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Si può pagare una multa a rate?

14 Aprile 2019 | Autore: Maria Teresa Biscarini


Si può pagare una multa a rate?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Aprile 2019



Vademecum per la rateazione delle multe secondo un nuovo articolo del Codice della strada e una delibera del ministero dell’Interno. 

Ha le sembianze di una multa stradale, ma se si passa dal fronte al retro si scopre tutt’altro. Gli automobilisti, specie in alcune zone d’Italia, da qualche tempo, “rischiano” infatti di trovare sul parabrezza un invito ad una mostra d’arte. Che c’azzeccano le multe con gli inviti? In apparenza nulla, fino a questa trovata sui generis di uno street artist, vale a dire un artista di strada, che ha pensato di reclutare così visitatori per la sua mostra. Da “multati” a invitati. Un repentino cambio di ruolo che dalla iniziale irritazione conduce al sollievo, ma se al rientro in macchina, girando la multa non si trova alcun invito sul retro, c’è poco da interpretare. A seguito di qualche infrazione commessa, comincia il conto alla rovescia per il pagamento della multa. Una rogna non da poco se magari si è a corto di liquidità, o se i soldi da parte sono già tutti destinati ad altre spese. Quindi se non si vuole pensare a richieste di prestiti in famiglia, che sono sempre piuttosto antipatici, la domanda può nascere spontanea: si può pagare una multa a rate? Perché se il pagamento in unica soluzione potrebbe creare, specie di questi tempi, problemi insormontabili, la facoltà di poter diluire nel tempo il pagamento del dovuto, potrebbe essere di non poco sollievo. Se anche tu vuoi sincerarti sul quando, sul come e sul perché di questa eventualità, continua a seguirci; anche noi, come lo street artist di cui sopra, potremmo essere fonte di sollievo in talune vicissitudini che ti dovessero vedere coinvolto in qualche articolo del Codice della strada.

La legge ammette la possibilità di rateizzare le multe per violazioni stradali?

La risposta è sì, forse contrariamente a ciò che si potrebbe pensare. La certezza senza se e senza ma, trova il suo fondamento in un ben preciso articolo del Codice della strada a seguito di certe modifiche introdotte a partire dal 2010 [1] e in una apposita delibera del ministero dell’Interno del 2011 [2].

Vediamo quindi, nel dettaglio, quali sono i casi che consentono di ricorrere legittimamente alla richiesta di rateazione perché, com’è intuibile, non tutte le persone ci rientrano e nemmeno tutte le situazioni.

Quali sono i casi in cui si ammette la rateazione delle multe?

Il presupposto è che sia stata commessa una o anche più di una violazione al Codice della strada a condizione però che l’accertamento venga effettuato in via contestuale. Che vuol dire questo in soldoni? Che deve essere stato emesso un unico verbale di accertamento di una o più infrazioni.

Un altro presupposto che deve ricorrere riguarda l’importo da pagare; questo infatti deve necessariamente essere superiore a 200 euro, quindi se la multa dovesse essere di importo pari alla cifra tonda di 200 euro, nulla da fare; l’opzione della rateazione non può scattare.

Il terzo presupposto, che deve necessariamente essere presente, attiene alle condizioni personali del soggetto tenuto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria. Che s’intende per condizioni personali? Il legislatore è chiaro al riguardo: la richiesta di rateazione può provenire solo da chi versi in “condizioni economiche disagiate” [3].

Quindi sintetizzando, potrà fare richiesta di rateazione della multa comminata il soggetto tenuto al pagamento:

  • di un importo superiore a 200 euro;
  • in presenza di un verbale che accerti contestualmente una o più violazioni;
  • in presenza di condizioni economiche disagiate;
  • a condizione che la multa non sia già stata impugnata dinanzi al giudice di pace o al prefetto.

Qual è il limite di reddito per chiedere la rateazione del pagamento?

La legge parla chiaro [4], cioè può avvalersi della facoltà del pagamento a rate della multa inflitta, chi in base all’ultima dichiarazione:

  • è titolare di un reddito imponibile, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, non superiore a 10.628,16 euro;

Se poi la persona tenuta al pagamento dovesse convivere con il coniuge o anche con altri familiari, il tetto reddituale varierebbe come segue:

  • il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo di riferimento, da ciascun componente la famiglia, incluso l’istante;
  • il reddito da valutare come soglia limite rispetto al tetto sopramenzionato di 10.628,16 euro, subisce in questo caso un aumento di 1.032,91 euro per ognuno dei familiari conviventi.

A chi va presentata la domanda di rateazione?

Fin dalle prime battute del testo il legislatore ha inteso precisare che i soggetti tenuti al pagamento possono richiedere la ripartizione del pagamento in rate mensili. Vale a dire che tale rateazione si attiva solo su apposita istanza della persona interessata; come poi questa richiesta vada presentata e dinnanzi a quali figure, sarà oggetto del seguente approfondimento.

Pertanto la richiesta di rateazione mensile va presentata:

  • al prefetto: nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti dello Stato;
  • al presidente della giunta regionale: nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti delle regioni;
  • al presidente della giunta provinciale: nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti delle province;
  • al sindaco: nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti dei comuni.

Questo è quanto letteralmente dice la legge [5].

In pratica la richiesta di rateazione va indirizzata:

  • al prefetto della provincia nel cui territorio è stata commessa la violazione: nel caso in cui l’accertamento sia stato fatto dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dal Corpo forestale dello Stato, dalla Polizia penitenziaria o dalla Polizia stradale;
  • al presidente dell’amministrazione provinciale: nel caso in cui l’accertatore appartenga alla Polizia provinciale;
  • al sindaco: nel caso in cui l’accertatore appartenga alla Polizia municipale (vigili urbani).

Attenzione bene a chi si indirizza la richiesta per evitare d’incorrere nell’ipotesi di eccesso di competenza, vale a dire attribuire la competenza ad un soggetto che nel caso specifico, non la ha.

Per capire quale tra le quattro figure sopramenzionate sia quella competente per il caso che ti riguarda, bisognerà prestare attenzione a chi ha elevato la multa.

Quindi una volta capito se sei nelle condizioni per chiedere la rateazione, ora sai anche a chi rivolgerti.

Come viene effettuato il riparto delle rate?

L’autorità competente a ricevere la richiesta dispone, una volta accertate le condizioni di disagio economico del richiedente, la ripartizione del pagamento. A tale riguardo, questi sono i punti salienti indicati dalla legge [6] per ciò che attiene la ripartizione del pagamento:

  • un massimo di 12 rate se l’importo dovuto non supera 2.000 euro;
  • un massimo di 24 rate se l’importo dovuto non supera 5.000 euro;
  • un massimo di 60 rate se l’importo dovuto supera 5.000 euro.

A chiusura, viene poi specificato che ciascuna rata non può essere inferiore a 100 euro. Si deve comunque far notare, sin da ora, che le somme rateizzate sono soggette ai tassi d’interesse dovuti [7].

Tempi di legge per inoltrare richiesta di rateazione e ricevere risposta

Una volta appurata la sussistenza dei presupposti richiesti dalla legge per usufruire del beneficio del pagamento rateizzato, vediamo ora quali sono i tempi entro cui i vari soggetti coinvolti sono tenuti a fare cosa:

  • onere gravante sul richiedente la rateazione del pagamento: la richiesta va presentata entro 30 giorni dalla data di notifica del verbale, all’organo competente;
  • tempi di risposta da parte dell’autorità competente: entro 90 giorni, l’organo deciderà se concedere la rateizzazione e notificherà la risposta al richiedente.

Se invece l’organo non dovesse inviare nulla, entro questo termine, la richiesta si dovrà intendere come respinta. In altre parole, si è di fronte ad un caso di silenzio rigetto. Per cui, il richiedente non avrà altra via che pagare l’importo per intero.

Rischi connessi alla rateazione di pagamento

In caso di accettazione della richiesta di rateazione, al richiedente è richiesta una particolare attenzione, se si vuole evitare d’incorrere in pesanti conseguenze. Si deve cioè essere scrupolosi nell’eseguire con puntualità tutti i pagamenti. Se, infatti, non viene pagata la prima rata o, successivamente, due rate, si andrà incontro a quanto segue:

  • decadenza dal beneficio della rateazione;
  • raddoppio dell’importo della multa.

Insomma, una sorta di drastico passaggio “dalle stelle alle stalle”.

Cosa succede in caso di rigetto o non risposta da parte dell’autorità?

Se si è arrivati a questo punto e sono stati compiuti tutti i passaggi richiesti dalla legge, ma non si è ricevuta alcuna risposta da parte di chi di dovere nei termini sopramenzionati, la richiesta, come già anticipato, deve intendersi per non accolta.

Il richiedente ha il dovere di pagare entro 30 giorni dallo scadere del termine dei 90 entro cui l’autorità avrebbe dovuto rispondere.

Quindi meglio annotarsi prima questa scaletta delle tempistiche di legge, per evitare di risultare inadempiente per inutile decorso del tempo.

Va da sé che l’importo da pagare sarà, in questa ultima fase, integrale, senza possibilità ulteriore di proporre eccezioni. Se invece l’autorità competente si fosse espressa con un rigetto della richiesta, l’importo per intero dovrà essere pagato entro e non oltre 30 giorni dalla notifica del provvedimento di rigetto.

Una facoltà, questa della rateazione, che può dare sollievo alle tasche, ma solo a condizione che si abbiano bene a mente i vari passaggi con tempi e metodi.


Di Maria Teresa Biscarini

Modello di domanda per la richiesta di rateazione multa

AL PREFETTO
di …

oppure

AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
di …

oppure

AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE
di …

oppure

AL SINDACO
di …

Oggetto: richiesta di rateazione del pagamento di multa (ex art. 202-bis C.d.S.).

Ill.mo Sig. …

Il/La sottoscritto/a … , nato/a a … Prov. … il … , C.F. … e residente in Via/Piazza … n. …
nel comune di … C.A.P. … Prov. …

PREMESSO CHE

in data … , la … (indicare: polizia, etc,), notificava al sottoscritto, conducente/proprietario/possessore del veicolo tipo …
di targa … , il verbale di contravvenzione n°. … del giorno … con sanzione pari a € … ,
per violazione dell’art. … C.d.S., in quanto (descrivere quanto riportato nel verbale di contravvenzione) …

CHIEDE

a causa delle proprie disagiate condizioni economiche, comprovate dalla titolarità di un reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche pari a € … , come risultante dall’ultima dichiarazione, che qui si allega in copia, che la S.V. voglia disporre il pagamento a rate della somma dovuta e sovra menzionata, in virtù dell’art. 202-bis del C.d.S., della Legge 120 del 29 luglio 2010 G.U. n. 175 del 29 luglio 2010.

Con osservanza.

Si allega:
1) copia del verbale di contestazione notificato;
2) copia dell’ultima dichiarazione dei redditi.

Luogo e Data

Firma

note

[1] Art. 202 bis D. Lgs. n. 285/1992 come novellato dalla L.120/2010 art.38.

[2] Circolare 22/04/2011.

[3] Artt. 202 bis co.1 D. Lgs. n.285/1992.

[4] Art. 202 bis co.2 D. Lgs. n. 285/1992.

[5] Art. 202 bis co.3 D. Lgs. n.285/1992.

[6] Art.202 bis co 4 D. Lgs. n.285/1992.

[7] Art.21 co.1 D.p.r. n.602 29.09.1973.

Autore immagine: multa di paul rushton


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