarebbe bene confrontare il tasso offerto dalla banca di fiducia con quello pubblicato dalla Banca d’Italia.

Nel calcolare l’usura bancaria, però, ricorda che le banche, oltre al vero e proprio tasso di interesse, richiedono in aggiunta anche altre forme di remunerazione, come le commissioni di messa a disposizione fondi, le spese per movimenti, le spese di tenuta conto, ecc. La legge dice che per determinare l’interesse effettivo che la banca chiede, occorre tener conto di tutte le forme di remunerazione richieste al cliente, con l’unica esclusione dell’imposta di bollo statale.

Se non si è in grado di effettuare da soli una verifica circa la presenza o meno dell’usura bancaria, occorrerà farsi aiutare da consulenti specializzati i quali, analizzato il tuo contratto con l’istituto di credito, saranno in grado di segnalarti l’usurarietà o meno del tasso applicato.

Cosa fare se c’è usura bancaria?

Nel caso in cui il tuo contratto di mutuo (di leasing o di altra operazione) sia affetto da usura bancaria, quello che dovrai fare è sporgere denuncia alla Procura competente (in quanto trattasi di reato) e intraprendere una causa civile affinché quanto indebitamente pagato venga restituito e ogni interesse ti venga cancellato: ed infatti, la legge dice che, se sono convenuti tassi usurari, la clausola è nulla e non è dovuto alcun interesse [3]!

In pratica, l’ordinamento punisce l’usuraio impedendogli non solo di beneficiare dell’interesse oltre soglia, ma di ogni tipo di interesse, anche quello legale.

La denuncia penale, oltre che dare l’avvio alle indagini, sortisce anche un altro importante effetto: quello di sospendere l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili e i termini relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, ivi comprese le vendite e le assegnazioni forzate.

Secondo la legge [4], solo nel caso in cui sia pendente un’indagine penale volta ad accertare la commissione di condotte estorsive o usurarie è possibile bloccare l’esecuzione forzata.

note

[1] Art. 644 cod. pen.

[2] Art. 2, legge n. 108 del 7 marzo 1996.

[3] Art. 1815 cod. civ.

[4] Art. 20, legge n. 44/99.

Immagine: squalo in cravatta stile cartoon di sodesignby


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1 Commento

  1. Conviene solo agli avvocati denunciare quando maquando prenderaii soldi (che sono sempre menodi quelloche ti aspetti) ti accorgerai che il pesce grande mangia sempre quello più piccolo, e tu dopo molti anni di varie cause fatte ti daranno FORSE ragione ma l’avvocato TUO si è mangiato il resto dei soldi . Date retta a me se le potete fotterle le banche FATELO altrimenti lo faranno loro conil consenso dello Stato

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