Diritto e Fisco | Articoli

Vertenza sindacale contro il datore di lavoro

31 Marzo 2019 | Autore:
Vertenza sindacale contro il datore di lavoro

Agire contro l’azienda: se sei tesserato, il sindacato può far valere i tuoi diritti, direttamente o con propri legali convenzionati, a costi agevolati

Il datore di lavoro non ti sta pagando lo stipendio, oppure ritieni che ti abbia licenziato illegittimamente, o ancora ti ha assegnato mansioni diverse da quelle per cui ti aveva assunto e hai bisogno di tutela. Rivolgerti ad un avvocato però ritieni costi troppo, soprattutto se devi recuperare un credito esiguo. Sai che anche il sindacato potrebbe intervenire nei confronti dell’azienda direttamente o con propri legali convenzionati, magari con tempi e costi più ridotti. Ti chiedi dunque a chi ti devi rivolgere all’interno del sindacato per aprire una vertenza contro l’azienda, se devi necessariamente tesserarti…in altre parole, come in concreto si svolge una vertenza sindacale contro il datore di lavoro. Vediamo allora in questa breve guida cosa significa fare una vertenza sindacale contro l’azienda, a chi rivolgersi, con quali costi e quali passaggi comporta.

Cos’è il sindacato?

Il sindacato è un’organizzazione che, tramite i propri rappresentati interni e aziendali opera per tutelare i diritti dei lavoratori e migliorarne o comunque salvaguardarne le condizioni di lavoro.

Il sindacato, infatti, si adopera in particolare per contrattare i rinnovi del contratto collettivo di categoria, in modo tale che esso non subisca modifiche peggiorative, promuove azioni collettive o individuali a tutela dei lavoratori che rivendicano diritti di vario tipo nei confronti dell’azienda.

Il sindacato, a seconda dell’attività che svolge, tutela sia i propri iscritti che i non iscritti: ad esempio, in caso di partecipazione alla formazione dei contratti collettivi, tutela tutti i lavoratori, a prescindere dalla loro iscrizione al sindacato; diversamente, in caso di vertenza da parte di un lavoratore nei confronti dell’azienda, il sindacato presterà assistenza solo se questo è tesserato.

Del resto, il sindacato si mantiene proprio con le quote versate dai lavoratori che vi aderiscono.

L’iscrizione al sindacato comporta il pagamento di diverse quote:

  • quota associativa iniziale, per il rilascio della tessera;
  • quota sindacale, periodica e trattenuta direttamente dalla busta paga;
  • contributo sindacale: in caso di vertenza, se ci si avvale del supporto del sindacato o dell’assistenza di uno dei legali fiduciari, può essere concordato con l’organizzazione che il lavoratore non debba anticipare alcun costo, ma pagare una percentuale al sindacato al momento dell’incasso di quanto gli spetta.

A chi rivolgersi per aprire una vertenza sindacale?

Il sindacato si suddivide al suo interno in diverse categorie. Ciascuna categoria assiste e tutela i lavoratori di un determinato settore produttivo: ad esempio i metalmeccanici, i chimici, il settore del commercio, turismo e pubblici esercizi, i lavoratori delle imprese alimentari, del settore del legno, ecc…

Ogni categoria ha un proprio segretario, che ne gestisce e coordina il lavoro, e propri funzionari a cui rivolgersi in caso si verifichino delle ingiustizie all’interno dell’azienda.

Se ritieni dunque di essere stato leso nei tuoi diritti (ad esempio vuoi contestare una sanzione disciplinare, un licenziamento, far valere il tuo diritto al pagamento delle retribuzioni) puoi rivolgerti ad uno dei funzionari di riferimento all’interno della categoria che tutela il settore produttivo cui appartieni.

Se tuttavia non sai bene quale sia la tua categoria di riferimento, ogni sindacato ha un ufficio vertenze legali, al quale puoi rivolgerti e che fornisce consulenza ai lavoratori provenienti da tutti i settori produttivi, eventualmente indirizzandoli alla corretta categoria interna.

Tieni presente che puoi rivolgerti al sindacato anche se non sei tesserato e fare l’iscrizione in loco, nel momento in cui hai bisogno di un parere o di un intervento legale.

Come iniziare una vertenza sindacale?

Esposto il tuo problema al funzionario di categoria o all’ufficio vertenze legali, il sindacato ti fornirà innanzitutto un parere giuridico, indicandoti quali sono i tuoi diritti, cosa si può fare per ottenere tutela, i tempi e i costi dell’intervento sindacale, i possibili esiti della vertenza.

Ti verranno altresì richiesti eventuali documenti di cui il sindacato ha bisogno per conoscere meglio la situazione, per reagire di fronte alle violazioni datoriali, per fare un conteggio di quanto ti spetta.

Se deciderai di iniziare una vertenza nei confronti dell’azienda, il sindacato ti farà firmare un mandato, con cui lo autorizzi ad intervenire in nome e per tutto conto e, nel caso fosse necessario, ad affidare la tua vertenza ad uno dei propri legali convenzionati.

Nel mandato sono sempre descritte anche le condizioni economiche dell’intervento sindacale (ad esempio può essere previsto il pagamento di una quota fissa, delle spese vive da sostenersi per l’intervento, oppure il pagamento di una percentuale su quanto recupererai/incasserai all’esito della vertenza, i costi che dovrai sostenere in caso di revoca dell’incarico).

L’intervento del sindacato e dei propri legali

Firmato il mandato, il sindacato innanzitutto scriverà una lettera di diffida all’azienda, esponendo brevemente il tuo problema e rivendicando i tuoi diritti.

Potrebbe dunque accadere che il datore risponda subito alla diffida e si possa trovare già da subito un accordo con l’azienda: in questo caso il sindacato curerà tutte le fasi delle trattative e ti assisterà fino alla firma dell’accordo in sede protetta (ossia presso la sede del sindacato stesso, oppure presso l’Ispettorato del lavoro).

Diversamente, in caso di silenzio o irreperibilità del datore, o comunque nel caso in cui non si riuscisse a trovare un accordo tra sindacato e azienda, la tua pratica verrà affidata ad un legale fiduciario  del sindacato stesso, che svolgerà tutta la necessaria attività stragiudiziale (ad esempio: invierà ulteriori diffide, tenterà una conciliazione con il datore) e giudiziale, iniziando così una vera e propria causa contro l’azienda.



1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube