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Auto usate: l’inganno sull’anno d’immatricolazione

4 Gennaio 2018 | Autore:
Auto usate: l’inganno sull’anno d’immatricolazione

In caso di acquisto di auto usata, cosa accade se l’anno di immatricolazione è diverso rispetto a quello indicato dal venditore?

Comprare un’auto usata può essere molto vantaggioso da un punto di vista economico, ma al contempo può esporre l’acquirente a notevoli rischi circa il reale stato del veicolo. In particolare, chi compra un’auto di seconda mano, deve essere correttamente informato dello stato del veicolo. Non è raro, infatti, che un’auto venduta praticamente come nuova, in realtà non lo sia affatto ed abbia al contrario dei vizi nascosti, tali da renderla inutilizzabile o comunque da sminuirne di molto il valore.  Abbiamo già detto cosa deve sapere l’acquirente di un’auto usata, quali informazioni devono necessariamente essere fornite a chi compra una macchina usata. Per approfondimenti leggi qui Comprare auto usate: cosa sapere.

Ma cosa succede se il venditore, per concludere un affare più vantaggioso tace al compratore il reale anno di immatricolazione del veicolo? In sostanza, cosa accade nel caso in cui, dopo l’acquisto della vettura, l’anno di immatricolazione risulta diverso rispetto a quello indicato in sede di trattative? La risposta è stata fornita da una recente sentenza del Tribunale di Pordenone [1] che ha chiarito cosa accade nel caso di inganno sull’anno di immatricolazione. 

Il Giudice ha stabilito, infatti, che quando una parte, prima della conclusione del contratto, raggira l’altra per indurla a concludere l’accordo, nascondendole circostanze determinati ai fini della valutazione del buon affare, il contratto è annullabile.

Ma attenzione: l’annullabilità del contratto – che va fatta valere attraverso un’azione giudiziaria entro massimo cinque anni dalla scoperta del vizio –  scatta solo se risulta che, in assenza dei raggiri posti in essere dal venditore, l’acquirente non avrebbe mai concluso il contratto. Diversamente, se risulta che il contratto sarebbe stato comunque concluso, ma a condizioni diverse (ad esempio, ad un prezzo più basso), il contratto resta valido ma è possibile chiedere una riduzione del prezzo o una parziale restituzione delle somme già pagate.

È un principio fondamentale del diritto civile e commerciale quello per cui in materia contrattuale, durante la fase delle trattative, la parte contraente deve comportarsi secondo buona fede e correttezza. Deve dunque rendere edotta la controparte di tutte le informazioni in suo possesso, senza occultare o alterare fatti la cui conoscenza sia indispensabile per la corretta formazione della volontà contrattuale.

La violazione di questo dovere di informazione fa scattare una responsabilità che, come detto, può variare dall’annullamento del contratto alla riduzione del prezzo.

Tra gli obblighi informativi in caso di vendita di auto usate si colloca necessariamente quello di riferire circa l’anno di immatricolazione del veicolo. Pertanto nel caso in cui l’acquirente si accorga, successivamente alla conclusione del contratto, che l’anno di immatricolazione dell’auto usata è diverso da quello dichiarato dal venditore ha due strumenti di tutela a seconda dell’entità dell’inganno. Infatti:

  • se si tratta di una differenza minima (ad esempio uno o due anni) che non incide sulla funzionalità del mezzo, all’acquirente è dovuta la restituzione del prezzo a titolo di risarcimento del danno. L’ammontare del risarcimento può essere quantificato nella somma pari alla differenza tra il prezzo effettivamente corrisposto al momento dell’acquisto e il valore reale dell’autovettura all’epoca della vendita, così come risultante dalle quotazioni di mercato;
  • se, al contrario, si tratta di una differenza consistente il compratore potrà agire per ottenere l’annullamento del contratto.

note

[1] Trib. Pordenone, sent. n. 572 del 25.07.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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