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Il mutuo

26 Aprile 2019 | Autore:
Il mutuo

Contratto di mutuo: cos’è e come funziona? Quali sono gli elementi fondamentali del mutuo? Quando gli interessi sono usurari? Cos’è il mutuo di scopo?

Il mutuo è, con ogni probabilità, uno dei contratti più noti in assoluto; ciò è dovuto soprattutto alla grande frequenza con cui gli italiani vi ricorrono per acquistare casa: con il mutuo, infatti, si ottiene una liquidità di cui normalmente non si dispone. Ovviamente, quello che il mutuante ha dato va poi restituito, con gli interessi, per giunta. La garanzia del mutuo è che si tratta di un prestito che, di solito, viene concesso da soggetti qualificati, i quali operano con professionalità nel mercato finanziario. Di conseguenza, contrarre un mutuo con una banca rende tranquilli sull’affidabilità del soggetto con cui si contratta. Ma siamo sicuri di sapere davvero cos’è il mutuo? Contrariamente a quanto si possa pensare, il mutuo è un contratto complesso, che non si limita solamente a trasferire denaro da una parte all’altra, con l’obbligo per quest’ultima di restituire quanto preso: la legge, infatti, attribuisce al mutuo una serie di caratteristiche che è bene conoscere. Pertanto, se l’argomento ti interessa per una mera curiosità giuridica oppure perché sei in procinto di accendere un mutuo presso una banca, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme, in modo semplice e pratico, cos’è e come funziona il mutuo.

Contratto di mutuo: cos’è?

Il mutuo è un contratto mediante il quale una parte (cosiddetto mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una determinata quantità di denaro, con l’obbligo di restituirla maggiorata degli interessi [1].

Tecnicamente, secondo il Codice civile, il mutuo non deve avere ad oggetto necessariamente del denaro, né il prestito deve provenire da un istituto di credito. Questo significa che si può parlare di mutuo anche nel caso in cui una persona presti del grano (o qualsiasi altro bene “fungibile”, cioè scambiabile con un altro perché identico) ad un amico.

Nell’economia di tutti i giorni, però, il mutuo è divenuto un tipico contratto bancario, cioè un contratto stipulato per iscritto tra una banca (mutuante) e uno o più clienti (mutuatari). Spesso, poi, la banca vincola il finanziamento concesso, nel senso che la somma di denaro che dà in prestito deve essere utilizzata per uno specifico affare: si tratta del mutuo di scopo, di cui parleremo diffusamente più avanti.

Mutuo: caratteristiche del contratto

Dopo aver fornito una definizione di mutuo, vediamo quali sono gli aspetti caratteristici di questo negozio giuridico. Il mutuo è un contratto:

  • traslativo, perché le cose date diventano di proprietà del mutuatario [2], il quale può liberamene servirsene. Alla scadenza, il mutuatario non deve restituire le stesse cose ricevute, ma altrettante della stessa specie e qualità. Proprio per tale ragione il mutuo può avere ad oggetto solo denaro o altre cose fungibili, cioè cose che non vengono prese in considerazione nella loro individualità, ma, essendo intercambiabili, vengono indicati solo nel genere e individuati per numero, peso, misura. Non potrà mai essere oggetto di mutuo un quadro o un’auto, ma solamente cose che si equivalgono: pensa ad un barile di petrolio, ad un sacco di grano, ecc.;
  • reale, perché si perfeziona con la consegna delle cose al mutuatario e non con la sola manifestazione del consenso delle parti. Affinché possa dirsi integrata la consegna (e, quindi, perfezionato il contratto) è sufficiente il conseguimento da parte del mutuatario della disponibilità giuridica del denaro o delle cose oggetto di mutuo; ne consegue che il trasferimento può essere realizzato anche attraverso il mero accreditamento in conto corrente della somma mutuata a favore del mutuatario. Il mutuo di scopo (che analizzeremo di qui a breve) è invece contratto consensuale, che si perfeziona con il solo incontro delle volontà delle parti, prima ancora che le cose oggetto di mutuo siano trasferite al mutuatario;
  • a titolo oneroso, poiché, di solito, a fronte della concessione di una determinata quantità di cose, il mutuatario si impegna non solo alla restituzione, ma anche al pagamento degli interessi, che rappresentano il corrispettivo della possibilità di godere del denaro o dei beni consegnati al mutuatario.

Mutuo: gli interessi sono dovuti?

La legge dice che, a meno che le parti non prevedano espressamente il contrario, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante [3]. Questi possono essere pattuiti liberamente tra le parti, purché non si superi il limite massimo stabilito dalla legge, superato il quale gli interessi diventano usurari. Per legge, la clausola che prevede interessi usurari è nulla; ma non solo: l’usurarietà dell’interesse pattuito libera il mutuatario dal dover corrispondere qualsiasi tipo di interesse.

In pratica, come se si trattasse di una sorta di punizione ai danni del mutuante, il mutuo diviene a titolo gratuito e il mutuatario dovrà solamente restituire la somma ricevuta, senza corrispondere alcun interesse.

Interessi: quando sono usurari?

Abbiamo detto che il contratto di mutuo è naturalmente oneroso, nel senso che, a meno che le parti non pattuiscano il contrario, il mutuatario è tenuto a corrispondere gli interessi, nella misura fissata dalle legge (interessi legali) o in quella diversa voluta dai contraenti. Se il limite legale viene superato, l’interesse diviene usurario e nulla è dovuto al mutuante.

Quando un interesse è usurario? Come si fa a sapere se l’interesse applicato ad un mutuo o ad un prestito è usurario e, quindi, illegale? È l’ordinamento giuridico a stabilirlo: nello specifico, il tasso di interesse è fissato da una legge [4] che affida al Ministero del Tesoro il compito di rilevare trimestralmente il tasso effettivo globale medio degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati. È poi la Banca d’Italia che pubblica trimestralmente una tabella con i vari tassi soglia divisi per categoria di operazioni: ci sono quindi tassi soglia di usura diversi per le aperture di credito, gli anticipi e sconti, mutui e leasing; ecc.

Nello specifico, la legge ha stabilito che è usurario l’interesse il cui tasso esorbita di oltre il 50% i tassi medi praticati dalle banche e dagli altri intermediari finanziari, così come rilevato ogni trimestre da un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze. Ad esempio, se il tasso di interesse nel mercato finanziario, per una determinata categoria di operazioni, oscilla tra un minimo del 14% ed un massimo del 30%, così determinando il tasso medio nel 22%, un interesse superiore al 33% (22+ 11) è da qualificarsi usurario.

Mutuo: quali sono i diritti e i doveri delle parti?

Il mutuo è un contratto dal quale sorgono diritti e doveri in capo alle parti coinvolte. Nonostante sia molto più semplice individuare gli obblighi che sorgono in capo al mutuatario, la giurisprudenza [5] ha stabilito che il mutuo è pur sempre un contratto a prestazioni corrispettive e, pertanto, entrambe le parti sono tenute ad onorarlo diligentemente, pena il sorgere di responsabilità contrattuale.

Dal mutuo sorge l’obbligo per il mutuante di consegnare al mutuatario una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, mentre per il mutuatario di restituire quanto ricevuto, eventualmente maggiorato degli interessi.

La restituzione delle cose date in mutuo deve avvenire nel termine stabilito nel contratto o, in mancanza, da quello stabilito dal giudice, avuto riguardo alle circostanze concrete [6]. La restituzione può anche essere rateale, se così pattuito; in questa circostanza, però, se il mutuatario non adempie l’obbligo del pagamento anche di una sola rata, il mutuante può chiedere l’immediata restituzione dell’intera somma prestata [7].

Inadempimento del mutuo: cosa succede?

Come per qualsiasi altro contratto, se una delle parti si rende inadempiente agli obblighi che sorgono dal mutuo l’altra potrà chiedere la risoluzione: ciò significa che il contratto si scioglierà e, se l’inadempiente è il mutuatario, si sarà costretti a restituire tutto quanto ricevuto, eventualmente maggiorato degli interessi, oltre al risarcimento del danno.

Di conseguenza, se al mutuante non viene restituito ciò che gli spetta nei termini pattuiti, oppure non gli vengono corrisposti gli interesse anche se previsti, il mutuante potrà adire il giudice per chiedere, oltre alla restituzione di quanto era proprio, anche il risarcimento dei danni.

C’è responsabilità anche per il mutuante: questa sorge, ad esempio, nel caso in cui egli trasferisca al mutuatario cose diverse da quelle pattuite, oppure cose viziate (pensa al mutuo che abbia ad oggetto, anziché denaro, dei prodotti agricoli, che però vengono dati al mutuante in pessime condizioni, rendendoli inutilizzabili). Ugualmente il mutuante incorrerà in responsabilità se non rispetta le condizioni contrattuali, come ad esempio quelle che stabiliscono termini prima dei quali il mutuatario non è tenuto a restituire nulla.

Mutuo di scopo: cos’è?

Una particolare tipologia di mutuo è quello cosiddetto di scopo. Di cosa si tratta?  Il mutuo di scopo (o di destinazione) consiste nell’erogazione del credito in cui acquista rilievo, accanto alla causa generalmente creditizia, il motivo specifico per il quale il mutuo viene concesso.

Con il contratto di mutuo di scopo, il mutuante pone un vincolo alla utilizzazione delle somme concesse in mutuo. La clausola di destinazione della somma mutuata si inserisce nel contratto, in modo da conformarlo alle esigenze che si intendono raggiungere.

In altre parole, la destinazione da imprimersi alle somme si inserisce nel negozio, fino a tradursi nella funzione. In virtù della clausola di reimpiego, il creditore acquista influenza per quanto attiene alla utilizzazione del capitale mutuato. A carico del mutuatario sorge una vera e propria obbligazione, consistente nella utilizzazione della somma nel modo previsto.

Caratteristiche del mutuo di scopo

Caratteristica peculiare del mutuo di scopo o di destinazione è che una somma di denaro viene consegnata al mutuatario esclusivamente per raggiungere un determinata finalità, espressamente inserita nel rapporto contrattuale, per cui il mutuatario non solo si obbliga a restituire la somma mutuata, con la corresponsione dei relativi interessi, ma anche a realizzare lo scopo previsto.

Il mutuo di scopo, a differenza di quello classico, è consensuale, poiché si perfeziona con il semplice scambio di consensi tra le parti coinvolte nell’operazione giuridica. La sua funzione è prettamente creditizia, poiché la consegna della somma rappresenta non un elemento costitutivo, ma l’esecuzione dell’obbligazione a carico del finanziatore [8].

Mutuo di scopo: cosa succede se non è rispettata la destinazione?

Cosa succede se le somme concesse in mutuo per la realizzazione dello scopo previsto nel contratto non vengono utilizzate in tal senso? Ad esempio, Tizio ottiene un mutuo al fine di comprare l’attrezzatura occorrente per la sua attività commerciale; anziché impiegare il danaro in questa direzione, lo utilizza per acquistarsi un’auto nuova. Cosa accade in un caso del genere?

La risposta è piuttosto semplice, se solo si pensa che il vincolo di destinazione impresso al finanziamento è inserito direttamente all’interno del contratto: il mutuatario diventa inadempiente e il mutuante più chiedere la risoluzione del contratto. In pratica, se colui che riceve le somme di denaro non le reimpiega secondo quanto previsto dal contratto, egli verrà meno ad un obbligo, offrendo alla controparte la possibilità di chiedere la restituzione di quanto dato, oltre al risarcimento dei danni.


note

[1] Art. 1813 cod. civ.

[2] Art. 1814 cod. civ.

[3] Art. 1815 cod. civ.

[4] Art. 2, legge n. 108 del 07.03.1996.

[5] Cass., sent. n. 1861 del 21.02.1995.

[6] Art. 1817 cod. civ.

[7] Art. 1819 cod. civ.

[8] Cass., sent. n. 7773 del 19.05.2003.

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