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Si può restituire un prodotto aperto e usato, comprato su internet?

29 Marzo 2019
Si può restituire un prodotto aperto e usato, comprato su internet?

Diritto di recesso per ripensamento per acquisti online: il cambio merce se insoddisfatti spetta anche quando l’imballaggio è stato distrutto e il prodotto usato?

Immagina di acquistare su internet un materasso. Sì, proprio un bel materasso, di quelli grandi, magari anche matrimoniale. Quando ti viene consegnato dal trasportatore – non certo con la facilità di una raccomandata – il prodotto è bello e imballato, ricoperto da una pellicola protettiva. Contento del tuo acquisto, con tutta l’intenzione di volerlo provare subito, lo scarti come un bambino fa con i regali di Natale. Togli tutti i sigilli e quindi anche la pellicola. Infine lo adagi sulla rete che hai in camera da letto e lo testi. Passa qualche notte e, una delle mattine successive, ti svegli con un forte mal di schiena. Attribuisci la responsabilità al materasso nuovo che non risponde alle caratteristiche sperate. Decidi così di restituirlo al mittente, come del resto è tuo diritto. Poiché infatti non sono trascorsi 14 giorni dal ricevimento del prodotto, ti avvali del cosiddetto “ripensamento” o anche “diritto di recesso”. Il venditore, però, si rifiuta di rimborsarti i soldi. Sostiene che il materasso è stato ormai aperto e utilizzato, il che ne rende poco igienico il reimpiego per la successiva commercializzazione. È davvero così? Si può restituire un prodotto comprato da internet se aperto e usato?

Immagina di avere lo stesso problema con un capo di abbigliamento. C’è tanta gente che acquista magliette, t-shirt, camicie, pantaloni e tute su Amazon. Chiaramente le foto che troverai online sono fatte in modo accurato, tale da mettere in rilievo pregi che la merce a volte non ha. Ed è così facile, dopo aver aperto la confezione e misurato l’abito, restare delusi. Anche in questo caso, il dilemma è lo stesso: si può restituire un prodotto comprato da internet se aperto? 

Gli esempi potrebbero moltiplicarsi. Immagina un prodotto tecnologico – ad esempio un computer, una macchina fotografica, un paio di cuffie per ascoltare la musica – ben cellophanato e sigillato con cura nel suo prezioso imballaggio, con tutti i loghi e i segni distintivi della fabbrica. Anche qui, il venditore potrebbe opporti le medesime contestazioni: se la confezione viene aperta e magari rotta (perché sigillata) come si fa a rivendere? Se la merce viene provata, chi mai acquisterebbe un oggetto di seconda mano (se anche la “prima” è durata pochi giorni)?

La risposta a tutti questi interrogativi è stata fornita dalla Corte di Giustizia Europea con una recente sentenza [1] che, guarda caso, ha deciso proprio un caso relativo all’acquisto di un materasso. La questione sottoposta ai giudici comunitari è se il diritto di recesso si può esercitare anche se la confezione che contiene la merce acquistata online viene aperta e distrutta (come spesso succede per le confezioni plastificate) ed anche se si tratta di un capo di abbigliamento o di altro prodotto che, per motivi igienici connessi alla protezione della salute, è stato sigillato. La pellicola protettiva del materasso è un valido esempio, ma la stessa questione si potrebbe porre con riferimento a un paio di calze, agli slip, a un costume da bagno, a degli auricolari per il collegamento dello smartphone, eccetera.

Ecco, in proposito, qual è stata la risposta della Corte.

Il diritto di recesso per ripensamento: come funziona

La legge comunitaria [2], recepita ormai da tutti gli Stati membri, assegna ai consumatori il diritto, da esercitare entro 14 giorni, di restituire la merce acquistata fuori dai locali commerciali. È il cosiddetto diritto di recesso o di ripensamento che può essere esercitato alle seguenti condizioni:  

  • l’acquisto non deve essere avvenuto con partita Iva e con richiesta di fattura, ossia nell’ambito di una attività professionale, visto che la normativa è rivolta a tutelare i consumatori (persone fisiche) e non già i professionisti;
  • l’acquisto non deve essere avvenuto all’interno del negozio: pertanto il diritto di recesso si applica agli acquisti online (su internet), a quelli mediante televendite o promozioni telefoniche, agli stand (non invece agli acquisti in fiera), alle vendite porta a porta e, insomma, a tutti i contratti conclusi fuori dai tipici locali in cui il venditore esercita la sua attività commerciale;
  • il diritto di recesso va esercitato entro 14 giorni dal ricevimento della merce (e non dall’ordine). Entro questo termine è sufficiente comunicare al venditore per iscritto la propria volontà di restituire il prodotto; in un momento successivo si può procedere alla riconsegna della merce. L’indirizzo (email o fisico) a cui spedire la dichiarazione con il recesso deve essere fornito dal venditore sul proprio sito o nell’imballaggio. Se non sono fornite tali indicazioni, il consumatore ha ben 1 anno per restituire il prodotto;
  • il recesso è, in sostanza, un ripensamento: non deve cioè essere motivato da ragioni specifiche come il difetto di produzione o la non corrispondenza della merce a quella pubblicizzata. Il consumatore non ha l’obbligo di indicare le ragioni del suo recesso. Basta semplicemente il fatto di aver riconsiderato l’opportunità e la convenienza dell’acquisto. Pertanto il recesso può dipendere anche dall’aver perso ogni interesse verso quello specifico bene, nell’aver trovato un’offerta più conveniente, nel fatto di non averne più bisogno, ecc.

Diritto di recesso se l’imballaggio è stato aperto

Se è vero che il ripensamento è rivolto a consentire al consumatore la possibilità di provare una merce che non ha potuto visionare e testare al negozio, è anche vero che tale recesso è consentito anche dopo aver utilizzato l’oggetto e, quindi, aperto l’imballaggio. È proprio su questo aspetto che si sofferma la Corte di Giustizia. Questo diritto è essenziale per tutelare il consumatore nelle vendite a distanza, perché in queste «egli non ha possibilità di visionare il bene prima di concludere il contratto». Difatti il diritto di recesso «si presume compensi lo svantaggio che risulta per il consumatore da un contratto a distanza, accordandogli un termine di riflessione appropriato durante il quale egli ha la possibilità di esaminare e testare il bene acquistato nella misura necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dello stesso». In pratica, solo dopo la consegna del prodotto acquistato il cliente è in grado di verificarne le caratteristiche e, dunque, maturare un acquisto consapevole.

Diritto di recesso: se sono state tolte le protezioni e le pellicole

La considerazione finale fatta dalla Corte di Giustizia è dunque la seguente: non si può subordinare l’esercizio del diritto di recesso all’integrità della confezione del prodotto, anche se questa è stata predisposta per tutelare l’igiene e la salute. Chi rimuove una membrana o una pellicola protettiva deve poter restituire la merce a seguito dell’uso. E non importa se, così, il prodotto può apparire “di seconda mano”, già usato. Difatti, l’utilizzo per 14 giorni non rende la merce «definitivamente inidonea a un nuovo utilizzo da parte di un terzo o a una nuova commercializzazione». A conferma di ciò i giudici fanno presente che, negli alberghi, lo stesso materasso è utilizzato da più clienti successivi, che esiste un mercato dei materassi usati e che i materassi già utilizzati possono essere oggetto di pulitura in profondità.

Del resto la normativa prevede espressamente la possibilità di restituire gli indumenti una volta utilizzati (del resto, nei camerini dei negozi non si fa lo stesso?). Nonostante infatti il contatto diretto tra gli abiti e il corpo umano dell’acquirente, dopo la loro restituzione il produttore è in grado di effettuarne la pulitura e la disinfezione e di renderli idonei a un nuovo utilizzo da parte di terzi. Pertanto, i materassi così come gli indumenti possono essere nuovamente commercializzati, senza compromettere la salute o l’igiene dei futuri acquirenti.

Se il prodotto viene danneggiato spetta il diritto di recesso?

La direttiva UE fa salva solo l’ipotesi in cui il consumatore, nel testare il prodotto acquistato, lo abbia danneggiato. In tal caso egli è responsabile della perdita di valore del bene acquistato online; nell’ipotesi quindi di restituzione di un oggetto su cui siano state effettuate manipolazioni diverse da quelle necessarie per stabilirne natura, caratteristiche e funzionamento, il rimborso del prezzo sarà parziale. Ma ciò non preclude l’esercizio del diritto di recesso.


note

[1] C. Giust. UE causa n. C-681/17 del 27.03.2019.

[2] Direttiva 2011/83/Ue 

Autore immagine: coppia apre pacco di Stock-Asso


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14 Commenti

  1. Salve. In occasione del compleanno di mia sorella, visto che lei è ha sempre desiderato un maglioncino nero con le pajettes, sono riuscita a trovare il capo d’abbigliamento tanto ricercato! Ecco, al momento dell’acquisto sono stata anch’io tanto entusiasta e, visto che era tra gli ultimi rimasti, ho colto l’occasione e l’ho acquistato in negozio. Una volta scartato il regalo, lei è stata felicissima ed è andata subito a misurarlo. Nota dolente: la taglia è poco più piccola, un paio di decorazioni sono rovinate (non me ne ero assolutamente accorta, eppure sono sempre molto scrupolosa) ed il tessuto le provoca prurito. Sono disperata! Immaginate la pesantezza di una sorella minore che fa i capricci! Potete aiutarmi? Posso restituire il maglioncino?

    1. Nell’era in cui «il cliente ha sempre ragione» e le attività commerciali faticano a vendere la merce in magazzino è naturale pensare di avere il coltello dalla parte del manico non appena si entra in un punto vendita. Ed è normale pretendere di essere coccolati dai commessi o dallo stesso titolare. È un segno dei tempi: gli acquisti si fanno sempre più spesso su internet e chi oltrepassa la vetrina – senza l’intenzione di provare per poi acquistare online – è egli stesso una “merce rara” da trattare coi guanti di velluto. Proprio dal confronto però con la normativa applicabile alle compere fatte su internet derivano i principali equivoci, in particolare per quanto riguarda il reso: si può, ad esempio, restituire un prodotto acquistato in negozio con la stessa facilità con cui è possibile esercitare il «diritto di recesso» quando si fa un ordine da un sito o su Amazon? Chi compra al negozio o in una fiera non ha diritto al ripensamento. Per cui egli ha la possibilità di restituire il prodotto solo in due casi: difetto di costruzione o sopravvenuta rottura o danneggiamento di una componente. Per saperne di più leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/279815_restituire-un-prodotto-acquistato-in-negozio

  2. Salve. A proposito di acquisti online, avrei una domanda. E’ da un po’ che sto aspettando un pacco Amazon. Ormai è passato un mese. Avrei dovuto fare un regalo… A parte la figuraccia, anche la beffa. Mi veniva indicato il periodo in cui mi sarebbe dovuto arrivare il pacco, io con entusiasmo attendevo, ma niente…Cosa posso fare se non arriva il mio pacco Amazon?

    1. Hai fatto un ordine su Amazon ma il pacco tarda troppo ad arrivare? Ti stai chiedendo che fine abbia fatto quanto ordinato? Temi che il corriere non ti abbia trovato in casa e ora il pacco si sia perso chissà dove? Tranquillizzati, non c’è nulla da temere: per ognuna di queste domande c’è una risposta ben precisa e le soluzioni per rimediare ad eventuali disservizi esistono e sono collaudate da tempo. Quindi, rilassati e leggi con calma e attenzione la nostra guida Cosa fare se un pacco Amazon non arriva? https://www.laleggepertutti.it/274963_cosa-fare-se-un-pacco-amazon-non-arriva ti spiegheremo passo passo, in primis, cosa fare se un pacco Amazon non arriva, e poi come tracciarlo e come ti devi comportare se il pacco arriva quando non sei in casa.

    2. È opportuno precisare però che NON SU TUTTI i prodotti acquistati da negozi a distanza (il recesso non c’è non tra privati quindi a meno che non espressamente previsto) è propriamente consentito esercitare il diritto di recesso.

      Ad esempio l’articolo 59 del codice del consumo prevede una serie di eccezioni e la LETTERA -C- ESCLUDE espressamente “la fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati”; molti siti ad esempio lo permettono sia fornendo una tabella delle misure, sia nel caso di ordini di materiale confezionato su misura.

      Qui il link al codice del consumo e al diritto di recesso per il consumatore
      Art.52 codice del consumo (d.lgs. 206/2005)

      Ricordarsi sempre che
      A) l’interlocutore è CHI CI HA VENDUTO IL PRODOTTO (diffidate da chi vi dice di rivolgervi ad altri se è operante la garanzia legale
      B) se consumatore = 24 mesi di garanzia sui beni nuovi, riducibili a 12 (e non meno) sui beni usati.
      C) 2 MESI per denunciare il difetto da quando viene rilevato (anche fino all’ultimo giorno del dodicesimo mese)
      D) Difetti riscontati nei primi 6 mesi di presumono , salvo prova contraria, già presenti sin dall’inizio (art 132 comma 3 codice consumo).

      RESO o RECESSO
      se ordinati fuori dai locali commerciali (online insomma) entro 14gg da quando si ricevono, se acquistato in negozio a discrezione del venditore perche si presume che nel negozio si abbia avuto modo di VERIFICARE il prodotto.
      LA MERCE IN SALDO SE DANNEGGIATA DEVE ESSERE CAMBIATA!
      Valgono le stesse regole, denuncia del difetto entro i due mesi e garanzia di 24 mesi.
      Vero è però che non esiste nessun obbligo per il venditore di cambiare la merce che non presenta difetti. Se poi al momento dell’acquisto si era a conoscenza del difetto o non potevamo non vederlo non avremo diritto a resi.

      Diritto di recedere entro 14gg dal ricevimento della merce per mero “ripensamento” comunicandolo al venditore tramite i canali consentiti (email, lettera, fax) con obbligo di rispedire la merce e obbligo del vendute di riaccreditare le somme tutto nei 14gg successivi alla comunicazione di recesso (Amazon arriva a mandarti il corriere per il ritiro dei prodotti).

      DIFETTI:
      occorre correttezza e rispetto (mentale) reciproco.
      Nel caso di prodotto arrivato danneggiato o non conforme si ha diritto nel seguente ordine a:
      -1-riparazione (ma se troppo costosa per il venditore a…)
      -2-sostituzione (ma se impossibile o troppo costosa per venditore a…)
      -3-riduzione del prezzo (ma se di non interesse per l’acquirente a…)
      -4-restituzione del prezzo (ultima chance!)
      Devono essere equilibrati gli interessi delle parti.

      IMBALLAGGIO:
      Per il caso dell’imballaggio nulla da dire, NON È OBBLIGATORIO mantenere il solito imballo originale si può anche reimballare il prodotto (certamente se si riutilizza quello originale si presume che l’imballo sarà adeguato visto che era stato spedito così, premuriamoci altrimenti di imballarlo bene e proteggere il prodotto.
      Certamente verrebbe da chiedersi che fine ha fatto l’ECCEZIONE prevista dalla lettera E dell’arte.59 “e) la fornitura di beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna;” la corte di giustizia IN QUEL CASO SPECIFICO ha ritenuto che QUEI materassi nome rientrassero nell’eccezione… che dire…dormiranno più sereni.

      ECCEZIONI (limitazioni al recesso) :
      leggersi l’art.59 del codice del consumo, non ci vuole molto ed è sempre utile Conoscere i propri diritti
      DIRITTI VARI e GARANZIE COMMERCIALI
      Art. 128 e seguenti codice consumo

      Anche se del recesso si è già detto prima attenzione perché caso di ripensamento nei 14gg dal ricevimento della merce, anche se per legge otteniamo (dovremmo riottenere) il riaccredito delle somme negli ulteriori 14gg. , SE il venditore riottiene il prodotto che gli riconsegnamo DANNEGGIATO dallo stesso cliente, ben potrebbe trattenere i soldi o agire in danno del cliente per veder riconosciuti i propri diritti “chi rompe paga ed i cocci sono suoi” un proverbio a valere su tutto.

      -GARANZIE:
      1) legale di conformità
      su TUTTI i beni di consumo è di 24mesi (riducibile a 12 sui beni usati) offerta dal VENDITORE;
      2) convenzionale =ulteriore ad aggiungersi su quella legale la estende (un esempio è quella delle auto 5 anni o 50000km) offerta dal PRODUTTORE.
      Un caso di difetto entro i primi 6 mesi “SI PRESUME” fosse già esistente dall’inizio.

      SPESE +4% se acquisti con CARTA:
      è illegittima l’applicazione di un sovrapprezzo espresso in caso ercentusle sul costo del bene se si paga con Carta bonifico o altro piuttosto che in contanti.
      Art. 62 codice consumo

      In caso di CONTROVERSIE è bene sapere che in ogni settore (acquisti, assicurativo, finanziario bancario, telefonia, servizi utenza, ecc
      .) ci sono organismi preposti alla definizione GRATUITA (o a costi contenuti) delle stesse, basta fare richiesta sugli appositi siti e form.

      Nell’area EURO è possibile attivare una procedura di CONCILIAZIONE GRATUITA con il venditore (ed il venditore DEVE informare l’utente con espresso richiamo).

      COMPETENZA TRIBUNALI
      Per azioni civili e/o penali.
      Per quanto riguarda l’aspetto PENALE relativo alla eventuale Truffa possibilmente subita dall’utente sulla POSTEPAY, è corretta l’interpretazione sul foro di competenza (tribunale per procedimento penale da attivare con denuncia) del denunciante …
      ma in sede CIVILE per acquisto di beni da siti di professionisti o aziende il principio è un altro cioè quello della RESIDENZA DEL CONSUMATORE COME FORO ESCLUSIVO E SPECIALE (tribunale di residenza dell’acquirente consumatore).
      Si ovvio che in caso di ricarica postepay da parte di consumatore verso professionista la competenza rimane a favore dell’acquirente.

      Per il penale occorre muoversi con segnalazione agli organi di competenza e affidarsi ad un legale, per il civile (se si ha ricevuto conferma dell’ordine via email) prendere contatto via email e/o attivarsi con una conciliazione esperibile anche autonomamente o tramite delegato volendo (amico o legale che sia).
      …verificare che la società esista e abbia una sede è già un inizio.
      Se inesistente denunciare l’accaduto anche online ma consapevolmente onde evitare ritorsioni negative da parte della società che magari aveva solo il sito “down” per manutenzione o in aggiornamento.

  3. La legge per tutti spero possiate aiutarmi a risolvere una questione relativa alle truffe sugli acquisti online. Ho acquistato un cellulare su un sito, in quanto l’offerta era davvero da cogliere al volo e allora ho fatto un acquisto impulsivo… Mi veniva chiesto di pagare con la mia Postepay e allora io ho segnato il codice della mia carta. La consegna doveva avvenire entro dieci giorni dall’acquisto, ma a è trascorso più di un mese e ancora nulla. Ho provato ad accedere al sito, ma se digito sul link mi compare la pagina 404 di errore. Cosa posso fare? Aiutatemi per favore. Chi è il giudice a cui devo rivolgermi?

    1. Negli ultimi tempi, in cui la tecnologia ha preso il sopravvento, le truffe maggiormente realizzate sono quelle online; quante volte per velocizzare i tempi hai acquistato online regali di natale o accessori per la casa o per la macchina? Devi stare attento a dove e da chi acquisti, a prescindere dal sito perché le truffe online sono ormai sempre più diffuse. Analizziamo insieme l’istituto della truffa e vediamo in caso di truffe su acquisti online chi è il giudice competente. In parole semplici, se subisci una truffa online in quale tribunale sarà svolto il processo a carico del truffatore? Quereli il colpevole e attendi la fissazione dell’udienza dinanzi al giudice penale; sai che dovrai presentarti anche tu per rendere testimonianza e ti chiedi allora chi è il giudice competente. La Cassazione di recente ha statuito che nelle truffe on line il luogo di consumazione del reato va individuato laddove la carta Postepay viene ricaricata. Cerchiamo di capire. Immaginiamo che tu vivi a Napoli ed acquisti un oggetto da una persona che vive a Milano; per inviargli la somma procedi al versamento del denaro sulla carta (a Napoli, dove vivi) e tale somma sarà accreditata al venditore che ne otterrà la immediata disponibilità lì a Milano dove vive. In quale tribunale si terrà il processo, a Napoli o Milano; quale sarà il giudice competente? Secondo il nuovo principio il processo si svolgerà dinanzi ad un giudice del tribunale di Napoli. Leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/254739_truffe-su-acquisti-online-ecco-chi-e-il-giudice-competente

  4. In data 14/4 acquistato su internet navigatore per motocicletta, in data 16/4 è arrivato, ho aperto la confezione e montato il navigatore sulla moto con L apposita staffa , L ho testato un paio di ore e mi sono reso conto che non corrispondesse alle mie aspettative. Contattato il negozio online in data 17/4 chiedendo di voler esercitare il diritto di recesso. La loro risposta è stata che avendo provato il prodotto anche se nessuno dei componenti è stato compromesso o danneggiato ne utilizzato al di fuori dello scopo per cui è nato, non posso ambire ad un risarcimento integrale. Ho comunque consegnato di persona al negozio il prodotto controllandolo insieme in ogni sua parte , facendomi rilasciare un attestato di reso timbrato e firmato dove si attesta che il prodotto è conforme al reso. Dal 18/4 partono i 30 giorni entro i quali devo ricevere un rimborso…secondo voi posso auspicate ad un risarcimento integrale e, Qual ora si rifiutassero, Ho carte in mano per fare un ricorso ? Grazie

    1. Qui non si tratterebbe di fare “ricorso”, bensì di citare in giudizio (i.e. fare causa) al venditore per inadempimento contrattuale davanti al Giudice di Pace(ovviamente nel caso in cui non si riesca a ragionare diversamente in via stragiudiziale).
      Dal contenuto della sentenza mi pare che i prosupposti per sostenere la tua ragione ci siano.

  5. buongiorno, ho acquistato una piastra per capelli su un sito, appena è arrivata l’ho provata, e per farlo ho tolto l’imballaggio di plastica. Dopo averla provata mi sono resa conto che non è adatta ai miei capelli e vorrei resistuirla. sul loro sito è scritto che accettano resi ma solo se il prodotto non è stato aperto. come posso procedere in questo caso? come facevo a sapere che andava bene o meno per le mie esigenze se non l’avessi provata?

    1. Il reso è un diritto garantito soprattutto quando si fanno acquisti online. Questo perché si tende a dare una maggiore libertà di scelta all’acquirente che non può vedere con i propri occhi il prodotto che acquista. Può solo fidarsi della graziosa immagine pubblicata sul sito, che cerca di rendere al meglio la merce messa in vendita. Ma non riesce concretamente a toccare con mano e sapere se ciò che sta acquistando è un buon prodotto e se soprattutto gli calzerà a pennello una volta giunto a casa o se funzionerà come descritto nelle specifiche tecniche. Comunque sia, si può recedere senza fornire alcuna spiegazione. Ecco perché se fai un acquisto online puoi quasi sempre rivendicare il tuo diritto di ripensamento e quindi di recesso, optando per la procedura di reso.
      Puoi trovare maggiori informazioni nei seguenti articoli:
      -Come funziona il reso? https://www.laleggepertutti.it/189391_come-funziona-il-reso
      -Come scrivere una lettera di reso merce? Recesso per acquisti a distanza: cos’è e come funziona? Qual è la differenza tra politica di reso, recesso e garanzia? Fac simile di lettera di restituzione. https://www.laleggepertutti.it/298922_come-scrivere-una-lettera-di-reso-merce

  6. Salve,
    dopo 3 giorni lavorativi dall’acquisto di un materasso online ho visto che non fa per me, voglio usufruire del diritto di recesso ma mi è stato risposto: “il reso di un materasso aperto e utilizzato non è possibile, in virtù del D.lgs 21/2014, per ragioni igienico-sanitarie.”
    Ahimè ho visto successivamente che nella sezione delle condizioni di vendita del sito era scritto che i materassi e cuscini aperti non godevano del diritto di recesso.
    C’è qualcosa che posso fare e se si come posso rispondere?

    Grazie mille.

  7. Buonasera,
    io ho comprato una sigaretta elettronica nuova, da un rivenditore online ufficiale, che ho provato ed è difettosa e non conforme con quello che avevo richiesto . Sono ancora in tempo per chiedere il diritto di recesso, il problema è che secondo quanto c’è scritto nel sito, questo diritto non può essere applicato poichè l’oggetto è stato utilizzato. Posso avvalermi di ciò che dice la corte della giustizia oppure avendo accettato le condizioni di vendita non posso fare più niente ?
    Grazie mille!

    1. Ogni contratto concluso fuori dai locali commerciali deve necessariamente riportare il diritto di recesso per il consumatore, spiegandogli come si esercita e il termine entro cui attivarsi per il ripensamento, termine che, come detto, è sempre di 14 giorni. Ma che succede se il fornitore dimentica di indicare il diritto di recesso? In tal caso il consumatore ha 1 anno e 14 giorni di tempo per esercitare il recesso. Il termine di 14 giorni decorre: in caso di acquisto di servizi, dal giorno della conclusione del contratto; in caso di acquisto di beni, dal giorno in cui il consumatore (o un terzo da questi designato, diverso dal vettore) ne viene in possesso. Il recesso si esercita inviando all’azienda una raccomandata a/r (in questo caso fa fede la data di spedizione che deve essere entro i 14 giorni). È possibile anche anticiparla con mail, fax o telegramma entro le 48 ore precedenti, ma poi è necessario formalizzare la comunicazione con l’invio della raccomandata. In alternativa alla raccomandata si può optare per una Pec che ogni ditta o società deve obbligatoriamente avere.
      Puoi trovare tutte le informazioni nei seguenti articoli:
      -Garanzie acquisti online https://www.laleggepertutti.it/447053_garanzie-acquisti-online
      -Shopping online: 8 regole per fare acquisti in sicurezza https://www.laleggepertutti.it/446817_shopping-online-8-regole-per-fare-acquisti-in-sicurezza
      -Cos’è il diritto di recesso? https://www.laleggepertutti.it/429986_cose-il-diritto-di-recesso
      -Modello recesso contratto (diritto di ripensamento) https://www.laleggepertutti.it/273651_modello-recesso-contratto-diritto-di-ripensamento

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