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Filler labbra: come funziona e quali sono le controindicazioni

15 Aprile 2019 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 15 Aprile 2019



Cos’è il filler? Quali sono i vantaggi dell’acido ialuronico? Cos’è il consenso informato? In questo articolo troverai tutte le informazioni necessarie su come aumentare il volume delle labbra. 

Avere labbra carnose e voluminose è il sogno di molte donne. C’è chi è stata graziata dalla natura e può sfoggiare un sorriso smagliante e chi decide di ricorre all’aiuto del chirurgo estetico per un ritocchino volto ad ottenere labbra morbide e sensuali per un effetto naturale da far invidia. Ma siamo sicuri che le labbra carnose siano più belle di quelle sottili? Il concetto di bellezza è spesso inteso in senso soggettivo. E fin qui nulla ci piove. Come ci suggerisce un’espressione latina: “de gustibus non disputandum est”. Dunque, siamo d’accordo sul fatto che ognuno ha le proprie preferenze e se si desiderano labbra più voluminose non stiamo qui a discutere sulla scelta di ricorrere o meno a trattamenti estetici che possano favorirne la realizzazione. Oggi, è possibile rimpolpare le labbra con trattamenti di medicina estetica che prediligono l’uso dei fillers ed ottenere risultati efficaci e duraturi. Con molta probabilità sei interessata all’argomento e vuoi saperne di più sul filler labbra: come funziona e quali sono le controindicazioni. Devi sapere che i fillers possono essere di derivazione naturale o sintetica; vengono iniettati nella mucosa labiale o lungo il suo contorno mediante l’uso di aghi sottili. Il prodotto maggiormente utilizzato è l’acido ialuronico. E’ importante affidarsi ad un professionista specializzato per evitare spiacevoli inconvenienti e avere labbra effetto canotto, anziché l’effetto più pieno tanto agognato. Inoltre, è fondamentale il primo incontro tra medico e paziente per acquisire informazioni relative all’area anatomica da trattare, per verificare il tipo di inestetismo da correggere e non tralasciare gli aspetti medico-legali come il consenso informato. In questo articolo ti spiegherò cos’è il consenso informato, quando ricorre il reato di esercizio abusivo di una professione e cosa ci dice la giurisprudenza in merito a pubblicità ingannevoli che promettono risultati fatiscenti. Dopodiché, troverai l’intervista al dr. Vincenzo Nunziata, medico chirurgo specializzato in chirurgia plastica e ricostruttiva.

Cos’è il consenso informato?

Prima di sottoporsi ad un intervento invasivo sul proprio corpo, il paziente deve essere informato dal medico, in maniera esaustiva, sulla natura e sulle eventuali conseguenze che possono derivare da un trattamento medico. Il consenso informato consiste nella manifestazione di volontà del paziente di sottoporsi a  tale trattamento. Si tratta di un documento che ha valore legale; il fine è quello di tutelare sia il paziente sia il personale sanitario da eventuali complicanze.

Puoi trovare le ultime sentenze sulla violazione del consenso informato nel nostro articolo, cliccando qui.

Esercizio abusivo di una professione

Dopo esserti rivolta ad un chirurgo estetico per l’iniezione di filler all’acido ialuronico, hai notato che le tue labbra sono irregolari o eccessivamente voluminose. Hai avvertito dei fastidi ed oltre a subire un danno estetico, le conseguenze che ne sono derivate ti hanno provocato disturbi di tipo ansioso depressivo. Il medico ti ha tranquillizzato e ti suggerito di massaggiare le labbra per favorire il riassorbimento del materiale. Peccato che dopo un po’ di tempo, scopri che il medico a cui ti sei rivolta non è un medico abilitato, ma esercita abusivamente la professione senza averne il titolo.

Cosa prevede la legge in caso di esercizio abusivo di una professione? Il codice penale prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 10.000 a 15.000 euro [1].

E se un medico abilitato istiga un tirocinante ad esercitare abusivamente la professione? In tal caso, il codice penale prevede una pena più severa: la reclusione da uno a cinque anni ed una multa che va dai 15.000 ai 75.000 euro. L’intento è quello di frenare quei casi in cui i professionisti si avvalgono dei praticanti per lo svolgimento di mansioni che non è possibile eseguire senza un’abilitazione. Ma non finisce qui. Sono anche previste pene accessorie come la pubblicazione della sentenza e la confisca delle attrezzature utilizzate per la consumazione del reato.

In più, se la persona condannata esercitava la professione con regolarità, la sentenza di condanna viene comunicata all’ordine di appartenenza per l’interdizione dalla professione da uno a tre anni.

E se il professionista a cui ti sei rivolta è un medico di chirurgia estetica che ha svolto in suo lavoro in modo negligente? Cosa puoi fare se da un trattamento, oltre a un danno estetico, ne deriva un disturbo di tipo ansioso depressivo? Il medico è tenuto al risarcimento del danno. E’ quanto si evince da una sentenza del tribunale di Roma  [2] che pone l’attenzione su quei casi in cui un intervento ordinario non presenta particolari difficoltà.

L’unica ipotesi in cui il medico può sottrarsi al risarcimento ricorre nel caso in cui si trova nella condizione di dimostrare che le complicazioni non sono derivate da un’insufficiente diligenza professionale, ma rappresentano la conseguenza di un evento imprevedibile.

Cosmetici Fillerina: messaggio pubblicitario ingannevole

L’ Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) ha spiegato che è da ritenersi ingannevole il messaggio pubblicitario di una linea di cosmetici anti-rughe per viso e labbra chiamata “Fillerina”. Si tratta di prodotti presentati come “il filler da fare a casa” [3].

I consumatori possono essere indotti in errore sulla natura e sull’efficacia dei prodotti nel momento in cui vengono adottate immagini evocative (l’applicatore che somiglia ad una siringa) e testi (“in analogia con i trattamenti filler riempitivi di acido ialuronico utilizzati in medicina estetica”) che possono creare confusione tra cosmetici e trattamenti di medicina estetica.

Per avere maggiori informazioni sul filler e sull’aumento del volume delle labbra, abbiamo intervistato il dr. Vincenzo Nunziata, chirurgo estetico e dottore di ricerca in chirurgia sperimentale ricostruttiva.

Perché le donne desiderano avere labbra più carnose?

Da sempre le labbra sono legate alla femminilità della donna. Nel corso dei secoli, molte icone femminili vengono ricordate anche per le loro particolari labbra. Le strutture al centro del viso sono sempre quelle che maggiormente vengono fissate dallo sguardo del nostro interlocutore. Sicuramente, labbra troppo voluminose possono essere in disarmonia con il resto del viso, pertanto un chirurgo serio deve porre un freno a richieste sconsiderate.

Qual è l’età media delle sue pazienti?

Per quanto concerne la medicina estetica nel mio studio vedo pazienti dai 18 ai 75 anni. I trattamenti più richiesti dal sesso femminile sono sicuramente sono i trattamenti di rimodellamento delle varie subunità del viso, labbra, solchi nasogenieni, zigomi, occhi, naso, cicatrici post acneiche ecc.

In cosa consiste il primo incontro con la paziente?

Durante la prima visita viene effettuata da parte del sottoscritto un’attenta valutazione dello stato di salute del paziente, si valutano eventuali allergie, pregressi trattamenti effettuati, terapie in atto ecc.

Successivamente vengono valutate tutte le possibilità utili ad esaudire la richiesta del paziente e, mostrati casi simili alla situazione di partenza, vengono eventualmente effettuate delle simulazioni con la realtà virtuale aumentata 3D e 5D.

Quali sono le  procedure mediche e/o chirurgiche per l’aumento del volume delle labbra?

La metodica più semplice e per la quale abbiamo maggiore richiesta è rappresentata dall’aumento volumetrico con acido ialuronico. Si tratta di una metodica ambulatoriale sicura, ripetibile che non provoca allergie, rigetto o migrazione del prodotto. La semplicità del trattamento, la possibilità di effettuarlo in uno studio medico in 10 minuti e la facilità di reperire prodotti hanno reso questa metodica tra le più richieste di tutta la medicina estetica.

L’aumento volumetrico delle labbra può essere seguito con altri tipi di filler così come con il grasso autologo secondo la metodica del lipofilling. Questa procedura rientra tra quelle chirurgiche e, sebbene sia di facile esecuzione, necessita di essere effettuata all’interno di una struttura più protetta come un ambulatorio chirurgico o una sala operatoria. Il trapianto di grasso autologo dovrebbe garantire una maggiore durata nel tempo e un risultato più naturale, ovviamente ha anche i suoi tanti limiti.

Filler: cos’è e in cosa consiste il trattamento?

Il termine filler, dall’inglese “to fill” significa riempitivo. Con questo termine generico sono indicate numerose sostanze tra le quali la più conosciuta è l’acido ialuronico. Il primo filler utilizzato nella storia negli anni ’60 è stato il silicone liquido, prodotto a basso costo del quale si è fatto un largo uso in passato fino al 1993, anno nel quale è stato bandito e vietato dal codice penale per le innumerevoli complicanze provocate da questa sostanza come la migrazione del prodotto e la possibilità di generare dei tumori meglio conosciuti come siliconomi.

Nel 1976 la Fda ( food and drugadmininistraton) approva la commercializzazione del primo collagene bovino iniettabile prodotto dalla Collagen Corporation di Palo Alto in California: lo Zyderm®. Alla fine degli anni ’90, appare l’acido ialuronico che fissa un’altra pietra miliare nella storia dei fillers.

Questi possono essere differenziati:

  • in base alla durata del riassorbimento in:
    • permanenti;
    • riassorbibili;
  • oppure in base alla sede di impianto in:
    • intradermici;
    • sottodermici;
  • oppure in base alla loro natura in:
    • eterologhi: derivati da tessuti di specie animali diversi dall’uomo;
    • omologhi: derivati da tessuti di individui della stessa specie;
    • autologhi: donatore e ricevente sono lo stesso individuo;
    • di sintesi: sintetizzati in laboratorio.

I fillers non vengono considerati veri e propri farmaci, ma sono classificati nella categoria dei “dispositivi medici impiantabili”. Un marchio CE obbligatorio ne garantisce la sicurezza sanitaria, ma  non  assicura tuttavia né l’efficacia né la tolleranza in situ a breve ed a lungo termine. In mancanza di ciò, il mercato risulta essere invaso da prodotti privi di un’accurata sperimentazione farmacologica e potenzialmente pericolosi.

Cosa sono i fillers semipermanenti?

I fillers semipermanenti vengono annoverati secondo alcune classificazioni ed hanno un riassorbimento fino a 4 anni:

  • microsferule di polimetilmetacrilato;
  • polimeri reticolati di poliacrilamide;
  • gel di collagene;
  • gel di acido jaluronico.

Fillers permanenti: vantaggi e svantaggi.

I fillers permanenti possono solamente dare problematiche a mio avviso. In caso di allergie o rigetto del prodotto, è molto difficile eliminare completamente il filler e questo spiega il perché del successo dell’acido ialuronico, oggi considerato un prodotto di grande impiego.

Impianti solidi: cosa sono e come avviene il trattamento?

Per l’aumento volumetrico delle labbra sono utilizzate anche delle protesi in silicone che vengono impiantate in sala operatoria con una particolare procedura chirurgica.

Quali sono i campi di applicazione del filler in chirurgia plastica?

Si ricorre al filler in chirurgia plastica per:

  • la correzione di cicatrici atrofiche di varia natura (acne, ustioni, traumi, tumorectomia);
  • dismorfismi congeniti o acquisiti;
  • lipodistrofie di varia natura;
  • sindrome di Barraquer-Simonds;
  • sindrome di Dunningan;
  • sindrome di Romberg;
  • sindromi Aids correlate;
  • atrofia localizzata da iniezione di insulina;
  • corticosteroidi.

In cosa consiste la tecnica del lipofilling?

Questa procedura è ormai largamente richiesta non solo per le labbra, ma per tutto il viso soprattutto per la regione zigomatica o le guance. Il vantaggio è quello di poter utilizzare grossi quantitativi di volume risparmiando sul costo delle fiale. Il grasso inoltre contiene cellule staminali che andranno a differenziarsi in nuove cellule. Pertanto, il processo non è solo riempitivo, ma è da considerarsi di tipo rigenerativo.

Cosa consiglia a chi ha desidera aumentare il volume delle labbra?

Quello che consiglio è di rivolgersi ad un esperto del settore, possibilmente un chirurgo plastico specialista; di non affidarsi a sedicenti medici e soprattutto di evitare di effettuare il trattamento in luoghi non autorizzati.

Negli ultimi anni, è sempre più frequente la richiesta di aiuto di persone che hanno effettuato il trattamento da soli o da colleghi poco esperti. Sebbene la procedura sia molto semplice da effettuare, i rischi legati ad un trattamento sbagliato possono essere deleteri. Mi è capitato di vedere in prima persona esiti devastanti da filler come: necrosi cutanea, perdita di sensibilità, formazione di granulomi da corpo estraneo, infezioni, migrazioni di prodotto.

Qual è il segreto del successo del filler?

Il filler offre ampie possibilità di scelta riguardo il prodotto più idoneo all’inestetismo da trattare. Si tratta di materiali sempre più sicuri a costi accettabili. Non dimentichiamo la facile reperibilità dei prodotti ed il trattamento ambulatoriale. Nel tentativo di utilizzare sostanze di diversa natura come riempitivi e modellanti, ancora oggi assistiamo a risultati drammatici, con complicanze e sequele importanti.

Tutte le sostanze possono dare eventi avversi e complicazioni più o meno importanti in relazione alle:

  • caratteristiche chimico-fisiche e immunologiche;
  • modalità di infiltrazione;
  • risposte dell’ospite.

Quali sono le controindicazioni dell’impianto di filler?

Nessun filler è privo di rischi o effetti collaterali. E’ necessario effettuare un’anamnesi clinica del paziente per individuare eventuali controindicazioni all’impianto.

Tra le controindicazioni è possibile annoverare:

  • allergia al materiale da iniettare;
  • gravidanza in atto;
  • collagenopatie;
  • herpes in fase attiva;
  • malattie dermatologiche autoimmunitarie;
  • disordini della coagulazione del sangue.

In caso di infiltrazioni in zone precedentemente trattate è necessario conoscere le sostanze già iniettate, in quanto la combinazione di sostanze assorbibili e non assorbibili nelle stesse zone, sembrerebbe favorire reazioni granulomatose. E’ preferibile utilizzare fillers riassorbibili che possono provocare ADR transitorie e reversibili, evitabili con un’accurata anamnesi e/o, secondo il prodotto scelto, con un test preliminare al trattamento.

I prodotti non assorbibili possono provocare la comparsa molto tardiva di granulomi  non prevedibili con test intradermici. Preferiamo l’utilizzo di grasso autologo,  che anche se parzialmente o totalmente riassorbito, non migrerà e nè darà reazioni da corpo estraneo.

note

[1] Art. 348 cod. pen.

[2] Corte d’appello Roma sent. n. 3793/15.

[3] Agcm n.24988 del 19.06.2014.

Autore immagine: labbra di marinafrost


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