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Lavoro domestico, scopri come fare tutto in regola

1 Agosto 2019 | Autore:
Lavoro domestico, scopri come fare tutto in regola

Come assumere colf, badanti e collaboratori domestici: adempimenti, documenti da presentare, contratto di lavoro domestico e libretto famiglia, che cosa comunicare all’Inps.

Hai bisogno di una babysitter per i bambini, o di una badante per il genitore anziano, di un giardiniere, o di una colf che ti dia una mano in casa, ma non sai da che parte cominciare?

Vorresti fare tutto in regola, dalla A alla Z, ma hai paura che un’assunzione regolare possa costarti troppo?

Innanzitutto, devi sapere che, se l’aiuto che ti occorre è saltuario, non sei obbligato ad effettuare una vera e propria assunzione del lavoratore domestico, ma puoi retribuirlo utilizzando il Libretto famiglia: in questo modo, il costo orario del lavoro è pari a 10 euro.

Ad ogni modo, i costi relativi al contratto di lavoro domestico non sono affatto eccessivi: per ogni ora di lavoro del collaboratore domestico, la paga minima va da 4,62 euro a 8,21 euro, a seconda della categoria d’inquadramento; i contributi dovuti vanno da un minimo di 1,04 euro (di cui 26 centesimi a carico del lavoratore), a un massimo di 2,11 euro (di cui 49 centesimi a carico del lavoratore).

Sono invece piuttosto salate le sanzioni per chi non è in regola: si può addirittura rischiare l’arresto e l’ammenda, se il collaboratore domestico non ha il permesso di soggiorno.

Dunque, non è il caso di rischiare: per il lavoro domestico, scopri come fare tutto in regola, dall’assunzione, all’inquadramento, al pagamento di stipendio e contributi.

Vedrai che mettere in regola il collaboratore domestico non è affatto complicato: la procedura di assunzione è notevolmente più semplice, rispetto a quanto previsto per la generalità dei lavoratori subordinati. È più semplice anche determinare la retribuzione mensile (tra l’altro, non sei obbligato alla redazione della busta paga) e calcolare i contributi dovuti all’Inps: non sei obbligato a compilare l’F24, ma puoi usufruire dei bollettini Mav precompilati dall’Inps; inoltre, non devi presentare il flusso Uniemens.

Come assumere il lavoratore domestico col libretto famiglia

Se hai bisogno di una mano in casa soltanto occasionalmente, puoi retribuire il collaboratore domestico col libretto famiglia.

Attraverso il libretto famiglia si possono retribuire:

  • lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • incarichi di babysitting e assistenza domiciliare alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • incarichi di insegnamento privato supplementare.

Per il lavoratore da retribuire col libretto famiglia non è prevista una vera e propria assunzione, ma c’è una procedura di registrazione, successivamente alla quale il rapporto di lavoro deve essere attivato. Per saperne di più: Libretto famiglia, registrazione e attivazione.

Quanto costa il lavoratore domestico col libretto famiglia

Il libretto famiglia è composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore ad un’ora.

Il valore nominale di 10 euro è così suddiviso:

  • 8 euro per il compenso a favore del prestatore;
  • 1,65 euro per i contributi previdenziali alla Gestione separata Inps;
  • 0,25 per il premio assicurativo (infortuni e malattie professionali) Inail;
  • 0,10 euro per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore.

Ci sono comunque dei limiti ai compensi massimi che il lavoratore può ricevere e il committente, o utilizzatore, può erogare nell’anno.

Com’è pagato il lavoratore domestico col libretto famiglia

Il lavoratore domestico retribuito col libretto famiglia non riceve i soldi dall’utilizzatore, ma dall’Inps. L’utilizzatore deve versare la provvista all’Inps, alimentando una sorta di portafoglio telematico, tramite:

  • versamento a mezzo modello F24 Elementi identificativi (Elide), con l’indicazione dei dati identificativi propri e della causale “LIFA” (valida per il libretto famiglia); nel campo “elementi identificativi” non deve essere inserito alcun valore e non si possono compensare crediti;
  • strumenti di pagamento elettronico con addebito in c/c ovvero su carta di credito/debito, gestiti attraverso la modalità di pagamento “pagoPA” di Agid e accessibili esclusivamente dal servizio Prestazioni occasionali del portale dei pagamenti Inps, con le credenziali personali dell’utilizzatore; le somme sono utilizzabili per remunerare le prestazioni occasioni ed assolvere agli obblighi contributivi, di norma, entro 7 giorni dall’operazione di versamento.

Come assumere il lavoratore domestico

L’assunzione dei lavoratori domestici, se non ci si deve avvalere del libretto famiglia perché la prestazione non è saltuaria, può avvenire direttamente, da parte del datore di lavoro, o tramite i sindacati di categoria o gli enti di patronato autorizzati dal ministero del Lavoro.

I lavoratori stranieri appartenenti all’Unione Europea sono assunti secondo le ordinarie procedure stabilite per i lavoratori italiani.

Come assumere il lavoratore domestico straniero

Per i lavoratori extracomunitari, la procedura è differente a seconda della situazione dell’interessato:

Lavoratore
Assunzione
Straniero extracomunitario già presente in Italia, con permesso di soggiorno valido per l’attività lavorativa Con le procedure ordinarie in vigore per i lavoratori italiani
Straniero extracomunitario residente all’estero È necessario seguire una particolare procedura, che inizia con la richiesta di nulla osta al lavoroil datore di lavoro deve accertare, in ogni caso, che il lavoratore sia in possesso del permesso di soggiorno valido per lo svolgimento di lavoro subordinato
Collaboratore familiare, con rapporto di lavoro a tempo pieno in corso all’estero da almeno 1 anno: ingresso fuori quota È necessaria l’acquisizione di un contratto di lavoro autenticato dalla rappresentanza diplomatica o consolare

Quali sono i documenti necessari per assumere il lavoratore domestico

All’atto dell’assunzione, il lavoratore deve consegnare al datore di lavoro una copia dei seguenti documenti:

Lavoratore domestico
Lavoratore domestico specializzato (ad es. DS)
Lavoratore domestico minore (con almeno 16 anni)
documento di identità personale documento di identità personale documento di identità personale
codice fiscale codice fiscale codice fiscale
documenti assicurativi e previdenziali (eventuale iscrizione all’Inps con altri datori di lavoro e relativo codice lavoratore) documenti assicurativi e previdenziali (eventuale iscrizione all’Inps con altri datori di lavoro e relativo codice lavoratore) documenti assicurativi e previdenziali (eventuale iscrizione all’Inps con altri datori di lavoro e relativo codice lavoratore)
tessera sanitaria o altro documento sanitario aggiornato attestante l’idoneità al lavoro e l’assenza di patologie pregiudizievoli per il lavoratore o per la famiglia tessera sanitaria o altro documento sanitario aggiornato attestante l’idoneità al lavoro e l’assenza di patologie pregiudizievoli per il lavoratore o per la famiglia tessera sanitaria o altro documento sanitario aggiornato attestante l’idoneità al lavoro e l’assenza di patologie pregiudizievoli per il lavoratore o per la famiglia
eventuali diplomi o attestati professionali specifici documentazione che provi che l’obbligo scolastico sia stato assolto
se prevista la convivenza, deve essere allegata una dichiarazione scritta di consenso dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale, vidimata dal sindaco del Comune di residenza

 Come fare la lettera di assunzione del lavoratore domestico

Il contratto di lavoro domestico, o lettera di assunzione, deve contenere i seguenti elementi:

  • data in cui inizia il rapporto di lavoro;
  • mansioni e livello di inquadramento;
  • previsione o meno del regime di convivenza;
  • residenza del lavoratore ed eventuale diverso domicilio, valido agli effetti del rapporto di lavoro; se il rapporto è di convivenza, il lavoratore deve indicare l’eventuale domicilio proprio, diverso da quello della convivenza;
  • durata dell’orario di lavoro e collocazione delle ore di attività;
  • collocazione della mezza giornata di riposo settimanale in aggiunta alla domenica;
  • retribuzione concordata;
  • contributi di assistenza contrattuale;
  • luogo di svolgimento dell’attività lavorativa e previsione di eventuali temporanei spostamenti per villeggiatura o altri motivi familiari;
  • periodo di ferie annuali;
  • eventuale durata del periodo di prova;
  • eventuale obbligo di una tenuta di lavoro fornita dal datore;
  • eventuale spazio affidato all’addetto per custodire i propri effetti personali;
  • ulteriori clausole specifiche.

Il datore di lavoro deve inoltre indicare se il lavoratore domestico viene assunto:

  • per un’attività discontinua assistenziale di attesa notturna (in questo caso deve indicare l’ora di inizio e l’ora di cessazione dell’assistenza);
  • per garantire esclusivamente la presenza notturna;
  • in regime di convivenza a servizio ridotto (precisando l’orario effettivo pattuito e la sua disposizione temporale).
  • l’anzianità di servizio che il lavoratore ha maturato nel livello A, se ha meno di 12 mesi di esperienza professionale e non è addetto all’assistenza di persone.

Come comunicare l’assunzione del lavoratore domestico

Il datore di lavoro, dopo aver consegnato il contratto di lavoro, deve comunicare l’assunzione all’Inps entro le ore 24 del giorno precedente a quello di instaurazione del rapporto di lavoro, anche se festivo.

Non è dunque obbligato, come la generalità dei datori di lavoro, a comunicare telematicamente l’assunzione ai centri per l’impiego, con modello Unilav.

La comunicazione all’Inps è valida, comunque, anche nei confronti degli enti previdenziali e degli uffici competenti (non è dunque necessario che il datore di lavoro effettui delle denunce o comunicazioni a parte).

La comunicazione di assunzione si può inviare all’Inps tramite:

  • portale web dell’Inps, accedendo con le proprie credenziali (pin dispositivo, Spid, carta nazionale dei servizi);
  • contact center integrato – numero verde Inps (803.164, oppure 06.164.164 per chi chiama da telefono mobile);
  • intermediari abilitati (consulenti e liberi professionisti, oppure associazioni sindacali).

Inquadramento del lavoratore domestico

In base al contratto collettivo dei lavoratori domestici [1], colf, badanti e collaboratori sono inquadrati in quattro livelli:

Livello
Lavoratori
A collaboratori familiari generici, non addetti all’assistenza di persone, senza esperienza professionale o con esperienza inferiore a 12 mesi
AS lavoratori che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con competenza le proprie mansioni, relative ai profili lavorativi indicati, a livello esecutivo e sotto il diretto controllo del datore di lavoro
B collaboratori familiari che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con specifica competenza le proprie mansioni, anche se a livello esecutivo
BS
C collaboratori familiari che hanno specifiche conoscenze di base sia teoriche che tecniche, relative allo svolgimento dei compiti assegnati, e che operano con totale autonomia e responsabilità
CS
D e DS collaboratori familiari che, in possesso dei necessari requisiti professionali, ricoprono specifiche posizioni di lavoro caratterizzate da responsabilità, autonomia decisionale o coordinamento

Se il datore di lavoro deve assumere un collaboratore per sostituire, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo, uno o più lavoratori a tempo pieno addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, inquadrati nei livelli CS o DS, deve inquadrare il lavoratore, a sua volta, nel livello CS o DS.

Paga minima del lavoratore domestico

La paga oraria minima dei lavoratori domestici varia a seconda del livello d’inquadramento; ecco i minimi per il 2019:

  • A: 4,62 euro
  • AS: 5,45euro;
  • B: 5,78 euro;
  • BS: 6,13 euro;
  • C: 6,47 euro;
  • CS: 6,82 euro;
  • D: 7,87 euro;
  • DS: 8,21 euro.

Ecco invece l’ammontare, per il 2019, delle indennità sostitutive di vitto e alloggio:

  • pranzo o cena 1,96 euro;
  • alloggio 1,69 euro.

Contributi lavoratori domestici

La tabella mostra i contributi orari, cioè da pagare per ogni ora di lavoro, per i lavoratori domestici assunti a tempo indeterminato ed a termine: se si assume un collaboratore domestico a tempo determinato, si paga un contributo addizionale per la disoccupazione.

Nelle colonne relative al contributo orario, sono indicati tra parentesi i contributi a carico del lavoratore, che devono essere trattenuti dalla sua busta paga, e versati ogni 3 mesi dal datore di lavoro, assieme ai contributi a suo carico.

Il contributo Cuaf (Cassa unica assegni familiari) non è dovuto solo se il rapporto è fra coniugi o tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi (nelle ipotesi in cui la legge lo consenta: ad esempio, il rapporto di lavoro domestico tra coniugi è consentito solo se il coniuge non lavoratore è titolare di assegno di accompagnamento).

Fascia oraria di retribuzione Contributo orario
Lavoratori Domestici a tempo indeterminato Lavoratori Domestici a termine
Retribuzione effettiva Retribuzione convenzionale Con quota CUAF Senza quota CUAF Con quota CUAF Senza quota CUAF
fino a € 8,06 € 7,13 € 1,42 (0,36) € 1,43 (0,36) € 1,52 (0,36) € 1,53 (0,36)
oltre € 8,06 e fino a € 9,81 € 8,06 € 1,61 (0,40) € 1,60 (0,40) € 1,72 (0,40) € 1,73 (0,40)
oltre € 9,81 € 9,81 € 1,96 (0,49) € 1,97 (0,49) € 2,10 (0,49) € 2,11 (0,49)
oltre le 24 ore settimanali € 5,19 € 1,04 (0,26) € 1,04 (0,26) € 1,11 (0,26) € 1,12 (0,26)

Quando e come si pagano i contributi del lavoratore domestico

I termini per il pagamento dei contributi dei lavoratori domestici, che devono essere versati trimestralmente, sono:

  • primo trimestre: 1-10 aprile;
  • secondo trimestre: 1-10 luglio;
  • terzo trimestre: 1-10 ottobre;
  • quarto trimestre: 1-10 gennaio.

I contributi possono essere versati utilizzando i bollettini Mav, inviati dall’Inps e precompilati con gli importi dovuti. Nel caso siano intervenute variazioni orarie, dal sito dell’istituto, alla sezione Servizi online, è possibile indicare le variazioni e stampare un altro bollettino Mav con gli importi conformi. Le variazioni degli importi possono essere richieste anche agli operatori del circuito di pagamento o del call center.

I Mav possono essere pagati presso:

  • sportelli postali;
  • tabaccherie convenzionate (Circuito Reti Amiche);
  • sportelli bancari e sito internet Unicredit;
  • online, direttamente sul sito web dell’Inps, alla pagina Portale dei Pagamenti, utilizzando una carta di credito;
  • tramite contact center Inps-Inail, utilizzando una carta di credito.

Che cosa succede a chi non è in regola?

La mancata regolarizzazione del lavoratore domestico può costare molto cara: per non aver inviato la comunicazione di assunzione, difatti, si rischia una sanzione amministrativa piuttosto salata, oltre alle sanzioni per il mancato versamento dei contributi all’Inps. Inoltre, se il lavoratore non ha il permesso di soggiorno, rischi l’arresto e un’ammenda.

note

[1] Art.10 CCNL Lavoro domestico.

Autore immagine: 123rf.com


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