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Come creare start up innovative

16 Aprile 2019 | Autore:
Come creare start up innovative

Il percorso per creare una start up innovativa: dall’idea al progetto alla realizzazione.

Tutto nasce da un seme: piante e fiori, alberi e boschi. Nel caso di una start up, il seme è l’idea. Deve essere innovativa, valida ed utile a soddisfare i bisogni del pubblico: sono questi i requisiti tali da renderla davvero vincente.  Però avere l’idea giusta non basta: bisogna saperla sviluppare nel contesto competitivo dei mercati, con una concorrenza spesso feroce, che mette in difficoltà soprattutto i piccoli imprenditori che lottano sia contro i grandi sia tra loro per emergere. Un’impresa nascente, proprio come le piante che hanno bisogno di terreno fertile,  di un ambiente favorevole, dell’esposizione ottimale alla luce e di un’adeguata quantità di acqua, ha bisogno di una serie di fattori e condizioni favorevoli per crescere; altrimenti proprio perché è piccola e delicata potrebbe facilmente soccombere già entro i primi anni di vita, come infatti accade alla maggior parte delle start up. Proprio per tener conto di queste difficoltà la legge ha creato un quadro normativo che costituisce un ambiente favorevole per le start up innovative nei primi stadi della loro vita in modo da agevolare le loro possibilità di sviluppo. Ma costituire una start up e registrala non basta. Prima di tutto occorre stabilire bene i contenuti del nostro progetto. Prima di partire per il nostro viaggio imprenditoriale, dobbiamo programmare bene un percorso che sarà ricco di ostacoli economici anziché giuridici e capire bene come creare start up innovative: non è un percorso che si improvvisa o si può tralasciare, ma al contrario va seguito ponendosi interrogativi precisi, e sarà molto più complesso ed impegnativo che aprire un’attività tradizionale, come un bar, un negozio di abbigliamento o un’officina.

Start up: caratteristica principale

L’elemento che caratterizza la start up è la novità: sviluppare e diffondere un prodotto o un servizio che non c’era prima e con una soluzione tecnologica. Proprio quando il territorio è inesplorato, cioè quando il progetto che intendiamo realizzare è completamente innovativo e quindi mancano riferimenti ed esperienze pregresse da poter confrontare o imitare, dobbiamo avere noi per primi le idee chiare: occorre stabilire la mappa di viaggio, studiare il percorso in relazione alle nostre forze e avere l’equipaggiamento necessario. Per questo ti forniamo una serie di indicazioni pratiche ed utili, in modo da aiutarti a trovare il modo più proficuo ed efficace per creare la tua start up innovativa.

Idea innovativa: cos’è e come trovarla?

Il motore di una start up innovative è un’idea innovativa. La tua idea di business non deve essere tale da rivoluzionare il mondo: non devi pensare alla ruota o all’aeroplano e neppure al computer o allo smartphone. L’essenziale è che tu proponga di realizzare qualcosa che possa soddisfare un bisogno dei consumatori in un modo originale che fino a quel momento mancava.

Può essere innovativo quindi non soltanto qualcosa di completamente nuovo, come un’invenzione, ma anche una combinazione di fattori che migliorano e rendono più semplice fare qualcosa. I settori sono i più vari e non necessariamente devono essere hi tech: puoi creare una start up nel settore dell’agricoltura, della pesca, dell’artigianato, dei trasporti. La tecnologia infatti si applica ormai a tutti questi ambiti.

Puoi anche unire diversi servizi già esistenti però amalgamandoli in un modo originale: sarà la soluzione ad essere innovativa, come ad esempio è accaduto per l’offerta di case vacanza in affitto attraverso internet; le start up dell’epoca sono diventate oggi dei giganti perché hanno creato un punto d’incontro facile, comodo e diffuso tra domanda ed offerta.

In sostanza la start up può innovare non creando qualcosa di rivoluzionario – che è ben difficile – quanto piuttosto migliorando qualcosa che già esiste, realizzandolo in modi diversi e offrendo soluzioni utili che non erano esistenti prima e questo è alla portata di tutti o meglio di chi abbia non solo la creatività ma anche la concretezza.

Ad esempio, se realizzi un modo per fornire al tabaccaio dove fai le ricariche telefoniche il tuo numero di cellulare in maniera automatizzata, senza doverlo pronunciare ad alta voce ma sfruttando la tecnologia, avrai avuto un’idea innovativa: soddisferai l’esigenza della gente di ricaricare in modo più semplice e veloce, evitando errori di digitazione oppure che qualcuno ascolti il tuo numero di telefono.

Non occorre che la tua idea innovativa serva ad un vasto pubblico: potrà anche soddisfare un bisogno di nicchia, cioè di una categoria specifica: i giocatori di scacchi, gli appassionati di pesca sportiva, i collezionisti di francobolli o i riparatori di auto d’epoca che magari vorrebbero sapere come e dove trovare pezzi di ricambio che non si trovano con facilità presso i normali rivenditori commerciali e non vogliono perdere ore a cercarli su siti non specializzati.

L’essenziale è che tu colga una frazione di mercato che abbia un bisogno da soddisfare e così sappia apprezzare il tuo prodotto o servizio e possa utilizzarlo proficuamente perché pratico e ovviamente ben funzionante.

Per avere qualche buona idea, osserva la gente in modo da capire cosa serve per migliorare qualche aspetto della loro vita. Inizia dai settori che ti sono familiari, dal mondo che conosci, con le tue attività preferite ed i tuoi hobby. Probabilmente aguzzando l’ingegno individuerai spunti promettenti.

Lavorandoci su, il tuo progetto prenderà la forma di un’idea innovativa e concretamente realizzabile, in grado di rispondere alle esigenze di quel determinato pubblico che, in prospettiva, saranno i tuoi clienti.

Quando avrai trovato l’idea valida e prima di metterla in produzione a livello imprenditoriale, ti potrebbe essere utile sapere come tutelare la tua idea e capire cosa si può brevettare in modo da prevenire il rischio che altri si approprino dei frutti del tuo ingegno ed evitando che possano imitare o copiare il tuo metodo.

Di solito le idee embrionali non vengono ancora copiate: entrano nel mirino quando si diffondono e iniziano ad avere successo.

Quindi brevetta la tua idea prima che venga notata. Attraverso il brevetto sarai tutelato dalla legge e ti saranno garantiti i meritati risultati economici che arriveranno grazie alla realizzazione della tua idea.

Capitale: quanti soldi servono?

Una volta trovata un’idea soddisfacente devi essere in grado di realizzarla. Per metterla in produzione occorre denaro. Ma quanto ne serve? Ovviamente dipende dal progetto specifico, ma in linea generale nel mondo attuale, globalizzato e reso interdipendente grazie alla rete internet ed alle tecnologie, non occorrono più grandi capitali per attuare i propri progetti imprenditoriali. Ad esempio con una comune stampante 3D puoi produrre a basso costo una molteplicità di articoli che fino a pochi anni fa richiedevano costose attrezzature specifiche.

A meno che tu non voglia costruire un razzo spaziale con combustibile al plutonio, potrai realizzare la tua idea con un capitale modesto, almeno in partenza: spesso bastano meno di 1000 euro per acquistare un computer e i relativi collegamenti alla rete ed i software di base che sono sufficienti per svolgere parecchie attività on line. In seguito occorreranno finanziamenti quando la start up crescerà e si svilupperà in espansione, ma sarà più facile ottenerli rispetto all’inizio, perchè a quel punto il modello di business sarà già collaudato, inserito nel mercato e riconosciuto valido.

Le cose iniziali da considerare per il capitale di partenza sono le attrezzature e gli impianti: ti basta un computer o hai bisogno di locali? In tal caso dovrai acquistarli o prenderli in affitto e pagare anche le bollette. Ti occorrono merci da acquistare per la produzione? Dovrai pagarle ben prima di riuscire a vendere i prodotti e quindi dovrai anticipare i costi. Non dimenticare il fattore umano: puoi realizzare l’attività da solo o ti serve personale? Dovrai assumerlo e pagare gli stipendi o le collaborazioni.

Quindi almeno all’inizio possono bastare pochi soldi, ma occorre un grosso sforzo di risorse umane ed intellettuali: quello che conta è saper trovare il processo produttivo o la soluzione realizzativa più efficiente, in modo da comportare il minor impegno possibile di risorse finanziarie. Per trovare questo modo esiste uno strumento e si chiama business plan: vediamolo subito.

Business plan: perché ci aiuta e come farlo?

Come sapere se il rapporto tra la nostra idea e le risorse occorrenti per realizzarla è sostenibile? Attraverso lo strumento del business plan. E’ necessario analizzare tutti gli aspetti del tuo progetto e verificare il suo impatto: vanno messi per iscritto in modo da ottenere una mappa precisa del tuo viaggio imprenditoriale.

In concreto, devi fare innanzitutto una stima dei costi necessari e dei ricavi che ti aspetti di ottenere, soprattutto nel difficile periodo iniziale. Scoprirai che i ritorni auspicati sono alquanto lontani nel tempo, mentre le spese da sostenere sono immediate.

Nei primi tempi potresti avere uno squilibro finanziario, dunque devi cercare capire se riuscirai a vendere i tuoi prodotti o servizi fin da subito oppure no ed in quali quantità e volumi in modo da sapere come coprire le spese necessarie e fronteggiare gli impegni presi.

Devi poi considerare il mercato su cui andrai ad impattare: conoscere i punti di forza del tuo progetto, quelli che ti garantiscono un vantaggio competitivo, ma anche analizzare gli aspetti di debolezza, come la presenza in quel settore di soggetti già attivi e quindi forti, che propongono già un prodotto simile al tuo e dunque concorrenziale.

In questo modo capirai meglio cos’hai da offrire, perché è valido e quanto, come si può farlo al meglio, dove la produzione o la diffusione possono incontrare difficoltà critiche e come rintracciare ed acquisire i tuoi futuri clienti. Devi inoltre stabilire se avrai bisogno di un team di persone che ti supportino e quanto tempo potrai dedicare personalmente alla tua attività; per far decollare una start up bisogna lavorare sodo e programmare l’impegno che sarà necessario anche da parte di più persone.

Ponendoti queste domande diventerà più chiara anche la strategia da seguire per raggiungere i tuoi obiettivi: quale sarà il prezzo dei tuoi prodotti o servizi? Sarà un prezzo basso per favorire il lancio iniziale? Se decidi di fare così, sarai in grado di sopportare ricavi bassi per un certo tempo, aspettando che il volume delle vendite compensi i minori introiti? Vuoi produrre o diffondere, all’inizio, molti pezzi, con il rischio però che rimangano invenduti, o partire con uno stock ridotto e vedere come vanno le cose?

Ancora non è finita: ti devi chiedere ancora molte altre cose. Come pensi di distribuire e pubblicizzare il tuo prodotto? Vuoi vendere attraverso i canali internet oppure nei negozi tradizionali o in entrambi i modi? Come pensi di fare per acquisire gli ordini e poi per effettuare le consegne? Come comunicherai con i tuoi clienti? Hai bisogno di un sito internet? Se si come pensi di realizzarlo e di posizionarlo in modo che chi interroga Google ottenga te tra le prime risposte? Se invece vendi servizi, chi li realizzerà? Tu stesso coi tuoi collaboratori o hai bisogno di società esterne specializzate? Chi li gestirà quando saranno in funzione?

Per capire se il tuo progetto può essere realizzato con successo nel mondo delle imprese start up, impara come redigere un business plan. Scoprirai molti aspetti indispensabili per capire se la tua idea può funzionare davvero e se tu sarai in grado di tradurla in un progetto imprenditoriale serio e di portarla avanti verso la realizzazione in modo di farla conoscere al tuo pubblico ed avere successo.

Start up al via: costituzione e registrazione

Quando avrai compiuto le attività che ti abbiamo indicato sarai pronto a partire per il tuo viaggio  e potrai creare la tua start up innovativa anche dal punto di vista formale, cioè costituendola e registrandola. Potrai farlo in maniera consapevole perché avrai finalmente un motore in grado di condurti (l’idea), un combustibile sufficiente a trasportarti (i capitali e le altre risorse) e una mappa del viaggio (il business plan).

Devi ricordare che per creare una start up innovativa devi avere un oggetto sociale che riguardi lo sviluppo, la produzione oppure la commercializzazione di prodotti o di servizi innovativi in quanto caratterizzati da alto valore tecnologico (altrimenti si tratterebbe di un’attività tradizionale).

Puoi leggere questo articolo per sapere come creare una start up e verificare tutti gli aspetti giuridici necessari e in particolare:

  • i requisiti che occorrono a norma di legge e che sono inderogabili (se ne manca anche uno solo non potrai costituire la tua società come start up);
  • come costituirla e redigere i relativi atti, non solo andando dal notaio ma anche utilizzando l’apposita e più economica procedura on line messa a disposizione dalle camere di commercio;
  • quando e perché iscriverti alla sezione speciale del registro delle imprese prevista per le start up, in modo da fruire di tutte le agevolazioni previste per favorire la crescita di questo tipo di società.

note

Autore immagine: start up di Rawpixel.com


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