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Rumore asciugacapelli in condominio: è un problema?

1 Aprile 2019 | Autore:
Rumore asciugacapelli in condominio: è un problema?

Phon e quiete condominiale: come evitare problemi? Quando ci si può asciugare i capelli in condominio? Quali sono gli orari da rispettare?

Basta un attimo perché un condominio si trasformi in un campo di battaglia: una briciola che vola da un balcone all’altro, un posto auto occupato indebitamente, lo scarico del bagno tirato a tarda notte, ed è subito lite. Per non parlare di ciò che accade nelle temutissime assemblee condominiali, le quali, in alcuni casi, sembrano aver sostituito le arene romane. Scherzi a parte, spesso i litigi condominiali trascendono fino ad arrivare nelle aule dei tribunali penali. Tra le cause delle diatribe un posto privilegiato rivestono schiamazzi e rumori vari, molto spesso derivanti dall’uso di comuni elettrodomestici. Il rumore dell’asciugacapelli in condominio: è un problema? Purtroppo pare di sì, almeno stando alle tante lamentele che vengono sollevate e, addirittura, alle cause che vengono intentate a causa dei rumori emessi dal phon, soprattutto se usato incautamente e in orari di riposo. Se ti ritrovi in quello che ho appena detto, se vivi in condominio oppure sei solamente curioso di sapere cosa dice la legge a proposito di questo problema, prosegui nella lettura: vedremo insieme come affrontare il problema del rumore asciugacapelli in condominio.

Rumori condominiali: cosa dice la legge?

Affrontiamo il problema del rumore dell’asciugacapelli in condominio partendo dalla normativa generale prevista dalla legge in tema di immissioni rumorose. Secondo il codice civile [1], sono vietate le immissioni di rumore che superino la normale tollerabilità, avuto riguardo alla condizione dei luoghi. Si tratta di una norma generica che vale per tutti i rapporti di vicinato e, quindi, anche per il condominio.

Come si evince da quanto appena detto, il codice non stabilisce un’indicazione precisa riguardo all’entità dei rumori che possono essere tollerati: in altre parole, non ci si riferisce ad una misura esatta, bensì ad un criterio di buon senso.

La violazione della norma sulle immissioni rumorose comporta l’applicazione di due sanzioni precise, e cioè:

  • il risarcimento a favore della persona danneggiata;
  • l’ordine di porre fine alla condotta molesta (tutela inibitoria).

Le leggi speciali sui rumori

Alla norma appena citata, riguardante le immissioni rumorose in generale, si aggiungono quelle speciali previste dai singoli Comuni: come saprai di certo, infatti, le normative locali provvedono anche a regolare l’inquinamento acustico all’interno del proprio territorio. Di conseguenza, un’immissione di rumore che superi i limiti sanciti dal regolamento comunale potrà essere sanzionata in via amministrativa, fermo restando, in sede di contenzioso civile, la possibilità per il giudice di valutare la tollerabilità dell’immissione.

Ed infatti, è orientamento consolidato quello secondo cui la violazione dei decibel fissati dalla legge non rende obbligatoriamente intollerabile l’immissione: la valutazione circa la sussistenza di questo requisito resta nella libera discrezionalità del giudice.

Rumori: il regolamento condominiale

Al di là di ciò che dice la legge, statale o locale che sia, ogni condòmino dovrebbe rispettare le fasce di silenzio previste nel proprio regolamento condominiale: si tratta di quelle ore che sono normalmente adibite al riposo delle persone e che, pertanto, vanno rispettate per il quieto vivere di tutti. Pertanto, se vuoi sapere se il rumore del tuo asciugacapelli possa recare disturbo al condominio, dovrai avere come parametro di riferimento gli orari indicati nel regolamento condominiale.

Di solito, le fasce “protette”, cioè quelle in cui è vietato fare rumore, vanno dalle 14 alle 16 e dalle 21 fino al mattino, verso le 08 circa. Di conseguenza, se il regolamento del condominio in cui abiti nulla dice a proposito degli orari di riposo, potrai basarti su quelli che ti ho appena indicato.

La violazione degli orari condominiali può essere sollevata in sede di assemblea al fine di chiedere la cessazione del disturbo arrecato e il ripristino del rispetto delle regole comuni.

Rumori in condominio: cosa dice la Cassazione?

Sull’annosa questione dei rumori condominiali si è espressa più volte la Corte di Cassazione, la quale ha avallato un principio piuttosto elastico: per capire se un rumore è intollerabile o meno e, di conseguenza, per comprendere se esso è punibile, occorre fare riferimento alle condizioni naturali e sociali dei luoghi e alle abitudini della popolazione [2].

La Suprema Corte ha quindi stabilito che, ai fini della valutazione dell’immissione rumorosa, la violazione dei regolamenti comunali e condominiali è solamente indiziaria: ciò che conta è che, in concreto, il rumore sia intollerabile per una persona comune. Nella sentenza appena citata, la Cassazione riteneva che il rumore prodotto dalla lavatrice durante il tempo della centrifuga, seppur superasse i decibel stabiliti dalla legge, non fosse idoneo a cagionare un danno rilevante: in altre parole, l’immissione non poteva essere intollerabile.

Rumore del phon in condominio: come regolarsi?

Alla luce di quanto detto sinora possiamo dire che il rumore dell’asciugacapelli in condominio può destare problemi solamente se ricorrono, congiuntamente, le seguenti circostanze:

  • viene diffuso durante un orario di riposo (la notte, ad esempio), in violazione del regolamento condominiale;
  • si protrae per un tempo eccessivo e sproporzionato all’uso che se ne dovrebbe fare;
  • è obiettivamente udibile anche nelle altre abitazioni.

Al di fuori di queste ipotesi, si deve ritenere pienamente legittimo l’utilizzo di un asciugacapelli e, di conseguenza, il rumore che ne proviene, visto che l’impiego di questo comune strumento domestico rientra senza dubbio tra quegli atti comuni ad ogni persona, facente parte delle abitudini della popolazione.


note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 22105 del 29.10.2015.

Autore immagine: Pixabay.com


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