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Acquisto auto: come risparmiare?

26 Marzo 2019 | Autore:
Acquisto auto: come risparmiare?

Le agevolazioni per chi compra un veicolo nuovo (anche moto) a basse emissioni di CO2. Detrazione e Iva agevolata per i disabili.

Se hai in mente di acquistare un’auto entro dicembre del 2021 e ti stai chiedendo come risparmiare, sappi che puoi usufruire di alcune agevolazioni a seconda del veicolo che scegli. Dovrai considerare almeno questi tre elementi: che la macchia sia nuova, che non costi più di 50mila euro e che inquini poco. A quel punto, scattano gli incentivi, che possono arrivare fino a 6mila euro se fai rottamare la tua vecchia auto.

Lo prevede un decreto attuativo del ministero dello Sviluppo economico, che mette in pratica un articolo della legge di Bilancio approvata alla fine del 2018 [1].

Per risparmiare sull’acquisto dell’auto, quindi, è fondamentale recarsi in una concessionaria e puntare su una macchina appena uscita dalla fabbrica, lasciando stare il mercato dell’usato e privilegiando i veicoli a basse emissioni di CO2.

Come si beneficia dello sconto? Non dovrai chiedere l’incentivo nella dichiarazione dei redditi o inviare un sollecito a chissà chi: l’agevolazione ti verrà riconosciuta direttamente in concessionaria. Sarà il venditore, in un momento successivo, a recuperare quei soldi dallo Stato.

Vediamo, allora, come risparmiare sull’acquisto di un’auto e come funziona la procedura per beneficiare dell’incentivo.

Contributo acquisto auto: chi ne ha diritto?

L’incentivo per risparmiare sull’acquisto di un’auto è previsto per chi compra un veicolo di categoria M1 (quindi una macchina, un camper, un furgoncino, ecc.) entro il 31 dicembre 2021 a certe condizioni.

Innanzitutto, come accennato, deve trattarsi di una macchina nuova. Niente auto usate, dunque, né in concessionaria né da un privato: il veicolo deve essere nuovo di fabbrica. Deve, inoltre, avere un prezzo di listino inferiore a 50mila euro.

Secondo punto fermo: l’aspetto ecologico. Ha diritto all’incentivo chi acquista un’auto che garantisce emissioni di CO2 inferiori a 70 grammi per chilometro. E se le emissioni non arrivano a 20 g/km, il contributo sarà ancora più alto, come vedremo tra poco.

Terzo requisito: la rottamazione. Può usufruire di un contributo statale maggiore sull’acquisto dell’auto chi consegna la vecchia macchina affinché venga distrutta.

Attenzione, però: il veicolo da rottamare deve essere:

  • della stessa categoria di quello nuovo;
  • Euro 1, 2, 3 e 4;
  • intestato da almeno 12 mesi rispetto alla data di acquisto alla stessa persona (o allo stesso utilizzatore in caso di leasing) che sta per comprare il veicolo nuovo;
  • intestato da almeno 12 mesi ad un familiare convivente con l’acquirente al momento dell’acquisto.

A quanto ammonta?

Come abbiamo visto, ci sono diverse variabili per risparmiare sull’acquisto dell’auto grazie al contributo statale in base alle emissioni di CO2.

Per le auto che arrivano fino a 20 grammi di CO2 per chilometro è previsto un incentivo di 4.000 euro, che aumenta fino a 6.000 euro se si consegna la vecchia macchina da rottamare alle condizioni sopra descritte (della stessa categoria, Euro 1, 2, 3 o 4 ed intestata da almeno 12 mesi all’acquirente o ad un suo familiare convivente al momento dell’acquisto).

Per i veicoli le cui emissioni di CO2 sono comprese tra 21 e 70 grammi per chilometro, invece, l’incentivo è di 1.500 euro che aumenta a 2.500 se si consegna la macchina da rottamare.

Quindi, più è ecologica l’auto da acquistare e più alto è l’incentivo.

Contributo acquisto auto: come funziona?

Per beneficiare del contributo statale che consente di risparmiare sull’acquisto dell’auto, è necessario recarsi in concessionaria e perfezionare il contratto per comprare il veicolo. Sarà il venditore a riconoscerti l’agevolazione applicandoti uno sconto sul prezzo pari al valore dell’incentivo.

Ovviamente, i soldi li mette lo Stato e non la concessionaria. Quindi, il venditore come fa a recuperarli? Lo farà come credito di imposta tramite il modello F24. Credito che spetta a chi fabbrica o a chi importa l’auto, il quale riconoscerà il rimborso al venditore.

Contributo acquisto auto: cosa deve fare il venditore?

La procedura per l’erogazione dell’incentivo statale sull’acquisto di un’auto prevede per il venditore la prenotazione del contributo che ha i requisiti per applicare il beneficio presso l’apposito sito Internet creato dal ministero dello Sviluppo economico.

Deve, inoltre, indicare nel contratto d’acquisto se gli è stata consegnata un’auto destinata alla rottamazione. Come abbiamo detto, infatti, in questo caso il contributo da riconoscere all’acquirente è più alto. L’avvio della demolizione deve avvenire entro 15 giorni dal giorno in cui è stato consegnato il veicolo nuovo al cliente. Sarà il venditore ad occuparsi della richiesta di cancellazione del veicolo usato allo sportello telematico dell’automobilista.

Contributo acquisto auto: è riconosciuto anche per le moto?

La possibilità di risparmiare è riconosciuta anche per chi intende acquistare una moto o un motorino, a patto che questi siano:

  • nuovi di fabbrica;
  • elettrici o ibridi;
  • di categoria L1 o L3;
  • di potenza non superiore a 11 kW;
  • acquistati, anche in locazione finanziaria, entro il 31 dicembre 2019.

È necessaria anche in questo caso la consegna di una vecchia moto o di un motorino usato destinati alla rottamazione:

  • delle stesse categorie;
  • di classi Euro 0, 1 o 2;
  • intestati all’acquirente (o all’utilizzatore in caso di leasing) da almeno 12 mesi.

A quanto ammonta?

Il contributo per l’acquisto di moto e motorini ammonta al 30% del prezzo di acquisto, Iva esclusa, fino ad un massimo di 3.000 euro.

Contributo acquisto auto: quali agevolazioni per i disabili?

La legge prevede una serie di agevolazioni particolari a chi deve acquistare un’auto per un disabile ma anche ai suoi familiari.

Si tratta di:

  • una detrazione Irpef del 19% sulla spesa per l’acquisto;
  • l’esenzione dal pagamento del bollo auto;
  • l’Iva agevolata al 4%.

La detrazione del 19%

L’acquisto di un’auto per un disabile comporta, innanzitutto, il diritto alla detrazione Irpef del 19% sulla spesa sostenuta entro il limite di 18.075,99 euro. L’agevolazione viene riconosciuta attraverso la dichiarazione dei redditi.

Possono accedere alla detrazione i disabili:

  • con handicap psichico o mentali che hanno diritto all’indennità di accompagnamento;
  • non vedenti e non udenti per i veicoli a loro omologati;
  • con grave limitazione di deambulazione o pluriamputati;
  • con ridotte o impedite capacità motorie per i veicoli a loro adattati e omologati.

Ne hanno diritto anche i familiari che hanno il disabile a carico perché quest’ultimo ha un reddito inferiore a 2.840,51 euro e che acquistano l’auto nell’interesse del disabile.

La detrazione fiscale spetta una sola volta nel quadriennio dalla data in cui è stato acquistato il veicolo. È possibile riceverla in una soluzione unica o in quattro quote annuali di pari importo.

Iva al 4%

Oltre all’esenzione dal pagamento del bollo, l’altra agevolazione sull’acquisto di un’auto per disabili consiste nell’Iva agevolata al 4%. Un risparmio consistente, visto che l’alternativa è pagare l’Iva al 22% (per ora).

Se ne ha diritto quando si acquista un veicolo nuovo o usato di cilindrata non superiore a:

  • 2.000 cc per i motori a benzina;
  • 2.800 cc per i motori diesel.

L’agevolazione interessa non solo il prezzo di acquisto dell’auto ma anche degli optional e degli elementi necessari all’adattamento, nonché alla loro riparazione ed ai ricambi.

Anche in questo caso, è possibile usufruire del beneficio una sola volta in un quadriennio dalla data di acquisto del veicolo.


note

[1] Art. 1 legge 145/2018 del 30.12.2018.


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