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Cartelle esattoriali, relata in bianco e senza data: il ricorso sana la nullità della notifica

16 aprile 2013


Cartelle esattoriali, relata in bianco e senza data: il ricorso sana la nullità della notifica

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 aprile 2013



Il vizio di notificazione della cartella recapitata con la relata in bianco e senza data viene sanato dal ricorso proposto dal contribuente.

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione [1], la nullità della notificazione della cartella esattoriale causata dalla mancata compilazione della relata di notifica e dal mancato inserimento della data, viene sanata dal ricorso proposto dal debitore.

Tale sentenza è conseguenza dell’applicazione al caso di specie del principio del raggiungimento dello scopo dell’atto [2] per il quale la nullità non può essere pronunciata se l’atto viziato ha comunque raggiunto lo scopo cui era destinato.

Ed infatti, la notificazione della cartella di pagamento ha quale fine essenziale quello di portare a conoscenza del debitore il debito vantato dall’Amministrazione. Proponendo ricorso, il contribuente dimostra di aver avuto conoscenza del debito e, conseguentemente, conferma che la procedura di notifica, nonostante sia viziata da nullità, ha raggiunto lo scopo cui era destinata.

Il principio del raggiungimento dello scopo non può essere applicato qualora si abbia inesistenza della notifica, ossia quando il relativo tentativo sia avvenuto in luogo e con modalità tali che non sussista alcun collegamento con il destinatario, oppure quando la notificazione sia effettuata in modo assolutamente non previsto dalla normativa.

In tali casi il ricorso non sana il vizio che può, quindi, essere fatto valere in giudizio.

di FABIO LA ROCCA

Fare ricorso contro una cartella che abbia la relata di notifica incompleta potrebbe essere controproducente perché l’atto stesso del ricorso sanerebbe il vizio. Pertanto, in questi casi, è sempre meglio consultarsi con il proprio professionista di fiducia, affinché valuti se si tratta di vizio sanabile o di vizio non sanabile (inesistenza). Solo nel secondo caso, infatti, il ricorso non sanerebbe il vizio e potrebbe portare a un esito vittorioso.

note

[1] Cass. sent. n. 6613 del 15.03.2013.

[2] Art. 156 cod. proc. civ.

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