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Altro lavoro durante il periodo di infortunio: posso farlo?

25 Aprile 2019 | Autore:
Altro lavoro durante il periodo di infortunio: posso farlo?

Infortunio e secondo lavoro: sì, se sei un dipendente privato e rispetti ben precisi limiti. Diversamente rischi il licenziamento

Sei assunto presso due aziende diverse con contratto di lavoro part-time: il nostro ordinamento infatti lo consente, con l’unico limite che l’orario lavorativo complessivo non superi le 48 ore settimanali. Oppure fai un solo lavoro, ma in occasione di una lunga assenza per infortunio hai trovato un secondo impiego da svolgere a casa, utilizzando il computer. Ti chiedi allora, in caso di malattia o infortunio, se puoi lavorare da casa per un datore diverso da quello che intanto ti sta pagando lo stipendio con la malattia garantita dall’Inps e quali rischi eventualmente si corrono. Altro lavoro durante il periodo di infortunio: posso farlo? Scopri quali sono le condizioni da rispettare per non correre rischi.

Dipendente a casa in infortunio: quali obblighi?

Per non commettere errori, è innanzitutto importante che tu sappia quali sono i tuoi obblighi se resti assente per motivi di salute (malattia o infortunio che sia), in modo tale da comprendere cosa puoi fare e cosa non puoi fare.

Oltre ovviamente a dover comunicare l’assenza al datore, devi immediatamente recarti dal tuo medico di base, il quale dovrà poi inviare all’Inps il certificato di malattia in via telematica.

Nel corso della malattia poi, devi rimanere a casa durante le fasce di reperibilità, affinché tu possa essere presente in caso di visita di controllo da parte del medico fiscale; questo può essere mandato su iniziativa del datore o dell’Inps.

Le fasce di reperibilità sono le seguenti:

  • per i dipendenti pubblici, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18
  • per i dipendenti privati dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19

Tieni presente che la visita domiciliare può avvenire anche nei weekend.

Durante tali orari dovrai restare a casa, anche se la sua malattia ti consente di uscire (ad esempio se sei assente dal lavoro per un forte mal di denti, oppure perché ti sei fratturato un dito della mano): la reperibilità consente infatti di sottoporti a visita domiciliare di controllo.

Potrai uscire durante le fasce di reperibilità solo qualora tu abbia una patologia che giustifichi la tua assenza: si pensi ad esempio al dipendente che abbia subito un’operazione ad una gamba, al quale siano state prescritte a fini riabilitativi lunghe e tranquille camminate, oppure al dipendente assente per depressione, le cui uscite all’aria aperta risultino curative e motivo di svago.

Fuori degli orari di reperibilità, invece, puoi liberamente uscire di casa, purché l’uscita non aggravi le tue condizioni di salute.

È infatti preciso dovere del lavoratore fare il possibile per guarire e non ritardare la convalescenza. Ad esempio, se hai un braccio ingessato, sicuramente potrai fare una passeggiata dopo la reperibilità, ma non potrai andare a sciare. Se il datore dovesse reperire sui social una tua foto mentre scii con un braccio rotto, potrebbe legittimamente farti una contestazione disciplinare e sanzionarti.

Secondo lavoro: quando è possibile?

Il dipendente può svolgere un secondo lavoro sebbene assunto in precedenza da un’altra azienda, a condizione che non superi le 48 ore di lavoro settimanale.

Per garantire il rispetto di tale limite orario, il lavoratore dovrà quindi comunicare a entrambi i datori il numero delle ore in cui può prestare la propria attività.

Inoltre, le due attività che il lavoratore svolge non debbono mai essere tra loro in concorrenza, quindi il lavoratore non può operare per un’azienda che dello stesso settore merceologico di quella ove è già stato assunto, salvo vi sia una specifica autorizzazione da parte del datore di lavoro.

Si può svolgere un secondo lavoro durante l’assenza per infortunio?

Chiariti quali sono gli obblighi del lavoratore verso l’azienda, sia in generale che nel caso specifico di assenza per infortunio o malattia, vediamo se e quando è possibile, svolgere un secondo lavoro durante l’assenza per infortunio.

Lavorare durante il periodo di malattia o infortunio è possibile, purché si rispettino i seguenti limiti:

  • il lavoratore deve operare nel settore privato: i dipendenti pubblici, infatti, non possono svolgere in ogni caso altra attività lavorativa, dovendo evitare conflitti di interesse tra amministrazione e interessi personali, tra amministrazione e privati;
  • l’azienda per la quale si lavora non deve operare in concorrenza con quella ove si è già assunti;
  • si può uscire di casa solo fuori dalle fasce di reperibilità;
  • il secondo lavoro non deve mai comportare un aggravamento delle condizioni di salute del dipendente o rallentarne la guarigione;

Se non si rispettano queste semplici regole, il lavoratore che durante l’infortunio lavora da casa può rischiare anche il licenziamento: si pensi al dipendente che, assente per una distorsione al piede, vada ad allenare, anche per poche ore, una squadra di calcio dilettantistica; oppure alla lavoratrice che, assente per una cervicalgia, faccia la baby sitter presso la propria abitazione; o ancora si pensi al lavoratore assente per un infortunio ad un occhio, che svolga attività lavorativa utilizzando il computer.

Come detto, se a svolgere un secondo lavoro è un dipendente pubblico, il rischio di licenziamento è certo in ogni caso.

Il licenziamento, infatti, potrà essere motivato dalla violazione dell’obbligo di fedeltà (nel caso si operi in concorrenza tra aziende), oppure dalla violazione del dovere di diligenza (qualora si svolga un secondo lavoro che potrebbe rallentare la guarigione o pregiudicarla), o ancora dalla lesione del vincolo fiduciario che lega lavoratore e azienda (ad esempio se il secondo lavoro viene svolto durante le fasce orarie di reperibilità e dunque il lavoratore risulta assente a visita di controllo).



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