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Cassa integrazione guadagni: tutte le tipologie

14 Aprile 2019 | Autore:
Cassa integrazione guadagni: tutte le tipologie

Ordinaria, straordinaria o in deroga: come funziona l’indennità erogata dall’Inps a chi rischia di perdere il lavoro.

C’è sempre da preoccuparsi quando un lavoratore finisce in cassa integrazione guadagni. È uno dei segnali più evidenti di una crisi aziendale in atto che non si sa mai come può andare a finire, se con una ripresa dell’attività a pieno ritmo oppure con una lettera di licenziamento nella cassetta della posta. Spesso questo ammortizzatore sociale viene utilizzato proprio per evitare esuberi: si riduce l’orario di lavoro ad alcuni o a tutti i dipendenti in modo da riuscire a garantire gli stipendi, sperando che, in questo modo, si riescano a superare le difficoltà. Nel frattempo, il lavoratore percepisce un trattamento erogato dall’Inps a seconda della tipologia di cassa integrazione richiesta dall’azienda: ordinaria, straordinaria o in deroga.

La legge, infatti, stabilisce delle prestazioni diverse e richiede dei requisiti particolari per concedere questo o quest’altro tipo di trattamento. Dipende dal settore in cui si lavora, dal motivo per cui l’azienda chiede la cassa integrazione o dal contratto in essere (a tempo indeterminato, a tempo parziale, di apprendistato, ecc.).

Le varie tipologie di cassa integrazione guadagni, dunque, hanno delle caratteristiche diverse. Vediamo in questo articolo quali sono, in che cosa si differenzia l’una dall’altra e chi ha diritto a questo «salvagente» dell’Inps destinato ai dipendenti che vivono in una sorta di limbo sperano in un futuro più sereno.

Cassa integrazione guadagni: che cos’è?

L’abbiamo appena accennato: la cassa integrazione guadagni, o Cig,è un ammortizzatore sociale erogato dall’Inps ai lavoratori costretti a fare un orario ridotto o a rimanere a casa perché sospesi dall’obbligo di lavorare.

La prestazione ha come finalità quella di garantire un trattamento economico ai dipendenti delle aziende in crisi per motivi di liquidità o per una difficoltà generale del mercato. L’integrazione può essere:

  • ordinaria, quando c’è una riduzione dell’orario di lavoro o una sospensione dell’attività per una situazione passeggera non imputabile al datore di lavoro o ai dipendenti;
  • straordinaria, quando si è nel mezzo di una crisi economica del settore o del territorio in cui si opera ma anche per ristrutturazioni o riconversioni aziendali;
  • in deroga, quando subentra una delle citate le situazioni in determinati settori (vedi sotto).

Se c’è una paralisi totale del lavoro, l’Inps eroga la prestazione a zero ore. Se, invece, si attua una riduzione dell’orario di lavoro, si parla di cassa integrazione a sospensione parziale.

Altro elemento in comune tra i vari trattamenti è quello che riguarda i giorni lavorati per averne diritto: i dipendenti devono avere maturato almeno 90 giorni di lavoro presso l’unità produttiva per la quale si chiede la prestazione.

A chi è rivolta?

Il trattamento di cassa integrazione guadagni può essere richiesto per:

  • operai;
  • lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante;
  • impiegati;
  • quadri;
  • lavoratori con contratto di inserimento;
  • lavoratori con contratto di solidarietà;
  • soci di cooperative di produzione e lavoro.

Bisogna iscriversi al Centro per l’impiego?

Per avere diritto al trattamento di cassa integrazione guadagni è necessario stipulare il patto di servizio personalizzato presso il Centro per l’impiego, ma solo se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro è superiore al 50%.

La firma del patto è obbligatoria: se non viene fatta, la prestazione può essere decurtata fino alla fine del trattamento.

Vediamo adesso quali sono le varie tipologie di cassa integrazione e le loro caratteristiche.

La cassa integrazione guadagni ordinaria: come funziona?

Il trattamento di cassa integrazione ordinaria, o Cigo, viene erogato dall’Inps quando un’azienda si vede costretta a sospendere del tutto o in parte l’attività a causa di un evento non prevedibile e non causato dal titolare o dai dipendenti. Si parla, ad esempio, di:

  • mancanza di commesse;
  • crisi di mercato nel settore;
  • contrazione dell’attività dovuta al prodotto;
  • un evento meteorologico imprevedibile (ad esempio un’alluvione);
  • un evento naturale imprevedibile (ad esempio un terremoto, un incendio non doloso che causa una mancanza di energia elettrica);
  • lo sciopero di un reparto o di un’altra azienda collegata a quella che richiede la prestazione;
  • un guasto ai macchinari;
  • la mancanza di materie prime;
  • un periodo di manutenzione straordinaria;
  • un evento improvviso che rende impraticabili i locali per ordine dell’autorità (ad esempio un crollo);
  • la fine di un lavoro e la conseguente inattività forzata dei dipendenti.

Chi la può chiedere?

Tra i vincoli per poter accedere alla cassa integrazione guadagni ordinaria c’è quello che riguarda la tipologia di azienda in base al prodotto o al servizio offerto. Nel dettaglio, hanno diritto a richiederla le imprese:

  • manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti e di produzione e distribuzione di energia, gas e acqua;
  • cooperative che svolgono attività simili a quella degli operai delle industrie, con qualche eccezione [1];
  • industrie boschive, forestali e del tabacco;
  • dell’edilizia e affini;
  • dell’escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo;
  • dedicate alla frangitura delle olive per conto terzi;
  • di enti pubblici (tranne quando il capitale è interamente di proprietà pubblica).
  • dell’escavazione e lavorazione di materiali lapidei, escluso chi svolge attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione diverse dall’attività di escavazione;
  • che producono calcestruzzo preconfezionato;
  • addette al noleggio e alla distribuzione di film e di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica;
  • addette ad impianti elettrici e telefonici;
  • addette all’armamento ferroviario.
  • cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che svolgono attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri, purché si tratti di dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

Quanto dura?

I lavoratori in cassa integrazione ordinaria possono ricevere il trattamento economico per tre mesi consecutivi, prorogabili ad altri 12 se ci sono delle situazioni di particolare gravità. Può essere concessa al massimo per 12 mesi non continuativi in due anni

Qual è l’importo?

L’Inps eroga al dipendente in Cigo un’indennità equivalente all’80% della retribuzione percepita in una normale situazione di lavoro.

L’importo viene calcolato in base ai limiti di orario stabiliti dal contratto nazionale di categoria e, comunque, sotto il tetto delle 40 ore settimanali.

Gli importi massimi attualmente erogati sono:

  • 993,21 euro se la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo della cassa integrazione, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima) è inferiore a 2.148,74 euro;
  • 1.193,75 euro se la retribuzione è superiore a quella cifra.

È previsto un aumento dal 1° gennaio di ogni anno in base alla variazione annuale dell’incide Istat dei prezzi al consumo.

Gli importi massimi sopra riportati sono aumentati del 20% per i lavoratori del settore edile e lapideo per intemperie stagionali (neve, gelo, vento, ecc.). Pertanto, sono:

  • 1.191,85 euro se la retribuzione mensile di riferimento è inferiore a 2.148,74 euro;
  • 1.432,50 euro se inferiore a quella cifra.

A chi va fatta la domanda?

L’azienda che vuole richiedere per i propri dipendenti la cassa integrazione ordinaria deve presentare domanda all’Inps per via telematica. La sede competente è quella in cui si trova l’unità produttiva per la quale si vuole avere il trattamento.

La cassa integrazione straordinaria: come funziona?

La cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) può essere richiesta dalle aziende che devono gestire l’eccedenza di personale e, per questo, si vedono costrette a sospendere dall’attività per un periodo di tempo alcuni lavoratori.

I motivi ritenuti validi per accedere al trattamento sono sostanzialmente tre:

  • la riorganizzazione aziendale;
  • la crisi dell’azienda. In questo caso, e fino al 31 dicembre 2020, vengono accettate le domande delle aziende che hanno cessato o che cessino l’attività produttiva previo accordo firmato in sede governativa;
  • la firma di contratti di solidarietà difensivi.

Chi la può chiedere?

Per poter richiedere il trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria non si deve tenere conto soltanto del settore in cui opera l’azienda ma anche del numero di dipendenti che ha occupato nel semestre precedente la data di richiesta.

Se i dipendenti sono stati più di 15 e meno di 50, hanno accesso all’indennità i lavoratori dei settori:

  • industriale;
  • artigiano;
  • appalto di servizi di mensa e ristorazione e di servizi di pulizia;
  • servizio ferroviario;
  • trasformazione e manipolazione di prodotti agricoli;
  • vigilanza.

Se l’azienda ha occupato più di 50 dipendenti, può richiedere la Cigs purché operi in questi settori:

  • commercio;
  • cooperative e loro consorzi che commercializzano prodotti agricoli;
  • agenzie di viaggi e turismo.

Infine, non ci sono vincoli sul numero di dipendenti ma possono accedere alla Cigs le aziende dei settori:

  • trasporto aereo e gestione aeroportuale;
  • case editrici e agenzie di stampa a diffusione nazionale;
  • partiti e movimenti politici.

Quanto dura?

La durata dell’indennità legata alla cassa integrazione straordinaria varia a seconda del motivo per il quale è stata richiesta. In particolare:

  • per riorganizzazione aziendale e per contratto di solidarietà: un massimo di 24 mesi in un quinquennio mobile per ogni unità produttiva;
  • per crisi aziendale: un massimo di 12 mesi in un quinquennio mobile per ogni unità produttiva.

Se la crisi comporta la cessazione dell’attività ma ci sono delle possibilità concrete di cessione o di assorbimento del personale in una nuova azienda, l’indennità può essere prorogata fino ad altri 12 mesi.

Qual è l’importo?

L’importo dell’indennità per cassa integrazione straordinaria è lo stesso di quella ordinaria, quindi l’80% della normale retribuzione del dipendente con i massimi sopra citati.

A chi va fatta la domanda?

Anche in questo caso la domanda va fatta all’Inps per via telematica.

La cassa integrazione guadagni in deroga: come funziona?

Terza ed ultima tipologia: lai cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd). È una sorta di «indennità in extremis» rivolta ai lavoratori che non possono usufruire di quelle ordinaria e straordinaria. Spetta, dunque, a chi lavora in un’azienda che opera in certe realtà territoriali o settoriali in base a degli accordi governativi stipulati ad hoc.

Il trattamento viene concesso in caso di:

  • eventi temporanei non imputabili all’azienda o ai dipendenti;
  • situazioni di stallo transitorio del mercato;
  • crisi aziendale;
  • riorganizzazione o ristrutturazione dell’azienda.

Chi la può chiedere?

Possono accedere alla cassa integrazione in deroga:

  • piccoli imprenditori coltivatori diretti;
  • artigiani;
  • piccoli commercianti;
  • cooperative che occupano lavoratori con contratto subordinato.

Durata, importo e domanda

Per quanto riguarda la durata, l’importo e a chi fare la domanda, nulla cambia rispetto a quanto segnalato per la cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria.


note

[1] DPR n. 602/1970.


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