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Riscatto laurea: tutto quello che devi sapere

13 Aprile 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Aprile 2019



Riscatto degli anni del corso di studi universitari: quando è possibile, quanto costa, quali benefici comporta, quando può essere agevolato.

Hai un diploma universitario, una laurea, un diploma di specializzazione o un dottorato di ricerca? Forse non sai che, anche se in questi periodi non hai versato contributi, puoi recuperarli ai fini della pensione, attraverso il riscatto. In pratica, grazie al riscatto degli anni di laurea, pagando un determinato onere puoi recuperare i periodi di durata legale del corso di studi sia ai fini del diritto alla pensione, che per incrementare il suo ammontare. Il costo del riscatto, solitamente, è abbastanza elevato, soprattutto se la domanda di riscatto è inoltrata a fine carriera. Tuttavia, grazie al decreto in materia di pensioni, se i periodi da riscattare si collocano dal 1996 in poi, ci si può avvalere del riscatto agevolato, con un onere ridotto. Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sul riscatto laurea: tutto quello che devi sapere, quando si può richiedere, come calcolare il costo, quali sono i benefici per la pensione, quando si può usufruire della riduzione dell’onere.

Ricorda che quanto stiamo per spiegarti vale per la generalità dei lavoratori dipendenti del settore privato e per gli iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori, mezzadri e coloni). Per i collaboratori e liberi professionisti iscritti presso la gestione separata, i periodi di corso di studio universitario si possono riscattare solo se successivi al 31 marzo 1996. Se sei iscritto a una diversa gestione, occorre aver riguardo al regolamento dell’ente, in merito al riscatto degli anni di laurea.

Quali periodi di corso di studi si possono riscattare?

È possibile riscattare i periodi corrispondenti alla durata dei corsi legali di studio universitario al termine dei quali siano stati conseguiti i titoli di:

  • diploma universitario di durata pari a tre anni;
  • diploma di laurea, laurea triennale, laurea specialistica, laurea magistrale;
  • diploma di specializzazione post-laurea di durata non inferiore a due anni;
  • dottorato di ricerca.

Sono riscattabili soltanto gli anni di durata legale del corso di studi, con esclusione dei periodi fuori corso. Il periodo può essere riscattato anche in parte; non è possibile riscattare periodi già coperti da contribuzione (ad esempio periodi lavorati durante il corso di studi).

Chi può riscattare gli anni di laurea?

Possono riscattare gli anni del corso di laurea i lavoratori con almeno un contributo accreditato.

Il riscatto degli anni di studio universitario è consentito anche a chi non è iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza, senza periodi di lavoro alle spalle, in Italia o all’estero.

Che cosa succede se si è cambiato corso di studi?

Se sei passato a un altro corso di laurea, ottenendo il riconoscimento degli studi precedentemente compiuti e la conseguente iscrizione ad un anno successivo al primo nella nuova facoltà, puoi riscattare:

  • il corso legale della facoltà presso cui hai conseguito la laurea;
  • gli anni di corso della facoltà di provenienza pari a quelli mancanti a completare la durata del corso che ha dato luogo al conferimento del titolo accademico.

Si può riscattare la laurea estera?

Puoi riscattare la laurea conseguita all’estero se è stata riconosciuta da un’università italiana o ha valore legale in Italia.

Il riscatto è consentito per la durata effettiva degli studi compiuti all’estero e comunque nel limite della durata, in Italia, del corrispondente corso legale di laurea.

Si può riscattare il diploma universitario?

È possibile riscattare il diploma universitario, se è richiesto per l’ammissione a determinati posti di lavoro o per la progressione di carriera.

Quanto costa riscattare gli anni di laurea?

Il calcolo dell’onere di riscatto dipende dal sistema utilizzato: può trattarsi del sistema retributivo, che si basa sugli ultimi stipendi o redditi, oppure del sistema contributivo, che invece si basa sui versamenti accreditati.

Come sapere il sistema di calcolo da utilizzare?

Il periodo da riscattare deve essere calcolato utilizzando il sistema di calcolo a cui ha diritto all’interessato, in base all’anzianità contributiva, alla collocazione dei periodi da riscattare ed alla categoria di appartenenza (dipendente, libero professionista, etc.).

Ricordiamo che per la generalità dei lavoratori iscritti all’Inps il sistema di calcolo della pensione si determina in questo modo:

Anzianità contributiva al 31 dicembre 1995
Sistema di calcolo per i periodi sino al 31 dicembre 1995
Sistema di calcolo per i periodi dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2011
Sistema di calcolo per i periodi dal 1° gennaio 2012
Oltre 18 anni Retributivo Retributivo Contributivo
Meno di 18 anni Retributivo Contributivo Contributivo
Nessuna Contributivo Contributivo Contributivo

Costo del riscatto nel sistema retributivo: metodo della riserva matematica

Il calcolo del costo del riscatto dei contributi, quando è assoggettato al sistema retributivo, è molto particolare, ed è detto il metodo della riserva matematica. Ecco come funziona:

Calcolo della pensione inclusi i periodi da di riscattare        –
Calcolo della pensione senza considerare i periodi da di riscattare       =
Differenza       x
Coefficiente di riserva matematica(varia a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore, dell’età e del sesso [1])      =
Onere di riscatto

A quale data si deve far riferimento nel calcolo della riserva matematica?

Nel calcolo della riserva matematica si deve far riferimento alla data in cui è inviata dall’interessato la domanda di riscatto. Normalmente, più si va avanti nella carriera lavorativa ed aumentano i redditi, più elevato risulta il costo del riscatto dei contributi.

Costo del riscatto nel sistema contributivo

Il costo del riscatto, per i periodi da valutare col sistema contributivo, è determinato in questo modo [2]:

  • per ogni anno da riscattare bisogna applicare l’aliquota contributiva vigente nella gestione previdenziale presso la quale deve essere accreditata la contribuzione (ad esempio, per i dipendenti l’aliquota da applicare è pari al 33%), per il reddito imponibile degli ultimi 12 mesi;
  • nel caso in cui si debbano considerare delle annualità non intere, si deve rapportare l’imponibile dell’ultimo anno a mese, o a settimana;
  • se l’imponibile risulta inferiore al reddito minimale, o se non sono stati percepiti redditi, l’aliquota deve essere applicata sul minimale di reddito annuo vigente presso la gestione interessata.

Come si paga il riscatto?

Il riscatto può essere pagato in un’unica soluzione, oppure, a seconda del fondo di appartenenza, in più rate, sino a un massimo di 120. In questo caso, all’onere di riserva matematica si devono aggiungere gli interessi.

Solitamente, l’ente previdenziale dà la possibilità di pagare il riscatto con appositi bollettini mav mensili.

Il riscatto degli anni di laurea si può scaricare dalle tasse?

Il costo dei contributi da riscatto degli anni di laurea è un onere deducibile, nella generalità dei casi: può, cioè, essere sottratto dal reddito imponibile Irpef; in parole semplici, la somma pagata nell’anno è tolta dal reddito da tassare.

Come funziona il riscatto agevolato degli anni di laurea?

Per i lavoratori in possesso di un titolo di studi universitario o equiparato, è anche possibile riscattare gli anni di laurea pagando un onere più leggero, relativamente ai soli periodi da valutare con il sistema contributivo, grazie a una nuova possibilità offerta dal decreto in materia di pensioni [3], recentemente convertito in legge.

In quest’ipotesi, il costo del riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari all’imponibile minimo vigente nella gestione Inps Commercianti (15.878 euro per il 2019), alla data di presentazione della domanda, moltiplicato per l’aliquota valida presso il fondo pensione lavoratori dipendenti.

In pratica, considerando che l’imponibile 2019 è pari a 15.878 euro, per calcolare il costo di un anno di riscatto agevolato si deve eseguire quest’operazione: 15878 x 33%, dunque per ogni anno riscattato si pagano 5.240 euro circa.

Per quanto concerne la determinazione dell’aliquota e dell’imponibile, si deve far riferimento ai valori vigenti alla data di presentazione della domanda.

Domanda di riscatto

La richiesta di riscatto non è soggetta ad alcun termine di decadenza e va presentata telematicamente all’Inps.

Alla domanda va allegata una dichiarazione rilasciata dalla competente università, politecnico o istituto superiore, che comprovi:

  • l’avvenuto conseguimento del titolo di studi;
  • gli anni accademici in cui si è svolto il relativo corso legale;
  • gli eventuali anni in cui l’interessato si sia trovato fuori corso.

Certificazione degli oneri da riscatto

Le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati all’Inps nell’anno precedente per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel portale dei pagamenti del sito dell’istituto, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.

L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione tramite il proprio pin dell’Inps, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.

Le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), se non disponibili nel portale, possono essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it.

Le attestazioni fiscali relative ai versamenti effettuati a rate dagli enti  pubblici per conto dei dipendenti iscritti alle gestioni ex Inpdap non sono presenti sul portale dei pagamenti, dato che questi enti, come sostituti d’imposta, operano la deduzione fiscale alla fonte.

Gli iscritti possono però visualizzare i versamenti effettuati direttamente, accedendo al sito dell’Inps, mediante il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Gestione dipendenti pubblici: servizi per Lavoratori e Pensionati” > “Accedi” > “Servizi GDP” > “Per Area Tematica” > “Contributi e Versamenti” > “Consultazione” > “Versamenti-Consultazione”.

Gli interessati possono, in ogni caso, richiedere alle strutture territoriali dell’istituto la stampa delle attestazioni e le rettifiche dei documenti, in caso di errori.

note

[1] Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, le tabelle si trovano allegate al DM del 31 agosto 2007, per i lavoratori autonomi al DM 22 aprile 2008.

[2] Art.2 C.5 Dlgs. 184/1997.

[3] Il riscatto agevolato è disciplinato dall’Art.20 DL 4/2019, che ha aggiunto l’Art. 5-quater all’Art.2 del Dlgs. 184/1997.


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