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Emorroidi: sintomi, cause e intervento

3 Aprile 2019 | Autore:
Emorroidi: sintomi, cause e intervento

Cosa sono le emorroidi? Quali sono i fattori di rischio della malattia emorroidale? Quando è necessario l’intervento chirurgico? Quando può essere riconosciuta la causa di servizio?

La malattia emorroidale, meglio conosciuta con il nome di emorroidi, è un problema che non conosce distinzioni di sesso e coinvolge alcune vene localizzate a livello rettale. I segnali sono ben riconoscibili e, una volta individuati, è bene rivolgersi ad un bravo proctologo. Magari ti sarà capitato di far visita ad un parente, a un conoscente o a un membro della tua famiglia e sentirlo lamentare di un bruciore fastidioso, un prurito lancinante, che gli impedisce di stare tranquillamente seduto sulla sedia, a meno che non abbia un bel cuscino in grado di non fargli percepire il dolore. Con molta probabilità ciò di cui soffre è proprio la malattia emorroidale. Può darsi che tu stesso/a trascorri le tue giornate lavorative davanti al pc; svolgi un’attività che ti costringe a fare sforzi o a sollevare pesi; magari sei un ciclista o pratichi l’equitazione ed hai iniziato ad avvertire alcuni fastidi che ti fanno sorgere qualche dubbio sul tuo stato di salute. Cosa hanno a che fare tutti questi elementi con le emorroidi? Continua a leggere il mio articolo e lo scoprirai; troverai l’intervista al dr. Paolo Veronesi che ci fornirà maggiori informazioni sulle emorroidi: sintomi, cause e intervento. Se sei un lavoratore e ti stai chiedendo se la malattia emorroidale può essere riconosciuta come malattia professionale non tabellata, ti anticipo che la risposta è affermativa, ma devi sapere che occorrerà produrre tutta la documentazione necessaria per verificarne le condizioni e l’esistenza. Prima di lasciarti all’intervista, ti spiegherò come provare la causa di servizio per le emorroidi e ti illustrerò le sentenze più recenti sul tema.

Emorroidi e causa di servizio

Per il riconoscimento delle emorroidi come causa di servizio, il lavoratore deve:

  • provare le condizioni di lavoro, le mansioni svolte, la durata e l’intensità dell’esposizione al rischio;
  • dimostrare l’esistenza della malattia mediante certificazione sanitaria;
  • presentare un certificato medico che dichiari l’origine professionale della malattia;
  • compilare un modulo di denuncia/segnalazione della malattia sul sito dell’Inail in cui indicare: informazioni sulla malattia (elenco d.m. 10/06/2014) e sull’attività lavorativa ad essa correlabile; informazioni integrative (da compilare qualora non sia stata indicata l’attività lavorativa correlata alla malattia professionale) in cui occorre specificare il periodo di svolgimento della mansione; il datore di lavoro; il Comune; il settore lavorativo; il rischio/esposizione/agente/lavorazione; la mansione/attività lavorativa.

Per scoprire quali sono le prestazioni Inail nel caso di riconoscimento della malattia professionale, leggi il nostro articolo.

Emorroidi non riconosciute come malattia professionale

A seguito del mancato riconoscimento, il lavoratore assicurato potrà fare ricorso entro 3 anni dalla notifica della decisione dell’Inail e chiedere di essere sottoposto ad una visita medica collegiale tra il proprio medico curante ed il medico dell’Inail.

Nel caso in cui il lavoratore dovesse ricevere risposta negativa oppure qualora non dovesse ricevere alcuna risposta entro 60 giorni, potrà fare un ricorso giudiziale al giudice del lavoro (entro 3 anni dalla notifica della decisione Inail).

Emorroidi: ultime sentenze

Emorroidi e militare della Guardia di Finanza

È legittimo il provvedimento che esclude la dipendenza da causa di servizio delle emorroidi di terzo grado che affliggono un militare della Guardia di Finanza, trattandosi di patologia costituzionale del sistema venoso sulla quale non possono aver influito le prestazioni lavorative da lui rese.

TAR Perugia, (Umbria) sez. I, 09/03/2012, n.79

Crisi infiammatorie dolorose per causa di servizio

In materia pensionistica di guerra va riconosciuta dipendente dal servizio l’affezione “emorroidi non congeste e non ulcerate” ove si consideri la lenta evoluzione della malattia caratterizzata da periodiche crisi infiammatorie dolorose in rapporto alle molteplici condizioni di vita, di alimentazione e di lavoro del periodo della prigionia.

Corte Conti sez. IV, 23/02/1991, n.70653

Ci sono tanti miti da sfatare sulle emorroidi e tanta disinformazione; proprio per questo ci siamo rivolti al dr. Paolo Veronesi (proctologo) per un’intervista sull’argomento.

Emorroidi: cosa sono?

“Buongiorno dottore, sono venuta da lei perché ho le emorroidi”: questa è la classica frase che dicono i pazienti quando vengono a fare una visita proctologica. In realtà le emorroidi le abbiamo tutti; sono dei vasi sanguigni del canale anale che formano una specie di spugna o di reticolo e che contribuiscono, insieme ad altre strutture anatomiche, alla continenza.

Se si trovano esternamente, vengono chiamate emorroidi esterne e spesso sono coperte da pelle (marische). Se si trovano internamente, si sviluppano all’interno dell’ano sopra una linea anatomica chiamata “linea dentata”.

Come si distinguono le emorroidi?

Distinguiamo due tipi di emorroidi: esterne ed interne, a seconda della loro posizione. Le emorroidi esterne  si sviluppano vicino all’ano e sono coperte da pelle. Le emorroidi interne si sviluppano all’interno dell’ano sopra una linea anatomica chiamata “linea dentata”.

Quali sono le cause?

Una causa esatta è ignota; però se immaginiamo alle varici degli arti inferiori, si formano perché il sangue “fatica” a risalire e quindi fa gonfiare le vene. Lo stesso accade per le emorroidi. Quindi stare tanto in piedi fermi, come i parrucchieri, o stare tanto tempo seduti, come i guidatori di camion, porta ad una difficoltà nel drenaggio dei vasi emorroidari.

Vi sono però altre cause, come quelle che aumentano la pressione addominale, ad esempio: l’obesità, la gravidanza, l’invecchiamento, lo sforzo durante l’evacuazione, magari in presenza di feci dure; oppure il “vizio” di stare tanto seduti sulla tazza della toilette aumentando così il peso sulla zona anale. Anche in questo caso si può parlare di una predisposizione famigliare.

Il fumo, così come altera la parete dei vasi sanguigni in generale, può portare ad un rischio aumentato di malattia emorroidaria.

Emorroidi e alimentazione: che relazione c’è?

Non vi è una vera e propria relazione tra cibo e malattia emorroidaria. Oggi si parla tanto di nutrizione, di cibi sani, di frutta e verdura. Ecco, occorre bere molta acqua. Per esempio, io consiglio un bicchiere di liquido (anche succo, tisana, caffè lungo) ogni due ore circa. E’ importante un’alimentazione sana in cui tutti i giorni si assumono delle fibre, riducendo gli insaccati, il caffè, il cioccolato, i superalcolici porta ad una regolarizzazione intestinale che previene la “crisi” emorroidaria.

Il peperoncino è un ottimo anti-infiammatorio naturale, quindi non è responsabile della malattia emorroidaria, però assumerlo in presenza di congestione o complicanza emorroidaria, potrebbe causare i sintomi che poi andremo ad elencare.

Quali sono gli sport che possono incidere sull’insorgenza delle emorroidi?

Principalmente gli sport che hanno un’azione traumatica sui glutei come l’equitazione, il motocross, il ciclismo oppure quegli sport che aumentano la già citata pressione addominale, come il sollevamento pesi o alcuni esercizi che facciamo in palestra. Quest’azione prolungata può avere un effetto nocivo sui tessuti di sostegno del canale anale provocando lo scivolamento delle emorroidi.

Lavori sedentari in posizione seduta: possono causare la nascita di questo disturbo?

Si; lavori sedentari in posizione seduta o che obblighino troppo alla stazione eretta (parrucchieri, lavori alla scrivania, guidatori di autoveicoli o camion per lunghe tratte).

Lo stress può essere annoverato tra le cause delle emorroidi?

Anche questo argomento è molto caro alla popolazione. Nello stress spesso identifichiamo l’origine di molti malanni. Lo stress in sé non è una causa organica, cioè il responsabile di una malattia, però durante questo periodo si ha la secrezione di alcune sostanze come l’adrenalina e il cortisolo. Al termine del periodo, l’organismo è più debilitato e soggetto a reazioni infiammatorie, tra cui l’infiammazione emorroidaria.

Emorroidi: come prevenirle?

E’ possibile prevenire le emorroidi con un’alimentazione sana, praticando attività sportiva e bevendo molta acqua. Tutti questi elementi insieme possono aiutare ad evitare l’insorgenza della complicanza emorroidaria.

Quali sono i sintomi delle emorroidi?

A volte le emorroidi non danno sintomi. Al contrario, le emorroidi possono dare dei segni, cioè mostrarsi e spesso lo fanno con il sanguinamento durante la defecazione. Segno che spesso spaventa il paziente che decide di farsi visitare. A volte possono portare prurito oppure, se fuoriescono dal canale anale, il paziente le sente quando fa il bidet. Se rimangono esterne durante la giornata possono dare la sensazione di avere sempre l’ano bagnato oppure un costante senso di peso anale.

Quali sono le complicanze?

Se le feci dure passano attraverso le emorroidi gonfie, le possono rompere portando appunto al sanguinamento. Se, invece, il sangue all’interno del vaso emorroidario si coagula perché non viene drenato verso l’alto si forma il trombo e cioè la trombosi emorroidaria, che è dolorosa e si manifesta come una pallina violacea esternamente all’ano. Di solito, dà sollievo quando si rompe sanguinando e sgonfiandosi. A volte, questo drenaggio lo esegue il medico con una piccola incisione in anestesia locale.

Ultima complicanza è la fuoriuscita dall’ano delle emorroidi che viene definita prolasso. Il prolasso può ridursi spontaneamente dopo la defecazione, oppure essere ridotto manualmente con le dita dal paziente, oppure non ridursi mai. A seconda della situazione si parla di emorroidi di 2°, 3° o 4° grado.

Come sedersi con le emorroidi?

Da evitare la “ciambella” in quanto tende a concentrare il peso della persona sull’ano (come un imbuto). E’ sufficiente un cuscino se si ha dolore.

Emorroidi: come avviene la diagnosi?

La diagnosi la fa il proctologo o il medico di base e deve essere sempre seguita da una visita dell’ano esternamente ed internamente con l’ausilio di un piccolo cilindro trasparente (anoscopio) che permette di valutare i 5-7cm del canale anale.

Legatura elastica: in cosa consiste?

E’ una procedura ambulatoriale che consiste nel posizionare un elastico alla base dell’emorroide chiudendo i vasi sanguigni.

Quando è necessario l’intervento chirurgico?

Quando le complicanze emorroidarie o i sintomi non regrediscono nonostante le terapie o vi è un breve periodo di benessere al termine della terapia. Pertanto, si rende necessario l’intervento chirurgico.

Intervento: in cosa consiste?

Vi sono 3 interventi principali. L’emorroidectomia sec Milligan-Morgan: o rimozione chirurgica delle emorroidi. E’ il miglior metodo per la rimozione permanente delle emorroidi e si rende necessaria quando:

  • le trombosi nelle emorroidi esterne si ripetono;
  • la legatura elastica fallisce nel trattare le emorroidi interne;
  • le emorroidi prolassate non possono più essere ridotte;
  • c’è un sanguinamento persistente.

L’emorroidectomia rimuove l’eccesso di tessuto che causa l’emorragia e il prolasso. Viene eseguita in anestesia spinale; richiede circa una notte di ospedalizzazione ed un periodo di convalescenza di circa 15-20 giorni.

Poi c’è l’intervento Longo o Starr che consiste nell’asportazione di un cilindro di mucosa del retto con una suturatrice meccanica. Determina un riposizionamento verso l’alto dei cuscinetti emorroidari ed un’interruzione delle arterie alle emorroidi. Sono controindicate le emorroidi esterne, voluminose, indipendentemente dal prolasso dei noduli interni.

I vantaggi della metodica sono la conservazione della cute del bordo anale e della sua sensibilità, la riduzione del dolore postoperatorio rispetto alle comuni emorroidectomie. C’è un maggior rischio di recidiva a distanza e si sono osservate alcune complicanze maggiori (dolore persistente, ematomi della parete del retto).

Il terzo tipo di intervento si chiama Thd e consiste nella legatura dei vasi arteriosi che irrorano i cuscinetti emorroidari a cui segue una sutura a fisarmonica per riposizionare la mucosa verso l’alto. La legatura viene fatta al canale anale superiore sulla guida di una sonda eco-doppler. E’ indicata soprattutto nelle emorroidi interne sanguinanti. Non provoca particolare dolore nel post-operatorio, ma ha un rischio di recidiva maggiore rispetto alla Milligan-Morgan.

Un falso mito da sfatare?

Le emorroidi non portano al cancro; non esiste alcuna relazione. In ogni caso, i sintomi delle emorroidi, in particolare l’emorragia, sono molto simili a quelli del cancro e come a quelli di tante altre malattie del colon-retto. E’ importante che i sintomi siano analizzati da un medico specializzato nel trattare questo tipo di malattie. Non contate su preparati da banco o su altri trattamenti auto-somministrati. Rivolgetevi subito ad un chirurgo colorettale in modo da far valutare e trattare correttamente i vostri sintomi.

note

Autore immagine: dolore emorroidi di one photo


1 Commento

  1. E’ successo a mio fratello… Lui ha sempre praticato equitazione. Davvero bravissimo. Un bel giorno, inizia ad avvertire dolori. Io gli ho detto mille volte di andare a farsi visitare da un medico. Lui testardo, diceva che probabilmente erano gli sforzi in palestra e l’allenamento costante. Ma anche in questo caso, se esageri, dico io, fai una visita. Cosa ti costa rivolgerti ad un dottore? Ecco, lui oltre a fare equitazione, si è allenato in palestra facendo cyclette e poi nel suo lavoro fa diversi sforzi fisici. Ed ecco che è arrivata la malattia emorroidale. Per fortuna, ora ha risolto, ma ci aveva fatto prendere un bello spavento… Quando ci parlava del sangue nelle feci, abbiamo temuto il peggio…

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