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Subentro leasing: come fare?

28 Marzo 2019 | Autore:
Subentro leasing: come fare?

Contratto di leasing: cos’è e come funziona? Cos’è il leasing finanziario? Quali sono i vantaggi del subentro leasing? Quanto costa subentrare?

Il leasing è uno dei contratti più utilizzati da chi non può permettersi di pagare subito e per intero l’acquisto di un determinato bene: con il leasing, infatti, una parte ottiene dall’altra la possibilità di utilizzare una cosa dietro il pagamento di un corrispettivo in danaro. Al termine del contratto, l’utilizzatore sarà libero di restituire il bene, oppure di acquistarlo definitivamente. Sono evidenti le similitudini tra il leasing e la locazione, altro contratto con il quale si consente ad un altro soggetto di godere di un determinato bene (pensa alla locazione di un immobile ad uso abitativo, ad esempio). Ti sei mai chiesto come fare un subentro leasing? Si tratta di un’operazione non difficile che può consentirti dei vantaggi, soprattutto se sei l’utilizzatore. Se questo argomento ti interessa e vuoi saperne di più, allora prosegui nella lettura del presente articolo: vedremo insieme come fare il subentro leasing.

Leasing: cos’è?

Prima di arrivare a capire come fare il subentro leasing, dobbiamo necessariamente parlare del contratto di leasing. In parte lo abbiamo già fatto nell’introduzione: con questo negozio giuridico una parte concede all’altra la possibilità di utilizzare un bene a fronte del pagamento di un prezzo. Classico esempio di leasing è quello che riguarda le auto: chi si avvale del leasing potrà guidare l’autovettura prescelta in cambio del pagamento di un canone periodico.

Poiché il leasing è a tempo determinato, alla scadenza l’utilizzatore del bene dovrà scegliere se pagare un’ultima rata (in genere, dall’importo un po’ più sostanzioso) e acquistare definitivamente il bene, oppure se restituirlo al concedente.

Leasing finanziario: cos’è?

Una forma di leasing molto diffusa, riguardante solamente imprese e professionisti, è il leasing finanziario.

Si tratta di un contratto che coinvolge tre parti:

  • l’utilizzatore, che ha bisogno di alcuni beni (in genere costosi, tipo i macchinari che occorrono per dare l’avvio ad un’attività d’impresa);
  • il concedente, che sarebbe una società (spesso una banca) che acquista i beni necessari all’utilizzatore per poi girarglieli in locazione a tempo determinato, dietro pagamento di un canone periodico;
  • il terzo dal quale il concedente acquista i beni da girare all’utilizzatore.

Per il resto, la dinamica del leasing è sempre uguale: l’utilizzatore gode dei beni pagando un canone periodico (in genere la prima rata è sempre più importante delle successive) e, al termine del contratto, può scegliere se restituire le cose oppure riscattarle pagando un’ultima rata il cui importo sarà commisurato al valore effettivo che i beni hanno conservato.

Tieni presente, infatti, che i beni oggetti di leasing sono soggetti a svalutazione e ad usura, soprattutto se trattasi di beni mobili: pertanto, la rata finale dovrà essere proporzionata al valore reale degli stessi.

Leasing: come funziona il subentro?

Come per (quasi) ogni contratto, è possibile che una parte ne subentri ad un’altra: in poche parole, la legge consente la modifica soggettiva del rapporto contrattuale. Tizio e Caio stipulano un contratto; ad un certo punto, Tizio decide di farsi sostituire da Sempronio, il quale prenderà in tutto e per tutto il posto del suo predecessore nei confronti di Caio.

Come funziona il subentro nel contratto di leasing? È presto detto. Innanzitutto, il caso più frequente è che il subentro venga fatto dal lato dell’utilizzatore: di conseguenza, sarà la società di leasing a trovarsi davanti un nuovo contraente.

Il subentro nel leasing può avvenire secondo due modalità:

  • se nel contratto è già prevista la possibilità che all’originario utilizzatore ne possa subentrare un altro, allora basterà seguire le indicazioni previste in tale clausola. Di solito, è comunque necessario il consenso del concedente, nel senso che l’utilizzatore non può farsi sostituire senza il benestare dell’altra parte;
  • se nel contratto di leasing non è previsto nulla a riguardo, allora il subentro sarà possibile solamente con l’espresso consenso dell’altra parte, cioè del concedente. In poche parole, occorrerà rivedere il contratto mediante una nuova pattuizione che coinvolga l’originario utilizzatore, colui che intende subentrare e il concedente.

Subentro contratto leasing: quali vantaggi?

Ma perché una parte dovrebbe subentrare in un contratto di leasing già in essere tra due parti? Qual è il vantaggio del subentro? Chi ne beneficia principalmente? Ebbene, non è possibile stabilire a priori a chi possa giovare il subentro nel leasing, se all’utilizzatore, al concedente o al subentrante. In effetti, però, possiamo dire che l’utilizzatore ottiene sicuramente un vantaggio dalla propria sostituzione: quello di non dover pagare eventuali costi di chiusura anticipata del contratto di leasing. Mi spiego meglio.

Come detto più volte, il leasing si caratterizza, tra le altre cose, anche per essere un contratto di durata: esso si prolunga nel tempo, a volte anche per molti anni. Potrebbe succedere, quindi, che l’utilizzatore non abbia più bisogno del bene che gli è stato concesso in leasing. Pensa all’agente di commercio che deve continuamente girare in auto per sponsorizzare o procacciare affari per il proprio datore e che, nelle more del leasing, non abbia più bisogno della vettura concessa in leasing perché ha cambiato lavoro.

In questo caso, si prospettano due soluzioni:

  • continuare a pagare il leasing, pur non utilizzando più il bene (nell’esempio fatto, l’auto);
  • chiudere anticipatamente il contratto, pagandone però un prezzo.

Per evitare questi scenari, entrambi onerosi, l’utilizzatore può farsi rimpiazzare da un altro soggetto che, magari, ha bisogno dello stesso bene. Così facendo, nessun costo di chiusura del contratto dovrà essere pagato, perché il leasing proseguirebbe in capo al subentrante, il quale si accollerebbe, ovviamente, anche i canoni futuri: il nuovo utilizzatore, infatti, acquisisce gli stessi diritti e doveri del soggetto che ha sottoscritto inizialmente il contratto.

Di conseguenza, il subentrante ha la facoltà, al termine del periodo, di riscattare il veicolo e divenirne il proprietario, esattamente come poteva fare il precedente utilizzatore.

Subentro leasing: ha un costo?

Fermo restando che le modalità di subentro in un contratto di leasing possono essere liberamente pattuite tra le parti, v’è da dire che questa operazione può comportare un costo per colui che subentra: ed infatti, di solito il subentro prevede una somma da versare al precedente utilizzatore. Tale spesa si calcola decurtando dal valore nominale del bene concesso in leasing (nel momento in cui avviene il subentro) la cifra relativa alle rate ancora da versare e il prezzo previsto per il riscatto finale del bene.

Facciamo un esempio: se il valore iniziale del bene concesso in leasing era 1.000 e, al momento del subentro è 500, da quest’ultima cifra andranno sottratte le rate ancora da pagare, compresa quella finale utile al riscatto. Il risultato corrisponderà all’importo che il subentrante dovrà versare al precedente utilizzatore al fine di poter entrare nel contratto di leasing.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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