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Lo sai che? Stop al mantenimento del figlio maggiorenne che rifiuta di lavorare

Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2013

Figli fannulloni: l’inerzia nella ricerca del lavoro o il rifiuto immotivato di offerte fa decadere l’assegno.

 

È legittima la richiesta di revoca dell’assegno di mantenimento nei confronti del figlio maggiorenne che abbia terminato gli studi e non si impegni con serietà nella ricerca di un lavoro.

Lo ha affermato la Corte di Cassazione [1] in un caso nel quale un genitore chiedeva la revoca dell’obbligo di versare l’assegno di mantenimento in favore della figlia di 37 anni che, dopo avere completato gli studi, aveva rifiutato diverse offerte di lavoro.

Il genitore non convivente separato o divorziato è obbligato a versare l’assegno di mantenimento anche nei confronti del figlio maggiorenne. Questo obbligo è tuttavia finalizzato soltanto a fornire al figlio il necessario per vivere fin quando non sia capace di raggiungere l’indipendenza economica. Il figlio maggiorenne che gode dell’assegno e abbia terminato gli studi deve quindi dedicarsi alla ricerca di un lavoro.

Nel caso in cui egli non si dedichi con serietà a questa ricerca o rifiuti senza giustificato motivo le offerte di lavoro ricevute, il genitore obbligato al mantenimento potrà chiedere al Tribunale la revoca dell’obbligo.

Il figlio non può giustificare il rifiuto delle offerte con la non piena corrispondenza di queste alle proprie aspirazioni o ai propri studi. Spetta tuttavia al genitore che chiede la revoca provare l’inerzia del figlio e la sua effettiva capacità di trovare un impiego che ne garantisca l’indipendenza.

note

[1] Cass. sent. n. 7970/2013.


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3 Commenti

  1. ho un figlio di 23 anni compiuti ad aprile al quale verso 250 euro mensili
    non ho rápporti con lui né con sua madre per cui mi risulta impossibile sapere cosa fa
    perché non dovrebbe essere il beneficiario a dimostrare la sussistenza delle condizioni di mantenimento ?????
    lui dovrebbe dimostrare perché non lavora o studia !!
    scusate lo sfogo
    antonio monfregola

  2. anch’io mi trovo nella tua stessa situazione e non trovo giusto che siamo noi padri separati a dover chiedere tramite un’avvocato che cosa sta facendo o meno il figlio e se si interessa a cercare lavoro o stia nella bambagia tanto c’è il padre che gli da i soldi. inoltre non capisco per quale motivo si dice che il mantenimento al figlio maggiorenne decade quando ha trovato la sua stabilità economica in base ai suoi studi…..ma se uno ha studiato arte che fa va a cercare lavoro in una galleria d’arte? o stilista? o altro ancora che riguarda questo tipo di studio fatto’ e se uno ha studiato ragioneria si aspetta che vada a lavorare in uno studio di commercialisti? non vi sembra irreale la cosa?? se si aspetta una cosa del genere che è molto difficile che avvenga in questo tempo, saranno mantenuti sempre a vita e noi sempre a pagare, ma non capiscono che anche noi facciamo fatica a pagare queste cifre e si dovrebbero mettere a cercare di lavorare e soprattutto non potete pensare che anche noi padri magari stiamo facendo un lavoro che non ci piace e per il quale non abbiamo mai pensato di fare o per il quale non abbiamo mai studiato ma DOBBIAMO farlo per poter vivere? allora se lo facciamo molti noi genitori per la nostra e la loro sopravvivenza dei nostri figli è giusto che si sacrificano anche loro per se stessi non per noi ma per un loro futuro e per una loro futura famiglia.Una cosa è certa BISOGNA cambiare le leggi e non tartassare i padri separati che molti si trovano a dormire in auto o nei ritrovi a mangiare nelle mense perchè non hanno soldi e perche’ devono provvedere al loro mantenimento ma se un padre sta male nessuno se ne preoccupa l’importante è il figlio…EBBENE SE NON STIAMO BENE NOI come possiamo far stare bene gli altri? anche noi abbiamo un’orgoglio e una dignità che voi con le vostre leggi ci avete cancellato e distrutto piano piano rovinandoci per sempre.
    un padre stanco delle ingiustizie e stanco di mangiare sempre barattoli di tonno e fagioli perchè i soldi bisogna darli ai figli maggiorenni che magari lavorano anche in nero e non è possibile dimostrare .
    Scusate lo sfogo.
    saluti

  3. 02.09.2013. Salve. Anche’io mi trovo nella vostra situazione.Sono un padre divorziato non perchè l’ho voluto io ma perché lei è andata con un altro.quindi ho 2 figli maggiorenni che nono raporto da anni stanno con la mia ex.Io quando mi sono separato avevo figli minorenni, ho perso tutto perché lei ha voluto tutto(casa,tutti mobili,la macchina,e soldi ecc..)insomma sono rimasto con solo una mutande.Io sempre ritenuto giusto dare il mantenimento fine quando i figli minorenni,perché quando raggiungono la maggiore età solo preso in giro. loro non mi rispettano,insultano minacciano, e solo vogliono i soldi e usano ogni modo per avere,e noi padri ci sentiamo usati,umiliati e fustrati!!usano come se fossimo un bancomat!!!A noi chi pensa come ci sentiamo, come usciamo pagare le cose nostre..e abbiamo questa situazione perché la legge permette essere sotto messi dalle ex mogli e figli come il mio caso. loro non pensano minimamente andare lavorare.pensano solo al divertimento: perché andavano in discoteca da piccoli con mia ex!quindi io devo rovinare la mi vita per pagare i loro vizi!!NO ,sono stanco vivere cosi anche perché io riuscìto dopo 5 anni mi sono rifatto una famiglia e ho 2 figli piccolissimi. la legge perché rifiuta pensare che anche miei piccoli esistono perché?? Non ritengo giusto che la legge è solo dalla loro parte, sarà ora di cambiare la legge perché così i figli crescono mammoni e fannulloni!!E se cambiasse la legge forse restituiranno la nostra vita dignità di essere padri e uomini!!!Susate lo sfogo.Saluti

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