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Cosa si intende per errore materiale?

21 Aprile 2019 | Autore:
Cosa si intende per errore materiale?

Errore materiale: cos’è? Come si corregge la svista del giudice? Occorre fare impugnazione oppure esiste una procedura apposita?

Errare è umano, dice un antico proverbio; può quindi capitare a tutti di commettere uno sbaglio dovuto alla distrazione oppure ad un semplice momento di confusione. Se nella tua vita, per lavoro, devi scrivere articoli, preparare documenti oppure atti, ti sarà sicuramente capitato un errore di battitura; se fai il ragioniere, il commercialista o, comunque, ti occupi di numeri o di contabilità, senz’altro ti sarai imbattuto in un errore di calcolo, a volte anche banale e facilmente identificabile. In tutti questi casi, possiamo tranquillamente parlare di errori, ai quali spesso è possibile porre rimedio. Cose del genere accadono anche nel mondo del diritto. Cosa si intende per errore materiale? È ciò che vorrei spiegarti con questo breve articolo. Si tratta di un argomento semplice ma allo stesso tempo importante, poiché, a volte, anziché impugnare una sentenza e dover affrontare un ulteriore grado di giudizio è possibile avanzare una semplice istanza di correzione affinché si possa ottenere giustizia. Mettiti comodo e concedimi cinque minuti del tuo tempo: ti spiegherò cosa si intende per errore materiale.

Errore materiale: cos’è?

Per errore materiale si intende quello commesso a causa di una mera distrazione, di una svista o, semplicemente, di una disattenzione momentanea: ad esempio, volevi scrivere “mele” ma, a causa di un errore di battitura, hai scritto “melo” oppure “miele”; nel compiere un calcolo, intendevi riportare la cifra “1000” ma, a causa di problemi nel vedere bene i numeri sullo schermo, hai digitato “10000”; dovevi scrivere “Marco” e invece hai scritto “Mirco”; e così via.

Insomma, in poche parole, l’errore materiale è una svista, un errore non fatto apposta.

L’errore materiale in ambito giuridico

Caratteristica essenziale dell’errore materiale è che esso sia evidente, visibilmente frutto di una mera distrazione o incomprensione. Questo requisito emerge chiaramente ogni volta in cui, da determinate premesse, si giunge a conclusioni inequivocabilmente differenti: ad esempio il giudice, dopo aver motivato la sentenza dicendo, magari più volte, che a Tizio spettano 10.000 euro di risarcimento danni, alla fine nel dispositivo scrive la cifra di 1.000 euro. In un caso come questo, si tratterebbe di un errore materiale, in quanto tale da correggere, poiché nulla fa pensare che l’importo di 1.000 euro sia stato scritto deliberatamente.

Errore materiale: cosa dice la legge?

L’errore materiale è espressamente contemplato dalla legge, la quale prevede dei rimedi per farvi fronte. Diciamo subito che l’errore materiale di cui parliamo è, ovviamente, quello commesso dal giudice in un proprio atto: pensa all’esempio fatto in chiusura del paragrafo precedente, ove si riporta in maniera sbagliata l’entità del risarcimento da pagare, oppure alla sentenza ove si indica in modo erroneo il nome di una delle parti.

In casi come questo sarebbe davvero inutile impugnare la sentenza, con conseguente avvio di un ulteriore grado di giudizio che scomoderebbe un ulteriore giudice solamente per correggere una svista. Per tale ragione, quando l’errore può essere corretto con un semplice tratto di penna, si deve procedere nel modo che ti dirò di seguito.

Come correggere un errore materiale?

La legge dice che le sentenze e le ordinanze non revocabili possono essere corrette, su ricorso di parte, dallo stesso giudice che le ha pronunciate, qualora egli sia incorso in omissioni o in errori materiali o di calcolo [1]. Vediamo ora come procedere nel caso di errore materiale commesso dal giudice.

Secondo la legge, se tutte le parti concordano nel chiedere la stessa correzione, il giudice provvede con decreto, senza fissare alcuna udienza. In pratica, se l’errore è talmente evidente da non incontrare l’opposizione delle controparti, il giudice provvede immediatamente con decreto.

Se, invece, la correzione dell’errore materiale è chiesta solamente da una delle parti, il giudice è tenuto a fissare l’udienza nella quale le parti debbono comparire; sull’istanza il giudice provvede con ordinanza, che deve essere annotata sull’originale del provvedimento [2].

Se la correzione materiale di una sentenza è chiesta dopo un anno dalla pubblicazione, il ricorso e il decreto debbono sempre essere notificati alle altre parti personalmente.

Contro le sentenze modificate dalla procedura di correzione, e solamente con riferimento alle parti corrette, è possibile proporre impugnazione nel termine ordinario previsto dalla legge decorrente dal giorno in cui è stata notificata l’ordinanza di correzione.

note

[1] Art. 287 cod. proc. civ.

[2] Art. 288 cod. proc. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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