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Rimborsi chilometrici: le tabelle Aci 2018

2 Gennaio 2018 | Autore:
Rimborsi chilometrici: le tabelle Aci 2018

Indennità e rimborsi chilometrici per le trasferte di lavoro: ecco le nuove tabelle Aci 2018

Ogni volta che il lavoratore affronta un viaggio di lavoro con mezzi propri ed a sue spese, il datore di lavoro deve corrispondergli una indennità giornaliera non imponibile e detraibile. Questa indennità altro non è che un rimborso chilometrico che tiene conto, sulla base di apposite tabelle Aci, del carburante consumato dal veicolo e del suo naturale logorio a causa della trasferta.

Rimborsi chilometrici: le tabelle Aci

Le tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli sono elaborate ogni anno dall’Aci [1]. I dati del 2018, in vigore dal 1° gennaio 2018, sono estratti direttamente dalla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2017 [2] riguardante le tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli per il 2018. Per consultare le tabelle Aci 2018 e sapere qual è il rimborso spettante per le trasferte di lavoro, consulta il seguente link: Tabelle Aci 2018.

Rimborsi chilometrici: quali spese?

Nell’indennità chilometrica non sono ricompresi i pedaggi autostradali e gli eventuali costi dei parcheggi ma le seguenti spese: carburante, pneumatici, riparazioni e manutenzione, quota ammortamento capitale, assicurazione Rca, tassa automobilistica. Il rimborso chilometrico in busta paga, in realtà, rappresenta un’eccezione, perché in linea generale tutte le somme che il datore di lavoro corrisponde al lavoratore, anche se a titolo di rimborso spese, contribuiscono a determinare il reddito di lavoro dipendente.

Tutte le spese sostenute dal lavoratore devono essere documentate con fatture, scontrini, note spese a pena di indeducibilità.

Come anticipato, per effettuare il calcolo del rimborso si prendono a riferimento le tabelle Aci aggiornate annualmente e strutturate secondo una percorrenza media in relazione a ciascuna tipologia di vettura esistente sul mercato.

Se da un lato il rimborso non tassabile in busta paga è un vantaggio per il lavoratore perché non costituisce fonte di reddito ai fini delle imposte sul reddito, dall’altro lo è anche per l’azienda. Questa, infatti, può dedurre fiscalmente il rimborso chilometrico pagato al dipendente. Stanti le ricadute su datore di lavoro e lavoratore, dunque, il trattamento fiscale dei rimborsi chilometrici è affrontato sia dalle norme dedicate al reddito d’impresa, sia da quelle relative al reddito da lavoro dipendente.

La disciplina fiscale dei rimborsi chilometrici fissa come limite massimo di deducibilità il costo di percorrenza per veicoli con potenza massima fino a 17 cavalli se a benzina e fino a 20 cavalli se diesel.  In caso di veicoli superiori la quota in eccesso di rimborso non può godere del beneficio fiscale della detassazione. Purtroppo, però, molte aziende hanno utilizzato l’escamotage dei rimborsi chilometrici per fare transitare fittiziamente del denaro ai dipendenti con il vantaggio della deducibilità fiscale. Questo meccanismo è in realtà illecito e l’Agenzia delle Entrate ha diverse possibilità di accorgersi del trucchetto. Pertanto è sempre prudente che l’azienda tracci correttamente i giorni effettivi di trasferta dei lavoratori e su questi calcoli la quota di rimborso spettante.

Rimborsi chilometrici: destinazione della trasferta

Una differenza importante deve essere compiuta in base al luogo di destinazione della trasferta. Ed infatti, se la trasferta è da effettuarsi nell’ambito del territorio comunale o in un Comune che dista meno di 10km dal luogo abituale di lavoro, il rimborso al lavoratore costituirà una voce imponibile della busta paga (tranne i rimborsi di spese di trasporto comprovati attraverso documenti provenienti dal vettore). Al contrario, i rimborsi chilometrici erogati per l’espletamento della prestazione lavorativa in un Comune diverso da quello in cui è situata la sede di lavoro sono esenti da imposizione.


note

[1] ai sensi dell’art. 3, comma 1, d. lgs.  n. 314 del 02.09.1997.

[2] G.U. n. 302 del 29.12.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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