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Furto di cose esposte alla pubblica fede: quando c’è aggravante

4 Maggio 2019
Furto di cose esposte alla pubblica fede: quando c’è aggravante

Furto di bene destinato alla pubblica fede o a pubblica utilità: ultime sentenze. Quando c’è l’aumento della pena. Il danneggiamento aggravato.

Furto di sabbia dalla spiaggia: c’è aggravante?

La circostanza aggravante di cui all’art. 625, n. 7 cod. pen. è configurabile nel caso di cose esposte alla pubblica fede per fatto umano o per condizione naturale, non essendo necessariamente richiesta la volontà del proprietario o possessore di esporre il bene alla pubblica fede, che può derivare anche da una condizione originaria della cosa e non dipendere dall’opera dell’uomo. (Fattispecie relativa ad asportazione di sabbia dal lido del mare, integrante il reato di furto, a prescindere dal volume di sabbia asportato, salvo non si tratti di quantitativi irrilevanti come quelli utilizzati per l’esplicazione di attività ricreative).

Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 13 marzo 2019 n. 11158 

In tema di furto, la sottrazione o asportazione della sabbia o della ghiaia dal lido del mare o dal letto dei fiumi determina la configurabilità concorrente, ai sensi dell’art. 625 n. 7 cod. pen.,sia della circostanza aggravante dell’esposizione della cosa alla pubblica fede, sia di quella della destinazione della cosa a pubblica utilità, giacché il prelievo del materiale lede, attraverso il danno idrogeologico all’arenile, la pubblica utilità dei fiumi o la fruibilità dei lidi marini. 

Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 30 giugno 2009 n. 26678

Danneggiamento se nel negozio c’è il proprietario

Non integra l’ipotesi di danneggiamento aggravato, ai sensi dell’art. 635, comma secondo, n. 1,in relazione all’art. 625, comma primo, n. 7 cod. pen. (fatto commesso su cose esposte alla pubblica fede), la forzatura della porta di ingresso di un locale pubblico all’interno del quale sia presente il titolare, considerato che la “ratio” della maggiore tutela accordata alle cose esposte per necessità, per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede va individuata nella minorata possibilità di difesa connessa alla particolare situazione dei beni, in quanto posti al di fuori dalla sfera di diretta vigilanza del proprietario e, quindi, affidati interamente all’altrui senso di onestà e di rispetto.

Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 29 maggio 2017 n. 26857

Furto di auto presso parcheggio delimitato da recinzione con custode

L’aggravante di cui all’art. 625 c.p., n. 7 non è correlata tanto alla natura pubblica o privata del luogo in cui si trova la cosa ma alla condizione di esposizione di essa alla pubblica fede, trovando così protezione sotto il profilo del rispetto per l’altrui bene da parte di ciascun consociato. Ne consegue che tale circostanza può sussistere anche se la cosa si trovi in un luogo privato al quale, per mancanza di recinzioni o di continua e diretta sorveglianza, si possa liberamente accedere senza che rilevi l’adozione o meno da parte del proprietario di cautele, quali, nell’ipotesi di autoveicolo, la chiusura delle porte e dei vetri, il blocco delle serrature o dello sterzo et similia facilmente superabili, stante la correlazione tra affidamento e dovere dei cittadini di astenersi dall’approfittarne Né può valere ad escluderla la mera presenza di un sistema di videoregistrazione il quale, ancorché consenta la conoscenza postuma delle immagini registrata dalla telecamera, non costituisce, di per sé, una difesa idonea a impedire la consumazione dell’illecito attraverso un immediato intervento ostativo, non garantendo l’interruzione immediata dell’azione criminosa (esclusa, nella specie, l’aggravante de quo, atteso che l’autovettura oggetto di furto si trovava presso il parcheggio privato annesso al Tribunale accessibile solo ai magistrati, agli avvocati e agli operatori giudiziari. Tale luogo era delimitato da una recinzione e cancello di accesso ed affidato al costante controllo di un custode. Inoltre, a tutela di detto luogo, era in funzione un sistema di telecamere destinato a vigilare sull’intero edificio continuativamente).

Cassazione penale sez. IV, 15/01/2019, n.5032

Se c’è videoregistrazione scatta ugualmente l’aggravante dell’esposizione della cosa alla pubblica fede

Nel furto, la circostanza aggravante dell’esposizione della cosa alla pubblica fede non è esclusa dall’esistenza, nel luogo in cui si consuma il delitto, di un sistema di videoregistrazione, che non può considerarsi equivalente alla presenza di una diretta e continua custodia da parte del proprietario o di altra persona addetta alla vigilanza.

Cassazione penale sez. IV, 08/11/2018, n.52827

Furto aggravato dall’esposizione alla pubblica fede per chi si impossessi dell’altrui vettura, lasciata dal proprietario aperta e con le chiavi all’interno

Risponde del reato di furto aggravato di cui agli artt. 624 e 625, n. 7, c.p., colui che si impossessa dell’altrui autovettura, sottraendola al legittimo proprietario che l’aveva parcheggiata nella pubblica via, aperta e con le chiavi all’interno, e si allontani di qualche chilometro per poi dormire al suo interno o per assumervi sostanze stupefacenti.

Tribunale Napoli sez. I, 07/11/2018, n.10419

Il furto di merce in un esercizio commerciale è aggravato dall’esposizione alla pubblica fede se la sorveglianza dei commessi è soltanto saltuaria

Sussiste l’aggravante dell’esposizione alla pubblica fede nel caso di furto di merce sottratta dagli scaffali espositivi di un esercizio commerciale direttamente accessibili dalla clientela, in presenza di una sorveglianza soltanto saltuaria da parte dei commessi, essendo questi incaricati anche di servire i clienti e, quindi, non in condizione di adempiere in modo continuativo alla funzione di vigilanza.

Cassazione penale sez. V, 17/09/2018, n.48882

La presenza dell’etichetta antitaccheggio fa scattare l’aggravante

Integra il reato di furto aggravato dall’esposizione della cosa alla pubblica fede la sottrazione, all’interno di un esercizio commerciale, di prodotti dotati di placca antitaccheggio, in quanto tale dispositivo, consistendo nella mera rilevazione acustica della merce occultata al passaggio alle casse, non ne consente il controllo a distanza che esclude l’esposizione della merce alla pubblica fede.

Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 3 maggio 2017 n. 21158 

Furto di bicicletta parcheggiata su strada

In tema di reati contro il patrimonio, sussiste l’aggravante di cui all’art. 625, comma primo, n. 7 cod. pen. – “sub specie” di esposizione per necessità alla pubblica fede – nel caso in cui si verifichi il furto di una bicicletta parcheggiata sulla pubblica via, la quale deve intendersi esposta, per necessità, e non già per consuetudine, alla pubblica fede quando il detentore la parcheggi per una sosta momentanea lungo la strada.

Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 30 gennaio 2017 n. 4200 

Furto di rami e tronchi in area pubblica

Integra il reato di furto aggravato ai sensi dell’art. 625, comma primo, n. 7 cod. pen., la sottrazione di rami e tronchi asportati da alberi di faggio ubicati in zona demaniale, trattandosi di cose che per destinazione, oltre che per necessità naturale, sono esposte alla pubblica fede; né è rilevante, a tal fine, il fatto che l’esposizione non dipenda da un’azione o da un’omissione del possessore, potendo essa derivare anche da una condizione originaria della cosa sottratta, avuto riguardo alla ratio dell’aggravante in questione, preordinata alla tutela di un bene che non può essere adeguatamente protetto.

Corte di cassazione, sezione V penale, sentenza 26 gennaio 2015 n. 3550 


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