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Editoriali Pedinati dalle agenzie investigative: così si sa dove pignorare il conto

Editoriali Pubblicato il 17 aprile 2013

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> Editoriali Pubblicato il 17 aprile 2013

Pignoramento del conto corrente in banca: così anche i privati possono “accedere” a tutte le informazioni necessarie per il blocco dei risparmi.

Per ultimare il ciclo di articoli sui pignoramenti dei conti correnti degli italiani, voglio offrirvi l’ultimo spunto di riflessione per comprendere come ormai non esista più una tutela effettiva né nei confronti dello Stato (grazie alla Anagrafe tributaria dei conti correnti), né nei confronti dei privati.

Il tutto – lo ricordo ancora una volta – parte dalla considerazione che il pignoramento della pensione o dello stipendio, quanto effettuato in banca, può avvenire nella misura del 100% di tali importi e non solo del quinto.

Telefono a un’agenzia investigativa, forse una delle più note della zona.

Mi fingo un erede con la necessità di conoscere eventuali conti correnti lasciati ancora attivi dal defunto.

Dall’altro lato della cornetta mi risponde una signorina con un fare intraprendente e disponibile (tempo di crisi anche per i detective). Mi chiede se, oltre a me, esistono altri eredi.

“Perché?” le rispondo, fingendo ingenuità.

“Perché così possiamo pedinarli e verificare in quale banca si recano a ritirare eventuali giacenze. In questo modo possiamo risalire ai beni del defunto”.

Non credo alle mie orecchie e, soprattutto, al fatto che ciò mi venga rivelato per telefono. “Mi faccia capire meglio – le dico – Voi avete la possibilità di pedinare queste persone e scoprire il loro Istituto di Credito di fiducia?”

“Esattamente” mi conferma.

Ripeto l’esperimento con un’altra agenzia di investigazioni. Questa volta divento l’amministratore di un’azienda, creditore di una grossa somma, alla ricerca di eventuali conti correnti del mio debitore.

La risposta è identica. Appostamenti sotto casa per scoprire in quale banca si reca il cattivo pagatore.

Un terzo tentativo. Questa volta il tale dall’altro capo del telefono è più prudente. Mi dice di avere la soluzione che fa per me, ma che preferisce spiegarmela a voce.

È quanto mi basta.

Tirando le somme – soprattutto a beneficio di quei pochi che ancora non sono stati sfiorati dal sospetto – alcune delle cosiddette società di investigazioni non si limitano a fare semplici ricerche in archivi ufficiali e pubblici, ma arrivano a pedinare gli italiani, per verificare in quale banca si recano, o per controllare la targa dell’auto e poi, attraverso il PRA,  accertarsi dell’effettivo proprietario.

In chiusura, e per riassumere quanto si è detto in questo ciclo di articoli, apparirà a tutti chiaro come, oggi, pignorare un conto corrente (bancario o postale) sia divenuto, oltre che conveniente, anche estremamente facile. Ed infatti:

– come si è già spiegato, il pignoramento in banca può avvenire nella misura del 100% degli importi e non solo del quinto;

– il decreto Salva Italia ha obbligato l’Inps a versare tutta la pensione in banca;

– per scoprire presso quale banca effettuare il pignoramento, lo Stato si vale dell’Anagrafe tributaria, mentre i privati delle Agenzie investigative.

Risultato: la legge che ha imposto la necessità di un conto corrente per i pensionati è riuscita a cancellare definitivamente, dal nostro ordinamento, il limite di pignoramento del quinto della pensione.

Stesso discorso vale per i redditi di lavoro dipendente, laddove – soprattutto nelle grandi aziende – i pagamenti avvengono in banca e non con assegno.

Ora, finché il creditore è un privato, il problema si risolve cercando di contenere le uscite e di non spendere oltre le proprie possibilità.

Ma quando il creditore è uno Stato che impone una tassazione spesso superiore alle stesse possibilità del cittadino, vien da chiedersi se sia davvero cambiata qualcosa rispetto all’epoca del sovrano despota.


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7 Commenti

  1. Egregio Dott. Angelo Greco,
    la presente unicamente per significarle che chi è titolare di Licenza di Pubblica Sicurezza ex art. 134 T.U.L.P.S. può anche pedinare un debitore, essendo un credito oggetto di diritto giuridicamente rilevante.
    E’ altrettanto vero però che ANCHE all’Agenzia Investigativa è tassativamente proibito qualsivoglia accesso a banche dati destinate esclusivamente alla Pubblica Amministrazione!
    Con l’occasione, inoltre, le significo che ogni qual volta mi interessava approfondire un argomento non sono dovuta ricorrere a mentite spoglie, neppure telefonicamente…. peggio ancora per trarne in una qualche maniera un profitto.
    Cordialità.

    1. Maddalena, grazie per le informazioni che ci ha fornito e che ha voluto condividere con i nostri lettori

  2. Le agenzie investigative autorizzate hanno facolta’ di effettuare tali controlli nella piena legalita’, garantita dalle Leggi dello Stato. Il nostro studio le usa frequentemente per pignorare i conti dei debitori e i risultati sono sempre positivi. Non capisco il motivo per il quale i diritti del creditore dovrebbero essere conculcati.

  3. Basta un’agenzia investigativa senza scrupoli disposta a dare 50 euro a nominativo ad un impiegato dell’Anagrafe Tributaria dove sono registrati tutti i conti correnti, postali, carte prepagate con Iban e puoi aprire anche un conto corrente in un paesino isolato in cima alla montagna ma sarai beccato in mezza giornata con precisione chirurgica.

  4. Esiste anche il modo per raggirare le agenzie investigative.
    Uno si apre un conto all’estero, dove il codice fiscale non viene chiesto, dopo di che si opera online, e se dovete prelevare avete il bancomat. Io sono stato pedinato a mia insaputa, dopo il decreto di pignoramento, ho deciso di affidarmi all’estero scegliendo un conto sepa in euro dove mi versano lo stipendio, anche se c’é la tracciabilitá non possono pignorarlo, neanche con rogatoria, in quanto tale paese sbatte la porta in faccia all’italia. Mi hanno anche minacciato più volte e una in particolare mi sono trovato faccia a faccia con un tizio del recupero crediti che ho volutamente provocato a parole per poi denunciare il fatto alle autoritá, supportando la denuncia dai filmati della mia gopro installata sulla moto.

  5. Mi complimento con chi usa artifizi per sottrarrsi alle legittime aspettative dei creditori spesso truffati e gabbati dalla malizia dei Clienti.. Per incis,o i creditori non sono solo Banche e Gruppi finanziari , ma anche piccoli imprenditori che con i guadagni realizzati che devono mantenere la famiglia. Vergogna!

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