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Denuncia mancata consegna buste paga

18 Aprile 2019
Denuncia mancata consegna buste paga

Il dipendente ha diritto di ricevere, insieme allo stipendio, la busta paga. Se questo adempimento non viene rispettato può anche pensare di far partire una denuncia.

Lo stipendio che viene corrisposto mensilmente al dipendente è il risultato di una serie complessa di movimenti dare/avere che l’azienda pone in essere con riferimento a ciascun singolo dipendente. Ciò avviene perché il datore di lavoro, all’atto del pagamento della retribuzione mensile, non si limita a pagare lo stipendio pattuito ma deve porre in essere tutta una serie di altre operazioni sempre relative alla posizione economica del singolo dipendente.
Il documento nel quale sono riportate tutte le operazioni economiche poste in essere dal datore di lavoro con riferimento al singolo dipendente è la busta paga. Denuncia mancata consegna buste paga: il dipendente può valutare questa possibilità quando il datore di lavoro non adempie a questo obbligo. La consegna della busta paga, infatti, non è una scelta rimessa alla discrezionalità del datore di lavoro ma è un vero e proprio obbligo di legge il quale, se non rispettato, fa anche scattare l’applicazione di sanzioni a carico dell’azienda inadempiente.
Nel presente articolo cerchiamo di capire dunque quali sono gli obblighi del datore di lavoro con riferimento alla consegna della busta paga e cosa rischia l’azienda che consegna le buste paga in caso di denuncia da parte di un lavoratore o di un sindacato.

Busta paga: cos’è e quali informazioni deve contenere?

La busta paga è un prospetto mensile che viene consegnato al dipendente dal datore di lavoro e che riepiloga tutti i movimenti di denaro sia in entrata che in uscita che hanno determinato l’ammontare dello stipendio netto mensile erogato al dipendente.

La busta paga, che viene anche definita prospetto paga o cedolino, assolve dunque ad una fondamentale funzione informativa: il dipendente deve sapere come mai ha preso un certo stipendio netto, quali somme gli sono state erogate, quali altre gli sono state trattenute dalla paga.

Concorrono, dunque, a formare la busta paga mensile le seguenti informazioni:

  • nome, cognome, indirizzo e codice fiscale del dipendente;
  • dati identificativi del datore di lavoro;
  • qualifica e livello di inquadramento del dipendente;
  •  codici che identificano il numero della posizione del dipendente presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps);
  • codici che identificano il numero della posizione del dipendente presso l’Istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail);
  • contratto collettivo nazionale applicato al rapporto di lavoro;
  • retribuzione lorda spettante al dipendente (costituita dal minimo tabellare e dall’eventuale superminimo individuale accordato al lavoratore);
  • scatti di anzianità;
  • indennità specifiche erogate al dipendente con riferimento alle particolari modalità di svolgimento della prestazione di lavoro (ad esempio, indennità di cassa, indennità d turno, etc.);
  • qualsiasi somma erogata al dipendente da enti o istituti terzi per il tramite del datore di lavoro;
  • trattenute operate sulla paga sia a fini fiscali che a fini contributivi;
  • eventuale cessione del quinto dello stipendio (ossia la possibilità di sanare un proprio debito versando al creditore una parte pari ad un quinto dello stipendio);
  • quota trattenuta per il pagamento del contributo sindacale a favore del sindacato cui aderisce il dipendente;
  • saldo delle ferie maturate, godute e residue;
  • saldo dei permessi retribuiti maturati, goduti e residui;
  • saldo del trattamento di fine rapporto accantonato e della quota mensile.

Busta paga: è obbligatoria la consegna?

La legge [1] stabilisce che la busta paga deve essere consegnata al dipendente all’atto della corresponsione della retribuzione. Non esiste dunque una libertà di scelta del datore di lavoro sulla consegna del prospetto paga che è sempre e comunque obbligatoria.

E’ del tutto evidente che senza la consegna della busta paga, infatti, il dipendente riceve lo stipendio a scatola chiusa, senza poter sapere con quali operazioni l’azienda è giunta a determinare il netto mensile erogato materialmente al lavoratore.

In ogni caso, pur essendo tassativo l’obbligo di consegnare il cedolino, il datore di lavoro ha ampio margine di scelta per quanto concerne la modalità concreta di trasmissione del documento.

La modalità senza dubbio più diffusa ed anche più sicura è la consegna della busta paga a mano. Il datore di lavoro stampa due copie del documento, una la consegna al dipendente e un’altra gliela fa firmare per ricevuta in modo da poter provare, in ogni momento e nei confronti di qualsiasi soggetto, l’avvenuto assolvimento dell’obbligo di consegna del cedolino paga.

In alternativa alla consegna brevi manu il ministero del Lavoro, ha ormai riconosciuto la possibilità di consegnare la busta paga anche utilizzando le più recenti tecnologie.

In particolare, il datore di lavoro può consegnare la busta paga con e-mail pec. Questa modalità di consegna ha pieno valore legale e la pec ha lo stesso valore legale della raccomandata postale. Tuttavia, affinché vi sia questo valore legale, anche il destinatario, e dunque il dipendente, deve essere in possesso di un indirizzo e-mail pec, cosa non molto diffusa.

Il datore di lavoro può scegliere di inviare il cedolino paga tramite e-mail ordinaria. Tuttavia è noto che la mail ordinaria non ha pieno valore legale per quanto concerne la certificazione dell’avvenuta ricezione del messaggio e per quanto concerne ora e data dell’invio e della consegna.

Un’altra possibilità è quella di caricare la busta paga in una specifica area personale del sito web aziendale o della rete intranet aziendale e permettere al dipendente di accedere a questa area e scaricare la busta paga.

Tale ultima modalità di consegna è senz’altro legittima a patto che al dipendente siano assegnate delle credenziali (username e password) che siano attribuite solo a lui in modo univoco.

Busta paga: in quale momento deve essere consegnata?

Per potere individuare un’eventuale violazione dell’obbligo del datore di lavoro di consegnare la busta paga al dipendente è necessario stabilire con certezza qual è il momento nel quale tale obbligo sorge. La legge, come abbiamo visto, afferma che il prospetto paga deve essere consegnato al lavoratore all’atto della corresponsione della retribuzione. La formula di legge non è chiara e non aiuta a risolvere tutta una serie di problemi interpretativi che ne derivano, tanto che ci sono state nel tempo varie proposte di modifica di questa norma.

Quel che è certo è che l’espressione usata dal legislatore indica che deve esserci una assoluta contestualità, contemporaneità tra il pagamento dello stipendio e la consegna della retribuzione.

L’interpretazione più diffusa individua il termine per consegnare la busta paga nel termine entro cui il datore di lavoro deve pagare la retribuzione ai dipendenti.

In questo senso non è dunque importante e rilevante sapere in quale giorno il datore di lavoro ha materialmente pagato lo stipendio al dipendente ma occorre fare riferimento al termine di paga della retribuzione.

Per individuare questo momento storico, non essendoci una norma di legge che fissa in maniera rigida ed uguale per tutti il termine entro cui devono essere pagati gli stipendi, occorre fare riferimento necessariamente ai contratti collettivi nazionali di lavoro.

Se, ad esempio, dobbiamo analizzare la posizione di un dipendente al quale si applica il Ccnl dell’industria metalmeccanica dobbiamo verificare cosa prevede quel contratto collettivo in materia di termine per pagare le paghe.

Di solito i Ccnl prevedono che la paga deve essere erogata o entro il giorno 27 del mese o entro il giorno 5 del mese successivo a quello cui la paga si riferisce.

Se il contratto collettivo non si occupa di questa materia, occorre fare riferimento ai cosiddetti usi aziendali, vale a dire alla consuetudine presente in azienda con riferimento al pagamento degli stipendi.

Mancata consegna buste paga: le sanzioni

L’obbligo di consegnare la busta paga entro il termine fissato per il pagamento della retribuzione è reso effettivo dalla presenza di un relativo apparato sanzionatorio che scatta qualora gli ispettori dell’Ispettorato nazionale del lavoro si rendano conto che il datore di lavoro non adempie a tale obbligo.

In caso di mancata o ritardata consegna al lavoratore del prospetto di paga o di omissione o inesattezza nelle registrazioni apposte su detto prospetto paga, l’azienda che si è resa protagonista di tale mancanza rischia di ricevere le seguenti sanzioni:

  • sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 900 euro;
  • se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori, ovvero a un periodo superiore a 6 mesi, la sanzione va da 600 a 3.600 euro;
  • se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori ovvero a un periodo superiore a 12 mesi la sanzione va da 1.200 a 7.200 euro.

Mancata consegna buste paga: la denuncia 

Nella verifica della corretta consegna delle buste paga ai dipendenti, come in generale nella verifica di tutti gli obblighi di legge relativi ai rapporti di lavoro, svolge un ruolo di fondamentale importanza l’Ispettorato nazionale del lavoro.

Il dipendente che non riceve correttamente le buste paga mensili può dunque, oltre a contestare tale comportamento direttamente al datore di lavoro, sporgere una denuncia all’Ispettorato nazionale del lavoro  che contenga:

  • dati identificativi del datore di lavoro;
  • posizione Inps ed Inail dell’azienda;
  • narrazione breve e circostanziata della violazione che il dipendente ritiene essere stata commessa dal datore di lavoro;
  • ogni altro elemento utile a consentire all’autorità la violazione commessa dall’azienda.

L’inoltro di una denuncia condurrà sicuramente ad un accesso ispettivo da parte degli ispettori dell’Ispettorato. In questo caso, il datore di lavoro dovrà essere in grado, in risposta alla richiesta degli ispettori, di dimostrare l’avvenuto assolvimento dell’obbligo di consegna delle buste paga. In caso contrario, il datore di lavoro si esporrà alle sanzioni che abbiamo esaminato sopra.


note

[1] Art. 1 L. n. 4/1953.

Autore immagine: mancata consegna busta paga di Who is Danny


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12 Commenti

    1. Grazie. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. Ogni giorno, puoi trovare tantissime news e articoli sempre aggiornati.

      1. Buongiorno io sto chiudendo un rapporto di lavoro dove il datore non a adempito all’ obbligo di consegna busta paga per tre anni e mezzo circa, come mi devo comportare?

  1. buon giorno il nostro commercialista si rifiuta di consegnare all’azienda le buste paghe per mancato pagamento di n°2 fatture che in questo momento difficile non riusciamo a saldare
    domanda: è comunque obbligato a dare all’azienda i cedolini senza i quali non possiamo pagare i dipendenti?

  2. Buongiorno,

    Io dalla mia azienda, con la quale i rapporti si sono interrotti a febbraio 2020, non ho ricevuto il cedolino di paga di febbraio e nemmeno il cedolino del tfr.
    Ad oggi non mi è stato nemmeno saldato il tutto.

    E’ meglio procede con l’ispettorato del lavoro o avvocato?

    Grazie

      1. Complimentandomi per l utilissimo sito ed il canale youtube, sono qui a chiedere un chiarimento.

        Il mio datore di lavoro (metalmeccanica) ci rende disponibili le buste paga nel giorno stesso in cui versa anche l assegno (il 10 del mese) però pretende che la andiamo a ritirare in ufficio DOPO l orario di lavoro.

        Mi chiedevo:
        Visto che si parla di obbligo di consegna, non sarebbe obbligato a consegnarcela durante l orario di lavoro.

        In soldoni, può pretendere che siamo noi ad andare a prenderla dopo l orario di lavoro e non, invece, consegnarcela lui o chi per lui, dirante l orario di lavoro?

        1. Grazie mille Marco. Devi sapere che il datore di lavoro può scegliere le modalità di invio della busta paga e non il lavoratore. Da quanto prevede la legge, il datore ha la possibilità di inoltrare la busta paga o in modalità classica (consiste nella consegna della copia cartacea, sottoscritta per accettazione) o in modalità elettronica con posta elettronica certificata (è necessario che il destinatario abbia una casella di posta elettronica certificata su cui riceverla, ma il cedolino di paga può essere inviato anche in un file allegato ad una mail non PEC, a condizione che venga inviato ad un indirizzo di posta elettronica intestato al lavoratore). L’azienda sarà libera di scegliere tra agevolare l’ex dipendente o fare pugno duro contro lo stesso. L’unica cosa che si raccomanda in quest’ultimo caso è di esprimere in modo chiaro e inequivoco la disponibilità del datore di lavoro di consegnare la busta paga in modalità cartacea presso la sede dell’azienda in modo da evitare eventuali controversie, possibili contestazioni sul fatto che quest’ultima non ha messo a disposizione dell’ex dipendente la busta paga in oggetto. Per sottoporre il tuo caso specifico agli esperti del nostro sito, puoi richiedere una consulenza legale cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

  3. il datore di lavoro non mi ha pagato l’ultimo stipendio di maggio giugno 2019 e si rifiuta di darmi le buste paga impedendomi di fargli il decreto ingiuntivo,ad oggi 28/06/2020 neanche il CUD.Come mi dovrei comportare visto che all’ispettorato del lavoro mi hanno detto che non è obblicato se non ha retribuito le mensilità?

  4. È possibile per il datore di lavoro rifiutarsi di consegnare la busta paga per mail, pretendendo invece di andare in ufficio a ritirare quella cartacea? Chiedo in quanto sono a casa in CIG e per me è una seccatura ed uno spreco di benzina fare un viaggio solo per un pezzo di carta solo per compiacere il mio datore di lavoro indisponente. La legge gli consente di fregarsene di inviarmela a casa via posta o mail?

    1. Il datore di lavoro deve consegnare la busta paga contestualmente alla retribuzione: a determinate condizioni, è ammessa anche la consegna via mail, PEC o sito aziendale.
      Puoi trovare maggiori informazioni nei seguenti articoli:
      -Consegna della busta paga: come e quando https://www.laleggepertutti.it/87542_consegna-della-busta-paga-come-e-quando
      -Busta paga: quali sono le modalità di consegna? https://www.laleggepertutti.it/181108_busta-paga-quali-sono-le-modalita-di-consegna
      -Consegna della busta paga: ultime sentenze https://www.laleggepertutti.it/389752_consegna-della-busta-paga-ultime-sentenze

      1. Ricevo ogni mese il bonifico della CIG (anticipata dalla mia azienda), senza contestuale busta paga (che pretendono vada a ritirare in ufficio di persona). Il mio datore di lavoro sta dunque commettendo un illecito?

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