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Chi registra i domini

24 Aprile 2019 | Autore: Maria Teresa Biscarini
Chi registra i domini

I domini di secondo livello, gli unici oggetto di registrazione ed esclusiva, ora sono segni distintivi al pari dei marchi.  

“Il primo che arriva meglio alloggia” dice il detto che oltre il confine nazionale diventa “first come, first served”; e se si dicesse che questa seconda locuzione non è una mera traduzione del detto italiano ma un principio in uso in materia di domini? Si direbbe il vero, infatti l’assegnazione di un nome a dominio o domain name segue per l’appunto il principio del “first come, first served”, ovvero primo arrivato primo servito. Quindi nessun personalismo nell’assegnazione degli indirizzi web, ma rispetto dell’ordine cronologico delle richieste, ma di fatto chi registra i domini? Ed inoltre in che rapporto si pone un dominio rispetto ad un marchio? Si può ad esempio registrare un nome a dominio identico all’altrui marchio o si commette una violazione di legge? Se anche tu hai a che fare con scelte di questo tipo e ancora non hai ben chiaro come fare e a chi rivolgerti, continua a leggere: le notizie ti saranno servite una dietro l’altra.

Cos’è un nome a dominio?

Prioritario su qualsiasi argomento è chiarire il significato connesso a questo strano nome dominio che non attiene al potere di qualcuno su un territorio, quanto al diritto esclusivo di qualcuno su un indirizzo web. In altre parole, il dominio in ambiente informatico corrisponde ad un indirizzo internet univoco. Vale a dire che non possono esistere due nomi a dominio assolutamente identici. Chiarito ciò, vediamo ora in soldoni di cosa si compone un nome a dominio.

Innanzitutto, il nome a dominio è formato da caratteri alfanumerici. Esistono poi diversi tipi di domain name caratterizzati per il suffisso che segue l’ultimo punto dell’indirizzo in questione. Per intenderci, con la frase precedente ci si intende riferire semplicemente agli indirizzi .it o .org.

Più nel dettaglio si hanno i:

  • country code top level domain o ccT.L.D: quando si identifica una singola nazione, ne sono un esempio i vari .it, .fr, .es, dove rispettivamente ci si riferisce all’Italia, Francia e Spagna;
  • generic top level domain o gTLD: quando si comunicano riferimenti generici; sono questi i casi dei vari .net, .org, .edu.

Su quale parte del dominio si può vantare l’esclusiva?

Non essendo possibile, come è intuibile, il monopolio dei vari TLD di cui sopra, la sola parte di domain name di cui si potrà chiedere la registrazione sarà esclusivamente la dicitura che precede il suffisso finale. Questo potrebbe essere il caso in cui si volesse chiedere la registrazione del dominio a proprio nome della parola di fantasia “kretu”. Per cui laddove si ottenga il rilascio del dominio “kretu.it”, sarà possibile rivendicare il diritto di esclusiva solo sul prefisso “kretu” e non anche sul suffisso “.it”.

Questi domini acquisibili dai soggetti dietro pagamento, sono altrimenti noti come domini di secondo livello. Per cui, ricapitolando brevemente, mentre i domini di primo livello non possono mai costituire oggetto di esclusiva in capo ad un soggetto, in quanto devono rimanere liberamente fruibili da tutti gli interessati, i domini di fantasia di secondo livello possono costituire legittimamente oggetto di richiesta di registrazione.

Pertanto, laddove le autorità preposte, come indicate nel prosieguo, dovessero verificare la libertà di un dominio, lo assegneranno al primo richiedente, senza forme di preferenza.

Qual è la funzione di un nome a dominio?

Il nome a dominio, con buona pace di tutti, potremmo dire che ad oggi assolve ad una duplice funzione:

  • consentire all’utente che naviga in rete di accedere al sito contraddistinto da quello specifico indirizzo web;
  • distinguere quel determinato spazio digitale da tutti gli altri.

Per cui, scansionando alla luce delle nozioni sin qui esposte, un qualsivoglia indirizzo web, qualsiasi utente potrà chiaramente distinguere quanto segue:

  • un iniziale prefisso “www” che altro non è che un elemento attribuito a qualsiasi sito internet;
  • un second level domain (S.L.D.) collocato in posizione centrale all’indirizzo telematico e che è l’unico sul quale il titolare potrà esercitare una certa discrezionalità nella scelta, con duplice valenza distintiva ed identificativa della pagina web;
  • il top level domain (T.L.D.) posto in coda all’indirizzo web, che contraddistingue il sito in base all’ambito territoriale, consentendo altresì all’utente d’individuare anche l’attività sostanziale svolta dal titolare del sito.

In parole più semplici, una lettura attenta di qualsiasi indirizzo web consentirà di pervenire ad informazioni utili; per cui se l’indirizzo termina con “.it”, già sapremo che ci si troverà in ambito italiano. Parimenti, laddove l’indirizzo web dovesse terminare con l’estensione “.info” sapremo già che si farà riferimento ad una pagina a carattere informativo. Un indirizzo web è quindi una sorta di documento di riconoscimento all’interno della rete di navigazione informatica.

Davanti a quali autorità è possibile chiedere la registrazione dei domini web?

La procedura di assegnazione di un nome a dominio differisce sensibilmente a seconda della scelta della tipologia dei T.L.D. come sopra differenziati. Nel dettaglio, laddove si intenda registrare un dominio con

  • Country Code T.L.D: a governare tale procedimento sarà un’autorità amministrativa a carattere nazionale. In Italia, ad esempio, per l’assegnazione del dominio “.it”, la richiesta di registrazione andrà avanzata al Registro dei nomi assegnati o Registro.it. e comunque in senso più lato, ci si dovrà rivolgere ad una cosiddetta registration authority. Inoltre, mentre il soggetto che chiede la registrazione di un dominio web è il cosiddetto “registrant”, le entità che curano la procedura di registrazione vera e propria si definiscono “registrar”;
  • Generic T.L.D: a presiedere l’iter sarà l’Icann (Internet corporation for assigned names and numbers), vale a dire un ente di carattere internazionale con sede a Los Angeles (CA) che gestisce il sistema complessivo dei nomi a dominio vale a dire il Dns o Domain name system. Per ulteriori informazioni su come registrare i nomi gTLD, è consigliabile contattare un registrar accreditato Icann il cui elenco aggiornato è reperibile in rete.

Tale sistema è stato previsto al fine di garantire che ogni indirizzo sia unico e che tutti gli utenti di internet siano in grado di trovare gli indirizzi validi. L’Icann riesce ad ottemperare a questo compito sovrintendendo alla distribuzione di indirizzi Ip e nomi a dominio univoci. Inoltre, garantisce che ciascun nome a dominio corrisponda all’indirizzo Ip corretto.

Ma cosa sono ora questi indirizzi Ip? In parole molto povere, dietro all’indirizzo alfanumerico web “kretu.it” si trova un indirizzo “segreto” costituito da una stringa di numeri ben più complessa da memorizzare del “kretu” di cui all’esempio. Ecco, queste stringhe numeriche, potremmo dire che costituiscono il pane quotidiano dell’Icann che quindi fa il lavoro pesante al posto nostro.

Che tipo di organismo è il Registro.it?

Registro.it è l’organismo incaricato dell’assegnazione prima e della gestione poi, dei domini internet che terminano con il ccTLD (di cui sopra) vale a dire con il dominio di primo livello nazionale.

Il servizio erogato da tale organismo è all’interno dell’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Tale organismo gestisce dunque tutte le attività relative alla registrazione e al mantenimento dei nomi a dominio “.it” in forza della delega assegnata da una entità superiore che oggi porta il nome di Icann. La registrazione dei domini “.it” è aperta a tutte le persone fisiche (maggiorenni) e giuridiche dell’Unione europea.

Il Registro opera inoltre in stretto collegamento con gli organismi governativi di riferimento: in primis il Ministero dello Sviluppo economico, in qualità di dicastero vigilante sull’attività di registrazione dei nomi a dominio, al fine di assicurare una gestione armonica e un utile interscambio. Il Registro ha inoltre ottenuto nel 2004 la certificazione di qualità ISO 9001:2008 per le attività di registrazione e gestione dei nomi a dominio.

Cosa fa l’Icann?

L’Internet corporation for assigned names and numbers (Icann) è responsabile della gestione e del coordinamento del sistema dei nomi a dominio (Dns o Domain name system).

Le finalità per cui tale ente opera sono principalmente le seguenti:

  • garantire che ogni indirizzo sia unico;
  • garantire che tutti gli utenti di internet siano in grado di trovare gli indirizzi validi;
  • sovrintendere alla distribuzione di indirizzi Ip e nomi a dominio univoci;
  • garantire che ciascun nome a dominio corrisponda all’indirizzo Ip corretto;
  • accreditare i “registrar” dei nomi a dominio; il che significa individuare e stabilire i criteri minimi per poter assolvere alla funzioni di registrazione, identificando anche persone o entità che soddisfino questi criteri con successiva stipula di un accordo di accreditamento.

In parole povere il fatto che esista l’Icann rende in un certo qual modo più semplice la vita di chi naviga in rete. Perché? Verrà spontaneo chiedere. Perché sarà l’Icann a vedersela con quelle noiosissime stringhe di numeri che formano gli indirizzi Ip, e una volta verificata la corrispondenza tra indirizzo Ip e dominio, l’utente si interfaccerà direttamente con l’indirizzo web, molto più semplice da memorizzare e digitare.

Come funziona il sistema di assegnazione dei domini?

Il sistema di assegnazione non ha carattere discrezionale ma si basa sull’applicazione rigida di due principi:

  • il primo, di carattere tecnico, dell’unicità del nome a dominio, in ragione del quale non possono coesistere nel web due domini assolutamente identici;
  • il secondo, di ordine convenzionale, che si estrinseca nella formula accennata sopra del “first come first served”, in virtù del quale l’unico elemento che dirime una pluralità di richieste per l’assegnazione del medesimo nome a dominio è la precedenza temporale della richiesta.

I domini sono segni distintivi al pari dei marchi?

Alla luce delle norme di legge [1] la risposta non può che essere affermativa. Non è un caso che il legislatore abbia rubricato un apposito articolo di legge come “Unitarietà dei segni distintivi” [2] che in parole povere equivarrebbe al divieto di trattare come figli legittimi i marchi e come figliastri i nomi a dominio per esempio.

Questione tutt’altro che peregrina se si considerano le battaglie interpretative che hanno arrovellato per anni i tecnici di settore su come dovesse essere interpretato l’indirizzo web, ma il passato è passato quindi ad oggi in virtù del principio sovraesposto è assolutamente vietato adottare come:

  • ditta;
  • denominazione o ragione sociale;
  • insegna;
  • nome a dominio di un sito usato nell’attività economica

un segno uguale o simile all’altrui marchio. Quindi in presenza del marchio “kretu” già da altri registrato per contraddistinguere giochi per bambini, non si potrà chiedere il dominio web “kretu” per contraddistinguere un portale con cui si vendono anche giochi per l’infanzia.

Questa formalizzazione sancisce quindi a chiare lettere che il rischio di confusione per il consumatore non si produce solo nel caso d’interferenza tra segni distintivi di tipo omogeneo, come ad esempio nel caso di due marchi, ma anche tra segni distintivi diversi. Non è infrequente il caso che il nome a dominio possa assumere rilievo come segno distintivo d’impresa quando attraverso il sito venga svolta attività economica. Per dirla molto brevemente, marchi e domini ora sono una sorta di gemelli diversi.



Di Maria Teresa Biscarini

note

[1] Art.14 D. Lgs. n.131 del 13.08.2010.

[2] Art.22 D. Lgs. n.30 del 10.02.2005.

Autore immagine: dominio sito internet di TierneyMJ


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