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Decreto Balduzzi: le cose da sapere sulla responsabilità medica

26 Marzo 2019 | Autore:
Decreto Balduzzi: le cose da sapere sulla responsabilità medica

Cos’è e cosa prevede il decreto Balduzzi? Cos’è la responsabilità medica? Cosa sono le linee guida e le buone pratiche mediche? Cos’è la colpa lieve?

La professione del medico è una delle più prestigiose e delle più delicate: agli eredi di Ippocrate spetta la cura di tutti noi, e noi affidiamo a loro la nostra salute quando ce n’è bisogno. All’enorme rilevanza del ruolo del medico corrisponde un’importante responsabilità: il professionista sanitario deve svolgere col massimo scrupolo il proprio lavoro, pena la possibilità di doverne rispondere in tribunale. Ed infatti, nelle aule di giustizia non sono pochi i medici chiamati a difendersi dalle accuse di malasanità: si va dalla somministrazione di un farmaco sbagliato fino all’intervento chirurgico sbagliato; a volte, le conseguenze sono nefaste. Cosa dice la legge in questi casi? Ebbene, con questo articolo vorrei parlarti del decreto Balduzzi: le cose da sapere sulla responsabilità medica. Si tratta di un provvedimento importante che ha segnato una svolta all’interno dell’ambito della responsabilità medica. Al decreto Balduzzi ha fatto seguito un’altra legge, non meno rilevante: parlo della nota legge Gelli-Bianco. Se sei interessato a questo argomento, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme cos’è il decreto Balduzzi e quali sono le cose da sapere sulla responsabilità medica.

Cos’è la responsabilità medica?

Prima di parlarti del decreto Balduzzi e delle cose da sapere sulla responsabilità medica, devo spiegarti cos’è la responsabilità medica.

Come avrai già intuito, si tratta di una particolare forma di responsabilità professionale (cioè, legata all’esercizio di una professione) che concerne chi esercita un’attività sanitaria. Ovvia conseguenza di quanto appena detto è che può incorrere in responsabilità medica solamente chi svolge determinate mansioni: sicuramente, ad esempio, non potrà rispondere di questa responsabilità colui che, in ospedale, è addetto al servizio mensa, alla sistemazione delle stanze, ecc.

Dolo e colpa nella responsabilità medica: cosa sono?

Abbiamo appena detto che la responsabilità medica altro non è che una fattispecie di responsabilità professionale. Orbene, in quanto tale ad essa si applica un principio che riguarda tutte le attività intellettuali (cioè, quelle caratterizzate da una prestazione di tipo intellettuale e non materiale e che vale, pertanto, anche per gli avvocati, gli ingegneri, gli architetti, ecc.): se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il professionista risponde solo in caso di dolo o colpa grave [1]. Cosa significa? Te lo spiego subito.

Il dolo e la colpa sono categorie tipiche del diritto penale: con esse si fa riferimento alla psicologia del soggetto che agisce. Nello specifico, chi commette un fatto con colpa si rende responsabile di una condotta che non voleva porre in essere, ma che è capitata a causa della sua negligenza, imperizia o imprudenza; al contrario, chi compie un’azione con dolo lo fa con una precisa intenzione. La colpa grave è stata introdotta nell’ambito civilistico e fa riferimento ad un errore particolarmente grave, ingiustificabile: pensa al medico che, dopo un intervento, dimentichi le garze o altri oggetti all’interno del paziente.

Secondo quanto detto ad inizio paragrafo, e cioè che nei casi particolarmente difficili il medico (come ogni altro professionista intellettuale) risponde solamente per dolo o colpa grave, avremo quindi che se egli commette uno sbaglio “scusabile”, cioè un errore che sarebbe stato difficile non compiere, non risponderà del danno causato dalla sua condotta.

Facciamo un esempio: un medico, durante un’operazione d’urgenza, si trova davanti ad alcune complicanze che non erano in alcun modo prevedibili e, a causa delle quali, il paziente decede. In questo caso, poiché al dottore non è attribuibile una colpa grave, cioè una grave negligenza o imprudenza.

Decreto Balduzzi: cosa prevede?

Il decreto Balduzzi [2] ha provato ad introdurre nel nostro ordinamento alcuni parametri idonei a valutare la responsabilità del professionista sanitario e, quindi, anche del medico, in ambito penale: ed infatti, il medico che si rende responsabile di un fatto illecito (ad esempio, il decesso del paziente a causa di una terapia del tutto sbagliata), risponderà del proprio fatto non solo civilmente, ma anche penalmente.

Il decreto Balduzzi ha così previsto che colui che esercita la professione sanitaria, se nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica, non risponde penalmente per colpa lieve.

Detto in parole povere, il decreto Balduzzi vuole dire che il medico che si attiene alla prassi medica consolidata non risponde mai penalmente del proprio fatto, se non nei casi di dolo oppure di colpa grave. La colpa lieve rappresenta il contrario della colpa grave e si identifica nell’errore scusabile, quello cioè che era difficile da evitare, tenuto conto delle circostanze concrete.

Decreto Balduzzi: quando il medico è responsabile?

Sembrerebbe dunque che il decreto Balduzzi abbia depenalizzato la condotta dell’esercente la professione sanitaria in costanza di un comportamento professionale rispettoso di linee guida e buone pratiche, ma integrante un comportamento caratterizzato, dal punto di vista psicologico, da colpa lieve.

Secondo il decreto Balduzzi, quindi, colui che esercita una professione sanitaria (non solo il medico, ma anche l’infermiere e l’ostetrica, ad esempio), se causa un danno ad un paziente, non è responsabile penalmente se egli, al momento della prestazione:

  • si è attenuto alle linee guida;
  • si è attenuto alle buone pratiche;
  • ha commesso il fatto con colpa lieve.

Vediamo per ciascun punto cosa intende il decreto Balduzzi, al fine di meglio comprendere le cose da sapere sulla responsabilità medica.

Decreto Balduzzi: cosa sono le linee guida?

Secondo il decreto Balduzzi, cosa significa che, se un medico commette un errore seguendo le linee guida, non risponde penalmente del fatto? Le linee guida possono essere definite come quelle raccomandazioni di comportamento clinico, elaborate al fine di aiutare medici e pazienti a decidere le modalità assistenziali più appropriate in specifiche situazioni. In parole povere, le linee guida sono raccomandazioni provenienti dalla comunità scientifica cui il medico deve attenersi.

Ad esempio, le linee guida possono indicare al medico di effettuare determinate attività diagnostiche in presenza di specifici sintomi del paziente.

Cosa sono le buone pratiche nel decreto Balduzzi?

Il decreto Balduzzi fa riferimento, oltre che alle linee guida, anche alle buone pratiche. Di cosa si tratta? Cosa sono le buone pratiche? È una nozione non ben definita, con la quale s’intendono quelle regole procedurali volte a evitare che l’evento lesivo si verifichi a causa di negligenza o imprudenza.

A differenza delle linee guida, le buone pratiche sono più elastiche, traducendosi di fatto in comportamenti che possano evitare danni derivanti dalla negligenza del professionista.

Decreto Balduzzi: cos’è la colpa lieve?

Il decreto Balduzzi dice che il professionista sanitario che, pur seguendo le linee guida e le buone pratiche mediche, abbia commesso un danno, non risponde penalmente se ha agito con colpa lieve.

Già nei precedenti paragrafi ti ho spiegato cos’è la colpa lieve e qual è la differenza con il dolo e la colpa grave: la colpa lieve è quell’evento che è sì attribuibile all’agente, ma che è frutto di una condotta non rimproverabile, poiché il colpevole si è trovato davanti ad un evento difficile da fronteggiare:

  • per colpa grave si intende quella riferibile ad un errore macroscopico, inescusabile: si pensi al medico che operi il paziente di appendicite anziché di ernia;
  • la colpa lieve, al contrario, si concreta nell’errore scusabile, cioè in quello in cui obiettivamente è difficile poter muover un addebito all’esercente la professione sanitaria. La colpa lieve, pertanto, riguarderà i casi più complessi, quelli in cui l’esito del trattamento non è assolutamente certo.

Legge Gelli-Bianco: com’è cambiato il decreto Balduzzi?

Il decreto Balduzzi è stato oggetto di modifica a seguito dell’emanazione della legge Gelli-Bianco [3]. Questo provvedimento ha introdotto un nuovo articolo nel codice penale [4], in base al quale il medico che provoca la morte o la lesione personale del paziente a causa della propria imperizia non risponde dei reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose quando ha agito nel rispetto delle  buone pratiche assistenziali, delle raccomandazioni e delle linee guida pubblicate dalla comunità scientifica.

Sostanzialmente, quanto introdotto dal decreto Balduzzi non è mutato: l’unica cosa che è cambiata è l’assenza di ogni riferimento alla colpa lieve, vera protagonista del decreto Balduzzi.


note

[1] Art. 2236 cod. civ.

[2] Legge n. 189/2012.

[3] Legge n. 24/2017 del 08.03.2017.

[4] Art. 590-sexies cod. pen.

Autore immagine: Unsplash.com


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