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Mifid 2: le novità a tutela dei risparmiatori

3 Gennaio 2018 | Autore:
Mifid 2: le novità a tutela dei risparmiatori

Entra in vigore la Mifid 2. Vediamo le principali novità e le nuove tutele  per investitori e risparmiatori

Dopo quasi 4 anni di attesa, è cominciata l’era della Mifid 2 [1]. Ed infatti, è finalmente entrata in vigore la direttiva europea che ridisegna le norme a tutela degli investitori e punta ad evitare una volta per tutte gli errori che, soprattutto negli ultimi tempi, hanno tradito i risparmiatori italiani [2]. La Mifid 2 (entrata in vigore il 03.01.2018) ha come obiettivo lo sviluppo di un mercato unico dei servizi finanziari in Europa, nel quale siano assicurate la trasparenza e la protezione degli investitori. Vengono così ridisegnate le norme sulla consulenza finanziaria, affinché la stessa sia quanto più possibile ispirata al dovere di agire nel miglior interesse del cliente, garantendo una corretta informazione per gli investitori ed al contempo maggiori tutele per i risparmiatori. Vediamo, dunque, quali sono le principali novità introdotte dalla Mifid 2 ed in cosa consistono le nuove tutele per gli investitori.

Mifid 2: il nuovo concetto di consulenza finanziaria

Obiettivo principale della Mifid 2 è quello di ingenerare un circolo virtuoso che ispiri fiducia negli animi degli investitori. Negli ultimi tempi, infatti, i risparmiatori italiani  hanno dimostrato di preferire gli “investimenti fai da te” e di affidarsi più volentieri al “passaparola”, che ad un consulente finanziario.

Ponendosi questo obiettivo, la Mifid 2 innova significativamente la materia, introducendo un nuovo concetto di consulenza finanziaria su base indipendente. In particolare, le imprese di investimento sono chiamate a specificare ai clienti se:

  • la consulenza è prestata su base indipendente o meno;
  • la consulenza è basata su un’analisi del mercato ampia o più ristretta delle varie tipologie di strumenti finanziari;
  • l’impresa fornirà ai clienti la valutazione periodica dell’adeguatezza degli strumenti finanziari raccomandati.

Mifid 2: l’importanza della valutazione di adeguatezza

Alla base del servizio di consulenza resta sempre quel fondamentale presidio di tutela dell’investitore che è rappresentato dalla valutazione di adeguatezza. Tale valutazione si basa, anzitutto, sulla raccolta di una serie di informazioni sul cliente, ed in particolare:

  • le sue conoscenze ed esperienze in materia di investimenti riguardo al tipo specifico di prodotto o servizio;
  • la sua situazione finanziaria, tra cui la capacità di sostenere eventuali perdite;
  • i suoi obiettivi di investimento, inclusa la tolleranza al rischio.

Ma cerchiamo di capire, in pratica, cosa cambierà realmente. A tal fine semplificheremo e chiariremo ulteriormente quanto sin qui detto.

Mifid 2: cosa cambia in pratica

In sostanza, la prima cosa che un consulente finanziario dovrà fare è valutare la posizione economica e la situazione finanziaria del cliente che si trova di fronte. Come? Valutando l’attitudine al rischio del risparmiatore (proprio cliente) e la sua capacità a tollerare le perdite. Il concetto chiave, dunque, è quello concernente la cosiddetta valutazione di adeguatezza, che si basa sulla raccolta di tutte le informazioni sopra esplicitate. Tale valutazione doveva essere posta in essere anche in precedenza (quando era in vigore la Mifid 1, per intenderci). Qual è allora la novità? L’introduzione di un nuovo obbligo in capo al consulente finanziario. La Mifid 2, infatti, prevede l’obbligo da parte del consulente finanziario di redigere per iscritto una relazione di adeguatezza della sua proposta (sia in termini di consulenza che di sottoscrizione di strumenti finanziari). Tale relazione, inoltre, dovrà essere aggiornata periodicamente e motivata in ogni suo punto.

Mifid 2: maggiore trasparenza sui costi

La Mifid 2 porta con sé una serie di cambiamenti radicali nel business della consulenza finanziaria. L’obiettivo fondamentale è quello di rendere quanto più chiaro, serio e trasparente possibile il “patto” che si va ad instaurare tra il risparmiatore ed il suo consulente.  A tal fine, inoltre, sarà necessario indicare nella relazione di adeguatezza tutti i costi sostenuti dal risparmiatore, sia in termini assoluti (vale a dire quanti soldi dovrà sborsare) che in termini percentuali. Sul punto è necessario esplicitare anche l’incidenza di questa percentuale sul prodotto anno dopo anno.  La Mifid 2 ha, dunque, la finalità di rendere più comparabili tutti i costi, che dovranno essere in ogni caso esplicitati, dettagliati e giustificati.

Mifid 2: obblighi più stringenti per i consulenti

Ogni consulente dovrà fare molta attenzione a non proporre strumenti finanziari non adeguati alle caratteristiche del proprio cliente. Proprio per evitare gli errori che negli ultimi tempi hanno incrinato la fiducia tra risparmiatori, da un lato, ed industria finanziaria, dall’altro, per ciascun prodotto saranno esplicitate le categorie di risparmiatori a cui sono destinati o meno.

È fondamentale costruire una buona relazione tra consulenti finanziari e risparmiatori, i quali avranno diritto di fare tutte le domande e di chiedere tutte le informazioni necessarie per far fruttare al meglio il proprio denaro. Inoltre, al fine di assicurare agli investitori un livello di protezione più elevato, la Mifid 2 prevede per i consulenti vincoli più stringenti in termini di aggiornamento e formazione.


note

[1] MiFid, acronimo di Markets in Financial Instruments Directive (Direttiva sui Mercati degli Strumenti Finanziari), è un atto normativo emanato dal Parlamento europeo il 21.04.2014, che fissava il termine ultimo per l’entrata in vigore al 3 gennaio 2017 nei paesi membri della Ue, poi ulteriormente prorogato di un anno, al fine per creare un terreno competitivo uniforme dei servizi finanziari in Europa, nel quale siano assicurate la trasparenza e la protezione degli investitori.

[2] Direttiva 2014/65/UE.

Autore immagine: Pixabaycom


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