Diritto e Fisco | Articoli

Licenziamento illegittimo: proposta di indennizzo

27 Aprile 2019
Licenziamento illegittimo: proposta di indennizzo

Sono stata licenziata illegittimamente e mi è stata avanzata una proposta di indennizzo da parte del titolare. Quanto può essere un importo legittimo di buonuscita? Ho contestato il licenziamento tramite il mio avvocato. Sono stata assunta il 1/07/2010 con contratto metalmeccanico, unica donna in una ditta di 15 dipendenti (ancora 15 dipendenti nel momento del mio licenziamento). Al momento sono operaia al 4°livello con 8 anni e mezzo di anzianità.

Ad avviso della scrivente, il licenziamento intimato alla lettrice, dalla ricostruzione dei fatti dalla stessa prospettata può considerarsi illegittimo sotto diversi punti di vista.

Innanzitutto, per le modalità con cui è stato intimato e tenuto conto del contesto aziendale, del sesso e dell’anzianità dei suoi colleghi, potrebbe considerarsi nullo in quanto discriminatorio.

In subordine, sicuramente il licenziamento può considerarsi illegittimo per insussistenza dei motivi economici (crisi aziendale) su cui si fonda. Si potrebbe sul punto valutare sia la manifesta insussistenza della crisi economica aziendale (come vizio più grave), sia l’esistenza di un calo di lavoro che comunque non era sufficiente a giustificare il recesso del datore, il quale comunque doveva – al fine di evitare il licenziamento – tentare di ricollocarla in altre mansioni, specificando eventualmente tale impossibilità (vizio meno grave).

Alla luce delle considerazioni sopra svolte, dunque, nel caso in cui la lettrice facesse causa all’azienda, potrebbe legittimamente invocare la tutela prevista rispettivamente:

– dall’art. 18, comma 1, L. 300/1970, come modificato dalla L. 92/2012, ai sensi del quale, in caso di licenziamento discriminatorio, il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, oppure ad un’indennità pari a 15 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre al pagamento da parte dell’azienda di un’indennità risarcitoria in misura non inferiore a 5 mensilità;

– dall’art. 18, comma 4, L. 300/1970, secondo cui, in caso di manifesta insussistenza del giustificato motivo posto alla base del licenziamento, il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, oppure ad un’indennità pari a 15 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre al pagamento da parte dell’azienda di un’indennità risarcitoria in misura non superiore a 12 mensilità;

– dall’art. 18, comma 5, L. 300/1970, il quale prevede che, in tutti gli altri casi in cui non ricorrono gli estremi del giustificato motivo oggettivo, nonché in caso di violazione dell’obbligo di ricollocazione del lavoratore in altre mansioni, il dipendente ha diritto al pagamento di un’indennità risarcitoria determinata tra un minimo di 12 e un massimo di 24 mensilità della retribuzione globale di fatto. 

Tenendo conto che, dai documenti prodotti in allegato dalla lettrice l’ultima sua retribuzione da busta paga ammonta ad € 1.780,87 e pertanto corrisponde ad una retribuzione globale di fatto pari ad € 2.231,58, le tutele sopra esposte potrebbero tradursi in un importo che va da un massimo di € 44.631,60 (pari a 20 mensilità della retribuzione globale di fatto) ad un minimo di € 26.778,96 (pari a 12 mensilità della retribuzione globale di fatto).

La retribuzione globale di fatto viene calcolata, aggiungendo alla retribuzione base indicata in busta paga, i ratei di 13-esima e 14-esima mensilità ed il rateo di TFR.

Ad avviso della scrivente, dunque, in ottica conciliativa, una buona proposta economica nei confronti dell’azienda potrebbe aggirarsi tra le 12 e le 15 mensilità e dunque tra € 26.778,96 ed € 33.473,70.

Si noti che si tratta di somme lorde, dalle quali andranno poi detratte la quota contributiva del 9,19% e l’Irpef del 23%.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube