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Cosa registra la scatola nera della macchina

2 Aprile 2019 | Autore:
Cosa registra la scatola nera della macchina

La scatola nera: cos’è, a cosa serve, come funziona e quali dati registra. Perché le assicurazioni la incentivano? Quali sono i vantaggi per i conducenti?

Hai montato sulla tua macchina la scatola nera, convinto dai vantaggi promessi, come lo sconto sull’assicurazione auto e la possibilità di registrare i dati di eventuali incidenti in modo da poter ottenere più facilmente il risarcimento dei danni. Hai installato sulla tua macchina un dispositivo di cui non conosci il funzionamento: ne intuisci le potenzialità e forse sospetti anche che ci siano alcuni rischi, ma questo ti succede perché non sai bene cosa fa quella scatola. Sei all’oscuro di che cosa registra la scatola nera della macchina. Ti sarai chiesto per esempio come opera quella silenziosa scatola nera mentre tu guidi tranquillamente la tua macchina: monitora, verifica, accumula, trasmette, ma cosa? Vorresti sapere quali informazioni memorizza ed elabora, se funziona in maniera simile a quella degli aerei o se magari registra anche i tuoi percorsi di guida in modo da conservare, anche a distanza di tempo i dati personali relativi alle tue abitudini e comportamenti; presumi che ci sia il possibile rischio che essi vengano analizzati, esaminati e addirittura diffusi a terzi non autorizzati a conoscere questi aspetti della tua vita privata. Ti chiedi allora perché le assicurazioni premono così tanto per farti installare la scatola nera in macchina ad a cosa serva davvero; qual è la vera ragione e se è utile anche per te o solo per le compagnie assicurative e altri.

Se almeno una volta ti sei posto queste giuste domande, probabilmente non sai ancora cosa registra la scatola nera della macchina, come vengono memorizzati i dati, dove vanno a finire, chi li può guardare e come è possibile recuperarli ed interpretarli se occorre farlo e se tutto questo va a tuo vantaggio oppure a tuo danno. Ti spiegheremo quindi tutto ciò che ti occorre sapere sul funzionamento della scatola nera, in modo da renderti più consapevole nell’acquisto e nell’utilizzo di una macchina dotata di questo dispositivo.

Scatola nera: cos’è e a cosa serve?

La scatola nera è un dispositivo elettronico che serve a registrare i dati riguardanti i movimenti del veicolo e la condotta del suo conducente.

La sua diffusione è incentivata dalle compagnie assicurative: in cambio di uno sconto più o meno consistente sulla polizza [1], essa offre il vantaggio di ricostruire con più facilità le dinamiche degli incidenti e quindi di prevenire a colpo sicuro molte truffe in loro danno.

Però la convenienza a montarla c’è anche per il cliente che, invogliato dalla sua compagnia che gli propone sconti a volte anche notevoli, decide di montarla innanzitutto per risparmiare con la scatola nera sul premio da pagare per avere la polizza di assicurazione che, come sappiamo bene, è obbligatoria.

In questo modo il vantaggio è reciproco e la convenienza c’è per entrambi: tu risparmi sul costo dell’assicurazione Rc auto e la compagnia risparmia il costo di risarcimenti non dovuti per i finti incidenti. Ma l’assicurazione in contraccambio ottiene, grazie alla scatola nera, ulteriori vantaggi attraverso l’interpretazione delle informazioni che essa registra.

Quindi potrebbe esserci uno squilibrio, nel senso che l’assicurazione avrà vantaggi maggiori dei tuoi: i dati personali, al giorno d’oggi, valgono molto, specialmente se consentono di ricostruire le abitudini e le propensioni del consumatore e, come vedremo tra poco, la scatola nera li acquisisce.

Le assicurazioni sanno bene che gli conviene fare in modo che i veicoli assicurati con le loro compagnie siano dotati di scatola nera, al punto di sobbarcarsi tutti i costi per l’installazione ed il montaggio di questo apparecchio sulle macchine dei clienti e di offrire loro uno sconto se accettano di averla.

Tutto questo non accade per caso: capirai presto anche tu il perché di questa convenienza, non appena avrai visto come funziona e cosa registra la scatola nera. Scoprirai molte utilità nascoste, a favore non solo delle assicurazioni ma anche dei conducenti ed in particolare di quelli seri ed onesti. Ti esporremo anche qualche possibile rischio in questo “tesoro” di dati che ti riguardano e sono accumulati dalla scatola.

Scatola nera: come funziona?

L’apparecchio consiste in un piccolo dispositivo che di solito viene installato dentro il cruscotto. E’ collegato alla batteria dell’auto perché funziona con la corrente elettrica che lo alimenta.

Al suo interno il congegno principale è una sorta di scheda simile ad una sim telefonica dei cellulari, che si “aggancia” ad un localizzatore satellitare Gps: questo permette di tracciare e registrare in modo continuo e costante tutti i movimenti del veicolo.

Attenzione: la scatola nera non si limita a questo, altrimenti sarebbe simile ad un normale smartphone che – se dotato dell’apposita funzione, come ad esempio i servizi di Google – tiene traccia delle posizioni, dei nostri spostamenti e dei relativi percorsi: essa invece interagisce con i dispositivi del veicolo e arriva ad osservare ed analizza anche la condotta di guida del conducente.

In questo modo essa memorizza e comunica molte cose, al di là della semplice posizione, sui nostri movimenti e sul modo in cui li compiamo mentre guidiamo la nostra macchina. Vediamo precisamente quali sono.

Cosa registra la scatola nera?

La scatola nera è predisposta per registrare e comunicare una grande quantità di dati molto eterogenei e apparentemente diversi tra loro: i più importanti sono la posizione del veicolo, i suoi movimenti e i tragitti percorsi, le soste e la loro durata, la velocità di marcia in ogni istante, le accelerazioni o le frenate, il funzionamento dei sistemi di sicurezza a bordo e le informazioni relative ad impatti e scontri di qualsiasi tipo, cioè non solo incidenti veri e propri ma anche i semplici urti nei parcheggi.

Tutti questi dati possono poi essere combinati tra loro ed interpretati in modo da fornire un sistema di informazioni veramente potente, che si presta agli usi più disparati compresi quelli commerciali e di profilazione delle abitudini del conducente. In questo si nasconde il valore del servizio che la scatola nera silenziosamente offre a chi sa interpretare le preziose informazioni che fornisce.

Vediamo ora uno per uno i tipi dei dati che vengono registrati, mentre nel paragrafo successivo commenteremo a cosa servono e quali sono gli scopi per cui possono essere utilizzati.

La scatola nera registra tutte le informazioni su:

  • geolocalizzazione: il sistema satellitare fornisce le coordinate di posizione della macchina, in modo accurato e preciso, momento per momento;
  • percorrenza: tutti gli spostamenti della macchina vengono memorizzati, in modo di conoscere non soltanto la posizione ma anche e soprattutto il percorso compiuto, con i relativi tempi di marcia e di sosta in ogni data, orario e minuto secondo;
  • accelerazione e decelerazione: il sistema registra tutte le variazioni di velocità, che ovviamente non è mai costante ma cambia di continuo in relazione alle scelte del conducente ed alle condizioni del tratto di strada percorso e del traffico;
  • marce inserite: considerare quando e come si cambiano le marce e a quale andamento si mantiene il numero dei giri del motore serve a chi sa analizzare questi dati a comprendere lo stile di guida ed il modo in cui il conducente si comporta, evidenziando subito, per esempio, chi è più tranquillo rispetto a chi è nervoso e si muove a scatti sforzando il motore;
  • chilometri percorsi in un determinato periodo: i dati si possono analizzare e raggruppare per anno, mese, settimana o giorno e così verificare anche le variazioni in determinati periodi (ad esempio i “guidatori della domenica” saranno distinti dai “professionisti del volante” che nei fine settimana generalmente riposano);
  • tutti i sinistri, o meglio gli scontri di qualsiasi natura e genere o causa, per i quali il sistema memorizzerà all’istante data e orario, posizione di verificazione, punti di impatto, velocità del veicolo in quel preciso istante e nei momenti immediatamente precedenti e successivi;
  • attivazione e funzionamento di tutti i sistemi di sicurezza attiva e passiva di cui è dotata la macchina, come le cinture, l’airbag e tutti i dispositivi elettronici (frenata assistita, sensori di parcheggio, ecc).

A cosa servono e come si usano i dati registrati dalla scatola nera?

Dopo che ti abbiamo esposto i vari tipi di dati registrati dalla scatola nera potrai capire facilmente il perché di tutte queste azioni:

  • la localizzazione del veicolo, cioè l’informazione costante sulla sua posizione e la memorizzazione esatta di tutti i luoghi e dei corrispondenti tempi in cui in veicolo si è trovato in passato, consente di prevenire nel modo più facile molti finti incidenti: se il luogo di verificazione dichiarato dalle parti risulterà diverso dai dati della scatola nera, l’incidente sarà evidentemente falso e la compagnia assicurativa si accorgerà subito del tentativo di truffa;
  • la registrazione delle accelerazioni e delle decelerazioni che il conducente avrà compiuto durante il percorso del veicolo renderà molto semplice capire se la velocità tenuta era corretta oppure superava i limiti e non era adeguata alle condizioni della strada: anche qui il compito di accertare le responsabilità di un sinistro risulterà agevolato e sarà favorita non solo la compagnia che risparmierà sui costi di indagine ma anche il guidatore se risulterà essere stato prudente;
  • la memorizzazione istantanea degli event crash, cioè degli scontri avuti dalla macchina con altri veicoli oppure con pedoni o ostacoli fissi (pali, muri, guardarail ecc.), aiuterà i periti assicurativi a capire com’è andata, in modo da ricostruire la dinamica attribuendo con precisione la velocità al momento dell’impatto e la sua intensità; questo è utile per calcolare se i danni riportati dai mezzi coinvolti o dalle persone infortunate potessero o meno verificarsi con le modalità da loro dichiarate; anche qui le truffe saranno evitate con facilità;
  • l’acquisizione delle informazioni sullo stato e sull’utilizzo dei dispositivi di sicurezza, a partire dall’allacciamento delle cinture per ciascuno dei passeggeri a bordo fino al funzionamento degli airbag o dei dispositivi di aiuto nelle frenate (abs, esp ecc.) permette di sapere se in caso di incidente essi erano correttamente installati, inseriti e funzionanti oppure no; potrebbe emergere addirittura una responsabilità delle case automobilistiche per il loro malfunzionamento o delle officine per la loro mancata manutenzione.

La scatola nera e la privacy

In effetti però questa mole di dati pone seri problemi di privacy che ancora non sono stati risolti in modo adeguato. I dati  vengono memorizzati in un database cioè in un grosso archivio informatico e così possono essere elaborati e trattati in vari modi, con il rischio che vengano utilizzati e diffusi anche per scopi non consentiti.

I conducenti assicurati non sanno cosa accade e come queste informazioni vengono gestite. In pratica, semplicemente guidando, lasciano una serie infinita di tracce che forniscono notizie il cui valore va ben al di là dei motivi per cui i dati vengono registrati e raccolti dalla scatola nera.

Il fatto che vi sia il consenso preventivo del cliente all’installazione del dispositivo non risolve questi dubbi perché lascia aperta la preoccupazione sul modo in cui i dati vengono custoditi ed elaborati e sulle finalità del trattamento che, in assenza di adeguate garanzie (i regolamenti necessari in materia non sono stati ancora emanati) potrebbe sconfinare in utilizzi illeciti.

Non si conosce infatti con quali modalità vengono custodite e protette queste informazioni e se esse siano adeguate a garantire dal pericolo di furto di dati: in tal caso il danno colpirebbe non tanto le compagnie assicurative quanto i proprietari dei dati personali, che sono sempre i conducenti dei veicoli.

Scatola nera: quali vantaggi e per chi?

Torniamo ora agli aspetti positivi e cioè ai vantaggi. Le utilità della scatola nera non finiscono con quelle più evidenti che ti abbiamo indicato prima: ce ne sono molte altre che non sono certo di dettaglio, ma anzi risultano molto utili. Si tratta di vedere per chi e in che misura.

Ecco quali sono:

  • la localizzazione della posizione rende più facile ritrovare il veicolo rubato, in caso di furto (fino a quando la batteria dell’auto non si scarica oppure il collegamento viene staccato);
  •  la registrazione di tutti i movimenti del veicolo, comprese le soste e la loro durata, aiuta a compilare un quadro statistico su come quell’autovettura viene abitualmente utilizzata dal suo conducente, quali sono i suoi percorsi abituali, le mete preferite, i luoghi di vacanza o di week end, i punti di rifornimento prescelti e molto altro ancora;
  • i dati della localizzazione continua e dei percorsi compiuti consentono di verificare il chilometraggio annuale (se si vuole anche quello mensile, settimanale o giornaliero medio) in modo da controllare se il dato dichiarato dal contraente della polizza assicurativa corrisponda o no all’utilizzo effettivo della macchina; il chilometraggio medio è uno dei parametri utilizzati per stabilire il costo della polizza. Alcuni assicurati, nel tentativo di risparmiare, potrebbero dichiarare alla compagnia un valore più basso. Sapere qual è quello vero aiuta la compagnia a prevenire dichiarazioni mendaci di chilometraggi percorsi inferiori a quelli realmente compiuti.

Il ruolo della scatola nera negli incidenti

Però il vantaggio maggiore dell’utilizzo della scatola nera sta nel fatto che essa aiuta molto a prevenire gli incidenti falsi e a ricostruire nel modo esatto quelli realmente verificatisi. Il maggior valore pratico della scatola nera si rivela al momento del bisogno, un po’ come sugli aerei dove essa è determinante per capire cosa è successo e quali sono le cause.

In questo modo il cliente – che ha già ottenuto un risparmio iniziale, grazie allo sconto sulla polizza per aver acconsentito ad installare sulla sua macchina questo dispositivo – avrà la garanzia di vedersi riconosciuti e giustamente risarciti i danni subiti a causa di un incidente di cui è stato vittima senza dover attendere troppo a lungo, magari intraprendendo le vie legali e giudiziarie per ottenere un riconoscimento delle sue ragioni attraverso testimoni, perizie e ricostruzioni fatte dagli organi rilevatori del sinistro, che spesso forniscono dati discordanti.

Buona parte di questa fatica viene eliminata grazie alla tecnologia: la scatola nera rende tutto questo molto più automatico e facilmente constatabile, anche se per avere la corretta interpretazione dei dati occorrerà sempre ricorrere a personale specializzato ed in particolare a tecnici che sappiano estrarre e poi “tradurre” una serie di cifre e codici in linguaggio comprensibile.

Il ricorso a periti, giudici ed avvocati non verrà, cioè, eliminato, ma anch’essi saranno agevolati nel loro lavoro dalla disponibilità di una nutrita serie di informazioni, che risulteranno affidabili ed attendibili perché ottenute da un dispositivo elettronico che funziona in modo oggettivo e neutro, automatico e difficilmente manipolabile.

Alla fine, non saranno solo le parti coinvolte nei sinistri ad ottenere questi vantaggi, ma l’intero sistema automobilistico ne beneficerà: le compagnie assicurative avranno risparmiato molti soldi che avrebbero dovuto pagare per risarcire sinistri falsi o dalla dinamica incerta (devono remunerare i propri periti ed investigatori e questi costi ricadono sui clienti, compresi quelli onesti) ed il costo delle polizze per tutti dovrebbe, finalmente, abbassarsi almeno di un po’.

Senza contare, poi, il fatto che sapere che a bordo della macchina c’è un apparecchio che registra praticamente tutto quello che facciamo come conducenti ci induce ad una prudenza maggiore e quindi ad instaurare abitudini di guida corrette e adeguate, evitando azzardi e manovre pericolose.

Tutto questo potrà accadere, se non nel breve periodo, almeno nel lungo termine, a condizione che l’utilizzo della scatola nera si diffonda sulla maggior parte delle autovetture in modo da premiare non solo le compagnie assicurative, ma soprattutto i conducenti virtuosi e rispettosi delle regole di circolazione stradale.


note

[1] Espressamente previsto dall’art. 132 ter, commi 2 e 4, del D. Lgs. n. 209 del 7.09.2005 (codice delle assicurazioni private) come modificato dall’art. 1, comma 6, della L. n.124 del 4.08. 2017. Vedi anche il Regolamento Ivass n.37 del 27 marzo 2018.

Autore immagine: auto di AliceAbob


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8 Commenti

    1. La scatola nera è un dispositivo elettronico che serve a registrare i dati riguardanti i movimenti del veicolo e la condotta di guida del suo conducente.

        1. La scatola nera non registra le conversazioni, ma registra i tuoi percorsi di guida in modo da conservare, anche a distanza di tempo, i dati personali relativi alle tue abitudini e comportamenti di guida.

  1. mi hanno contestato i danni subiti dalla mia auto a causa di un tamponamento, in quanto il veicolo responsabile munito di scatola nera ha rilevato crasha a kilometri zero.
    Come posso contestare il tutto alla compagnia di assicurazione.
    Grazie

    1. Ti suggeriamo la lettura dei seguenti articoli: La scatola nera fa prova?; Assicurazione: risparmiare con la scatola nera; Scatola nera: vantaggi e valore probatorio; La scatola nera: può essere usata in causa, se c’è un incidente?. Per sottoporre il tuo caso all’attenzione dei professionisti del nostro portale giuridico, richiedi una consulenza cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

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