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Come fare testamento e dove conservarlo

14 Aprile 2019 | Autore:


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Il testamento olografo come tipo di testamento senza notaio. In cosa consiste, quali i requisiti, la sua conservazione e pubblicazione. Vantaggi e svantaggi del testamento olografo.

Hai deciso di fare testamento. Quale forma e quale contenuto deve avere l’atto perché possa essere valido? Dove puoi conservarlo? Se muori senza avere fatto prima testamento, cosa succede? Fare testamento è qualcosa che può mettere paura. A volte ci si pensa ma poi, forse per scaramanzia, si preferisce soprassedere e rinviare. Tuttavia redigere tale documento è utile non solo quando si hanno grandi patrimoni da dividere bensì anche quando la situazione familiare lascia prospettare lo scoppio di guerre e liti tra gli eredi. Infatti, sono numerosi i casi in cui intere famiglie si sono sfasciate per pochi beni da dividere oppure sono rimaste invischiate in annose cause civili, destinate a concludersi dopo la morte persino, di coloro che le avevano iniziate. Proprio per evitare che si possano determinate situazioni simili può tornare utile sapere come fare testamento e dove conservarlo. Il legislatore italiano infatti, ha previsto il cosiddetto testamento olografo meglio conosciuto come “testamento fai da te”. È quello che si fa a casa, di proprio pugno, senza bisogno di un notaio o di un avvocato. Il testamento olografo infatti consiste in un foglio scritto con le ultime volontà, che può essere redatto da chiunque senza assistenza di professionisti. Anzi, se mai il testamento fosse scritto da un’altra persona non avrebbe valore. In tale ipotesi è necessario però, che vengano rispettate alcune specifiche regole affinché il testamento abbia valore e non possa essere dichiarato nullo.

Testamento olografo e requisiti

Vediamo come si scrive un testamento olografo in maniera corretta, iniziando dai requisiti stabiliti dalla legge ai fini della sua validità.

Più precisamente detti requisiti consistono in [1]:

  • olografia, cioè il testamento deve essere scritto a mano dal testatore, con grafia chiara e leggibile. Non può essere scritto da un terzo neanche sotto dettatura del testatore né essere redatto con la macchina da scrivere o stampato al computer. Il legislatore ha fissato quest’ultima rigida regola al fine di assicurare una maggiore tutela alla volontà del testatore che, se espressa con mezzi meccanici, potrebbe essere facilmente alterata. E’ ammessa la possibilità di scrivere in stampatello ed anche in dialetto o in una delle cosidette lingue morte (latino, greco antico), ecc., purché conosciute dall’autore. Il testamento olografo può anche assumere la forma di una lettera. L’importante è che in essa siano chiaramente espresse le ultime volontà del testatore. Il difetto del requisito dell’olografia determina la nullità del testamento [2];
  • datazione, nel senso che il testamento olografo deve riportare l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno in cui è stato compilato. Sono valide anche datazioni del tipo “ il giorno di Natale 2018”, in quanto è scontato che in tal caso debba intendersi il 25 dicembre 2018. La data può essere apposta tanto all’inizio quanto alla fine del testamento. La mancanza della data o l’indicazione di una data non veritiera (ad esempio 30 Febbraio 2018), comporta l’annullabilità dell’atto;
  • sottoscrizione, ovvero il testamento olografo deve essere firmato dal testatore alla fine dell’atto. La funzione della sottoscrizione è quella di identificare con certezza l’autore e pertanto, deve riportare la firma di questi, leggibile. Se il documento redatto è composto da più pagine, è opportuno che il testatore ne sottoscriva ogni pagina. Sono ammessi anche i soprannomi e gli pseudonimi ma è evidente che sia più prudente sottoscrivere con il proprio nome e cognome anagrafico, in modo da non lasciare dubbi sull’identità del testatore. Il difetto di tale requisito determina la nullità del testamento.

Una volta redatto un testamento olografo si pone il problema di dove conservarlo. E’ vero che questa forma di testamento è quella più diffusa per la sua semplicità ma ci sono dei contro da tenere in considerazione. Infatti, bisogna occuparsi della sua conservazione, trovando il modo e il posto più opportuno affinché non venga sottratto, perso o distrutto.

La scelta è molto personale tenuto conto che esistono più possibilità:

  • il testatore può scegliere di conservarlo da sé, chiudendolo in un posto sicuro, ad esempio in cassaforte. In tal caso è comunque consigliato avvisare qualcuno di fiducia. Infatti, non è una buona idea lasciare il testamento nascosto, tenendo tutti all’oscuro della cosa, perché potrebbe non essere mai trovato. Pertanto, alla morte del testatore, la persona informata potrà consegnarlo ad un notaio, il quale provvederà alla sua pubblicazione. Esempio: Tizio redige un testamento olografo e lo conserva, chiudendolo a chiave in un cassetto della sua scrivania. Informa della cosa Caio, suo amico fidato, affinché alla sua morte, avvisi i familiari e consegni l’atto al notaio per la pubblicazione;
  • altra alternativa è rappresentata dalla consegna del testamento olografo al beneficiario. Se i beneficiari sono più di uno, allora il testatore dovrà redigere più originali identici, consegnandone uno a ciascuno dei beneficiari. Esempio: Tizio intende lasciare una collezione di monete antiche al suo avvocato di fiducia, una somma di denaro ad un’associazione benefica e il resto dei suoi beni alla moglie e alla figlia. Redige quindi, quattro testamenti olografi identici e ne consegna uno ad ognuno dei beneficiari;
  • il testatore può decidere di consegnare il testamento ad un notaio perché lo conservi presso il suo studio. In questo caso il testatore deve recarsi presso il notaio e consegnargli il testamento alla presenza di due testimoni, chiuso in un plico sigillato. L’atto non può essere letto da nessuno e pertanto, assume la forma di testamento segreto. Il notaio redige un atto di ricevimento, che sottoscrive e fa firmare al testatore e ai due testimoni. Il testamento segreto può essere ritirato in qualsiasi momento dal testatore, previa redazione di un verbale di restituzione da parte del notaio. Alla morte del testatore, gli eredi, qualora siano a conoscenza del nominativo del notaio, dovranno contattarlo, consegnandogli il certificato di morte del testatore, se richiesto. Il notaio poi, li convocherà per la lettura del testamento. Può anche succedere che alla morte del testatore, il notaio provveda ad aprire il plico e a contattare egli stesso gli eredi. La conservazione del testamento da parte del notaio comporta dei costi, che si aggirano attorno ai € 500.

Revoca o modifica del testamento olografo

Il testamento olografo può essere revocato o modificato dal testatore fino all’ultimo istante di vita attraverso la sottoscrizione di un altro testamento. Anche per questo motivo è importante l’apposizione della data, che certifica il momento preciso della sottoscrizione delle volontà del testatore.

Si ha una revoca o una modifica esplicita quando nel nuovo testamento, il testatore dichiara di revocare o modificare in tutto o in parte quello precedente; si ha una revoca o una modifica implicita se le disposizioni del testamento posteriore sono incompatibili con quelle del testamento anteriore.

Esempio: Tizio, in data 09.08.2017, sottoscrive un testamento olografo con il quale lascia una collana di famiglia alla cugina Daniela. Successivamente sottoscrive un nuovo testamento olografo, datato 30.03.2018, con il quale lascia la stessa collana, all’amica Sonia. E’ evidente che con quest’ultimo testamento è stata revocata in modo implicito, la disposizione contenuta nel precedente.

Pubblicazione del testamento olografo

Alla morte del testatore affinché acquistino efficacia le disposizioni contenute nel testamento olografo, occorre pubblicarlo presso un notaio [3].

La pubblicazione consiste nella redazione da parte del notaio, di un verbale nel quale trascrive pedissequamente il contenuto del testamento, anche nel caso in cui dovesse contenere disposizioni nulle (ad esempio manca la firma del testatore) o annullabili (ad esempio il testamento non è datato).

Alla redazione del verbale il notaio procede in presenza di due testimoni.

Documenti necessari per la pubblicazione

I documenti necessari per la pubblicazione del testamento olografo sono:

  • i documenti d’identità e il codice fiscale di chi richiede la pubblicazione;
  • una fotocopia dei documenti d’identità del testatore;
  • un estratto dell’atto di morte (non basta dunque il certificato di morte);
  • il testamento, che dovrà essere allegato in originale.

Chiunque abbia interesse può ricorrere al tribunale competente, che è quello del luogo in cui si è aperta la successione, al fine di fare fissare un termine per la presentazione di un testamento olografo per la pubblicazione. La pubblicazione del testamento viene quindi annotata nel registro generale dei testamenti. Sarà poi compito del notaio presso il quale viene effettuata la pubblicazione di dare notizia a tutti i beneficiari delle disposizioni testamentarie.

Vantaggi e svantaggi del testamento olografo

Decidere di scrivere un testamento olografo ha sicuramente dei vantaggi. Il primo è quello della semplicità richiesta per redigere l’atto in maniera tale da dare efficacia alle ultime volontà del testatore. Infatti, è sufficiente disporre di carta e penna e rispettare i requisiti previsti dalla legge perché il testamento sia valido. Inoltre, la redazione di questo tipo di testamento non comporta alcuna spesa al contrario di quello redatto dal notaio, la cui parcella potrebbe essere assai salata.

Tra gli svantaggi abbiamo già visto in precedenza, c’è quello legato alla sua conservazione ma ve ne sono anche altri. Potrebbe infatti, porsi il problema dell’autenticità della firma del testatore. La stessa non essendo certificata, come nel caso del testamento notarile, potrebbe essere falsificata.

In questo caso chi ha interesse può iniziare una causa, chiedendo una perizia calligrafica per stabilire se la firma è falsa o meno. Va poi, considerato che il soggetto che decide di scrivere da sé il proprio testamento deve fare attenzione a rispettare le quote di legittima, cioè quelle parti dell’eredità che per legge spettano ai legittimari, cioè ai suoi familiari più stretti (coniuge, figli, nipoti, genitori), anche contro la sua volontà.

Nella redazione dell’atto dunque, il testatore deve tenere conto che, in presenza di soggetti legittimari, non potrà disporre di tutta l’eredità, ma solo di una percentuale, detta quota disponibile, che potrà anche destinare a persone che non siano parenti o eredi legittimi. Il mancato rispetto delle quote di legittima comporta che i legittimari potranno impugnare il testamento olografo, iniziando una causa civile con la cosiddetta azione di riduzione.

Pertanto, se dovesse risultare che uno di essi o un estraneo (ad esempio la badante del testatore) ha ricevuto più di quanto il testatore potesse attribuirgli, sarà tenuto a restituire la parte eccedente.

Successione senza testamento

Se un soggetto muore senza avere fatto testamento, si aprirà la successione legittima e la sua eredità sarà distribuita tra gli eredi in base alle norme previste dal legislatore italiano in materia. Se chi muore è senza eredi, l’eredità sarà devoluta in favore dello Stato.

note

[1] Art. 602 cod. civ.

[2] Art. 606 cod. civ.

[3] Art. 620 cod. civ.

Autore immagine: testamento olografo di nito


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